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Lunedì, 04 Maggio 2020 07:08

RIPRENDERE I LAVORI SULLA LECCO-BERGAMO

Scritto da in Opinioni

Apprendiamo dall'On. Fragomeli, che ringraziamo per il lavoro di controllo e sollecitazione che ha svolto, che anche l'ultima firma del laborioso iter di passaggio delle competenze per la statalizzazione della SP 639 Lecco Bergamo é stata apposta e che, a questo punto, non dovrebbero esserci più alibi a far ripartire in tempi certi i lavori fermi ormai da troppo tempo e che continuano a tenere in ostaggio la comunità di Lecco e quella di Chiuso e Maggianico in particolare.

Si sono persi troppi anni, anche per gravi incertezze politiche, per affidare ad Anas una strada della quale lo Stato avrebbe dovuto da tempo farsene carico ascoltando da subito le richieste e rivendicazioni dei Comuni. Questa soluzione il Comune di Lecco l'ha portata ad ogni tavolo, purtroppo per lungo tempo inascoltato . Ora con le Olimpiadi Invernali alle porte ( 2026 ) non c'è più tempo da perdere, questa infrastruttura va realizzata e finanziata completamente senza "se" e senza "ma". Ci auguriamo di non assistere al teatrino delle firme , dell'ufficialità sulla Gazzetta, per poi venirci a dire che mancano parte i soldi, ci sono problemi a partire con l'appalto o accampare scuse di altra natura; perchè questa volta non potranno più prendersela con gli Enti Locali scaricando ogni sorta di responsabilità considerato che ora l'attore titolare di completare l'opera é direttamente lo Stato con Anas. Quindi bene il provvedimento, ma non perdiamo tempo perché se non riusciamo a garantire il completamento di questa strada faremo una "figuraccia mondiale" alla vigilia delle Olimpiadi.

Appello per Lecco
 

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Condividiamo quanto detto dal Consigliere Regionale Raffaele Straniero sulla risposta di Trenord nella "Fase 2".

Quello che ci chiediamo, come giovani da tempo attivi per un diritto al trasporto ferroviario dignitoso, è come Regione Lombardia possa rispondere in questo modo alla riapertura di tante attività. Prima dell'emergenza i problemi erano molti, spesso anche di sovraffollamento dei treni: con la razionalizzazione dei posti a sedere e le relative distanze da tenere, Trenord e Regione Lombardia avrebbero dovuto pensare a un'aggiunta di corse per mantenere le distanze richieste. La preoccupazione è che tante lavoratrici e lavoratori che dovranno utilizzare il servizio offerto da Trenord non si troveranno nelle condizioni di poter viaggiare in sicurezza, con rischi anche per la propria famiglia.

Nonostante la strenua difesa d'ufficio di esponenti locali della maggioranza in Regione, è evidente che manchi una riorganizzazione, passaggio ancor più fondamentale. Le Istituzioni devono cogliere quest'occasione, nella negatività del momento, per potenziare un servizio non all'altezza della nostra regione e indecoroso per i suoi cittadini. Innanzitutto per salvaguardare la salute di chi lo utilizzerà ma anche per poter permette un accesso sempre maggiore a un servizio che sarà sempre più essenziale per molti.

Giovani Democratici provincia di Lecco

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verso il 50esimo dello Statuto Dei Lavoratori
S T O P J O B S A C T
per una carta Dei Diritti Universali Del Lavoro

Dopo le grandi lotte e mobilitazioni del ‘68/’69, il 20 agosto del 1970 il Parlamento italiano approvava lo Statuto dei Lavoratori. I lavoratori diventano cittadini.
Gli interventi dei vari Governi che si sono succeduti hanno chi più e chi meno consegnato alle lavoratrici e ai lavoratori meno diritti e più incertezze.
Il culmine dello svuotamento dei diritti del lavoro avviene in particolare tra gli anni 2014 e 2015 con il Jobs Act voluto e imposto dal Governo Renzi.
Una devastazione legislativa, questa, che ha aumentato il potere delle imprese creando ulteriori diseguaglianze, discriminazioni e divisioni nel mondo del lavoro.
Il Jobs Act va abrogato subito, senza se e senza ma ! Questo governo dica: rispetto alla dignità del lavoro, ai diritti, ai salari a partire dalla paga oraria minima legale da che parte sta!
Il Governo avvii nel più breve tempo possibile i lavori inerenti la discussione e l’approvazione della Carta dei Diritti Universali del Lavoro proposta dalle organizzazioni sindacali, anche perchè tantissime donne e tantissimi uomini non godono di garanzie e diritti elementari uguali ed esigibili

