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Le proposte su digitale, economia circolare e accessibilità

L'ultima tappa del "viaggio" in Europa di Confcommercio guarda al futuro. Dopo avere analizzato le otto sfide politiche generali e le prime quattro politiche trasversali (sviluppo sociale e rigenerazione delle città; fisco e credito) contenute nel documento "Quale Europa vogliamo, per quale Europa lavoriamo" lanciato da Confcommercio Imprese per l'Italia, il presidente di Confcommercio Lecco Antonio Peccati analizza tre proposte che guardano al futuro digitale, all'economia sostenibile e circolare e a una strategia integrata dell'accessibilità.

Sul primo punto il presidente parte da una considerazione: "E’ ormai evidente che le sfide sempre più complesse non potranno essere vinte senza il digitale. Il fenomeno di trasformazione in questa direzione ha generato un processo di ridefinizione di scenari, rapporti, regole e contesti, con impatti trasversali su tutti i settori produttivi, economici e sociali. Sarà cruciale che l’Europa, in continuità con quanto già fatto in questi anni, si faccia promotrice di iniziative che permettano ad imprese e cittadini di sfruttare appieno le opportunità che derivano da questo cambiamento. Ecco perché Confcommercio propone una serie di misure che permetterebbero di sfruttare appieno la transizione digitale come fonte o oggetto di business e come strumento di trasformazione dell’economia e della società". In primis "è di fondamentale importanza lo sviluppo di una politica europea che ponga gli Stati europei nelle condizioni di competere da protagonisti e non da comprimari nello scenario dell’economia delle piattaforme". Inoltre "serve lo sviluppo di una strategia che, ancora più che in passato, faccia della ricerca uno strumento di competitività aperto anche alle imprese più piccole, favorendo connessioni tra il mondo universitario e della ricerca e quello dell’impresa". In questo contesto però è importante far sì che  "la rete diventi realmente accessibile in maniera diffusa abbattendo le barriere all’accesso esistenti", riservando particolare attenzione a quanto avvenuto nel settore del turismo "dove si registrano forme di intermediazione concentrate in pochi soggetti, che hanno consentito l’affermarsi di offerte turistiche elusive delle discipline amministrative e fiscali e delle norme poste a tutela del consumatore".

Per quanto riguarda invece l'economia circolare, Peccati sottolinea: "Come evidenziato dal documento nazionale, si tratta di una leva decisiva per il miglioramento della competitività, oltre che uno strumento per contribuire attivamente e costruttivamente alla lotta ai cambiamenti climatici. Certamente occorre un maggiore sforzo a livello europeo a partite dalla riciclabilità dei prodotti. In questo senso occorre individuare e applicare tariffe puntuali, premiali per le raccolte differenziate e proporzionate alla quantità di rifiuti conferiti". E aggiunge: "Tra gli interventi che non vanno sottovalutati in questo approccio c'è quello di garantire approvvigionamenti economici e sostenibili. Occorre prestare attenzione affinché le politiche energetiche e ambientali si coniughino con il rilancio del sistema economico e consentano di ottenere benefici maggiori dei costi indotti per le imprese e le famiglie europee. La liberalizzazione dei mercati energetici si è finora tradotta in aumenti consistenti dei prezzi lordi dell’energia elettrica! Ecco perchè appare essenziale che l’Europa riduca lo svantaggio competitivo derivante dal differenziale dei prezzi e costi dell’energia rispetto alle altre aree economiche del mondo. La strada da proseguire è quella di consentire agli Stati, in deroga agli impegni vincolanti del rispetto di precisi parametri di indebitamento, di poter varare ingenti investimenti pubblici in tema di green economy e, in particolar modo, nel campo delle tecnologie per l’efficienza energetica".

