Il Blog di Enrico Baroncelli

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SODDISFAZIONE PER LA CONCLUSIONE VICENDA VISMARA

Domenica, 13 Dicembre 2020 07:46 Scritto da  Provincia di Lecco

CONCORDATO VISMARA DI CASATENOVO: LA SODDISFAZIONE DELLA PROVINCIA PER LA FIDUCIA DEI CREDITORI AL PIANO DI RILANCIO

La Provincia di Lecco esprime soddisfazione per l’esito della votazione dell’assemblea dei creditori del Concordato Vismara di Casatenovo, che a maggioranza ha accordato fiducia alla proposta e al piano concordatari presentati dalla famiglia Ferrarini in alleanza con la società valtellinese Bresaole Pini.
Si tratta di un passo in avanti fondamentale per proseguire sulla strada del rilancio della rinomata azienda alimentare, che da generazioni rappresenta un marchio di qualità nel settore della produzione e commercializzazione di salumi.
Il futuro dell’azienda e dei suoi 164 dipendenti resta comunque strettamente legato anche all’esito della procedura concorsuale che riguarda la società Ferrarini, a cui Vismara fa capo.

Da tempo la Provincia di Lecco, anche attraverso l’Unità di gestione crisi aziendali, in sinergia con Regione Lombardia, Comune di Casatenovo e parti sociali sta seguendo da vicino l’azienda e la procedura concorsuale, facendo fronte comune per sostenere la continuità produttiva e occupazionale nel sito di Casatenovo.

Oltre all’impegno per l’erogazione delle politiche attive del lavoro connesse alla cassa integrazione straordinaria fino all’inizio del febbraio scorso, la Provincia di Lecco ha partecipato agli incontri istituzionali per l’azienda, mantenendo sempre alta l’attenzione sulla vicenda e aggiornando il Consiglio provinciale lo scorso 11 novembre con una dettagliata informativa.

Il Presidente Claudio Usuelli commenta: “Esprimo soddisfazione per l’esito di questo primo importante snodo della procedura concorsuale. La fiducia accordata dalla maggioranza dei creditori al piano di rilancio dell’azienda è fondamentale per le prospettive di continuità industriale e occupazionale. Per le lavoratrici e i lavoratori, a cui rinnovo la mia vicinanza e solidarietà, è un importante segnale di speranza proprio a ridosso delle festività natalizie, anche se la strada per mettere in sicurezza il futuro di Vismara resta lunga”.

Il Consigliere provinciale delegato al Lavoro Giuseppe Scaccabarozzi aggiunge: “Nelle prossime settimane si aprirà la fase di esecuzione della proposta concordataria, che mi auguro possa procedere nel miglior modo possibile. La Provincia di Lecco continuerà a monitorare la situazione e a operare insieme agli altri livelli istituzionali e alle parti sociali per favorire la prosecuzione dell’attività industriale e la conservazione dei posti di lavoro”.

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    Il perdurare della crisi pandemica e le nuove restrizioni varate dal Consiglio dei Ministri rendono indispensabile un ulteriore intervento di tregua fiscale. CNA sollecita il Governo a prorogare la sospensione dei termini di pagamento delle cartelle esattoriali e degli avvisi bonari per scongiurare un’ulteriore tegola su milioni di attività già stremate dalla profonda crisi economica.

    La Confederazione, inoltre, chiede che al finire del periodo di sospensione sia prevista la possibilità di versare le somme dovute tramite una congrua rateizzazione.

    “Davanti a noi ci sono ancora mesi molto difficili – afferma il presidente della CNA, Daniele Vaccarino – è necessario, tanto più alla luce della crisi di Governo, sostenere il tessuto produttivo con misure efficaci per evitare di cancellare migliaia di imprese che stanno facendo sforzi straordinari”.

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     BREXIT: Accordo sugli scambi e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito

    Il 24 dicembre scorso è stato raggiunto un "agreement in principle" con il Regno Unito, che definisce la futura cooperazione UE-UK a partire dal 1° gennaio 2021, scongiurando il tanto temuto "no deal".

    Esso riguarda non solo gli scambi di merci e servizi ma anche un'ampia gamma di altri settori di interesse dell'Unione, quali gli investimenti, la concorrenza, gli aiuti di Stato, la trasparenza fiscale, i trasporti aerei e stradali, l'energia e la sostenibilità, la pesca, la protezione dei dati e il coordinamento in materia di sicurezza sociale.

