Il Blog di Enrico Baroncelli

Nonostante dal 23 Febbraio, come in tutte le scuole prima della Lombardia e poi dal 4 Marzo 2020 dell'Italia, le scuole materne siano bloccate e senza affluenza di bambini, con grandi problemi per i genitori (soprattutto quelli che vanno ancora a lavorare) che non sanno a chi affidare i loro figli, il Consiglio di Amministrazione dell'Asilo privato Venini di Introbio, "dopo un'approfondita riflessione", chiede ai genitori dei bambini di pagare una retta dimezzata "al fine di poter garantire la continuità operativa della nostra struttura".

Una decisione, che probabilmente sarà replicata in molti altri asili privati della provincia lecchese, che lascia piuttosto interdetti molti genitori.
"Dopo il danno la beffa", dicono alcuni di loro: non erogano nessun servizio ma chiedono lo steso le spese di mantenimento.

La richiesta poi va a influire su molte famiglie già colpite dalle conseguenze economiche del "lockdown": cassa integrazione (se va bene, con i soldi che arriveranno forse a Maggio) chiusura momentanea delle attività economiche (nel caso di molti comemrcianti o artigiani), o addirittura licenziamenti.
Una situazione decisamente pesante, a cui si aggiunge quest'altro "balzello" (50 euro al mese , da Marzo a Giugno, per un totale di 200 euro a testa).

"Sarebbe come si i bar dicessero ai loro abitudinari clienti - commenta un altro genitore- :"Dateci 50 euro per i bianchini di vino che non vi abbiamo versato"!"

Insomma una situazione veramente al limite del paradossale, che dimostra ancora una volta, come nel caso della Sanità lombarda, che l' aver puntato sulle strutture private invece che su quelle pubbliche non è forse stata una scelta molto oculata.

Un'altra tra le cose che la crisi del Coronavirus ci ha insegnato.