L'ultimo punto invece è quello relativo alla strategia integrata per l'accessibilità: "L’Europa ha realizzato uno spazio economico aperto ed integrato ed è il più grande esportatore al mondo di beni e servizi e anche il maggiore importatore con circa 80 Paesi partner.  D’altra parte, uno dei principi fondanti dell’Ue è la libertà di circolazione di persone, merci e servizi all’interno dei confini unionali. Accessibilità e libera circolazione sono, infatti, obiettivi distintivi dell’UE, ma entrambi non ancora pienamente attuati". Per questo Confcommercio propone alcuni obiettivi strategici, che vanno dal rafforzare l’impegno dell’UE in favore della realizzazione delle reti di trasporto TEN-T, potenziandone la dimensione euro-mediterranea a cominciare dal completamento del Corridoio Mediterraneo e della Torino-Lione; introdurre un preventivo vaglio sulla accessibilità delle diverse misure settoriali; sviluppare una visione realmente continentale rispetto ad ambiziosi programmi di intervento nel settore varati da altri Stati; realizzare concretamente lo Spazio unico europeo dei trasporti, contrastando ogni forma di concorrenza sleale e dumping sociale nell’autotrasporto; perseguire la sostenibilità dei trasporti dal punto di vista ambientale, economico e sociale, ricercando le soluzioni più efficaci, efficienti e sostenibili attraverso il rinnovo del parco circolante secondo il principio della neutralità tecnologica.


La vera sfida alla povertà del cardinale Elemosiniere

Noi ci identifichiamo nella giusta azione del cardinale Elemosiniere, Konrad Krajewski, che ha rotto i sigilli posti da una società dell’energia, per ridare dopo molti giorni l’elettricità ad uno stabile dell’ex Inpdap occupato da una comunità di oltre 450 persone, fra cui un centinaio di bambini.

Questo importante gesto di aiuto del cardinale è prima di tutto una serie di simbolici schiaffi alla politica ed in primo luogo ai Ministri che dal balcone del Governo annunciavano “la fine della povertà”.

Cosa non indifferente è che l’immobile occupato fino a poco tempo fa era di proprietà dei lavoratori della pubblica amministrazione (INPDAP era l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Dipendenti Amministrazioni Pubbliche”), in quanto questi lavoratori l’avevano pagato mensilmente con le trattenute in busta paga. Immobile, questo, poi (s)venduto, come altri, alle banche per private speculazioni.

Va tenuto conto anche che le aziende erogatrici dell’energia godono di una “trappola mangiasoldi”, in quanto fanno pagare a tutti in bolletta gli “oneri di sistema” che vanno anche a copertura delle morosità. Le aziende quindi bene o male con gli oneri di sistema che ci fanno pagare rientrano già nei costi e quindi non dovrebbero, quanto meno eticamente, mettere selvaggi sigilli ai contatori.

Considerato che la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimo il distacco della fornitura dell’acqua per morosità, in quanto servizio indispensabile per la vita, stesso orientamento  dovrebbe essere preso in carico per il servizio energetico dai nostri governanti, impegnati spensieratamente a sprecare 64milioni di euro al giorno per le spese militari.

L’Autorità di Regolazione per l’Energia Reti abroghi subito il dispositivo inerente gli oneri di sistema, altro che inquisire per furto di energia il cardinale Elemosiniere ! Si inquisiscano diversamente le aziende erogatrici di energia per come usano i nostri soldi relativi agli oneri di sistema.

Un giorno di beau geste come quello del cardinale Konrad Krajewski è di gran lunga positivo e pieno di concretezza rispetto ai mille giorni di parole al vento sulla “fine della povertà” pronunciate dai Ministri dal balcone del Governo. Grazie Elemosiniere anche per aver impartito una lezione di concretezza a tutti noi.

