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STRANIERO (PD): “RINNOVO A TRENORD PER 10 ANNI? NO, GRAZIE!”

“Pochi giorni prima di Natale, la Giunta regionale ha fatto davvero un pessimo regalo ai pendolari lombardi, approvando il 23 dicembre scorso la delibera in cui viene approvato l’avviso di preinformazione senza indizione di gara per il rinnovo dell’affidamento diretto a Trenord del contratto relativo al servizio ferrovario regionale per il decennio 2021/2030”, lo ricorda Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, commentando le parole dell’assessore regionale ai Trasporti Terzi a proposito della presunta impossibilità di affidare la gestione del servizio ad altri soggetti.

“Lo ha fatto dopo aver valutato ‘l’opportunità di affidare direttamente il servizio ferroviario regionale all’impresa ferroviaria Trenord’, come dice testualmente, nella stessa delibera in cui, per una serie di violazioni contrattuali relative al solo esercizio 2018, l’impresa viene chiamata a pagare a Regione Lombardia un importo complessivo di penali pari a oltre 7 milioni e 700mila euro – aggiunge basito Straniero –. Si tratta di una decisione che ci trova profondamente contrari, dal momento che abbiamo sempre sostenuto che, visti i pessimi risultati, per la gestione del servizio ferroviario regionale dovrebbe essere indetta una gara europea. Una decisione che, inoltre, suona come profondamente offensiva per gli oltre 800mila pendolari alle prese quotidianamente con i disservizi di Trenord”.

Fra l’altro, a questo proposito, l’esponente Pd fa presente che “il consiglio regionale aveva approvato nel novembre 2018, con i soli voti della maggioranza di centrodestra, una risoluzione nella quale si valutava positivamente l’ipotesi di rinnovare il contratto per altri sei anni, fino al 2026”.

Per tutta risposta, il Gruppo consiliare del Pd ha appena depositato un’interrogazione a risposta immediata, che verrà affrontata nella seduta di martedì prossimo, nella quale chiede al presidente Fontana e alla stessa assessore Terzi “le ragioni che hanno portato a questa decisione che oggettivamente disattende la risoluzione del consiglio, sulla quale peraltro avevamo espresso evidentemente un voto contrario. Inoltre, come firmatari della question time chiediamo alla Giunta se non intenda coinvolgere il consiglio circa gli indirizzi sui quali organizzare l’offerta del servizio ferroviario regionale e sulle modalità di assegnazione dello stesso”.

Giovedì, 09 Gennaio 2020 08:13

SI SOTTERRINO SUBITO TUTTE LE ASCE DI GUERRA

Scritto da in Opinioni

Mentre facciamo nostro il comunicato emesso dalla SINISTRA
EUROPEA sulla pericolosissima situazione che rischia di allargare la
spirale terrorismo-guerra, che si riporta:

“Questa aggressione militare, contraria al diritto internazionale, dimostra l’interesse di
Trump a destabilizzare la regione in modo da giustificare la sua presenza militare”,
afferma Maite Mola, vicepresidente del Partito della Sinistra europea e responsabile delle
relazioni internazionali.

Il Partito della Sinistra Europea vuole la Pace nella regione e “chiede la condanna di
questa azione militare da parte dell’Unione Europea e di altri organismi internazionali.
La Sinistra Europea è convinta che la Pace sarà possibile solo bloccando le interferenze
nell’area, contribuendo a cercare la riconciliazione in popoli devastati dalle guerre
provocate dall’esterno, rispettando il diritto dei popoli a eleggere i propri governi e non
cercare di imporli dall’esterno attraverso un nuovo neocolonialismo

L’UE dovrebbe avere un ruolo nella difesa dei più elementari diritti umani, come il diritto
alla vita e deve condannare questo attacco, costituendo un elemento per la costruzione
della pace.
Riconoscendoci pienamente nell’art. 11 della nostra Costituzione

CHIEDIAMO

a tutte le forze politiche, sociali. sindacali e a tutti i laici e cattolici di
esporre la bandiera della pace e impegnarsi affinchè:

- vengano ritirate subito tutte le nostre forze armate impegnate nei vari
territori di guerra sparsi nel mondo

- l’Italia non permetta per azioni di guerra l’uso delle basi Usa
disseminate sul nostro territorio, per non essere come Paese coinvolti
in guerre

- l’Italia esca dalla NATO
- l’Italia riduca subito la sua pesantissima e scellerata spesa militare che
supera i 70milioni di euro giornalieri per impegnare diversamente
queste risorse per le pensioni, per la scuola e la sanità, per il
cambiamento climatico e la messa in sicurezza del territorio da rischi
idrogeologici e per la manutenzione dei “beni comuni”

Martedì, 07 Gennaio 2020 06:52

TROPPI RIFIUTI ABBANDONATI

Scritto da in Opinioni

In questi giorni di festività natalizie non sono mancate le polemiche sulla mancata e disorganizzata raccolta dei rifiuti.