Questo, secondo noi, fa la differenza fra un governo progressista e un governo conservatore e di destra, questo è il miglior passo concreto sul percorso dei cambiamenti del mondo del lavoro, guardando al futuro per estendere i diritti inderogabili, universali a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori.
Una ricorrenza, in questo caso il 50esimo dello Statuto dei Lavoratori, può essere solo una celebrazione o, al contrario può diventare una buona occasione per riempirla di concretezza, che in questo caso va sostanziata con l’approvazione della Carta dei Diritti Universali del Lavoro.

Lecco 4 maggio 2020 per Coordinamento Provinciale
Costantino De Capitani

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Festa del 1 Maggio Festa dei lavoratori.

La RSU dell’ASST Lecco nella ricorrenza della festa del 1 maggio festa dei lavoratori. e delle lotte dei lavoratori., ricorda in questo particolare momento dell’emergenza pandemica le rivendicazioni legate alla situazione del personale di tutta ASST Lecco.
Sottolineiamo le nostre innumerevoli iniziative sciopero 4 Ottobre 2019 ,lettere incontri iniziative di protesta per rivendicare la difesa della sanità pubblica e dei suoi operatori che non vogliono eroismi o essere dimenticati per i prossimi anni.

Vogliono semplicemente lavorare in sicurezza, non vogliono ammalarsi, vogliono la valorizzazioni della loro professionalità vogliono uno stipendio adeguato alle loro professione. vogliono una sanità pubblica .
Vogliamo una sanità pubblica che ritorni ad essere centrale nelle politiche sanitarie regionali e nazionali per servire i cittadini e rispondere al loro bisogno di salute.

Questo 1 Maggio 2020 per i dipendenti della ASST Lecco ha un doppio valore abbiamo resistito in questi anni ai tagli sulla sanità pubblica e abbiamo subito le conseguenze di una gestione della emergenza Covid 19 con circa 370 dipendenti infetti, ora è il momento di dare sicurezza ai lavoratori e di reinvestire nella sanità pubblica per troppi anni devastata dalle politiche regionali e nazionali.
Vogliono che le istituzioni, i sindaci e i consigli comunali, i consiglieri regionali, gli onorevoli e i partiti e la società civile, i cittadini si ricordino della sanità pubblica non solo nelle emergenze straordinarie.

Vogliamo una sanità pubblica universale e solidale efficiente moderna e diciamo basta alle privatizzazioni, esternalizzazioni. ad una politica incapace..
Vogliamo un ritorno alla valorizzazione dei servizi territoriali decimati da anni di chiusure scellerate.
Continueremo a lottare per tutti i lavoratori che rappresentiamo come sempre contro una dirigenza che si è dimostrata non all’altezza dei propri compiti.
Ringraziamo i cittadini della loro solidarietà e invitiamo a rispettare le nuove direttive in modo responsabile.

Buon 1 Maggio a tutti i lavoratori.
RSU ASST Lecco. Lecco 1 Maggio 2020

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Giovedì, 30 Aprile 2020 07:38

LA RICERCA UNIVERSITARIA E I PRECARI

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ANDU – Associazione Nazionale Docenti Universitari

“Ricerca precaria nella pandemia”

Si segnala l'Appello “Ricerca precaria nella pandemia” di un gruppo di ricercatori precari che si rivolge a tutti i ricercatori precari,
invitandoli “a partecipare ad un’assemblea aperta telematica il giorno 6 maggio alle 18.00”.
Per leggere l'Appello cliccare:
https://www.facebook.com/pg/UniCovid2020/posts/

L'ANDU, da parte sua, invita studenti, precari e docenti a unirsi in una
comune battaglia per dare una soluzione reale e definitiva al dramma del
precariato, intollerabile per i diretti interessati e dannoso per l'intera
Università e per l'intero Paese.
L'unità del mondo universitario è necessaria e possibile, come mostra
quanto sta succedendo in Francia.
V. “Francia: precari in lotta con professori e studenti” cliccando:
http://www.andu-universita.it/2020/03/04/francia/