    Dal 1° gennaio, a prescindere dall'accordo appena siglato, il Regno Unito non sarà più parte del mercato unico e lascerà l'unione doganale dell'UE insieme a tutte le politiche dell'Unione europea e agli accordi internazionali. Avrà fine la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali tra il Regno Unito e l'Unione Europea.

    Di seguito si forniscono alcuni primi cenni relativi agli effetti dell'accordo di libero scambio che vanno a mitigare le conseguenze rispetto ad una Brexit senza accordo.
    Esso prevede l'assenza di dazi e contingenti per le merci oggetto di scambi commerciali tra Regno Unito e i Paesi dell'Unione europea, ma resta fermo nell'obbligo di assolvere le procedure doganali, benché facilitate.
    La qualificazione tecnica dell'operazione di scambio rimane quella di esportazione verso un Paese Terzo e, pertanto, assoggettabile all'art. 8, D.P.R. n. 633/72.

    E' stato inoltre previsto dall'Accordo il mutuo riconoscimento della qualifica di AEO e Esportatore Autorizzato, che faciliterà di gran lunga le procedure doganali. L'accordo eviterà gli ostacoli tecnici al commercio, ad es. prevedendo che si possa con autocertificazione dichiarare la conformità regolamentare per i prodotti a basso rischio e agevolazioni per altri prodotti specifici di reciproco interesse, come l'automotive, il vino, i prodotti organici, i prodotti farmaceutici e i prodotti chimici.
    Tuttavia, tutte le merci del Regno Unito che entrano nell'UE dovranno comunque soddisfare gli elevati standard normativi dell'UE, anche in materia di sicurezza alimentare (ad esempio standard sanitari e fitosanitari) e sicurezza dei prodotti.

    In materia di trasporto stradale è stata assicurata la continuità per gli autotrasportatori dell'UE e del Regno Unito di poter trasportare merci da e verso qualsiasi punto del territorio dell'altra parte, a condizione che soddisfino gli elevati standard concordati in materia di sicurezza e condizioni di lavoro.

    Origine delle merci e regole per gli scambi L'origine sarà determinata in base alle regole dell'accordo, contenute da pagina 27 a 41 e negli allegati ANNEX ORIGIN da 1 a 6, rimanendo nella sfera dell'origine preferenziale.

    Per facilitare il compito agli operatori, l'accordo consente alle imprese di auto-dichiarare l'origine delle merci e prevede che le imprese possano tenere conto non solo dei materiali originari utilizzati, ma anche se la lavorazione sostanziale è avvenuta nel Regno Unito o nell'Unione Europea.

    L'attestazione di origine:

    è compilata dall'esportatore del bene sulla base di informazioni che dimostrano che il prodotto è originario. L'esportatore è responsabile della correttezza dell'attestazione di origine e delle informazioni fornite;
    può essere resa su una fattura o su qualsiasi altro documento che descriva il prodotto originario in modo sufficientemente dettagliato da consentirne l'identificazione;
    è valida per 12 mesi dalla data in cui viene rilasciata;
    può applicarsi a un'unica spedizione di uno o più prodotti importati o a spedizioni multiple di prodotti identici importati entro il periodo specificato nell'attestazione di origine, che non deve superare i 12 mesi.

    Inoltre, l'accordo prevede che l'esportatore, per rendere la propria dichiarazione sull'origine preferenziale, debba acquisire la dichiarazione del fornitore, secondo il modello previsto all'ANNEX ORIG-3. Tale dichiarazione può avere anche la forma di dichiarazione a lungo termine nel caso di forniture ricorrenti da parte dello stesso soggetto.
    Non è previsto che tali dichiarazioni siano validate da altri soggetti terzi, quali le Camere di commercio.

    Non è necessario ricorrere ai certificati di origine non preferenziali rilasciati dalle Camere per l'esportazione verso il Regno Unito, a meno che non si tratti di merce originaria di un Paese terzo.

    Per le merci attualmente origine UE (per incorporamento di materiali di origine UK o di lavorazioni sostanziali effettuate in UK) il carattere originario non preferenziale dei prodotti dovrà essere oggetto di rivalutazione, considerando che i materiali UK o le lavorazioni effettuate in UK saranno del tutto equiparabili a quelle di un Paese terzo.