Lecco, 15 maggio 2019                                                                  per coordinamento provinciale
                                                                                                                G.Carlo Bandinelli

STRANIERO E PONTI (PD): “INTERVENIAMO CON URGENZA. E PENSIAMO SUBITO ALLE OLIMPIADI”

È arrivata in consiglio regionale, la risposta dell’assessore alle Infrastrutture Terzi all’interrogazione di Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, a proposito della situazione critica in cui versa la statale 36, dopo la frana di Lierna. Nella question time, firmata anche dal collega Gigi Ponti, si chiedeva a Regione Lombardia come intendesse intervenire per cercare con Anas e Provincia di Lecco di risolvere definitivamente le pesanti criticità sulla statale 36 e sulla provinciale 72 e, nell’immediato come ottenere uno sblocco sulla prima e il completamento dei lavori in due punti sulla seconda. Inoltre, il Pd voleva capire quando Giunta e assessore pensassero di convocare il gruppo di lavoro con Anas e gli enti territoriali coinvolti, come previsto già da un ordine del giorno approvato dal consiglio a dicembre nell’ambito del bilancio annuale.

“L’assessore Terzi ha senz’altro risposto con puntualità rispetto a tutta la situazione delle due strade – commenta Straniero –. Tuttavia, se gli interventi sono previsti, non ho potuto non rilevare che su questo tema bisogna distinguere tra una situazione ordinaria, che prevede progetti e opere, e una di emergenza. E su quest’ultima penso non ci siano dubbi e che si debba insistere affinché gli interventi si possano realizzare con celerità. In particolare, ho sottolineato l’urgenza di concludere i lavori sulla provinciale 72 per evitare il ripetersi di una situazione come quella che si sta vivendo in questi giorni”.

Poi c’è un discorso di carattere strutturale più completo, aggiunge Straniero assieme a Ponti, “che non riguarda più solo il lecchese, ma anche la Brianza e il territorio monzese in generale ed è riferito all’importanza di interventi strutturali sulla ss36 anche in vista delle Olimpiadi. Ma su questo l’assessore ci ha riferito che stanno riflettendo su come comporre il gruppo di lavoro con Anas per evitare una pletora di soggetti. Va bene, ma ci auguriamo solo di non farci trovare impreparati”.

Domenica, 12 Maggio 2019 08:12

BASTA CON LA SINDROME DEGLI SCONFITTI !

Scritto da in Opinioni

Negli ultimi 3 giorni ho partecipato a 15 incontri pubblici in Emilia Romagna e questa settimana sarò in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto. Ho incontrato persone straordinarie, che hanno voglia di impegnarsi e stanno animando le decine di comitati di Siamo Europei. Avanti così!

Avevo proposto a Matteo Salvini un confronto pubblico a Modena, di fronte al suo pubblico. È scappato. I nostri sovranisti fanno i forti a parole, dai balconi, ma non hanno nemmeno il coraggio di confrontarsi. Ci toccano pure i nazionalisti codardi.

È bastato un anno a questo Governo per farci passare dai grandi Paesi fondatori dell’Europa ai lacchè di Orban. I Governi di Polonia e Ungheria si prendono i fondi europei, ci rubano le aziende e non ci aiutano nella gestione dei migranti. Per loro abbiamo una parola chiara: o cambiano o se ne vadano. L’Europa è uno spazio democratico. Chi non condivide i nostri principi non ci può stare.

Basta con la sindrome degli sconfitti. La Lega non è al 30%, ha preso il 17% dei voti e noi le contenderemo, casa per casa, ognuno di questi voti. Da qui al 26 maggio saremo ogni giorno in una piazza diversa, perché la gente ci deve vedere. È iniziata la nostra battaglia per la democrazia e per l’Europa. E non c’è posto più bello in cui stare che questo. Unisciti a noi.



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Venerdì, 10 Maggio 2019 08:20

VENTURINI: IRRISOLTI I PROBLEMI DI LECCO

Scritto da in Opinioni

"Sono certo che i nuovi assessori porteranno l’entusiasmo del neofita".........rimbombavano cosi le parole del sig. Sindaco Virginio Brivio (inizio ottobre 2018) dalle  stanze di palazzo Bovara .
A 8 mesi da quel  chiassoso e allora ingiustificato rimpasto di giunta cosa  è rimasto? Nulla .....solo tanto fumo , ma niente arrosto.