In questa direzione, l'ANDU ripropone quanto si ritiene indispensabile e
urgente chiedere, insieme e con forza, al Governo e al Parlamento:

1. bando immediato di almeno 20.000 (5000 all’anno) posti di professore di
ruolo, unico modo per recuperare i posti persi in oltre un decennio e dare
un credibile sbocco a buona parte degli attuali precari. Precari da
prorogare a domanda fino all’espletamento dei concorsi;

2. superamento di tutte le attuali figure precarie per sostituirle con una
sola figura pre-ruolo di breve durata (tre anni), in numero rapportato agli
sbocchi in ruolo, autonoma e adeguatamente garantita e retribuita.

==== La storia della devastazione dell'Università può essere approfondita
nel sito dell'ANDU ( http://www.andu-universita.it/ ) utilizzando la
“ricerca avanzata”, in alto a sinistra.

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Giovedì, 30 Aprile 2020 07:33

ALCUNE DOMANDE SULLA RSA DI GALBIATE

Scritto da in Opinioni

Lettera aperta al Sindaco e ai Consiglieri Comunali di Galbiate
VILLA SERENA: dati e gestione dell’emergenza da Covid-19

Premesso che nelle RSA della Lombardia, stando ai dati emersi e ad alcuni articoli d’inchiesta della stampa,
pare si siano verificati una serie di insani comportamenti che hanno fatto emergere degli interrogativi sulla
gestione dei servizi;

· che, pur nelle lacunose e incomplete segnalazioni, la Magistratura ha ritenuto di avviare una serie di
procedimenti su molte RSA della Lombardia, in quanto potrebbero essere intervenuti comportamenti
inadeguati rispetto alla straordinaria emergenza pandemica, che è stata per lo più sostenuta solo dalla
generosità di molta parte del personale

· che, pur prendendo atto che dopo le richieste di informazioni da parte di alcuni consiglieri comunali di
minoranza e anche dopo il nostro comunicato, prima il Sindaco Piergiorgio Montanelli il 25 aprile, e poi anche,
la Direttrice della RSA, dott.ssa Alma Zucchi, il 26 aprile, hanno rispettivamente su “Leccoonline” rilasciato
alcune precisazioni.

RITENENDO UN DIRITTO/DOVERE DI TUTTI I CITTADINI CONOSCERE NEI DATTAGLI CIO’ CHE SI E’ REGISTRATO
ALL’INTERNO DI VILLA SERENA NELL’ARCO DI QUESTI MESI, CONDIVIDIAMO LA RICHIESTA DEI CONSIGLIERI COMUNALI
CHE HANNO PROPOSTO AL RIGUARDO UN CONSIGLIO COMUNALE AD HOC E AVANZIAMO CONTEMPORANEAMENTE LE
SEGUENTI DOMANDE PER SAPERE:

1. Quanti pazienti risultavano presenti a Villa Serena il 1° gennaio 2020 e quanti ne risultano al 30 aprile
2020?
2. Quanti operatori risultavano in servizio a gennaio 2020 e quanti sono in servizio al 30 aprile 2020?
3. In quale data Villa Serena è stata chiusa alle visite esterne ed in quale data è stata riaperta alle stesse?
4. Si è trattato di decisioni autonome della direzione sanitaria della RSA o dell’ATS?

5. Quanti casi di positività al Covid-19 sono stati riscontrati tra i pazienti in marzo e aprile 2020?
Tra questi, quanti sono stati i positivi al tampone e quanti per sola sintomatologia?
6. Quanti casi di positività al Covid-19 sono stati riscontrati tra gli operatori in marzo e aprile 2020?
7. Su quanti pazienti sono stati effettuati i tamponi per il Covid-19?

8. Su quanti operatori sono stati effettuati i tamponi per il Covid-19?
9. Su quanti pazienti/ospiti sono stati eventualmente effettuati esami sierologici?
10. Su quanti operatori sono stati effettuati eventualmente esami sierologici?
11. In quali date sono stati distribuiti i Dispositivi di Protezione Individuale?
12. All’inizio i Dispostivi di Protezione Individuale monouso erano in numero sufficiente a garantirne un corretto
utilizzo (cioè, a evitarne il non riutilizzo)? Se non da subito, da quale data lo sono diventati?