    L'attribuzione dell'origine non potrà più essere considerata dell'UE neanche per i prodotti originari del Regno Unito giunti sul nostro territorio prima del 1° gennaio 2021.

    Di conseguenza, per i beni acquistati anche in precedenza da fornitori inglesi, per i quali occorresse il rilascio di un certificato di origine per una successiva esportazione, non potrà più essere certificata l'origine UE se si tratta di beni di produzione o ultima lavorazione sostanziale avvenuta in UK. In tali casi nella casella 3) del certificato dovrà essere menzionato il Regno Unito, come qualsiasi altro Paese terzo e, nel caso di origini multiple, andrà evidenziato in casella 6) il Regno Unito con riferimento alle singole merci originarie di quel Paese.

    A prova d'origine delle merci (in mancanza di bollette doganali pregresse) occorrerà esibire eventuali etichettature recanti il "Made in UK" o specifiche dichiarazioni dei produttori inglesi.

    Carnet ATALa Direzione Generale Fiscalità e Unione doganale dell’Unione Europea (DG TAXUD) ha precisato che i Carnet ATA emessi nel 2020 e ancora validi nel 2021 possono essere utilizzati per la temporanea importazione di beni in Gran Bretagna anche dal 1 gennaio 2021. In questi casi, al momento dell'uscita della merce sarà necessario presentare il Carnet ATA e le merci in dogana per espletare le formalità di riesportazione, è quindi consigliabile che i titolari richiedano un set di fogli souche e fogli volet bianchi aggiuntivi (importazione e riesportazione) alla Camera di Commercio. In via del tutto eccezionale e per la specifica circostanza, il set di fogli aggiuntivi potrà essere inserito anche nel Carnet ATA base a condizione che, esaurite le operazioni doganali di riesportazione e di reimportazione, il documento venga immediatamente restituito alla Camera di Commercio.

    Movimento delle persone

    Dall'inizio del 2021 sarà anche interrotta la libera circolazione tra l'Ue e il Regno Unito. Il 1 gennaio scatterà, infatti, il nuovo sistema di immigrazione.
    Non ci sarà bisogno di visto per i turisti, ma per visitare il Paese sarà necessario il passaporto e non si potrà restare per più di tre mesi. Tuttavia, per i cittadini UE che visiteranno la Gran Bretagna, fino al 1 ottobre 2021 l'accesso sarà ancora possibile anche con la carta d'identità valida per l'espatrio.

    I cittadini europei che vivono nel Regno Unito potranno ottenere lo status di residente permanente (settled status) o di residente provvisorio (pre-settled status), se vivono nel Paese da meno di 5 anni.

    Sul piano dell'istruzione il Regno Unito ha rinunciato al programma Erasmus.
    Anche per i giovani studenti che vogliono andare in vacanza studio sarà più complicato in quanto servirà un visto “breve”, il passaporto e un’assicurazione sanitaria.

     

  • FORMAGGI E VINI LOCALI PER IL CENONE

    San Silvestro: cenone in “zona rossa” ma a Como e Lecco trionfa in tavola il km zero

    Bollicine, cotechini e lenticchie presenti sulla stragrande maggioranza delle tavole lariane

    Rigorosamente a casa, rigorosamente “a chilometro zero”: è un veglione “in zona rossa” e tra le mura domestiche quello che attende quest’anno le due province di Como e Lecco. Il cenone sarà dunque tra le mura domestiche, ma senza rinunciare a gusto e territorio. La tendenza 2020 del “cenone” che accompagnerà la notte più lunga dell’anno premierà il “chilometro zero made in Lario”, che sarà protagonista con i suoi prodotti nelle tavole delle nostre province.

    Lo spumante – sottolinea la Coldiretti interprovinciale – si conferma come il prodotto prediletto per il brindisi di mezzanotte, ma c’è grande attenzione anche per i vini prodotti sul nostro territorio: quest’anno, scegliere una bottiglia made in Italy e made in Lario è anche un gesto importante di attenzione per un settore in profonda sofferenza, che con la forte limitazione del canale horeca sta subendo perdite ingentissime.