Una totale  inesistenza della maggioranza in Consiglio Comunale, in quanto  parte del tutto prona alle volontà del sindaco, in parte ormai completamente rinunciataria del proprio ruolo perché consapevole dell'impossibilità di poter cambiare qualcosa con questa nuova Giunta , ma soprattutto con  questo Sindaco rivelatosi ormai vecchio , non di età , ma di idee .
Eppure sembrava che il rimpasto di giunta dovesse produrre una spinta propulsiva per l'amministrazione, invece siamo completamente al palo proprio sugli assessorati in cui sarebbe stata immessa nuova linfa vitale (mortale ... a quanto pare, con  un Consiglio Comumale convocato ogni 2 mesi e non siamo in periodo estivo.)

Assessore all' istruzione : non si capisce più se la scuola sia una priorità per questa amministrazione oppure non lo sia più. Quanto ancora si sta realizzando nelle scuole è il frutto del Piano dell'Assessore Salvatore  Rizzolino, delle iniziative di questa nuova figura neppure l'ombra e ormai mancano quattro  mesi alla scadenza della Convenzione con le scuole dell'infanzia paritarie che sono passate da 1100 bambini l'anno a 870 che caleranno ancora con conseguente esigenza di una riorganizzazione delle stesse.

Assessore all' Ambiente, tante iniziative di immagine, tanto movimento di persone e di cose, tanto strombazzamento di idee, ma di soluzioni concrete neppure l'ombra. Eppure lasciai tutto fatto per continuare : regolamento animali , parco canile ,  tariffazione puntuale , controllo con telecamere per decoro urbano, tutto affossato .Piano di zonizzazione doveva già essere finito, Paesc (patto dei Sindaci per clima) , portato da me in  Consiglio Comunale, ma nessuna iniziativa concreta poi attuata......e qui mi fermo per non parlarne per ore.....

Assessore al Bilancio : si confermano i soliti ritardi delle manovre tecnico-cintabili che si amplificheranno con molte probabilità ancor di più.

Qualche tematica conclusa?
La questione vigili urbani; la famosa riorganizzazione del personale ;  sicurezza degli edifici pilubblici ; il Bione che continua a languire; tutti problemi di sempre sui nodi irrisolti del porto , teatro , insomma dovremo aspettare ancora per vedere qualcosa.
Con enorme dispiacere , per  la mia  amata città che devo putroppo trarre una conclusione: un Sindaco a cui ho dato piena fiducia, contribuiendo con i miei voti alla sua elezione  si appresta a riconsegnare ormai la città a se stessa, dopo 10 anni di mandato, grossomodo come l'aveva ricevuta dall'amministrazione precedente , disattendendo per buona parte le promesse elettorali sia del primo che nel secondo mandato con una sostanziale differenza .....avere perso dieci anni inutilmente ......

Ezio Venturini
Noi per Lecco

Sabato, 04 Maggio 2019 09:54

IL RUOLO DEL TERZIARIO NELL'EUROPA

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IL DOCUMENTO DI CONFCOMMERCIO PER L'EUROPA, LE PRIME DUE PROPOSTE
Cosa fare per il futuro sociale del continente e per un progetto europeo di rigenerazione delle città

E' tempo di approfondire le sfide politiche trasversali che, secondo Confcommercio, attendono l'Europa. Dopo avere analizzato le premesse che stanno alla base del documento "Quale Europa vogliamo, per quale Europa lavoriamo" lanciato da Confcommercio Imprese per l'Italia, con una riflessione sulle otto sfide politiche generali (migliorare il processo decisionale europeo; realizzare un coinvolgimento attivo e adeguato delle parti sociali; costruire una governance europea multilivello per dare piena attuazione al principio di sussidiarietà; riforme per puntare alla crescita; rafforzare le politiche di coesione; regole più semplici per i finanziamenti europei e maggiore attenzione agli interessi delle imprese; potenziare gli strumenti per promuovere l’internazionalizzazione delle Pmi europee; decidere in Europa le politiche migratorie), il presidente di Confcommercio Lecco, Antonio Peccati, si sofferma su due delle sette politiche proposte dalla associazione, quella relativa al futuro sociale del Continente e quella per un progetto europeo di rigenerazione delle città, ricordando il senso di questo percorso in vista delle Elezioni Europee, che in Italia si terranno domenica 26 maggio, ovvero "chiedere a quanti si candidano a rappresentare il territorio di prendere posizione e di esprimere il proprio punto di vista rispetto alle idee promosse dall'associazione".

