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Mercoledì, 22 Aprile 2020 07:19

SULLA "PANCHINA SOLIDALE" DI CALOLZIO

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AVANTI TUTTA CON LA SOLIDARIETA’, NONOSTANTE LE CRITICHE, ANCHE CON UN PROGETTO COMUNALE CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE
Grazie all’assessora ai Servizi Sociali per avere informato tramite la stampa locale, anche se solo oggi e forse avrebbe dovuto averlo fatto prima, che presso la chiesa di Sala si possono depositare per chi può farlo le derrate alimentari che poi la Caritas distribuirà ai bisognosi. Bene, buona notizia questa, anche perché così a mezzo stampa si informano anche tutti i cittadini che non frequentano la chiesa non solo per i divieti imposti dalla emergenza sanitaria, ma anche perché magari non tutti sono praticanti.

Mi permetto di invitare però l’assessora Balossi , per superare gli inconvenienti segnalati inerenti i cibi lasciati sulla “panchina solidale”, di organizzare in alternativa presso i supermercati e i negozi alimentari disponibili una apposito “carrello spesa solidale” dove chi vuole e ne ha la possibilità può lasciare derrate alimentari per chi ne ha bisogno. La sera, prima della chiusura, la protezione civile o qualche volontario potrebbe passare al ritiro e alla consegna alla Caritas. Questo difficile momento ha bisogno dell’apporto di tutti e quindi ogni stimolo all’aiuto degli altri per noi è da sostenere. Tuttavia rilevo che criticare la solidarietà spontanea non è mai un bel gesto a maggior ragione se la disapprovazione arriva da un assessore che deve avere a cuore le persone socialmente deboli.

Con lo spirito propositivo e di collaborazione che ci distingue, rinnovo all’assessora Balossi e a tutta l’Amministrazione Comunale la richiesta di cogliere l’opportunità in questo difficile momento per molti cittadini, di dar vita, come già avevamo richiesto a un progetto concreto per ridurre gli sprechi alimentari, anche per intervenire così in maniera continuativa e non solo nel tempo del coronavirus sulle fasce del bisogno.
In molti casi sono sufficienti semplici azioni da parte di singoli cittadini, produttori, rivenditori, ristoratori, gestori di mense ecc… per contribuire ad arginare gli sprechi. Piuttosto che buttare, donare.
L’Italia ha una legge contro gli sprechi dei prodotti alimentari e farmaceutici. Ritengo che debba attivare una “cabina di regia” a cui far partecipare: commercianti, ambulanti, ristoratori, gestori di mense, cittadini che lavorano orti, farmacisti, associazioni di volontariato sociale, parrocchie e sindacati, per organizzare un progetto ed un luogo per la gestione degli alimenti e dei farmaci da destinare a fini sociali.

Diego Colosimo
per conto di tutti i cittadini calolziesi

Mercoledì, 22 Aprile 2020 07:08

GIULIO CEPPI NELLA TASK FORCE DI AZZOLINA

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Apprendiamo dai media che l'amico Arch. e Prof. Giulio Ceppi, uno dei fondatori della nostra associazione è stato nominato nella task force voluta dalla Ministra dell'istruzione dott.ssa Lucia Azzolina .  
Giulio Ceppi farà parte di un comitato di esperti ( 18 componenti ) che avrà il compito di formulare e presentare idee e proposte per la scuola finalizzata a rispondere all'emergenza sanitaria in corso, ipotizzando un nuovo modello del sistema di istruzione nazionale .  Ci complimentiamo con Giulio per l'incarico consapevoli che non ha un compito semplice da svolgere , ma conosciamo le sue grandi qualità e doti di progettazione e di "vision" e siamo orgogliosi che sia stata scelta una figura come la Sua che ci rassicura sulla competenza e la capacità di analisi di cui conosciamo bene le potenzialità . 
Appello per Lecco augura buon lavoro e auspica che anche questo sodalizio neocostituito possa essere utile a fare uscire un settore fondamentale come quello della istruzione, formazione e ricerca da questo periodo di grande incertezza e inquietudine . 