    Immancabile anche la presenza in tavola del cotechino brianzolo accompagnato dalle lenticchie che, secondo la tradizione popolare, sono portatrici di fortuna e ricchezza. Con la presenza di cotechini e salami da cuocere sulle tavole del Capodanno, si festeggia quest’anno anche la prossima entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria per tutti i salumi: “Si tratta di un bene per le nostre province, che contano una radicata tradizione norcina” sottolineano il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi e il direttore Giovanni Luigi Cremonesi.

    “La festa migliore sarà, quindi, sulle tavole del cenone di giovedi sera, dove trionferanno salumi insieme a formaggi e vini della nostra valle. Un “made in Lario” che potrà essere ancor più valorizzato”.

  • NOVE MILIARDI PER LA SPESA DI NATALE
    Di

    Regali di Natale Indagine CNA: “Nove miliardi la spesa complessiva, calata pesantemente ma non crollata.

    E guadagna quote di mercato il regalo duraturo, di buona qualità, artigiano”
    Ammonterà a poco meno di nove miliardi il valore economico dei regali che gli italiani si scambieranno nel lungo arco festivo che va da Natale all’Epifania passando per Capodanno.

    Si tratta di una brusca retromarcia rispetto al 2019, oltre il 10% in meno che - aggiunto al lieve calo dello scorso anno nei confronti del 2018 – condurrebbe a un significativo -15% sul 2018. Un dato negativo che potrebbe anche peggiorare se le conseguenze delle restrizioni festive dovessero incidere sui consumi più pesantemente di quanto si possa prevedere al momento. A rilevarlo una indagine della CNA condotta tra i propri associati.

    Sarà un Natale più parco degli anni scorsi, insomma. Gli italiani, però, non sembrano intenzionati a rinunciare ai regali in maniera vistosa. Ne faranno di meno. E meno costosi. Ma hanno voglia di normalità e non se la sentirebbero di rinunciare a un momento emotivamente importante quanto la consegna del dono, un gesto in grado di soddisfare chi lo compie e chi ne è gratificato, al di là del valore economico.

    La scarsa fiducia nel breve periodo spiegherebbe la riduzione delle risorse destinate ai regali, un comportamento diffuso non solo tra quanti – artigiani, piccoli imprenditori, commercianti, ristoratori, lavoratori autonomi in genere – hanno registrato un significativo calo delle entrate ma anche nelle famiglie meno, o per nulla, colpite dalle conseguenze socio-economiche dell’emergenza sanitaria.

    La media familiare dell’importo destinato ai regali tra la fine di quest’anno e la prima settimana del 2021 sarà di circa 345 euro per ognuna dei 26,1 milioni di famiglie italiane. Ma quasi due famiglie su dieci assicurano che, quest’anno, non possono, o non vogliono, fare regali. E fanno salire la media dei nuclei “prodighi” intorno ai 430 euro. Uscendo dallo stretto ambito numerico, però, emerge una nota positiva. Rispetto agli anni scorsi sembra ritagliarsi uno spazio più evidente il regalo duraturo, che non segue mode effimere. Le famiglie italiane, anche per le riflessioni – e per le esigenze - alle quali sono state costrette dall’emergenza sanitaria e socio-economica, hanno in parte scoperto, o riscoperto, la valenza sociale degli acquisti, tanto più dei doni.

    E, benché rimanga ancora un regalo di nicchia, vorrebbero premiare i regali artigiani, prodotti originali e di qualità realizzati in Italia da uomini e donne che stanno facendo di tutto e di più per reggere a una crisi epocale, per non licenziare i dipendenti, per resistere e poter tramandare il loro sapere e le loro tradizioni. Dai prodotti agroalimentari ai capi di abbigliamento, dai manufatti artistici e tradizionali agli accessori di moda fino a eccellenze quali le biciclette e gli strumenti musicali fatti a mano “il regalo artigiano – sottolinea la CNA – sembra fare breccia tra gli italiani, nel solco dello slogan <compra artigiano, compra italiano> lanciato dalla nostra Confederazione”.

  • IL BILANCIO ANNUALE DELLA CONFARTIGIANATO

    Confartigianato Imprese Lecco: il bilancio di fine anno

    Come tradizione, a fine anno Confartigianato Imprese Lecco tira le somme del lavoro portato avanti nei 12 mesi precedenti grazie a una squadra di 90 professionisti che ogni giorno si interfacciano con le esigenze di circa 5.000 imprese associate e con i loro rappresentanti di categoria.