In mezzo a tutto questo si deve però aggiungere anche l’inciviltà sempre latente dei cittadini che nella speranza che qualcuno vi provveda abbandona rifiuti in ogni dove.

Anche dove abito io,a Olate di Lecco, c’è sempre qualcuno che lascia rifiuti di ogni tipo che la raccolta organizzata non può raccogliere, pezzi di legno, scrivanie in disuso ed altro ancora, il tutto per non perdere una mezz’ora per depositarli in discarica.

In questa categoria ascriverei anche coloro che in questi giorni hanno lasciato di tutto, vestiti, cartoni, bottiglie, rifiuti vari, presso il raccoglitore giallo della Caritas in via Tonale.

Ci vuole rispetto e senso civico da parte di tutti in quanto proseguendo con questi comportamenti incivili basta poco per passare ad una città sporca e trasandata.

Tutti noi lecchesi abbiamo criticato, discusso e parlato delle condizioni del centro in cui vi erano decine e decine di sacchi dell’immondizia non ritirati, ma anche noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte cercando di adottare comportamenti più civili

Martedì, 31 Dicembre 2019 07:09

I segni di Natale alla casa sul Pozzo

Scritto da in Opinioni

Oltre la santa Famiglia di Nazaret sgomenta di fronte alla morte del piccolo Aylan, (la riproduzione del disegno di Mino Cerezo lo abbiamo inviato qualche giorno fa) proponiamo altri due segni per la meditazione e contemplazione:

l’albero di Natale  che raccoglie la tavola delle religioni nel mondo, riconoscendole come strada verso la verità e come luoghi di pace da ricercare con tutte le energie.

il bambino Gesù circondato da piante di cotone; Il cotone è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia Malvaceae, originaria del subcontinente indiano e delle regioni tropicali e subtropicali dell'Africa e delle Americhe. Fu importata in Europa dagli arabi. Racconta il lavoro degli schiavi e le fatiche di arrivare alle autonomie.

Con questi segni vogliamo accogliere il Dio che si fa uomo e gli uomini nel loro pellegrinaggio sulla terra. L’augurio/invito lo raccogliamo dalle parole di Abramo alla tenda di Mamre ai tre uomini misteriosi: “rinfrancatevi il cuore (…) è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo”.

Un augurio pieno dalla Casa sul Pozzo.

Sabato, 21 Dicembre 2019 06:24

NO ALLA GUERRA AI CLOCHARD

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LECCO: vertice di coordinamento in prefettura sul tema della sicurezza
GUERRA AI MENDICANTI ! UNA VERGOGNA !

Apprendiamo dalla stampa locale (LeccoNotizie del 19 dicembre 2019) che si è appena tenuto un vertice di coordinamento in Prefettura sul tema della sicurezza.
Bene e nulla di strano, anche perché, essendo calati i reati sul nostro territorio, è bene continuare a mettere in campo una organizzazione puntuale rispetto alla criminalità.
La cosa che però non ci è piaciuta per niente è che uno dei temi centrali, stando a quanto riportato dalla stampa, sia stato quello di condividere con la polizia locale l’impellente necessità di porre fine all’accattonaggio molesto sul sagrato della Basilica di San Nicolo’, per farlo vivere come “ zona fiorita e profumata”.

L’Amministrazione Comunale cittadina, guidata dal Sindaco Virginio Brivio, si era già contraddistinta con biasimevole bravura per una forza di centrosinistra, alcuni mesi fa a tutela del “decoro”, per aver disposto l’asportazione delle coperte ad alcuni clochards, aprendo così una breccia a quanto deciso ora in prefettura.
L’allontanamento dalla vista dei poveri, dei mendicanti, dei diseredati, dei nullatenenti, dei rozzi, in quanto ritenuti disturbatori del perbenismo di alcuni praticanti che, pur frequentando la Basilica, si sono scordati gli evangelici passaggi sui ricchi e la povertà, non ci piace.