Appello per Lecco 
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Mercoledì, 22 Aprile 2020 07:05

LA SINISTRA SULLA RSA DI GALBIATE

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VILLA SERENA E L’IGNAVO SINDACO DI GALBIATE

Apprendiamo con sgomento, per non dire altro, che il Sindaco in risposta ad una interrogazione per
conoscere la situazione all’interno di Villa Serena, alla luce della pandemia da Covid-19 e di quanto,
purtroppo, maldestramente è avvenuto in molte RSA, abbia, come riportato anche dalla stampa
locale, appuntato il fatto che: “la responsabilità della gestione non è del Comune e che intromettersi
vorrebbe dire di fatto entrare in casa d’altri”.

Ma va là, per usare la nota espressione dell’avv. Ghedini, non fosse altro perché oltre 30 ricoverati sui
190 di Villa Serena sono cittadini di Galbiate, così come sono di Galbiate anche molti lavoratori di
questa struttura. Ma ciò è comunque marginale rispetto ai doveri e agli obblighi a cui è tenuto il
Sindaco Giovanni Montanelli.
Al Sindaco ricordiamo che il Testo Unico degli Enti Locali al punto 5 dell’art 50 dispone che il Sindaco
quale rappresentante della comunità locale, in caso di emergenze sanitarie possa adottare
provvedimenti utili a superare le gravi situazioni. Non secondari sono anche alcuni articoli del
contratto stipulato dal Comune con la Società Villa Serena SpA che, dispongono la possibilità di
controlli da parte dell’Amministrazione Comunale. Tutto ciò -Testo Unico degli Enti Locali e contratto
in essere con Villa Serena- obbliga il Sindaco, senza se e senza ma, ad approfondire tutte le
conoscenze interne inerenti la situazione in essere di Villa Serena.

L’aver glissato, per non rispondere, alla domanda relativa alla situazione complessiva di Villa Serena,
anche alla luce dei fatti e delle indagini aperte dalla Magistratura rispetto a molte RSA della
Lombardia, è un comportamento da ignavo Sindaco, che va stigmatizzato e che non può essere
sottaciuto.
Ribadiamo che è sempre importante informare correttamente specialmente in situazioni gravi come
quelle che tutti stiamo vivendo. Le verità, se non sono intervenuti ingiustificati “ordini superiori” che
però vanno esplicitati, non si oscurano Signor Sindaco e, se volutamente si oscurano non fanno altro
che avvitare malafede, senza rendersi conto di divenire, magari anche inconsapevolmente, partecipi
di operazioni melmose inerenti quanto meno la comunicazione.

Signor Sindaco, abbia un ravvedimento operoso e, informi con chiarezza tutti i famigliari degli ospiti di
Villa Serena e, anche tutti i cittadini sullo stato dell’arte ai tempi del coronavirus.
Nel corso degli anni, noi abbiamo a vario titolo, espresso la nostra netta contrarietà alla demolizione
della gestione pubblica comunale di Villa Serena. Ma siamo rimasti, purtroppo, inascoltati.
Questi decenni di privatizzazioni sfrenate (la Lombardia ne è maestra), le corruzioni e i latrocinii
(Formigoni insegna …), la demolizione del sistema sanitario nazionale pubblico sono stati i principali
alleati del 'coronavirus' in termini di vittime, di contagiati.

Un invito, Signor Sindaco: ponga fine ai silenzi e alle informazioni non date e, rivisitando pure tutti i
danni delle privatizzazioni dei servizi sanitari e assistenziali, li ripubblicizzi quanto prima.
22 aprile 2020 Il Coordinamento provinciale di Sinistra Lavoro

20 aprile 2020

In questo strano carteggio ci ha aiutato oggi un giovane papà, Davide Tommasi, che mi ha scritto e ha inviato un suggerimento di lettura che rigiro a tutti.

Ciao Angelo,

Brano interessante.

Ho fatto girare sui social e tra i miei contatti politici, tra cui l’attuale Ministra per la famiglia, un mio breve pensiero riguardo la scuola e la sua riapertura, te lo allego, penso possa aprire un’interessante discussione ora che sono messi in dubbio e a confronto differenti valori e priorità in ogni stato occidentale (e non solo).

È già qualche settimana che sto pensando al problema rappresentato dai nostri figli a casa.

