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Martedì, 17 Settembre 2019 06:56

EMERGENZA LE MORTI SUL LAVORO

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MORTO SUL LAVORO A LECCO  STRANIERO (PD): “E’ EMERGENZA. POTENZIARE  SUBITO LA PREVENZIONE E I CONTROLLI’ ”

Per gli incidenti sul lavoro è emergenza.  Un operaio è morto oggi a Rogoredo di Casatenovo, nel lecchese, in un’azienda agricola specializzata nell’allevamento di conigli, schiacciato da una pressa, questo  dopo che ieri ben 4 persone avevano perso la vita nel pavese  anche loro lavorando in un’azienda agricola. “Esprimo- dichiara il consigliere regionale del Pd, Raffaele Straniero- la  mia  più sentita vicinanza ai familiari  della vittima e lancio un grido d’allarme che, di fronte  a numeri in  costante crescita, non può restare inascoltato.”

Gli incidenti sul lavoro sono aumentati dallo scorso anno in modo drammatico, nei primi sei mesi del 2019 sono stati 482,   90 solo in Lombardia, più di 10 al mese.  “Ora- afferma Straniero-    Governo e Regione, per le rispettive competenze, devono mettere in campo politiche atte a fermare quella che è ormai una strage.  Innanzitutto,Palazzo Lombardia deve tornare a investire nella prevenzione e nella tutela della salute e nei controlli.  Non può continuare, come ha fatto negli ultimi anni, a ridurle, arrivando  a dimezzarle. Gli incidenti mortali vanno fermati ad ogni costo”.

 

Giovedì, 12 Settembre 2019 09:04

EMERGENZA PER L'AMAZZONIA

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Scrivo con urgenza, perché quello che sta accadendo ai polmoni del nostro pianeta in queste ore è terrificante!

Ogni minuto che passa, nella Foresta Amazzonica brucia un’area equivalente a un campo di calcio. Un campo al minuto. I dati riportano che da quando sono nato, 30 anni fa, sono andati persi circa 400mila chilometri quadrati di foresta - una superficie più grande dell’Italia! E la situazione sta peggiorando.

Per darti un’idea della gravità, immagina come possa essere vivere con un polmone che funziona male. Non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico! Ma è quello che sta succedendo al pianeta: l’Amazzonia produce enormi quantità di ossigeno e trattiene tanta anidride carbonica da evitare disastri climatici. E noi la stiamo lentamente lasciando bruciare! Milizie private senza scrupoli cacciano gli indigeni, bruciano la vegetazione e mettono in pericolo migliaia di specie di uccelli e di mammiferi per appropriarsi di larghe porzioni di terreno da sfruttare.

I polmoni del pianeta stanno soffocando, e molti Governi stanno a guardare senza fare nulla. Tocca a noi muoverci: sono già 5 milioni le persone che attraverso Change.org stanno chiedendo alle autorità di agire per fermare questo inferno! Non possiamo permetterci di perdere tutto quest'ossigeno, ciò che ci dà la vita, e rischiare di lasciare ai nostri figli un mondo di catastrofi climatiche e desolazione.  
Dacci forza per salvare la Terra

Proprio mentre mi leggi sono migliaia gli incendi che stanno mettendo in pericolo la Terra. Ma le istituzioni spesso agiscono debolmente, senza pensare al nostro futuro.

È per questo che c’è bisogno di piattaforme come Change.org, che stanno dalla parte dei cittadini. Soltanto insieme possiamo prendere in mano il nostro futuro e quello dei nostri figli e farci ascoltare dai potenti. Se vuoi fare la differenza nel futuro del nostro pianeta puoi aiutarci a supportare con maggiore forza tante importanti battaglie. Ogni euro conta.