Per quanto riguarda il futuro sociale dell'Europa il presidente Peccati spiega: "Come evidenziato nel manifesto di Confcommercio, è necessario investire nel capitale umano per fare crescere occupazione e competitività delle imprese. Cambiamento tecnologico e digitalizzazione hanno il potenziale per creare posti di lavoro e aumentare la produttività, ma questi benefici non sono automatici. Proprio per questo Confcommercio ritiene che l’Unione Europea debba lavorare per realizzare un sistema che metta al centro la persona, sia essa lavoratore o imprenditore". E continua: "L'Ue deve combattere il dumping sociale e promuovere standard comuni di protezione del lavoro negli Stati, ma anche promuovere maggiori investimenti nelle competenze. Particolare attenzione deve essere prestata alla preparazione dei futuri imprenditori: la creatività, l’autonomia, la voglia di innovare, la capacità di avviare start up sono competenze che nascono e si sviluppano quando la scuola si apre al know how dell’impresa e questa apre le proprie porte a studenti e docenti. Così come occorre impegnarsi da un lato per favorire lo sviluppo dell’imprenditoria femminile, valorizzando maggiormente i talenti delle donne e migliorando l’attuazione dei diritti sociali ed economici, e dall'altro garantire l’efficienza dei finanziamenti europei, eliminando la frammentazione delle iniziative che non ha prodotto i risultati auspicati e attuando una maggiore sinergia e un coordinamento degli strumenti a disposizione".

Sul fronte invece della rigenerazione delle città Peccati evidenzia: "Lavorare con le città è fondamentale per il futuro dell’Europa, poiché rappresentano un livello di governo che può consentire di riallacciare il rapporto tra le istituzioni europee, i cittadini e le imprese. Il successo di città e territori si basa sulla capacità attrattiva determinata da lavoro e qualità della vita". In quest'ottica il ruolo del terziario di mercato è importante: "La presenza di impresa diffusa (negozi di vicinato,  servizi alla persona, esperienza dei distretti del commercio...) può offrire un contributo determinante. Il commercio e le attività del terziario sono, infatti, parte fondamentale del capitale urbano ed è necessario che gli Stati tutelino il pluralismo distributivo, contemperando equamente il diritto di iniziativa imprenditoriale con la tutela degli interessi della collettività". Tra le varie idee del manifesto europeo il presidente di Confcommercio Lecco ne rimarca una, ovvero quella relativa al sostegno ai partenariati locali con risorse e regole che vedano affiancati operatori pubblici e privati: "Bisogna favorire la condivisione di dati e flussi, fornendo strumenti alle amministrazioni, agli operatori privati e ai potenziali investitori, anche rispetto alla organizzazione dei servizi. Inoltre occorre rivisitare e rilanciare il modello dei distretti urbani del commercio in chiave digitale".

Lunedì, 29 Aprile 2019 13:31

LETTERA FAMIGLIARE DALLA CASA SUL POZZO

Scritto da in Opinioni

Lettera familiare della Casa sul Pozzo 51


Care Amiche ed Amici,
abbiamo vissuto una Pasqua intensa e diversa; dalla grande cena pasquale di giovedì, al silenzio del venerdì, alla discesa agli inferi di sabato per chiudere con la veglia nella notte della Resurrezione.
Al mattino della domenica ci siamo ritrovati con il massacro di vite nello Sri Lanka e nel nostro territorio con il tema delle zone rosse a Calolziocorte vietate all’insediamento dei migranti e quelle blu dove è permesso l’accesso.
Dietro questi segni, con differente caratura, qual è il clima che stiamo respirando ? Come questo clima ha inciso sulla  diversità di questo tempo di Pasqua ?
La Pasqua è una festa di liberazione: un gruppo di migranti in cerca di pane in Egitto diventano schiavi e guidati da Dio si sollevano cercando una terra di libertà.
La vita con i giovani che frequentano la casa sul pozzo è per abilitarli alla ricerca di un futuro abitabile nella pace e nella difesa dei più fragili.  

