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25 APRILE, NON SONO MORTI INVANO !

Sabato, 25 Aprile 2020 08:21 Scritto da  Sergio Fenaroli

 Non sono morti invano…..

25 aprileQuanti italiani sanno il perché dell’articolo 1° della nostra Costituzione dice che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”
La risposta stà nella volontà dei costituenti nel riconoscere il ruolo che i lavoratori ebbero nella sconfitta del fascismo in Italia, dalle lotte che iniziarono con gli scioperi del 1943 e 1944.
Precisamente dal 5 Marzo 1943 con gli scioperi alla Fiat e successivamente da Torino, Milano a Genova in tutte le più grandi aziende e non solo, del triangolo industriale d’Italia.

Pane, pace e libertà erano le richieste che iniziarono a suscitare tra i lavoratori italiani la forma più concreta ed autentica di opposizione alla dittatura fascista ed alla occupazione nazista, unico Paese sotto e durante l’occupazione nazi-fascista, dove vennero organizzati gli scioperi, a rischio e pericolo della propria vita o della deportazione nei campi di internamento in Germania, per sostenere le loro richieste contro la fame e la guerra.
Pochi ricordano che sempre i lavoratori impedirono con sabotaggi in molte importanti fabbriche, che il grosso degli impianti industriali fossero smantellati e trasferiti in Germania.

Ricordando la Resistenza nella giornata più simbolica del 25 Aprile 1945, non possiamo ricondurre il nostro pensiero ai tanti giovani, per la loro grande maggioranza non “politicizzati” che scelsero la via della Libertà, molti giovani militari che dopo l’armistizio del 8 Settembre 1943 “sbandati” si organizzarono in montagna nelle varie formazioni Partigiane, con l’intento comune di conquistare la Libertà dal nazi-fascismo.
Spietata fù la repressione che la Repubblica fascista di Salò ed il Comando Tedesco scatenò nelle Regioni del Nord Italia, divisa dalla linea gotica, presidiata dalle truppe alleate, che ritardarono inspiegabilmente la loro azione finale, consentendo la riorganizzazione dei nazi-fascisti, che iniziarono con rastrellamenti, bruciando case, interi paesi e comunità, fucilazioni arbitrarie e deportazioni di svariate miglia di vittime civili, lavoratori e partigiani.
Il Comitato di Liberazione Nazionale, composto da tutte le forze democratiche antifasciste, ebbe il compito di guidare la Resistenza e di condurre il Paese con le forze alleate sino alla vittoria del 25 Aprile 1945.

Cos’era quell’Italia dell’immediato dopoguerra? Era in ginocchio… divisa…. era tutta da ricostruire…
Sconfitto il fascismo che pure aveva goduto di ampie masse popolari a suo sostegno, l’apparato amministrativo i vari Ministeri e l’organizzazione statale nelle sue varie forme anche periferiche, rimaste pressoché intatte nei loro organici ovviamente compromessi con il Regime fascista, gli unici referenti che potessero avere una loro rappresentatività nel Paese, furono la Chiesa e le Camere del Lavoro la CGIL Unitaria guidata da Giuseppe Di Vittorio, che rinacque il 3 Giugno 1944 ancora durante la Guerra.
Si costituirono vari Governi con l’inclusione di tutte le forze politiche antifasciste che condussero il Paese a formare la Repubblica Italiana con il referendum, fu il primo voto universale del 2/3 Giugno 1946, venne sconfitta la Monarchia, la famiglia reale lasciò l’Italia, il 22 Dicembre 1947 venne promulgata la Costituzione Italiana fu operante dal 1 Gennaio 1948.

Il 22 Giugno 1946 venne promulgata l’amnistia contro i criminali di guerra, consentendo in tal modo, la liberazione di oltre 12.000 persone dichiaratamente fascisti impenitenti che si erano macchiate a vario titolo, di crimini efferati, senza che fossero giustamente processati, a differenza del processo di Norimberga dove furono chiamati a giudizio e condannati, molti gerarchi nazisti.
Il 1947 fu un anno decisivo e divisivo per l’Italia, in Gennaio Alcide De Gasperi, al rientro di un suo viaggio negli Stati Uniti, accolse le direttive ed accettò delle precondizioni richieste dal Governo U.S.A. per consentire l’attuazione del “piano Marshall” anche in Italia.
Rompere il “Patto di unità antifascista” dividere il mondo del lavoro, rompere la CGIL Unitaria.
Portella della Ginestra 1° Maggio 1947 strage di contadini, l’occupazione delle terre, il caso Sicilia, la mafia.
Il 31 Maggio 1947, il Partito Comunista Italiano ed il Partito Socialista Italiano vennero estromessi dal Governo, le elezioni del 18 Aprile del 1948 sancirono la loro sconfitta elettorale.

L’attentato a Palmiro Togliatti del 14 Luglio 1948 la proclamazione dello sciopero nazionale indetto, venne colto quale pretesto per rompere la CGIL Unitaria e porre le condizioni successive di fondare la UIL e la CISL 1950.
Dividi ed impera !! Il cerchio si realizzo!!
La Storia contemporanea, ha le sue radici in queste tappe fondamentali, quando il mondo del lavoro ritrovò la sua unità, le lotte sindacali i Contratti Nazionali di Lavoro, lo statuto dei Lavoratori, ripresero di nuovo le stragi di Stato, i Servizi deviati, i fascisti impuniti e ripescati nei gangli dello Stato, da Piazza Fontana a Piazza della Loggia, il rapimento il massacro della scorta e l’uccisione di Aldo Moro, la strage alla Stazione di Bologna e le innumerevoli ed impunite stragi sui treni, gli assassinii di grandi personalità, rappresentano insieme un buco nero della nostra democrazia.
Quante volte le salme di quei giovani partigiani che hanno dato la loro vita per la nostra libertà si sono rivoltate nelle loro fosse? Francamente non possiamo dire con onestà che riposino in pace.
Ma insieme possiamo fermamente dire e gridare….

ORA E SEMPRE RESISTENZA !!!

Ultima modifica il Sabato, 25 Aprile 2020 08:24
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