Sì, voglio fare la differenza per il pianeta!
Grazie da parte mia, dal resto dello staff, ma sono certo di poter parlare anche a nome di un pezzo del nostro pianeta, che troppo spesso dimentichiamo essere la nostra casa.
Matteo Cadeddu
Responsabile dei Sostenitori

Giovedì, 12 Settembre 2019 08:55

CALENDA SUL NUOVO GOVERNO PD-5 STELLE

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il Governo PD-M5S-LeU è nato. Ho combattuto questa alleanza con tutte le mie forze. Le ragioni le ho spiegate tante volte e non vale la pena ripeterle ancora (qui sotto trovate il video del mio intervento alla festa nazionale de l’Unita di Ravenna per chi è interessato ad approfondirle).
 
La composizione del Governo, con la Presidenza del Consiglio e i Ministeri degli Esteri, del Lavoro, dell’Istruzione, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente in mano ai 5S e la Sanità in mano a LeU, dimostra che il PD ha rinunciato anche a lavorare seriamente sulle priorità (istruzione, sanità e investimenti digitali e ambientali), condivise nella Direzione PD del 26 luglio. Tutto ciò è per me inspiegabile.

Questo Governo nasce tuttavia con una forte approvazione della base del M5S e del PD. È una scelta consapevole e di lungo periodo. Dobbiamo rispettarla e augurarci che faccia bene, per l’Italia. Per quanto possibile aiuteremo l’esecutivo con idee e proposte. I pop corn non ci sono mai piaciuti.
 
Allo stesso tempo però dobbiamo preparare la nascita di un movimento politico liberal-progressista. Non possiamo lasciare i riformisti senza una casa. Sarà prima di tutto un lavoro di produzione di idee e di mobilitazione di classe dirigente. Un impegno serio che richiederà tempo. Nei prossimi giorni depositeremo il cambio dello statuto, trasformando Siamo Europei in un movimento politico. Ragioneremo sull’opportunità di cambiare nome. A dicembre faremo partire il tesseramento.

Siamo Europei rimarrà un luogo aperto ai contributi di tutti. Di chi è iscritto ad altri partiti (daremo la possibilità di doppia tessera), di chi è favorevole all’accordo di Governo, di chi non la pensa come noi ma comprende che un contributo per il rinnovamento della politica è comunque necessario.
 
Nelle prossime settimane dividerò il mio tempo tra l’impegno in UE e un giro per l’Italia per parlare con voi. Intanto stiamo preparando il primo progetto tematico sulla sanità, affidato a Walter Ricciardi. Quello che sembra sempre mancare in Italia è "il foglio del come”, ovvero come passare dalle buone intenzioni alla realizzazione concreta. Lavoreremo soprattutto su questo.
 
Inizia oggi un percorso lungo e difficile. Non era nei piani. Ci siamo sempre battuti per costruire un Fronte repubblicano ampio e coeso a difesa dei valori liberal democratici. Avremmo preferito un’altra strada. Ma questa non ci spaventa. Anzi.
aderisci su
www.siamoeuropei.it

Lunedì, 09 Settembre 2019 07:01

IL PD AL GOVERNO UN VALORE AGGIUNTO

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Il nuovo Governo. Il PD, un valore aggiunto

Carissime, carissimi,

è quasi superfluo rimarcarlo però, quando il gioco si fa duro, tocca sempre a noi metterci la faccia, le persone, le competenze e le capacità. Sfido chiunque ad affermare il contrario.
Ciò detto, facciamo però ora un veloce passo indietro. Salvini, già nel mese di agosto, aveva "presentato" agli italiani un’anticipazione della manovra di bilancio 2020 con, ovviamente, le annesse mirabolanti promesse sulla Flat tax per tutti, sulla sterilizzazione del più alto aumento dell’imposta sul valore aggiunto (23 miliardi di euro!), altri spiccioli qua e là, per un costo complessivo di 50 miliardi di euro. “Improvvisamente” però, l’8 agosto, il vicepremier Salvini fa prima venir meno i propositi di un’estate di lavoro poi, durante una vacanza last minute al Papeete - forse in un momento di sobrietà, viene da aggiungere - intuisce quanto sarebbe stata dura darla a bere una volta di più agli italiani anche nel 2020 dal momento che, nel 2019, sarebbero dovute sparire le accise sui carburanti.