    1. Il 2020 in concetti

    “Il 2020 ha lasciato e sta lasciando in tutti noi la sensazione di una vera e propria tempesta. Confartigianato Imprese Lecco chiude tuttavia quest’anno con l’orgoglio, di aver cambiato pelle per il bene delle nostre imprese, di aver alzato le barricate, di aver giocato un ruolo chiave sul destino di tante nostre aziende”. Sono queste le parole del presidente Daniele Riva al termine di un 2020 in salita per il Paese, per il territorio di Lecco e per gli artigiani. Stante l’emergenza sanitaria legata al Covid, il presidente Riva ricorda “i numeri della scorsa primavera: abbiamo ricevuto oltre 17mila telefonate in tre mesi. Mano a mano che venivano annunciati e pubblicati i Dpcm, nuove domande emergevano: noi eravamo qui, pronti a dare risposte chiare e con serietà. Ci siamo stati, abbiamo retto la burrasca, abbiamo mantenuto (e in alcuni casi riportato) a galla le nostre aziende. Non c’è orgoglio più grande di questo”. Un accenno critico è invece riservato alle risposte delle istituzioni in termini di burocrazia e ristori: “Il governo, in questi ultimi mesi non è stato tempestivo. Lo sanno i tanti collaboratori delle aziende artigiane, che hanno visto le loro pratiche di sostegno al reddito bloccate per mesi. Lo sanno i datori di lavoro che hanno anticipato di tasca loro ai dipendenti i soldi della cassa integrazione. Eppure il tempo è un fattore chiave, in qualunque battaglia e in questa più di ogni altra. La parole d’ordine dev’essere velocità e burocrazia zero. Quindi, in conclusione: non vogliamo sussidi, non è il nostro stile. Vogliamo risorse certe, erogate in tempi rapidi e commisurate al danno subito dalle nostre imprese”. Un accenno ulteriore, però, il presidente Riva lo rivolge alla struttura dell’associazione di via Galilei, radicata sull’intero territorio provinciale: “Ci siamo resi conto che questo 2020 drammatico ha portato in dote anche una grande occasione: evolversi, ricalibrare l’offerta di servizi. E’ quello che abbiamo fatto”.

    2. Il 2020 in cifre

    Vediamo nel dettaglio cosa è successo nel 2020 (per i numeri completi vedi il link a fondo pagina). Come detto, anche quest’anno (anzi, soprattutto quest’anno) Confartigianato Imprese Lecco ha portato avanti il percorso di consolidamento e di rinnovamento dei servizi in modo da far fronte alle crescenti richieste delle imprese, garantendo professionalità e competenza a 360 gradi. Sono 95 i nuovi associati, che si aggiungono alle 26 nuove imprese nate con il supporto dell’Ufficio Avvio d’impresa, mentre sono 44 le imprese accompagnate al conseguimento di diverse certificazioni ISO e attestazioni varie, all’adeguamento alla nuova normativa F-gas -146/2018, e assistite per il mantenimento del sistema qualità.

    Sono stati potenziati, come detto, i servizi dedicati all’innovazione e all’export. Attraverso il monitoraggio continuo delle opportunità di accesso a bandi e agevolazioni, vengono promossi e sostenuti dall’Area Competitività diversi progetti rivolti agli imprenditori che intendono innovare sperimentando nuove formule, sia sul piano dei prodotti sia dei processi di gestione. Parliamo di circa 1,3 milioni di euro di contributi richiesti e gestiti per le imprese assistite, di 7 aziende assistite in tema di Manifattura 4.0 e Iperammortamento, e di ben 17 aziende che hanno attivato il servizio Commerciale Italia/Estero. Un grande vanto è anche quello dei 2 contratti di ricerca attivati con Politecnico di Milano nell’ambito del progetto Interreg Pmi Network.
    Tra le attività di rilievo sociale prosegue con successo “Job Talent”, la piattaforma web di Confartigianato Lombardia dove far incontrare le esigenze di lavoratori, imprese e mondo della scuola. Nel 2020 abbiamo aperto 51 ricerche di personale su richiesta di 40 aziende. Da menzionare inoltre le performances dello Sportello Energia, che ha visto crescere anche nel 2020 le adesioni al servizio di fornitura di energia elettrica e gas, grazie ai prezzi concorrenziali presenti sul mercato libero, ma soprattutto per la consulenza diretta dei nostri collaboratori. Ad oggi sono oltre 3800 le imprese e le famiglie lecchesi che hanno deciso di affidarsi al nostro Consorzio CENPI. Sul fronte fiscale, sindacale e relativamente all’attività Caf-Patronato è fondamentale non solo sottolineare il mantenimento degli standard numerici dell’associazione (le 812 imprese serviziate per il fiscale, le 485 per il sindacale), ma la presenza forte sulle esigenze eccezionali: le 1.417 domande erogate per il bonus 600, i 483 accordi FSBA e le 610 istanze per contributi a fondo perduto. Il tutto legato all’emergenza Covid.