13. Quante volte sono state effettuate visite da parte dell’Unità operativa di igiene e sanità pubblica dell’ATS?
14. Quanti e quali documenti ufficiali da parte di Regione Lombardia e ATS per la gestione dell’emergenza
Covid-19 sono stati inviati ai dirigenti della RSA? E in quali date?
15. Quanti decessi si sono registrati in totale nei primi 4 mesi del 2020?
16. Quanti decessi si sono registrati in totale nei primi 4 mesi del 2017-2018-2019?

29 aprile 2020 il coordinamento provinciale di Sinistra Lavoro

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Come avevamo chiesto con l'interpellanza presenta poche settimane fa, il Governo si è mosso nei confronti di Regione Lombardia con l'istituzione di una apposita Task Force ).
Il livello di mortalità delle Rsa in Lombardia non è comparabile con nessuna delle altre situazioni italiane. E questo è chiaramente il frutto delle scelte politiche di Regione Lombardia, delle scelte fatte e soprattutto di quelle non fatte. Ha impiegato troppo tempo prima di decidere di chiudere le visite dall’esterno alle Rsa, nonostante in altre regioni avessero già iniziato a farlo. Non solo, l’8 marzo la giunta Fontana chiedeva alle Rsa di ampliare l’accoglienza per liberare posti negli ospedali. Fontana e Gallera hanno poi aggiunta una retta, pagata dalla regione, per aumentare l’accoglienza e di fatto aumentare il contagio. La regione ha una responsabilità di sorveglianza, controllo e sanzione che troppe volte è venuta meno.

Fontana ha disposto il trasferimento dei casi di covid-19 nelle Rsa, ha mandato i malati contagiosi nei luoghi dove più si doveva evitare il contagio. Chi doveva gestire l’emergenza ha peggiorato il contagio. Questa è una responsabilità politica enorme da parte di Fontana e di Gallera. Noi andremo fino in fondo, lo dobbiamo alle vittime, ai familiari, ai lavoratori e a tutti quei lombardi che guardano con sgomento alle incapacità della giunta Fontana.

Dati agghiaccianti. Non ci sono altre parole per descrivere il dramma delle Rsa in Lombardia. La conferma di ciò che purtroppo tutti noi temevamo è arrivata in questi giorni da parte della sottosegretaria Zampa che, alla Camera, ha condiviso i dati forniti da uno studio dell’Istituto superiore della sanità. Il 15% dei pazienti delle Rsa del campione sono morti. Sono dati parziali, che derivano appunto da un campione, e sono quindi destinati purtroppo a crescere.

E’ la fotografia di un disastro, frutto di scelte politiche che chiamano direttamente in causa il presidente Fontana e la sua giunta. Sorprende la totale mancanza di responsabilità di Fontana e Gallera che cercano ora di scaricare tutto sulle Rsa, e di nascondersi dietro un dito. La magistratura farà il suo corso, ma le responsabilità politiche vanno accertate il prima possibile, e siamo sicuri che già con la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Coronavirus sarà chiaro a tutti che chi doveva gestire l’emergenza ha invece aiutato il virus a diffondersi e a colpire come in nessun altra parte in Italia. Noi, come parlamentari lombardi, come cittadini lombardi, certamente non staremo a guardare. L’incapacità di Fontana è sconcertante. E purtroppo a pagare il prezzo più alto sono state le persone affidate alle cure delle Rsa, i loro familiari, e tutta la comunità. Questo scempio non passerà sotto silenzio.

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STRANIERO (PD): “REGIONE CHIEDE ALLE RSA DI TRASFORMARSI IN STRUTTURE COVID: NON HA CAPITO LA GRAVITÀ DEL PROBLEMA”

Con una circolare del 23 aprile, Regione Lombardia torna a chiedere alle Rsa di accogliere pazienti Covid, chiedendo loro di organizzarsi e identificare strutture interamente dedicate: “Dopo una prima fase di gestione dell’emergenza – che ha reso necessario l’adozione di misure quali quelle approvate dalla Dgr n. 2906 dell’8 marzo – è ora possibile valutare il passaggio a una fase 2, consistente nella individuazione di soluzioni organizzative che richiedono tempi più lunghi di preparazione, condivisione di progetti e cambiamenti anche abbastanza radicali rispetto agli assetti storici, quali ad esempio l’eventuale attivazione di strutture sanitarie assistenziali interamente dedicate all’assistenza di pazienti Covid-19”, come recita la circolare della Giunta.