Ecco quindi la corsa ai ripari per la Lega con una mozione di sfiducia al Governo giallo-verde, la richiesta di  elezioni anticipate  tra fine ottobre e novembre e la conseguente messa a rischio dell’approvazione della manovra di bilancio 2020 entro fine anno e del blocco dell’aumento IVA. Una fuga senza precedenti quella del "capitano", non solo per il periodo ma anche per il fatto che, solo due giorni prima, il Governo otteneva la fiducia sul Decreto Sicurezza bis.

È così che una forza politica responsabile come il PD ha cominciato a valutare la possibilità di formare una nuova coalizione di Governo. Una responsabilità, la nostra, che in poche ore si è trasformata in una nuova opportunità per l’Italia (basti  vedere la fiduciosa risposta dei mercati, con lo spread che dall’approssimarsi a quota 300 con i giallo-verdi, ha virato verso una più salutare destinazione intorno a quota 100). Un’opportunità che si è riflessa nel nuovo clima che si respira ora  tra Italia e Istituzioni europee, condizione preliminare alla stesura di una manovra di bilancio concordata e finalizzata sia ad una reale diminuzione della pressione fiscale per i cittadini meno abbienti, sia ad un grande piano di investimenti green e ad altro ancora.

La sfida, che sappiamo essere molto impegnativa, non si esaurirà solo con le politiche economiche ed industriali, ma ci porterà anche a ridisegnare le relazioni tra gli Stati europei in tema di tema di immigrazione, nonché a mettere al centro la riscrittura dei diritti socio-economici e civili dei cittadini europei, con una forte attenzione a quelle che sono le nostre “periferie sociali”.

L’Italia ha oggi la possibilità di ripartire.
Alla nuova squadra di Governo e a Paolo Gentiloni, neo eletto Commissario europeo, vanno quindi i miei migliori auguri di buon lavoro e per l'avvio di una tanto attesa nuova stagione per il nostro Paese.

Un caro saluto

Domenica, 11 Agosto 2019 07:11

Al capolinea l'insano governo gialloverde

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union sacrée…? su quali contenuti…?

L’insano governo gialloverde della Lega e M5S è arrivato al capolinea. In questo momento in cui stiamo scrivendo, stanti le “forze del non voto”, i regolamenti, le normative e i percorsi istituzionali  non ci sono ancora certezze se si andrà o meno a votare in autunno. Alcune più che preoccupanti certezze però, e non solo da oggi, ci sono: l’avvenuta drastica riduzione degli spazi democratici, l’annientamento dei diritti umani, l’aumento delle diseguaglianze e impoverimento dell’economia (solo per fare alcuni esempi).

La vera emergenza non sono i migranti, ma la messa in sicurezza del territorio da rischi ambientali, la strabordante evasione fiscale, le lunghe liste d’attesa per potersi curare, i bassi salari e le pensioni da fame che non reggono il costo della vita.
Nonostante tutto ciò il muscolarismo della Lega e delle destre, che non affrontano alla radice i veri problemi del Paese, è un marchio che tira. Un marchio che tira anche, e va detto subito a chiare lettere, per la pesantissima responsabilità delle forze di centrosinistra che con l’assenza di proposte radicali alternative, semplici e convincenti, hanno spalancato le porte agli egoismi e alle politiche ademocratiche delle forze di centro destra.
Per battere Salvini servono a ben poco gli appelli ad una union sacrée nella schiavitù del motto pas d’ennemis à gauche per un richiamo ad un “voto utile”, sganciato  da un programma/progetto condiviso, in grado di far compiere passi in avanti sul terreno della giustizia sociale e del rispetto ambientale.
Per battere Salvini , la cultura e le politiche delle destre servono proposte forti sul terreno delle cose concrete a partire dall’uguaglianza sociale. Uguaglianza sociale che vuol dire togliere a chi ha di più per dare a chi ha di meno. Altro che flat tax !