Non ci piace che il sagrato e altri spazi pubblici siano “zone speciali” con l’obiettivo di tener lontano gli accattoni.  Questo non perché “buonisti”, come spesso veniamo definiti da chi è arido di comprendonio, ma perché le istituzioni, Comune in primis, devono mettere in campo prima di tutto, non le guardie, ma progetti e metodi di inclusione sociale.
Tra noi  ci sono cattolici e laici che però  condividono appieno “da ciascuno secondo le sue possibilità, a ciascuno secondo il bisogno” , come ci ha insegnato il grande uomo dalla barba grigia, che, a testa alta, sono lontani mille miglia da chi fa la guerra ai poveri e non alla povertà.

Suvvia, non sono gli accattoni e chi mangia o dorme per strada a danneggiare la città; la città è danneggiata dai ladroni in guanti gialli che non pagano ed evadono le tasse.
Su questo ladrocinio dilagante, come ha indicato anche recentemente il Presidente della Repubblica, si  attendono anche vertici mensili di coordinamento per individuare le strategie di contrasto ai renitenti e ladri fiscali, che sono cosa  molto utile per recuperare risorse da destinare a chi è diseredato.

Lecco 20 dicembre 2019                                         per Sinistra lavoro – G.Carlo Bandinelli

Martedì, 17 Dicembre 2019 08:56

elezioni a Lecco, "caminando preguntando"

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2020 elezioni amministrative città di Lecco
come diceva il sub-comandante zapatista Marcos
C A M I N A R    P R E G U N T A N D O
(camminare domandando)

In questi ultimi giorni, nostro malgrado, stiamo assistendo fra le forze della maggioranza uscente non tanto ad un confronto sul futuro della città e dei suoi servizi, per far sì che Lecco sia per tutti un luogo piacevole, in una città accogliente dove vivere, ma ad una irreale discussione su chi debba essere il candidato a Sindaco.
Questo modo di procedere non aiuta certo a suscitare emozioni e accendere quella fiamma capace di parlare e stimolare chi da anni non va più a votare.
Questo modo di procedere ha ingrippato il motore (che oggi batte in testa).

Questo modo di procedere da parte del PD da un lato e di Appello per Lecco dall’altro, come se spettasse solo a loro “distribuire le carte”, rischia non solo di introdurre gravi ripercussioni interne per un possibile centro sinistra allargato, ma ancor più di offrire una strada aperta alla coalizione di centro-destra.
Un progetto di discontinuità, indicato anche dal segretario cittadino del PD, non passa per il solo cambio delle figure che compongono la giunta uscente, ma passa per un programma chiaro, netto e comprensibile da tutti, fortemente alternativo all’essere della Lega e del centro destra.
A noi piacerebbe che si procedesse, anziché offrendo un sindaco, per domande, in grado di modellare i punti di programma che fanno la differenza di una “coalizione sociale” di progresso.

Ecco, ad esempio, per quanto ci riguarda, alcune domande semplici e precise che attendono risposte chiare e nette.
Il teleriscaldamento verrà stoppato o no? Il piano cave comunali verrà rivisto o no?
I servizi esternalizzati, a partire da quelli sociali, verranno ripubblicizzati o no?
Alle cooperative e aziende che effettuano servizi per il Comune varrà imposto l’obbligo di applicare il contratto collettivo nazionale degli Enti Locali per arginare le paghe da fame o no?
Per le scuole private sarà rivista la smisurata sovvenzione o no?
L’urbanistica sarà imperniata su “cemento a saldo zero” o no?

Quali politiche di accoglienza ? Quali politiche per l’ambiente? Quali politiche per la messa in sicurezza del territorio da rischi idrogeologci?
Le Olimpiadi invernali del 2026, che ci avevano prima detto senza costi per i contribuenti, mentre ora già è corso lo stanziamento pubblico di 1miliardo e che investiranno per alcuni aspetti anche il nostro territorio saranno un’occasione a costo zero o meno per il Comune di Lecco?