Se questa è la trama esterna della Pasqua, la diversità di quest’anno è dovuta ad una partecipazione più massiccia delle persone, più intensa per partecipazione interiore, con maggiore spazio di silenzio e di coesione tra la propria vita e le radici che la sostengono; si è sentita dichiarata una maggiore partecipazione alle vicenda dei poveri. Del segno che va imprimendo papa Francesco non si perdono le tracce ma tornano ad essere le virtù indicate . Ci pare anche che la rozzezza fatta di insulti da parte di alcune classi di politici non possa più essere letta come difesa un po’ arrabbiata di valori, ma il povero, il fragile, lo straniero, “il piccolo” secondo il Vangelo rianno il posto di onore.
L’ultimo pensiero è che la Pasqua non ci rimanda al passato ma è una finestra aperta sull’oggi.

Mi torna in mente un frammento stimolante di un libro di Ivan Illich, Pervertimento del Cristianesimo, un pensiero che mi ha accompagnato in questi giorni: Era d’abitudine, in una casa cristiana, avere un materasso in più, un pezzetto di candela e un po’ di pane secco in caso il Signore Gesù avesse bussato alla porta, vale a dire, qualcuno senza un tetto sopra la testa fosse arrivato, e allora tu lo avresti accolto e ti saresti preso cura di lui. Questo tipo di comportamento è radicalmente contrario a tutto quanto era conosciuto nell’Impero romano, in qualsiasi delle sue culture.
Questa è la radice di quello che viene chiamato in modo irrisorio buonismo. E’ la radice che continua a fruttificare anche nei nostri giorni nei quali sembra prevalere il dettato da un personaggio della Lega (Roberto Maroni) che da ministro degli interni aveva detto  "Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati". (intervento alla manifestazione "Governincontra", Avellino 2 feb 2009). [Si osservi il ‘buonisti’. Mi ha impressionato anni fa leggere nella lapide al cimitero di Casaglia, a Montesole,  luogo della strage nazifascista un pensiero simile: “Dobbiamo essere crudeli, dobbiamo esserlo con la coscienza pulita, dobbiamo distruggere in maniera tecnico-scientifica” (Hitler, frase tratta dal primo discorso al Reichstag).
Questa Pasqua ha richiamato questi pensieri e soprattutto lo sconvolgente atteggiamento di Dio che si fa uccidere per attraversare la nostra crudeltà umana.

Il lunedì di inizio della settimana santa abbiamo avuto un incontro prezioso con la spiritualità musulmana nelle figure di due giovani iman: Iassine Lafram  di Bologna (nella foto) e Usama El Santawi (Lecco).

E’ stato un colloquio a voce alta, non gridata, che ci ha permesso di abitarci reciprocamente. Il testo d’occasione è stato il documento di Abu Dabhi firmato da Papa Francesco e dal Grande Iman al-Azhar sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” del 4 febbraio scorso.
Nel salutare i due iman ho detto che i nostri due spazi: il centro culturale Assalam e la Casa sul Pozzo si guardano e si offrono stima reciproca e sostegno. Penso alla vocazione di questi due spazi e alla vocazione che i due abbiamo insieme per collaborare alla reinvenzione di questa città di Lecco. Siamo alla periferia della città che ormai è un’unica falce attorno al lago/fiume. Papa Francesco, parlando della terra di don Tonino Bello, ha detto che quella terra potrebbe essere un arco di guerra, ma l’accoglienza degli uomini lo possono cambiare in un arco di pace.