Per farla breve, pur tenendo conto di tutte le complessità che ci sovrastano, a partire dai rapporti con l’Unione Europea che vanno riaggiornati, con la pari dignità e consistenza indicata dai Padri Fondatori anche per arginare le spinte di isolamento sovranista, facciamo appello a tutte le forze politiche di sinistra, alle organizzazioni e movimenti impegnati a rivendicare il “restiamo umani” e a quant’altri intendono impegnarsi in contrapposizione ai programmi involutivi e ademocratici della Lega e della sua compagnia,  perché si metta in campo subito un programma/progetto di unità con al centro: la rivisitazione del debito pubblico (vedere cosa c’è dentro il debito, quali debiti onorare e quali annullare. Basta dissanguarci con gli interessi);la drastica riduzione della spesa militare; lo sviluppo economico ecocompatibile; la centralità della dignità del lavoro e dei diritti; l’equità e la giustizia fiscale con l’introduzione della patrimoniale e la seria lotta all’evasione fiscale.

Con l’incubo di avere a breve un Governo ancora più a destra e pericoloso per i ceti popolari di quello che ci ritroviamo oggi, noi con passione e ragione, pur conservando la nostra autonomia e difendendo le autonomie degli altri, ci sentiamo,  a partire dall’antifascismo e dai valori costituzionali da concretizzare, di sostenere fin da ora i contenuti di un programma/progetto utile, semplice, chiaro che sui terreni dell’uguaglianza sia radicalmente e concretamente alternativo alle destre.

Venerdì, 02 Agosto 2019 15:28

LETTERA DALLA CASA SUL POZZO

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Lettera familiare della Casa sul Pozzo 54
31 luglio 2019

Care Amiche ed Amici,
il 28 di questo mese sono stati venti anni dalla morte di MariaAssunta Riva, nel luglio del 1999. Non era un tempo più tranquillo di quello che stiamo vivendo oggi. Il cardinale Martini in una intervista l’aveva descritto come tempo di agonia. Che non è solo angoscia o, peggio, approssimarsi della morte, ma lotta intima per dare un significato diverso alla vita.
In quell’anno la sirena fischiava nei cieli di Belgrado illuminati dai bagliori dei missili e delle bombe intelligenti; eravamo scesi nelle piazze delle nostre città sollecitati  dalle radio popolari. A Belgrado i cittadini erano chiamati alla protezione, nelle nostre piazze alla coscienza.
I volti degli abitanti del Kosovo ci inseguivano dai teleschermi, dalle foto sui giornali e ci raccontavano di un esodo biblico, allucinante.

Ora stiamo vivendo un esodo di umani dall’Africa; non scendiamo più in piazza ma continuiamo a condividere una lotta che faccia dei giovani con i quali dividiamo i giorni e le ambiguità, degli uomini responsabili per il loro futuro.
Sentiamo parole di scherno pronunciate dai potenti di turno, in Italia, in Europa e nel mondo.
C’è una notizia bella che mi fa respirare: la stampa della Chiesa in Italia, Avvenire, sta svelando pezzi di vita  e i fili che legano i fatti. Il Vangelo sta entrando anche nella carta del giornale. Tuttavia sembra che questa chiarezza non stia smuovendo tutte le chiese e gli uomini.

Nessun personaggio ha mostrato finora interesse per gli eventi annotati; una sorpresa  è arrivata in questo mese dai monasteri e conventi di clausura italiani (da donne italiane che nell’immaginario collettivo sono sepolte vive, quindi senza parola e cognizione delle cose) hanno scritto al Presidente della Repubblica dichiarando di pregare e chiedendo di smettere di essere razzisti e di usare i segni religiosi per creare consenso e code acclamanti.
I monasteri hanno detto i loro nomi, dichiarandosi pubblicamente, creando pensiero e coscienza comune. Chi è cristiano accoglie, hanno scritto, oppure non crede. La lettera è dura, perché ripete il linguaggio del Papa: non è cristiano chi organizza l’affogamento collettivo, sottraendo ogni mezzo di soccorso nel Mediterraneo. E chiedono di ripristinare subito i soccorsi.
Dei quattro giovani che vivono alla casa tre sono arrivati via acqua; il loro racconto dice di essere passati dentro l’anticamera della morte, anche imminente.
Guardo i loro volti ogni volta che so di un naufragio. Quello più drammatico di questo fine mese  (almeno 150, molti bambini), mi fanno pensare alla grande fascia rossa sul Mediterraneo che il nostro amico pittore Mino Cerezo ha documentato come segno di questa stagione. Il Mediterraneo è diventato il più grande cimitero della storia.