Quali politiche per una fiscalità comunale e per i servizi in grado di far pagare chi più a chi più ha e di meno a chi ha meno?
Domande sommarie e parziali queste nostre che, al di là delle candidature a sindaco, possono però fare, a seconda della risposta programmatica, da ponte e nuovo riferimento non solo per noi, ma ancor più per un elettorato progressista demotivato ad andare a votare. Servirà a qualcosa questo nostro caminando preguntando?

 per  coordinamento cittadino LUIGI VAVASSORI

Sconto in fattura
CNA: “Un incomprensibile dietrofront della maggioranza”

La Commissione Bilancio del Senato ha reintrodotto, dopo averlo abrogato qualche ora prima, lo sconto in fattura per i lavori condominiali di valore superiore a 200mila euro che beneficiano di ecobonus. CNA è fortemente contraria alla nuova misura anche se è applicabile ad un perimetro apparentemente circoscritto. E’ intollerabile il principio che un privato sia chiamato a farsi carico di anticipare un beneficio fiscale erogato dall’amministrazione pubblica.

Il voto in Senato rappresenta una clamorosa retromarcia da parte del Governo e della maggioranza parlamentare che reintroducono uno strumento discriminatorio che penalizza le vere imprese dell’edilizia, dell’impiantistica e dei serramenti ed è un regalo ingiustificato ai grandi operatori. Come ha riconosciuto in più occasioni l’Autorità Antitrust altera la concorrenza danneggiando il mercato e quindi i consumatori. E’ evidente che è stata compiuta una scelta di campo per favorire i colossi dell’energia e le grandi multiutility, tutti soggetti che non svolgono direttamente i lavori di riqualificazione energetica, mettendo nelle loro mani un grande mercato rappresentato da oltre un milione di condomini.

Lo sconto in fattura è uno schiaffo alle piccole imprese che non possono permettersi di rinviare l’incasso di fatture senza pregiudicare la sana gestione. Il Governo e le forze di maggioranza dovranno spiegare le ragioni di una inversione di rotta a 180 gradi dopo che avevano riconosciuto la fondatezza delle ragioni esposte dalla CNA per l’abrogazione di uno strumento iniquo. E’ quanto si legge in un comunicato stampa della CNA.

Venerdì, 13 Dicembre 2019 06:46

"No tax day" contro "Patrimonial day"

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LECCO E IL “NO TAX DAY” DELLA LEGA :
MA VA LA’
La progressività dell’imposta sui redditi e il dovere di pagare le tasse sono un punto fermo sancito dall’art 53 della nostra Costituzione. Purtroppo, diversamente i vari Governi che si sono succeduti dal 1972 hanno via via abbassato notevolmente le tasse ai più ricchi. Dall’aliquota massima del 72% prevista si è passati al 43%. Un bel vergognoso 29% regalato ai ricchi che già di per sé registrano molti, troppi, evasori nelle fasce alte dei redditi, rispetto ai pensionati e ai lavoratori dipendenti.

La Lega a Lecco, sabato 11 dicembre, ha sì tutti i diritti di organizzare il suo “no tax day”, come noi però abbiamo il dovere di disvelare la sua truffa della flat-tax che regalerebbe ulteriori pesanti soldoni a chi già più ha rispetto a chi ha meno.
Stiamo già soffrendo per una  indecente diseguaglianza fiscale che va assolutamente rimossa, che non abbiamo bisogno di ulteriori  perverse rivisitazione della fiscalità con una “tassa piatta” come va proponendo la Lega.

Anche nella Lega, e non ne dubitiamo, ci sono sicuramente moltissime presenze di cittadini onesti che pagano le tasse e che come noi soffrono per l’inadeguata esigibilità e qualità di alcuni servizi, ma per questo non è che bisogna fare ulteriori regali ai ricchi, e non mobilitarsi contro i ladri che non pagano i tributi.

Altro che “no tax day” per quanto ci riguarda. Serve un “patrimonial day”, aggiunto ad una seria caccia agli evasori e, visto quanto sta emergendo a Lecco rispetto ai renitenti del pagamento dei tributi comunali, anche un “name and shame” (nome vergogna) per una gogna mediatica dei ladri in guanti gialli che non pagano le tasse e per i renitenti al pagamento dei tributi accertati.
Agitatevi, agitatevi pure, ma senza fake news.

Mercoledì, 11 Dicembre 2019 09:22

LIBERTA' DI CULTO NON RISPETTATA IN LOMBARDIA

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STRANIERO (PD): “REGIONE BOCCIATA DEFINITIVAMENTE, MA INTANTO HA CREATO PROBLEMI”

“Sono serviti quasi 5 anni, ma alla fine la Regione a guida Lega è stata definitivamente bocciata su una legge su cui aveva costruito una buona parte del suo consenso, ottenendo però l’unico risultato di mettere in difficoltà tutti i culti, ma soprattutto quello cattolico che, per ovvie ragioni, ha maggiori necessità e possibilità di realizzare nuovi luoghi di preghiera e aggregazione”, è il commento di Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, alla sentenza della Consulta che boccia i commi 2 e 5 dell’articolo 72 della legge regionale per il Governo del Territorio (L.R. 12/2005) che riguardano l’obbligo per i Comuni di redigere il piano delle attrezzature religiose come atto separato del Piano di governo del territorio, in assenza del quale non potevano essere insediate nuove strutture religiose o nuovi luoghi di culto.