Problema grosso sul serio ma in Italia stiamo dimostrando una volta in più che l’educazione non è tra le nostre priorità.
Si studia come riaprire il calcio (idea idiota) e le aziende (invece ottima idea) ma non frega molto a nessuno se le scuole restano chiuse fino a Settembre... vedo questo come il primo problema: un problema valoriale, di mentalità, di... “educazione”. Prima ancora del problema comunque grosso del non sapere come gestire i piccoli demoni che hanno conquistato la casa... tanto più quando (mai) si tornerà al lavoro.

Ma perché al posto che perdere tempo a discutere di come riaprire (e se) a Settembre e come dotare tutti di un iPad per le lezioni online, che tanto se la famiglia non è quella giusta cosa volete che farà quel povero studente da solo, non discutiamo di come riaprire subito le scuole?
Perché con il tempo che ci ritroviamo non facciamo lezione all’aperto?

Teniamo chiusi i parchi e dedichiamoli invece alle diverse scuole per creare classi “open air”. Sono certo che i nostri figli dimostrerebbero di saper tenere le distanze e accetterebbero limitazioni e altro se in cambio potessero tornare a vedersi e incontrarsi!
Appena dopo gli operatori sanitari (speriamo che almeno con loro si inizi) controlliamo i bambini e i ragazzi con tamponi ed esami del sangue per prevenire i contagi sul nascere.
Mettiamo parte dei miliardi che stiamo investendo per un debito utile: invece che dare soldi a pioggia con dubbie iniziative di sostegno al reddito, al posto di stanziare soldi per baby sitter e simili, utilizziamo tali soldi per il futuro del paese: Dividiamo le classi così che i numeri siano più gestibili e assumiamo i professori necessari, sistemiamo le strutture per queste nuove esigenze.
Non saranno soldi spesi in emergenza ma saranno soldi investiti per un nuovo modo di fare, fin da subito! Investimento che tornerà con i suoi frutti.

Solo idee buttate giù a getto, si può certo trovare soluzioni migliori.
Il succo rimane: dobbiamo riaprire le scuole subito, in sicurezza, investendo tutto il necessario perché priorità del paese, perché crediamo nel nostro futuro, perché è un investimento che tornerà, perché altrimenti pagheremo un prezzo altissimo più avanti nel tempo, se non noi lo pagheranno i nostri figli.

Prima di un “reddito di cittadinanza”, mortificante e costoso, diamo un “diritto di cittadinanza” ai nostri figli.

Buona giornata, un abbraccio, Davide Tommasi

 

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NASO ALL’INSU’ E MARONI ALL’INGIU’
La mattina di mercoledì 15 aprile, come fra l’altro riportato anche dalla stampa locale, un velivolo militare sorvola lo spazio aereo tra Lecco e Como. Stando ai ben informati di aerei militari, si tratterebbe di un Fighter Attack prodotto dalla Aermacchi del gruppo Leonardo con sede a Venegono Superiore (VA).

Rodeo celeste nel cielo sopra di noi per fare delle prove di volo da parte di possibili acquirenti o scuola di volo o esercitazione, non è dato a sapere, ma poco importa. Importa invece e molto che di questi aerei militari che costano circa 25 milioni di euro l’uno, quando va bene, il nostro Paese ne abbia già acquistati 18. Oltre 450milioni per la morte contro la vita. E poi ci dicono, solo per fare un esempio, che non ci sono i soldi per l’assistenza socio-sanitaria dei disabili, invitandoci pure a fare le collette per acquistare mascherine per proteggerci dall’imperversante coronavirus.

E’ pur vero che le industrie belliche, come l’Aermacchi in questo caso, danno lavoro e creano economia, ma è anche vero che con la riconversione industriale queste aziende di morte potrebbero con le loro esperienze e professionalità garantire lavoro e ricchezza anche con altri tipi di produzione di cui c’è molta richiesta da parte del mercato: ad esempio nella green economy, dall’energia rinnovabile alle batterie per i mezzi di trasporto pubblico e privato, dalla robotica agli ausili per i malati ecc.