Uno dei risultati, forse il più evidente, dell’incontro avvenuto dal 9 al 12 luglio alla casa sul Pozzo da parte di clarettiani e laici del Portogallo, dei Paesi Baschi, della Catalogna e dell’Italia è stato quello di orientare  le nostre energie alle periferie, alle frontiere,  sollecitati dal nostro compagno Josè Antonio con una proposta conseguente: aprire una comunità interprovinciale a Melilla, cerniera Africa/Europa nel sud della Spagna, dove i diritti e i giochi di potere escludono dalla vita e dove migliaia di persone sono in attesa di un balzo fortunato che le porti dall’altra parte, in Europa, che invece è presa a difendersi e a studiare come ostacolare gli arrivi.

Ho pensato in questi ultimi giorni a cosa non si sarebbe scatenato nei discorsi irrispettosi degli uomini della politica se al carabiniere Mario, servitore della collettività, non fossero stati i due giovani americani, ma i due nordafricani per come veniva detto all’inizio della giornata.  Il rispetto dell’altro, chiunque sia, è la prima e fondamentale regola di relazione. Io sono cresciuto con il pensiero che ci aveva trasmesso Martini: incontrare l’uomo e la donna prima delle dichiarazioni di appartenenza etniche, religiose e culturali. Questo vale anche per i “titoli” che il vice presidente del Consiglio e Ministro degli Interni dice in libertà su tutto e tutti. Ricordo una dichiarazione che mi fece un suora in America Latina che condivideva la vita con i poveri e chiedeva conto alle autorità delle cause della povertà: il vescovo l’aveva dichiarata pubblicamente come comunista e lei andò a dirglielo, risentita, perché tutti quelli che non sopportavano il suo ministero si sentivano autorizzati a fare il tiro a segno sulla sua vita.

Le parole sono pesanti come le pietre ed anche delle pietre abbiamo avuto notizia in questo mese: quelle che lanciavano a Foggia contro i migranti neri che all’alba andavano al lavoro in bicicletta (4 aggressioni con nove feriti, in pochi giorni); l’arcivescovo di quella città, mons. Pelvi, ha scritto: “Mi pare che si stia realizzando una strategia ostile contro i lavoratori stranieri che non si vogliono accogliere né integrare. Ormai questi nostri amici danno fastidio anche se camminano per la strada).
Visto che siamo in un momento drammatico riporto anche la notizia che il presidente Trump ha ripristinato  la tradizione  negli USA della pena di morte con due iniezioni.

Stiamo regredendo ?
Verso quale traguardo vogliamo stiamo indirizzando i nostri passi ?
Siamo immersi in una quiete piatta ?

Ritorno alla storia di Maria Assunta Riva che ci ha lasciato il 28 luglio del 1999 e riprendo la notizia per come l’ho comunicata ad esequie avvenute: Carissimi, con molta tristezza vi comunico che nella scorsa settimana è morta la nostra compagna Mariassunta Riva, una delle iniziatrici della Comunità di Via Gaggio. Ha aperto assieme ai suoi genitori la sua casa a centinaia di giovani durante questi 25 anni, ha iniziato il laboratorio di ceramica e negli ultimi dieci anni la Bottega del Telaio Una malattia veloce, due interventi chirurgici ce l'hanno tolta in pochi giorni. Abbiamo celebrato il saluto per la sua partenza assieme a centinaia di amici e sacerdoti delle comunità italiane.
Abbiamo raccolto il senso della sua presenza tra noi con questa frase:
"Non c'è in una intera vita cosa più importante da fare che chinarsi, perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi". Ricordatela e ricordateci con affetto.