Una decisione insensata, secondo il Gruppo regionale del Pd, che dimostra quanto la Regione non abbia compreso appieno i problemi emersi fino a qui e non abbia una strategia per affrontarli.

“La circolare dimostra che la Regione non ha capito, dopo tutto quello che è accaduto, in che condizioni si trovano le Rsa – dichiara Raffaele, consigliere regionale del Pd –. Eppure, l’assessore al Welfare Gallera aveva ammesso, tardivamente, che le case di riposo non avevano le capacità per farlo, che non hanno un modello idoneo a trattare pazienti Covid. Oggi, ancora, non vengono fatti i tamponi a ospiti e personale, mancano i dispositivi di protezione, manca la formazione specifica: sono tutti elementi di cui la Regione non si è occupata e non si sta occupando”.

Non solo, aggiunge Straniero: “È stato il presidente Fontana a dire che le Rsa sono enti privati e autonomi, scaricando su di esse ogni responsabilità. La circolare, insieme alla delibera dell’8 marzo, invece, è l’ennesima prova che è la Regione a governare le residenze sanitarie per anziani, che sono parte del sistema sociosanitario regionale. Purtroppo, Palazzo Lombardia sta affrontando questo aspetto senza una strategia chiara e sicura”.

 

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Domenica, 26 Aprile 2020 06:55

DALLA FINESTRA SI CANTA "BELLA CIAO"

Scritto da in Opinioni

25 aprile – ore 15,00
Anche nella frazione di Rossino (Calolziocorte) riecheggia Bella Ciao.
Un amplificatore alla finestra di casa mia, il computer e così Bella Ciao, la
canzone popolare simbolo della libertà, l’ho fatta espandere nel quartiere.

Costretti, giustamente, al distanziamento fisico dovuto alla drammaticità
dell’emergenza sanitaria, che ci rende più soli, questo canto che l’ANPI ha
proposto a tutti i democratici di dar vita alle ore 15,00 dalle finestre e dai
balconi come atto di speranza e unità l’ho colto positivamente, perché,
come tanti altri penso che il nostro Paese possa rinascere oggi contro il
coronavirus come ieri contro il fascismo. Bisogna però che tutti, senza
distinzioni, alimentino questa speranza con quello spirito e quei valori che
hanno alimentato la Resistenza.

Anche perché “La speranza è la nostra dignità” come bene sosteneva il
pacifista padre Ernesto Balducci, di cui oggi, 25 aprile, ricorre il 28esimo
anniversario della sua morte.
G.Carlo Bandinelli

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Sabato, 25 Aprile 2020 08:21

25 APRILE, NON SONO MORTI INVANO !

Scritto da in Opinioni

 Non sono morti invano…..

25 aprileQuanti italiani sanno il perché dell’articolo 1° della nostra Costituzione dice che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”
La risposta stà nella volontà dei costituenti nel riconoscere il ruolo che i lavoratori ebbero nella sconfitta del fascismo in Italia, dalle lotte che iniziarono con gli scioperi del 1943 e 1944.
Precisamente dal 5 Marzo 1943 con gli scioperi alla Fiat e successivamente da Torino, Milano a Genova in tutte le più grandi aziende e non solo, del triangolo industriale d’Italia.

Pane, pace e libertà erano le richieste che iniziarono a suscitare tra i lavoratori italiani la forma più concreta ed autentica di opposizione alla dittatura fascista ed alla occupazione nazista, unico Paese sotto e durante l’occupazione nazi-fascista, dove vennero organizzati gli scioperi, a rischio e pericolo della propria vita o della deportazione nei campi di internamento in Germania, per sostenere le loro richieste contro la fame e la guerra.
Pochi ricordano che sempre i lavoratori impedirono con sabotaggi in molte importanti fabbriche, che il grosso degli impianti industriali fossero smantellati e trasferiti in Germania.