La Regione Lombardia dal 1994 (legge n.6 dell’11 marzo) ha attivato l’ Agenzia Regionale per la Riconversione dell’Industria Bellica, che ha prodotto nei primi tempi anche alcuni buoni risultati. Poi, diversamente negli anni a seguire con Formigoni prima, Maroni poi e Fontana oggi questa legge la si è pressoché insabbiata. Questa Legge regionale e questa agenzia devono quindi essere rilanciate anche perché ciò è dovuto alla vita.
Ovvio che però a monte sta la questione dell’insensato impegno della spesa militare: l’Italia non può permettersi di sprecare 64milioni al giorno tra spese per la Nato e spese militari.
A noi non vanno per niente bene gli spettacoli dei cow boy del cielo alla guida degli strumenti di morte che ci portano il naso all’insu’ e i maroni all’ingiu’.

Lecco 17 aprile 2020 G.Carlo Bandinelli

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Lunedì, 20 Aprile 2020 07:30

Un nuovo Mondo è necessario

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 Cari amici,

ricordare fa male... ma può servirci....

Questa pandemia del COVID-19, rappresenta a ragione una inedita guerra mondiale, sta segnato definitivamente la fine di un epoca, dovremo insieme avviarne una nuova, nel contempo preparaci ad altre sciagure similari.

Si afferma da più parti che dovremo ricostruire un nuovo modello di vita e di società.

Quando terminò la Seconda Guerra Mondiale tutta l'Europa era in "ginocchio" distrutta da lunghi anni di guerra.

Fu sconfitto il nazi-fascismo e per risorgere, gli Stati Uniti "aiutarono" l'Europa occidentale a riprendersi.

Venne predisposto il piano "Marshall" che pose le basi per la ricostruzione e la ripresa il boom economico.

Gli Stati Uniti allora imposero delle precondizioni, sia ai vari paesi Europei ed all'Italia, perché il progetto potesse avviarsi.

La rottura del patto antifascista,la completa sottomissione e subalternità del nostro Paese alle loro scelte di politica economica e internazionale, l’inizio della guerra fredda e le divisioni nel mondo.

Ora è giunto un momento epocale che impone a tutti noi, cittadini e rispettivi Governi ed Istituzioni che ci rappresentano ai vari livelli internazionali e locali, adottare un nuovo governo dell'economia mondiale che sappia rispondere alle legittime aspettative di equità e crescita di tutti i Popoli della Terra (O.N.U. riformata)

Per favorire un futuro migliore a tutti è necessario superare gli squilibri e le iniquità esistenti, cause di continue guerre locali, superare le posizioni di predominio militare politico ed economico.

Deve prevalere l’interesse generale il bene comune, difendere la vita e l’ambiente dove viviamo, garantire un lavoro dignitoso e diritti di cittadinanza a tutti.

Oggi, il Mondo, l’Europa, l’Italia, non hanno bisogno di piani divisivi e di sottomissione. (piano Marshall)

Deve prevalere la cooperazione e la solidarietà tra i popoli non più lo sfruttamento delle loro risorse.

L’unità e la convergenza di intenti è la condizione preliminare perché ciò avvenga, un cambio culturale profondo per ciascuno di noi, più esplicitamente una rieducazione che favorisca una nuova convivenza, una condivisione di un futuro migliore per noi e le future generazioni.

In questa visione di futuro, non possono esserci dei “nemici da combattere”,(sterile contrapposizione tra i partiti) è necessario superare “pregiudizi e discriminazioni”, conquistare coscienze e aggregare persone ad una nuova progettualità di vita e di futuro.

Per l'Italia ed il Mondo intero.

 

“E’ più facile spezzare un atomo che superare un pregiudizio” Albert Einstein

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Venerdì, 17 Aprile 2020 07:37

IL PD LECCHESE RISPONDE A MAURO PIAZZA

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Covid-19 – Prima di rivendicare autonomia per la Sanità, servono analisi sui risultati

Abbiamo vissuto una Pasqua del tutto inedita. Abbiamo avuto a che fare con la morte e la sofferenza e questo ha appesantito la ricorrenza per molti di noi.
Il dolore non deve però far dimenticare il dovere di rendere conto di quello che è accaduto e di prendersi la responsabilità di portare la nostra Regione fuori da questa emergenza che ne ha sfigurato il volto e l’identità.