    3. Gli obiettivi per il 2021 e… un regalo sotto l’albero agli associati

    “Ci piacerebbe lasciare un minimo di suspence verso gli obiettivi dell’anno alle porte. Ma la verità è che gran parte dei risultati che andremo a raccogliere nel 2021 sono il frutto di un lavoro già alle spalle – sono le parole del segretario generale Vittorio Tonini, nell’atto di guardare al 2021 – Un lavoro nel quale abbiamo creduto fortemente e che gli uffici hanno saputo interpretare al meglio. Penso allo sportello Welfare Point, che sarebbe dovuto partire in primavera e che è stato ovviamente bloccato dal primo lockdown. Grazie all’aiuto dei nostri partner, ne abbiamo rimodulato il senso, e da qualche giorno la consulenza da parte degli operatori di Confartigianato (che creeranno il contatto con il fornitore di servizio più adatto a rispondere all’esigenza manifestata: Impresa Sociale il Girasole e FamKare) è fruibile via telefono e via mail. Sul piano dell’internazionalizzazione, il lavoro in campo è quello di dare linfa e peso all’Ufficio Estero, che agisce in sinergia con Api Lecco. Una sinergia che nel 2021 sarà ulteriormente consolidata attraverso un contratto di rete”.

    “E’ evidente che non c’è solo un futuro prossimo, ma anche un’orizzonte più ampio. In questo senso, prenderà corpo lo sviluppo del servizio Ambiente, nell’ottica di considerarlo come uno dei temi centrali per i prossimi anni. Infine, la formazione. Lo abbiamo compreso a fondo durante il lockdown: la digitalizzazione non è il migliore dei mondi possibili, ma è una straordinaria alternativa (noi stessi, con l’esperimento riuscito della Mostra dell’Artigianato ne sappiamo qualcosa). La crescita delle attività rivolte alle imprese, consentirà all’associazione di accompagnarle nell’era del digitale e tra le pieghe di uno strumento ormai decisivo in epoca Covid. Potevamo fermarci qui, ma c’è un ultimo annuncio. Lo consideriamo un regalo che lasciamo sotto l’albero degli associati, e una promessa rivolta a tutte le imprese del territorio in vista del periodo della campagna tesseramento 2021 ormai alle porte. Il 2019 aveva portato in dote lo strumento del nuovo sito web, denso di contenuti e possibilità di fruizione diretta.

    Ora la scelta è quella di consentire agli associati Confartigianato Imprese Lecco l’accesso ad un’area riservata, nutrita di tutte quelle informazioni, quella cura al dettaglio, quelle spiegazioni tecniche che, ci permettiamo di dire, hanno fatto e fanno la differenza per il buon lavoro di tante nostre aziende. Il sito web, insomma, proseguirà la sua vita “pubblica”, le sue comunicazioni dirette al territorio. In parallelo, l’area riservata agli associati metterà a disposizione materiali e contenuti, frutto dell’incessante percorso di studio e di aggiornamento dei singoli uffici. Lo abbiamo compreso a fondo quando le nostre aziende erano immerse nella palude di dubbi del primo lockdown. Quando riaprire? A quali protocolli attenersi? Quali percorsi sindacali intraprendere? A quali elementi di fiscalità prestare energie e attenzione? Abbiamo compreso che, pur in un mondo iperconnesso e sovraccaricato di informazioni, i nostri associati richiedevano le nostre informazioni, la nostra parola, la nostra autorevolezza. Questo è il senso di un’area web che sarà a loro (e solo a loro) completa disposizione dai primi giorni del 2021″.

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