Pubblicato in Opinioni

RICORDARE LA FIGURA DI DON GALLO

Venerdì, 15 Maggio 2020 07:17 Scritto da  Giancarlo Bandinelli

Il 22 maggio del 2013 Don Gallo è andato via.
Perché da non credente voglio ricordare nel settimo anniversario
della sua morte don Gallo ?
Perché Partigiano, Antifascista e Uomo di Pace.

Perché ha incarnato nel Vangelo, nella Costituzione e nella
bandiera rossa la sua, per così dire, carta d’identità.
Nella grammatica del suo sacerdozio non ha mai mancato di denunciare che le
diseguaglianze e le povertà dipendono dalle insane politiche indotte dal capitalismo.
Ma la sua non è stata solo una vita di denunce, ma di un impegno concreto e diretto
che ha messo in campo per il riscatto dei cittadini meno omologati e respinti da una
società esclusiva.

Fondatore negli anni ’70 a Genova della Comunità di San Benedetto al Porto per
accogliere tossicodipendenti, prostitute, emarginati in generale, migranti ecc ha
rubricato molto del suo impegno di prete con l’essere di parte: Partigiano da una parte
sola, dalla parte degli ultimi e dei loro diritti di civile dignità.

In piazza con i migranti, con il Social Forum di Genova il 19 luglio del 2001 per
rivendicare l’uguaglianza fra i popoli contro le politiche degli otto stati più
industrializzati e ricchi del mondo (G8), ha poi continuato negli anni fino alla sua morte
con lo stigmatizzare le atrocità e la violenza praticate dallo Stato contro questi
manifestanti, in particolare nella scuola di Bolzaneto e la morte di Carlo Giuliani
avvenuta in Piazza Alimonda.

Insomma una vita non solo da ricordare, ma di valori da perseguire.
“SU LA TESTA” come più volte ci ha invitato a fare. Grazie don Gallo.

Lecco, 14 maggio 2020 G.Carlo Bandinelli

Ultima modifica il Venerdì, 15 Maggio 2020 07:20
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