Non si tratta di attribuire colpe - ci saranno tempi e giudici per quello - ma di capire fino in fondo quello che è accaduto per evitare che un’emergenza di questa portata si ripeta e che il sistema sanitario si faccia trovare impreparato, arroccato negli ospedali e lontano dai cittadini sul territorio.
Dispiace che il Consigliere regionale Mauro Piazza, proprio alla vigilia della Pasqua, abbia dedicato il suo tempo alla “propaganda” anziché contribuire alla riflessione volta ad individuare i limiti del sistema sanitario lombardo. Infatti ha comunicato che “durante l’emergenza in corso, nelle politiche di contrasto al virus Covid-19, i sistemi sanitari delle regioni Lombardia, Veneto e Emilia – Romagna, hanno dato prova di capacità di risposta e contrasto grazie all’applicazione del principio di sussidiarietà attraverso l’efficace declinazione sui propri territori della competenza, costituzionalmente riconosciuta, di tutela della salute”.

No, Consigliere Piazza. Non si può affermare che il sistema sanitario della Lombardia sia uguale a quello del Veneto e dell’Emilia-Romagna. E neppure si può affermare che i risultati nel contrasto al Covid-19 siano stati uguali per efficacia fra i diversi sistemi sanitari regionali. Dobbiamo capire perché in Lombardia ci siano stati tanti, troppi morti, e perché sia stato così difficile tracciare un’epidemia che qui si è manifestata in modo così virulento.

Noi pensiamo che anziché annunciare acriticamente le “capacità di Regione Lombardia di gestire e affrontare materie non di propria competenza sostituendosi alle carenze dello Stato centrale” (quali, come?) siano necessarie analisi serie, e soprattutto sia necessario aspettare le conclusioni delle diverse indagini attivate a seguito di rilievi sollevati anche dagli stessi operatori sanitari. E’ sbagliato non verificare se ci sono stati limiti ed errori e voler prendere tutti i meriti lasciando le colpe agli altri. Non dobbiamo aver paura della verità se vogliamo costruire la fiducia delle persone nelle Istituzioni e nelle autorità pubbliche.

p. Esecutivo PD cittadino
Alfredo Marelli

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Domenica, 12 Aprile 2020 07:06

COMINCIARE A PENSARE AL DOPO

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"Dobbiamo cominciare a pensare al dopo, quando verrà il tempo per affrontare le problematiche che sono emerse, ma anche per valorizzare ciò che di virtuoso è stato messo in atto in questo periodo.
La situazione che stiamo vivendo è molto difficile e per molti aspetti ci fa sentire inadeguati. Non li avevamo previsti, quei punti di debolezza del nostro sistema sociale. Occorre prenderne atto e già da ora cominciare a riflettere sul futuro.

Dovrà esserci, un cambio di tendenza. Come sindacato pensionati SPI CGIL ci faremo ascoltare e alcune cose le diremo, o meglio, torneremo a ripeterle, perché è da tempo che denunciamo i continui tagli alla ricerca ed alla sanità pubblica. Così, come in tempi non sospetti, abbiamo portato all’ attenzione il tema della non-autosufficienza esprimendo perplessità sul sistema lombardo che, più di ogni altra regione italiana, ha un numero notevole di case di riposo. E proprio in questo ambito sono state fatte scelte a discapito di soluzioni diverse: in altre regioni, ad esempio, sono stati previsti più investimenti nei servizi pubblici di assistenza domiciliare.

Le notizie di questi giorni ci dicono che sono proprio le RSA uno dei punti di crisi del sistema.

Ma adesso non è il tempo delle polemiche. Ci sarà il tempo delle analisi e delle riflessioni opportune ed importanti e noi, dello Spi Cgil, daremo il nostro contributo. Adesso ci limitiamo a chiedere attenzione per le difficoltà che quotidianamente, in questa fase, incontrano le persone maggiormente deboli e fragili della popolazione, perché nessuno deve essere lasciato indietro. Mai.

Come sindacati confederali e dei pensionati, abbiamo inviato una richiesta di incontro con il Prefetto alla presenza delle associazioni che operano nelle RSA per analizzare insieme le criticità, ma anche per valutare proposte e trovare soluzioni. Occorrono decisioni immediate e concordate con chi vive il problema. La delibera regionale del 30 marzo richiama alcune procedure fondamentali per la tutela dei dipendenti e degli ospiti a cominciare dall’ utilizzo dei dispositivi di sicurezza e dalla necessità di effettuare i tamponi. Ma non solo, a noi sta a cuore anche individuare meccanismi condivisi e da consolidare che consentano la relazione fra gli ospiti ed i parenti. L’emergenza di questi giorni impone che l ‘incontro avvenga nel più breve tempo possibile.