Questo è il primo augurio che raccolgo questa sera. Quelli che siamo qui possiamo e dobbiamo costruire un arco o un ponte di prossimità per la pace e il bene reciproco.
Ritorno al tema dei giovani che frequentano la Casa, a quelli delle seconde generazioni figlie degli immigrati dei Settanta e soprattutto 80; vanno verso i 18 anni. Questa seconda generazione abbandona il couscous e la djellaba, parla francese, tedesco e inglese. “Ma sono musulmani. Credenti. E cominciano i problemi. Finché erano stranieri arrivati con la loro cultura e il folclore, si poteva amarli o no, ma non ci si sentiva in discussione. Ora non sono più turchi o arabi. Sono musulmani. Il problema comincia lì» (Olivier Roy)

L’Europa è la preoccupazione che sta segnando le nostre vite. Faremo con Massimo Campedelli una serata il 6 maggio per provare a capire cosa si muove sullo scenario politico, anche perché le due forze principali dell’attuale governo italiano sono euroscettiche.
Tenteremo di moltiplicare l’informazione soprattutto per generare un pensiero condiviso in ordine alle elezioni del 26 maggio.  Paolo Rumiz - autore di Il filo infinito, scritto al termine di un lungo pellegrinaggio nei monasteri benedettini – dice che c’è bisogno di una narrazione all’altezza non solo di ciò che l’Europa è stata in passato, ma anche di ciò che è anche oggi questa grande costruzione comune.
Di Europa e del nostro prepararci a delle trasformazioni, ne abbiamo parlato come missionari clarettiani nei giorni 22/25 aprile nel 4x4 a Trieste. Il 1° gennaio 2020 quattro organismi (Italia, Francia, Paesi Baschi e Catalogna) costituiremo un solo organismo giuridico come comunità religiosa. Ci siamo anche posti il tema della condivisione carismatica tra missionari e laici e soprattutto con quale stile esprimere la nostra presenza.

L’esperienza della Casa sul Pozzo non è un modello rigidamente definito che è sufficiente ricopiare. Esistono tante case sul pozzo: quella prevalente cristiana, perché abitata in un territorio definito cristiano; quella musulmana più sotterranea anche se esplicita, quella delle altre confessioni, a volte un po’ rigide. Ogni giovane che abita la casa la segna con la sua appartenenza e presenza. C’è anche un piccolo gruppo che trasversalmente si interroga sulla propria vita e sulle proprie radici ma soprattutto sul proprio oggi/domani. E’ il lavoro che stiamo seguendo con ostinazione e leggerezza. Come un po’ tutti gli altri laboratori, per esempio quello condotto dalla toscana Desideria Guicciardini sull’espressione artistica o quello dell’orto con Franco e Gigi, quella della fotografia, del ballo espressivo che sta commentando, dopo la Banda Manzoni, il coro Elikia.

Mi piace chiudere questa lettera di aprile lanciando il messaggio di Greta Thunberg e di migliaia di altri adolescenti/giovani: Adulti svegliatevi, non c’è più tempo.  Un pensiero augurale per ognuno.

Sabato, 27 Aprile 2019 09:16

Se frustano Nasrin, frustano tutti noi

Scritto da in Opinioni

Il 25 Aprile in Italia abbiamo festeggiato la Liberazione, invece ieri Nasrin è stata condannata in via definitiva a 33 anni di carcere e 148 frustrate, per essersi battuta contro una norma che vietava agli imputati di nominare un avvocato di fiducia. Nasrin è iraniana, ha 55 anni ed è una degli ultimi avvocati dei diritti umani rimasti attivi in Iran. Ora è rinchiusa nel carcere di Evin in condizioni durissime, ma c’è una mobilitazione globale per chiedere la sua scarcerazione. Unisciti subito!
Petizione diretta a Giuseppe Conte
Libertà per #Nasrin @GiuseppeConteIT @ItalyMFA @FedericaMog #SalviamoNasrin
    

Petizione di marcella ariodante
la spezia, Italia
    

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Nasrin Sotoudeh è un’avvocata iraniana, attivista per i diritti umani che è stata condannata a 33 anni di carcere e 148 frustrate dalla giustizia di Teheran. Nasrin era già stata condannata a 38 anni di prigione nel settembre del 2018 e si trova rinchiusa in condizioni durissime nel carcere di Evin.