Ricordando la Resistenza nella giornata più simbolica del 25 Aprile 1945, non possiamo ricondurre il nostro pensiero ai tanti giovani, per la loro grande maggioranza non “politicizzati” che scelsero la via della Libertà, molti giovani militari che dopo l’armistizio del 8 Settembre 1943 “sbandati” si organizzarono in montagna nelle varie formazioni Partigiane, con l’intento comune di conquistare la Libertà dal nazi-fascismo.
Spietata fù la repressione che la Repubblica fascista di Salò ed il Comando Tedesco scatenò nelle Regioni del Nord Italia, divisa dalla linea gotica, presidiata dalle truppe alleate, che ritardarono inspiegabilmente la loro azione finale, consentendo la riorganizzazione dei nazi-fascisti, che iniziarono con rastrellamenti, bruciando case, interi paesi e comunità, fucilazioni arbitrarie e deportazioni di svariate miglia di vittime civili, lavoratori e partigiani.
Il Comitato di Liberazione Nazionale, composto da tutte le forze democratiche antifasciste, ebbe il compito di guidare la Resistenza e di condurre il Paese con le forze alleate sino alla vittoria del 25 Aprile 1945.

Cos’era quell’Italia dell’immediato dopoguerra? Era in ginocchio… divisa…. era tutta da ricostruire…
Sconfitto il fascismo che pure aveva goduto di ampie masse popolari a suo sostegno, l’apparato amministrativo i vari Ministeri e l’organizzazione statale nelle sue varie forme anche periferiche, rimaste pressoché intatte nei loro organici ovviamente compromessi con il Regime fascista, gli unici referenti che potessero avere una loro rappresentatività nel Paese, furono la Chiesa e le Camere del Lavoro la CGIL Unitaria guidata da Giuseppe Di Vittorio, che rinacque il 3 Giugno 1944 ancora durante la Guerra.
Si costituirono vari Governi con l’inclusione di tutte le forze politiche antifasciste che condussero il Paese a formare la Repubblica Italiana con il referendum, fu il primo voto universale del 2/3 Giugno 1946, venne sconfitta la Monarchia, la famiglia reale lasciò l’Italia, il 22 Dicembre 1947 venne promulgata la Costituzione Italiana fu operante dal 1 Gennaio 1948.

Il 22 Giugno 1946 venne promulgata l’amnistia contro i criminali di guerra, consentendo in tal modo, la liberazione di oltre 12.000 persone dichiaratamente fascisti impenitenti che si erano macchiate a vario titolo, di crimini efferati, senza che fossero giustamente processati, a differenza del processo di Norimberga dove furono chiamati a giudizio e condannati, molti gerarchi nazisti.
Il 1947 fu un anno decisivo e divisivo per l’Italia, in Gennaio Alcide De Gasperi, al rientro di un suo viaggio negli Stati Uniti, accolse le direttive ed accettò delle precondizioni richieste dal Governo U.S.A. per consentire l’attuazione del “piano Marshall” anche in Italia.
Rompere il “Patto di unità antifascista” dividere il mondo del lavoro, rompere la CGIL Unitaria.
Portella della Ginestra 1° Maggio 1947 strage di contadini, l’occupazione delle terre, il caso Sicilia, la mafia.
Il 31 Maggio 1947, il Partito Comunista Italiano ed il Partito Socialista Italiano vennero estromessi dal Governo, le elezioni del 18 Aprile del 1948 sancirono la loro sconfitta elettorale.

L’attentato a Palmiro Togliatti del 14 Luglio 1948 la proclamazione dello sciopero nazionale indetto, venne colto quale pretesto per rompere la CGIL Unitaria e porre le condizioni successive di fondare la UIL e la CISL 1950.
Dividi ed impera !! Il cerchio si realizzo!!
La Storia contemporanea, ha le sue radici in queste tappe fondamentali, quando il mondo del lavoro ritrovò la sua unità, le lotte sindacali i Contratti Nazionali di Lavoro, lo statuto dei Lavoratori, ripresero di nuovo le stragi di Stato, i Servizi deviati, i fascisti impuniti e ripescati nei gangli dello Stato, da Piazza Fontana a Piazza della Loggia, il rapimento il massacro della scorta e l’uccisione di Aldo Moro, la strage alla Stazione di Bologna e le innumerevoli ed impunite stragi sui treni, gli assassinii di grandi personalità, rappresentano insieme un buco nero della nostra democrazia.
Quante volte le salme di quei giovani partigiani che hanno dato la loro vita per la nostra libertà si sono rivoltate nelle loro fosse? Francamente non possiamo dire con onestà che riposino in pace.
Ma insieme possiamo fermamente dire e gridare….

ORA E SEMPRE RESISTENZA !!!

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