Tanti amici avevano scritto ed ho conservato i loro messaggi. Riporto le righe scritte da Mino:
Caro Angelo: Assunta è già andata avanti, nel futuro di ognuno di noi, affacciata per sempre alla Bellezza che ha tanto cercato e amato. Ti ringrazio per avermi dato la notizia per potermi raccomandare a lei assieme a quanti l’abbiamo amata e conosciuto. Un grande abbraccio. Mino

Il giorno 11 luglio ci ha lasciato Maurizio Benedetti, un amico di una interiorità forte, di una condivisione di vita con famiglie latinoamericane, di una passione e intelligenza sull’economia come condivisione di vite e di beni. Ci ha sostenuto e ci ha fatto affacciare sul mondo monastico per la bellezza della preghiera e per la capacità imprenditoriale.
E’ profonda in noi la nostalgia della sua presenza e l’impegno a rileggere quanto ci ha fatto intuire attraverso la sua professione e la sua amicizia.

Auguro a tutte/i un mese di agosto di possibile serenità e con qualche spazio personale di lettura e contemplazione della vita. Metto come spinta alla riflessione la frase alla quale abbiamo dato attenzione in quest’anno: camminare insieme o un cammino fatto insieme, cioè la parola sinodo che diventi parola spirituale e politica per i nostri giorni.
Con affetto.  

Venerdì, 02 Agosto 2019 15:12

POCHISSIMO IL MIELE PRODOTTO QUEST'ANNO

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Miele d’acacia, “produzione nulla” a Como-Lecco
Danni senza precedenti per l’apicoltura lariana
 

Anche la raccolta del castagno in flessione del 40%: colpa del clima che ha stremato le api                                                                                                                    

COMO-LECCO – “Produzione nulla”: anche i dati della Regione Lombardia confermano la gravità della situazione per il settore apistico lariano dopo la conclusione della prima importante campagna di raccolta del miele d’acacia. Si tratta della situazione più critica in tutta la Lombardia, dove le perdite medie regionali sono comunque pari al -75%:  una terribile “annata nera”, quindi, che si riflette in perdite ingentissime per tutte le imprese interessate, che in alcuni casi superano le centinaia di migliaia di euro. Diversi i milioni di euro persi a livello interprovinciale dalle nostre imprese.

Le cause sono ormai note e mettono sul banco degli imputati, ancora una volta, il corto-circuito climatico in atto. In particolare, la primavera fredda e piovosa che ha fatto seguito a mesi siccitosi si è rivelata una miscela esplosiva che ha stremato le api e impedito loro di raccogliere il nettare dei fiori di robinia.

Non solo: il violento caldo di giugno e luglio ha fatto il resto, indebolendo ulteriormente le api che si preparavano a volare sulle fioriture di castagno, altra produzione-chiave per il territorio.

“I danni, come detto, sono pesantissimi. E non si tratta del solo annullamento dei ricavi, ma anche delle perdite di intere “famiglie” di api che non hanno retto la situazione, oltre ai costi che le imprese hanno dovuto sostenere per alimentare le arnie artificialmente, cercando in primis di salvare gli insetti” commenta il presidente della Coldiretti interprovinciale Fortunato Trezzi.

“Per salvare la stagione, le imprese hanno puntato tutto sulla raccolta del miele di castagno, ma anche in questo caso i risultati sono stati sotto le aspettative” commenta Fabio Villa dell’azienda Maggiociondolo di Casatenovo (Lc). “Purtroppo le api sono arrivate stremate al secondo importante appuntamento della stagione e, nonostante la buona fioritura del castagno, i risultati sono stati molto al di sotto della media, soprattutto in bassa collina dove le api hanno patito in modo più marcato gli ulteriori sbalzi termici che si sono verificati”.

