Pubblicato in Opinioni

NEL DECRETO RILANCIO SOLO BRICIOLE PER L'UNIVERSITA'

Mercoledì, 20 Maggio 2020 07:10 Scritto da  ANDU

 PER L'UNIVERSITA' BRICIOLE, ALTRO CHE RILANCIO

Il Decreto Legge “Rilancio” stanzia 55 miliardi. Nel DL, per non mettere
a terra Alitalia, sono stati stanziati ben 3 miliardi (art. 206, comma 1
del DL).
Per l'intero comparto dell'Università e della Ricerca sono stati invece
stanziati soltanto 1,4 miliardi, briciole per un settore messo sottoterra
da provvedimenti che nel corso di decenni sono stati mirati alla sua
demolizione.
In attesa della pubblicazione del DL nella G.U., è possibile leggere* gli
articoli richiamati in questo documento ripresi dall'ultima versione del DL.
Il link del testo in G.U. sarà inserito non appena disponibile nel sito
dell'ANDU*

Non si deve consentire che ancora una volta si penalizzi l'Università,
Istituzione cardine per il rilancio culturale, sociale ed economico del
Paese e pilastro fondamentale del suo assetto democratico.
Per svolgere pienamente questo ruolo, l'Università va ricostruita,
rendendola autonoma e libera, democratica e aperta a tutti.

In questa direzione è indispensabile e urgente che si attivi un movimento
di lotta che veda unite tutte le componenti del mondo universitario
(studenti, precari, docenti) per modificare profondamente, in sede di
conversione parlamentare del DL, quanto previsto per l'Università.

COSA CAMBIARE

Di seguito si evidenziano alcuni contenuti e alcune “mancanze” del DL
riguardanti l'Università e le relative proposte di modifica.

= STUDENTI
- Borse di studio
E' ampliato il numero dei beneficiari delle esenzioni, totali e parziali,
delle tasse e delle borse di studio (art. 227, commi 3 e 4).
Occorre allargare la NoTax Area e garantire che le borse vengano
attribuite a tutti gli idonei e che i criteri per le esenzioni siano uguali
per tutti gli atenei.

- Numero chiuso
Non è previsto nulla.
Occorre invece deliberare immediatamente un programma per l’abolizione del
numero chiuso entro pochi anni (4-5), periodo durante il quale ogni anno si
dovrebbe aumentare il numero degli accessi e si dovrebbero adeguare i corsi
di laurea per accogliere gli studenti.
In particolare, considerando anche che a breve mancheranno 45.000 medici,
per quest'anno dovrebbero essere consentiti almeno 20.000 accessi a
medicina, tenendo conto che lo strumento di selezione attraverso i test è,
a giudizio di tutti, una vera e propria lotteria; una lotteria ancora più
strampalata se si dovesse ricorrere ai test online.

= DOTTORANDI, ASSEGNISTI, DOCENTI A CONTRATTO E RTDA
E' prevista, a domanda e su fondi nazionali, la proroga di due mesi per i
dottorandi che terminano il percorso quest'anno (art. 227, comma 5) (perché
non per tutti i dottorandi?), mentre per gli assegnisti è consentita, su
decisione locale e su fondi locali, una proroga di durata imprecisata (art.
227, comma 6) (perché il trattamento è diverso da quello dei dottorandi?).
Nulla è previsto per i docenti a contratto e gli RTDa.
E' invece indispensabile prevedere la proroga, a domanda, per tutti gli
attuali precari fino all'espletamento dei concorsi straordinari a
professore di ruolo.

= Scuole di specializzazione di medicina
Nel 2020 si bandiranno 13.200 borse di scuole di specializzazione
a fronte di circa 22.000 laureati candidati (art. 5). Un numero di borse
addirittura inferiore a quanto ipotizzato dal Ministro alla fine dell'anno
scorso: “possiamo arrivare a un bando da 15.000 posti”.
E' invece indispensabile l’abolizione immediata del numero chiuso
per le scuole di specializzazione, consentendo a tutti i laureati in
medicina di accedere ad esse, per assicurare un più adeguato numero di
specializzati al Sistema sanitario e per impedire che ancora una volta si
lascino senza sbocchi migliaia di laureati.

= Reclutamento nella docenza (RTDb)
Oltre ai già finanziati 1607 posti di RTDb, potranno essere banditi 3333
posti di RTDb (art. 227-bis, comma 1).

E' invece indispensabile bandire a partire da quest'anno, su fondi
nazionali e oltre al naturale turnover, almeno 20.000 (5000 all’anno)
posti di professore di ruolo, unico modo per recuperare i circa 15.000
posti in ruolo persi in oltre un decennio (e ogni anno se ne perderanno
circa 1500) e per dare un credibile sbocco a buona parte degli attuali
precari, circa il 90% dei quali sarebbe destinato all'espulsione
dall'Università dopo anni e anni di sfruttamento (usa e getta).

Inoltre, per impedire la formazione di nuovo precariato, occorre superare
tutte le attuali figure precarie per sostituirle con una sola figura
pre-ruolo di breve durata (tre anni), in numero rapportato agli sbocchi in
ruolo, autonoma e adeguatamente garantita e retribuita.
La distribuzione dei posti deve prescindere dalle indicazioni dell'ANVUR
(Agenzia da abolire, assieme alle “connesse” ASN) e deve mirare a sostenere
gli Atenei messi più in difficoltà dai definanziamenti e dalle ripartizioni
volte a privilegiare gli Atenei auto-eccellenti.

Bisogna altresì sottrarre la “gestione” dei concorsi agli Atenei (in
realtà alla cooptazione personale, con i connessi arbitrii) e prevedere
commissioni nazionali interamente sorteggiate tra tutti i professori,
escludendo quelli che fanno parte degli atenei direttamente interessati.

= RTI E ASSOCIATI
Nulla è previsto per gli attuali ricercatori di ruolo e associati.
E' invece necessario prevedere per i tutti i ricercatori di ruolo e per
tutti gli associati che hanno conseguito l’ASN, il passaggio di fascia,
immediato e automatico (senza ulteriori verifiche), con i relativi
eventuali incrementi economici a carico dello Stato. E' infatti
inaccettabile che ricercatori di ruolo e associati con ASN si trovino
ingiustamente discriminati rispetto ad altri colleghi nelle stesse condizioni.

= Si invita a leggere la Proposta* organica dell'ANDU per rifondare
l'Università.

==== La storia della devastazione dell'Università può essere approfondita
nel sito dell'ANDU ( http://www.andu-universita.it/ ) utilizzando la
“ricerca avanzata”, in alto a sinistra.

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Maggio 2020 07:13
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