“La Lega ha usato la legge urbanistica per fini ideologici e ha creato enormi difficoltà ai nostri Comuni e a tutte le confessioni, Chiesa cattolica e comunità evangeliche in primis – prosegue Straniero –: per ogni ampliamento di oratorio o per ogni minima attrezzatura religiosa, ci sono procedure lunghissime e inenarrabili. Molti luoghi di culto delle comunità evangeliche hanno dovuto essere chiusi. Questa è la legge anti-moschee che ha voluto la Lega in Lombardia. Quindi, per fortuna che c’è la Corte costituzionale!”.

Il consigliere Pd conclude: “Le libertà di espressione, di parola e di culto sono nella nostra Costituzione e vanno difese con forza, perché sono ciò che ci distingue dai totalitarismi e che, in ultima analisi, ci rende più forti”.

Martedì, 10 Dicembre 2019 08:42

EVASORI DEI TRIBUTI COMUNALI

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Comune di Lecco: e noi paghiamo anche per chi non paga

Il 3 dicembre la stampa ci ha informato che il gestore del Bar Frigerio nonché dell’obbrobioso igloo che tante giuste grida aveva sollevato, è anche, cosa ancor più oscena, insolvente nei confronti del Comune, e quindi nei confronti di tutti noi, per 200mila euro circa di tasse non pagate. Noi, che pur a fatica, con pensioni da fame, paghiamo le tasse comunali, chiediamo: ma come è possibile che ciò accada?

Il Sindaco Brivio e l’assessore al bilancio Goretti non lo sapevano? E, se lo sapevano perché non hanno posto il problema e richiesto un “ravvedimento operoso” al Bar Frigerio, prima di concedere, a fronte di pesanti insolvenze, il permesso all’istallazione dell’igloo?  L’assessore all’arredo urbano, Corrado Valsecchi, pure lui non era al corrente di questa deprecabile scorrettezza? Se così fosse, non è possibile che chi c’era ci abbia dormito sopra, rimandando il tutto alla società esterna incaricata per la riscossione dei tributi comunali. Amministratori comunali siffatti è meglio che si dedichino al gioco della lippa, se non sono in grado di difendere i cittadini onesti e ligi che pagano regolarmente i tributi comunali rispetto ai furbetti del barettino e non solo del barettino.

Oltre a questo caso eclatante, quanti sono ancora coloro che si “dimenticano (?)” di pagare i tributi comunali per un ammontare di migliaia di euro ? Visto che già tempo fa ci eravamo indignati per i debiti inerenti le tasse non pagate dalla Leuci, alla luce  anche di questo nuovo fattaccio forse è bene che il Comune si dia una mossa e stimoli l’apparto burocratico con un progetto obiettivo, teso a combattere evasione e recupero crediti, ripubblicizzando la parte dei servizi esternalizzati.

Nel settore del controllo economico-tributario comunale va messo in atto un progetto per il contrasto delle fenomenologie illecite, ivi comprese le “furbate” e le “dimenticanze” inerenti i versamenti dei tributi comunali non versati.
Perché ad esempio non vincolare gli emolumenti contrattuali previsti per la produttività dei dirigenti, degli impiegati comunali e della vigilanza urbana ad un obiettivo preciso su questa materia ? Perché come Comune non attivare riunioni trimestrali di coordinamento congiunte fra gli uffici comunali, la guardia di finanza, l’ispettorato del lavoro e l’Arpa ai fini organizzativi di contrasto dell’evasione, del lavoro nero e della sicurezza alimentare e nella ristorazione?

Ciò avrebbe diversi ed importanti effetti: recuperare importanti risorse per i servizi; abbassare le tasse ai cittadini onesti; arginare gli effetti distorsivi che avvantaggiano competitivamente gli imprenditori con i “vizietti e le furberie fiscali”, rispetto a chi, magari anche con molta fatica e privazioni, paga regolarmente i tributi.
Altro che daspo urbano per chi mangia o dorme per strada, caro Sindaco e cari assessori.

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