Noi ci siamo. Ci siamo sempre stati. E proprio perché non lasciamo mai sole le persone che ogni giorno ricorrono al nostro supporto, siamo attivi con uno sportello telefonico presso la sede di Lecco. Nel frattempo ci stiamo preparando alla ripartenza con la sanificazione di tutte le sedi allestendo le necessarie dotazioni di sicurezza. Noi ci siamo, resta a casa e contattaci! Ripartiremo insieme".

 

Giuseppina Cogliardi

Segretaria Generale Spi Cgil Lecco

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“Anche la Regione Lombardia, come altre Regioni meno colpite di noi, chiuda i supermercati e i centri commerciali nei due giorni di Pasqua e Pasquetta. Lo dobbiamo ai lavoratori, che in queste difficili settimane hanno dovuto continuare a lavorare fuori casa, a contatto con altre persone, per garantire un servizio essenziale.

Chiudere i supermercati renderebbe anche più facile alle forze dell’ordine controllare gli spostamenti in due giornate in cui sarà più difficile, ma importantissimo, continuare a verificare il rispetto delle misure restrittive. La chiusura, inoltre, darebbe possibilità di sanificare i locali di vendita, a vantaggio di lavoratori e clienti. Fontana faccia l’ordinanza e chiuda i supermercati per queste due giornate nelle quali anche molti altri lavoratori che in questo periodo stanno lavorando saranno a casa.”

Lo dichiara il consigliere regionale Raffaele Straniero (Pd). Hanno già deciso la chiusura regioni come Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna.

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Martedì, 07 Aprile 2020 08:32

PREOCCUPAZIONE PER L'OSPEDALE DI BELLANO

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STRANIERO E NOGARA (PD): “PREOCCUPATI PER L’OSPEDALE DI BELLANO: GIUNTA REGIONALE INTERVENGA”

“La situazione dell’ospedale di Bellano, dove attualmente vengono ricoverati i malati lievi di Covid in quarantena dopo le dimissioni dai nosocomi di Lecco e di Merate, crea un doppio ordine di preoccupazioni che raccogliamo e intendiamo sottoporre al più presto all’attenzione della Giunta regionale”, lo dicono Raffaele Straniero e Andrea Nogara, consigliere regionale e segretario del Circolo di Bellano del Pd.

Per l’immediato, fanno presente i due esponenti dem, “c’è l’allarme diffuso fra i pazienti e gli operatori sanitari per le condizioni di scarsa sicurezza in cui si trovano ricoverati i primi e per l’insufficienza di dispositivi sanitari per i secondi. Su questi aspetti è necessario un intervento il più rapido possibile da parte delle autorità sanitarie, poiché, pur comprendendo le difficoltà di gestione di un’emergenza come quella che stiamo vivendo, dobbiamo garantire sia ai soggetti ricoverati che agli operatori sanitari le necessarie ed indispensabili condizioni di sicurezza”.

Per quanto riguarda il futuro, invece, “l’attuale utilizzo del reparto di riabilitazione per la quarantena dei malati Covid, assolutamente legittimato dall’emergenza, non può divenire occasione per un ulteriore depauperamento di una struttura che, al contrario, merita un’attenzione maggiore e un progetto che le assegni funzioni precise a regime – aggiungono Straniero e Nogara –. Sappiamo, infatti, che, prima dell’emergenza Covid, l’ex ospedale di Bellano era sostanzialmente sottoutilizzato come presidio di riabilitazione, centro psico-sociale e ambulatorio, con ampi spazi disponibili. Non vorremmo che il futuro, sulla scorta di questa situazione momentanea, riservi ipotesi di ulteriore ridimensionamento di questa struttura, che, al contrario, è nevralgica per la zona del lago e della Valsassina”.

Per queste ragioni, la proposta del consigliere e del segretario Pd “è quella di creare un Pot, cioè un Presidio ospedaliero territoriale, uno dei cardini della legge del 2015 che in realtà non ha ancora trovato attuazione”.

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