Ancora presto per le stime definitive sulla varietà “castagno”, mentre è ormai accertato che nella sola Lombardia si sono persi 3 vasetti di miele d’acacia su 4.  E oltre al danno si rischia la beffa, ovvero l’invasione di prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità: il consiglio di Coldiretti Como Lecco è sempre di “verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla nostra organizzazione agricola. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

Nelle nostre province esistono moltissime di varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di tiglio a quello di castagno (più scuro e amarognolo), e poi ancora quello di melata, oltre a diverse altre tipologie. Nelle campagne lombarde – conclude la Coldiretti lariana – ci sono circa 160 mila alveari curati da oltre 6 mila apicoltori tra professionisti e hobbisti. In Italia, invece, gli alveari sono 1,4 milioni mentre gli apicoltori sono 51.500 di cui 33.800 circa producono per autoconsumo (65%) e il resto con partita iva che producono per il mercato (35).                                                                                     

Decreto Ministeriale 14/05/2019
Gazzetta ufficiale 27/05/2019 n. 122)
Ministero dello Sviluppo economico - Decreto direttoriale - Contributi per l’efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile in favore dei Comuni
 
 
 
Spero che il Comune di Lecco non perda 130.000 euro che il Ministero dello Sviluppo Economico con un provvedimento ha assegnato in favore dei Comuni per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile.
I Comuni beneficiari del contributo, previsto - dall’articolo 30 del Decreto Crescita (DL 34/2019) dovranno avviare i progetti entro il 31 ottobre 2019, pena la decadenza del contributo.

 Contributi destinati a opere di efficientamento energetico quali interventi di illuminazione pubblica, di risparmio energetico degli edifici pubblici, di installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, e di sviluppo territoriale sostenibile quali interventi per la mobilità sostenibile, l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, l’abbattimento delle barriere architettoniche. Una marea di cose spero solo che l' Assessore di riferimento sia in grado di far fronte a questo impegno, il tempo stringe e per ora non si sente nell' aria nessun tipo di proposta.
 
Ezio Venturini

“Siamo fermamente convinti che la scuola vada lasciata fuori da ogni ipotesi di autonomia differenziata, operazione a nostro avviso in contrasto per molti aspetti col dettato costituzionale ed estremamente pericolosa – dichiarano Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio – perché destinata ad accentuare squilibri e disuguaglianze già oggi presenti, situazioni che andrebbero affrontate e risolte proprio con un deciso investimento in istruzione e formazione. Il carattere unitario e nazionale del sistema scolastico è per questo una risorsa preziosa di cui il Paese non può essere privato”.

L’esame dei testi da parte del Consiglio dei Ministri, previsto per oggi, sembra sia stato rinviato, ma i sindacati scuola non abbassano la guardia, forti anche del vasto consenso espresso dalla categoria in numerose iniziative svolte in tutte le regioni italiane e dell’altissimo numero di adesioni alla raccolta di firme contro la regionalizzazione.
Le ragioni del no ai progetti di autonomia differenziata che contemplano anche una regionalizzazione delle competenze in materia di istruzione sono state ribadite il 26 giugno con un flash mob, organizzato dalle segreterie regionali del Lazio, davanti alla Camera dei Deputati dai maggiori sindacati del comparto istruzione e ricerca (FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams).

“Ricordiamo al Governo – affermano i segretari generali – che nell’intesa sottoscritta a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio vi sono impegni espliciti e chiari in questo senso, laddove si riconosce il ruolo assegnato alla scuola per garantire identità e unità culturale del Paese, anche attraverso l’unitarietà dello stato giuridico del personale, il valore nazionale dei contratti, un sistema nazionale di reclutamento del personale e le regole per il governo delle scuole autonome”.

L’impegno dei sindacati prosegue, non solo in relazione al procedere dell’iter delle intese, sulle quali peraltro hanno chiesto ai Presidenti delle Camere di farsi garanti di un pieno coinvolgimento del Parlamento su questioni che non possono essere gestite in un rapporto esclusivo tra Governo e singole regioni: per contrastare quello che ritengono un disegno disgregatore dell’unità nazionale le organizzazioni sindacali non trascureranno alcuna iniziativa.