Che colpa ha Nasrin?

Quella di essersi battuta contro l’applicazione di una norma del codice penale iraniano in base alla quale si impedisce di nominare un avvocato di fiducia alle persone imputate di reati tra cui quelli contro la sicurezza nazionale.

Nel 2012 Narin ha vinto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.

Dal 13 giugno 2018 si trova rinchiusa nel carcere di Evin.

L'ultima condanna arriva dopo un processo che si è tenuto in contumacia poiché Nasrin - in base a quanto detto dal marito - si è rifiutata di presentarsi in aula perché le era stato negato il diritto alla scelta dell'avvocato.

Chiediamo al Governo italiano e alle istituzioni europee che si attivino prontamente con le autorità iraniane per chiedere la liberazione immediata di Nasrin.
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Visita la pagina della petizione

Ordine del giorno intervento in Libia presentato da Alessandro  Magni
Intervento di Ezio Venturini :
Grazie, Signor Presidente. Certo è che se l'intento era quello di salvare i dissidenti da Gheddafi ora c'è da chiedersi chi li salverà dalle bombe della coalizione. Ciò che viene presentato al mondo con un intervento umanitario militare in Libia per proteggere i civili è in realtà una ricerca di installare un Governo fantoccio a Tripoli, in modo da avere un controllo efficace sulle risorse di petrolio della Libia ed esercitare il potere dominante su tutta la regione.

Lunedì, 22 Aprile 2019 07:14

A ESINO UNA PAGLIACCIATA SGRADEVOLE

Scritto da in Opinioni

Sono tutte amare le riflessioni su quella che è stata definita "provocazione" o, con minore benevolenza, la "pagliacciata" di Esino Lario.
Purtoppo è qualcosa di peggio e di più grave. Comunità e istituzioni (è stata coinvolta anche la Regione Lombardia) sono state usate per la spregiudicata campagna di marketing di una società privata, avallandone un ruolo di benefattrice dei piccoli comuni, e consentendole di realizzare una grandiosa campagna promozionale a buon mercato.

C'è da riflettere su sindaci che amministrano piccoli paesi alla ricerca di visibilità personale, anche al costo di coinvolgerli in operazioni spregiudicate e divisive che non contribuiscono certo a una buona immagine verso l'esterno.  È soprattutto triste constatare che, se una "provocazione" come quella di Pietro Pensa (sindaco) e di Luca Spada (ad di Eolo) ha avuto successo, è perché oggi, in una società dominata dall'ideologia neoliberale che abbatte i confini tra realtà e virtualità, che trasforma tutto in spettacolo (a pagamento), che non prevede più nessuna forma di rispetto per nulla, dove tutto può diventare merce e non c'è nulla di sacro, la vendita di un paese a pezzi, come item di un catalogo di e-commerce, è  stata presa sul serio da tanta gente e anche dai media. Siamo in presenza della stessa arroganza che abbiamo  rilevato, non più tardi di pochi giorni fa, nel caso del megaconcerto di Jovanotti e del WWF in alta montagna (vai a vedere).

di Michele Corti


Una campagna istituzionale da sindaco-feudatario

La "bomba" della finta vendita all'asta di pezzi importanti del paese di Esino Lario (provincia di Lecco), scoppia sui media venerdì 5 aprile. Il consiglio comunale non ne sapeva nulla, i cittadini tanto meno. Sarebbe interessante conoscere gli atti formali, predisposti dal sindaco e della giunta, che hanno impegnato l'istituzione nella pagliacciata orchestrata dall'agenzia creativa Dude per conto della società Eolo.

Una pagliacciata sgradevole proprio perché architettata in modo "serio" (condizione per essere efficace dal punto di vista comunicativo), con una facciata di credibilità che, oltre tutto, ha sfruttato, con raro cinismo, i precedenti di altri comuni. Parliamo di quei comuni italiani, realmente vittima di spopolamento, che hanno messo in vendita online immobili al prezzo simbolico di un euro.

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