Lunedì, 01 Luglio 2019 08:27

LETTERA FAMIGLIARE DALLA CASA SUL POZZO

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30 giugno 2019

Care Amiche ed Amici
Un saluto cordiale anche nel colmo del caldo “africano” che ci ha raggiunto. Ho nel cuore la riconoscenza per la donna capitana della nave con i migranti. Grazie anche a lei e a quanti si commuovono per le vite in difficoltà..
Ho pensato ad una lettera sommario di eventi realizzati o in corso, assieme alla domanda: cosa raccogliamo dal giorno seguente al 31 maggio, la sera della cena della fraternità universale ?

Abbiamo chiuso con brevi verifiche cicli di lavoro. Penso all’ultimo incontro con Massimo Campedelli sul Cantiere Europa con un bilancio positivo sul contenuto e sul metodo di lavoro e proponendo una ripresa a settembre. La formula usata abbiamo la percezione che abbia colpito nel segno e sia stata utile.
Lo stesso diciamo del lavoro con Marco Vincenzi sul tema degli sconfinamenti e delle spiritualità.
La Bottega del Telaio ha consegnato al Duomo di Milano un prodotto richiesto tempo addietro: una casula con velo omerale e due tunicelle per i diaconi per la processione del Corpus Domini. Allego una immagine a questa lettera.   
E’ venuta a trovarci dalla Spagna per vedere le opere di Mino Cerezo Isolina Cueli autrice di un’opera sulla pittura di Mino.

Il 13 giugno Crossing ha realizzato la festa che da anni prende il nome di Misciòt party e chiude l’attività scolastica annuale. Sono esposte per il tempo estivo nel salone della Casa le opere realizzate nel laboratorio con l’illustratrice Guicciardini assieme a una serie di scatti fotografici realizzati nel laboratorio sulla fotografia.  
In 45 partecipanti si è realizzato l’itinerario in Romania dal 17 al 24 giugno. Un’esperienza notevole per quanto si è visto e incontrato e soprattutto per il cambio di ottica che ha offerto il viaggio. Interesse sulla comprensione della chiesa ortodossa; questo potrebbe essere il tema dell’itinerario del 2020.

Revisione interessante con la cooperativa La Vecchia Quercia per le due accoglienze settimanali che ci coinvolgono (adulti traumatizzati e persone con una diversa psichicità). La casa serve loro non solo come spazio di accoglienza ma di anche come coinvolgimento di alcuni volontari e rivelazione di una umanità che chiede e offre sostegno.
Un piccolo gruppo di bambini cinesi ha iniziato a metà mese un corso di cinese che durerà fin quasi alla fine di luglio e prende il tempo dalle 10 alle 16 dal lunedì al venerdì.
Le due revisioni con i volontari dl Crossing/studio e Crossing/cucina hanno offerto un quadro di partecipazione serio e costante.

Nel prossimo luglio vivremo alcuni appuntamenti impegnativi.
La verifica con gli operatori di Crossing per prendere visione della situazione di ogni adolescente che vi ha partecipato e il confronto con la cooperativa Sineresi per il lavoro svolto nell’ambito educativo.
Dal 9 al 12 si realizzerà un laboratorio con clarettiani e laici provenienti dalla Catalogna, Paesi Baschi, Spagna, Portogallo. Di questo fatto vi darò un resoconto nella prossima comunicazione.
I lavori dell’orto, dello studio per chi deve riparare continuano con un ritmo estivo. L’attenzione educativa si realizzerà fino alla prima settimana di agosto, per poi riprendere con settembre.

Nella casa oltre l’accoglienza è garantito l’incontro sulla Parola il sabato mattino dalle 9 alle 10 e la celebrazione della Eucaristia la domenica alle 18.30.
A quanti stanno ancora al lavoro e a quanti si possono prendere un tempo di vacanza il saluto cordiale, mio e di quanti abitano la casa sul pozzo.
Cordialmente.

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