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Giovedì, 04 Giugno 2020 06:57

LA LEGA: PERCHE' NON SI RIAPRE IL BIONE A LECCO ?

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Ripresa, ripartenza, riapertura sono certamente i termini più ricorrenti in questa fase post lockdown.
Ma per il Centro sportivo del Bione la riapertura della piscina e della palestra è un miraggio.
L’ordinanza di Regione Lombardia del 29 maggio autorizza la ripresa dell’attività di palestre, piscine, circoli culturali e ricreativi dal 1° giugno, ma i proprietari e i gestori degli impianti, durante il blocco, non sono stati con le mani in mano. Si sono infatti premurati di provvedere a sanificazione di edifici e attrezzi, di adeguare gli spazi alle necessità di distanziamento, di dotarsi di cartelli, adesivi e kit igienizzanti.

Il centro sportivo del Bione, gestito dalla In Sport, ma di proprietà del Comune (quindi tenuto più di altri a fornire un corretto servizio ai lecchesi) avrebbe potuto e dovuto essere un esempio di organizzazione e invece è diventato un’occasione di inadempienza, inefficienza e di intempestività.
Aprono le palestre cittadine, la piscina del Pratogrande di Garlate, lo Stendhal Fitness Village di Oggiono e si potrebbe continuare. La stessa società In Sport gestisce impianti in altri comuni e come è indicato nei siti internet dei centri di Arcore, Bollate e Cassano d’Adda, la riapertura è scattata il I giugno. Sul corrispondente sito di Lecco appare invece una comunicazione che recita “La riapertura è condizionata anche dalla valutazione da parte dell’amministrazione concedente e proprietaria dell’impianto in funzione dei relativi effetti sull’equilibro economico-finanziario della gestione”

L’assessore allo sport Roberto Nigriello, con argomentazioni puerili, se non risibili si aggrappa a giustificazioni organizzative ed economiche: forse gli altri imprenditori del settore non devono sostenere costi per disinfettare impianti e spogliatoi? Forse non hanno subito un crollo dei ricavi negli ultimi tre mesi? Forse ancora non devono prevedere un drastico calo degli introiti a causa del contingentamento degli ingressi? Perché il Bione non è pronto?

Sono dieci anni che il centro sinistra governa la città con il Partito Democratico maggiore azionista e guarda caso il centro del Bione è regolarmente mortificato da progetti che restano sulla carta, da cantieri sempre aperti, da proclami sulle potenzialità della struttura che poi si esprimono con la realtà di una pista d’atletica senza manto, con veri e propri buchi nel terreno, laddove dovrebbero sorgere i nuovi spogliatoi promessi da anni.
Si potrebbe andare avanti e ricordare le accese polemiche di fine 2017 tra sindaco e segretario generale, ma c’è una parola che riassume l’intera vicenda: il fallimento dell’amministrazione comunale targata PD.

Cinzia Bettega
Giovanni Colombo
Andrea Corti
Stefano Parolari
Consiglieri Lega consiglio comunale di Lecco

 

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Giovedì, 04 Giugno 2020 06:42

BUONI SPESA A GALBIATE

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IL COMUNE DI GALBIATE DEVE ANDARE OLTRE E DARE CONTINUITA’ AI “BUONI SPESA”
ATTIVENDO UN PROGETTO CONTRO LO “SPRECO ALIMENTARE”
Anche il comune di Galbiate, come tutti gli altri comuni ha proceduto, per aiutare
le famiglie in difficoltà a causa del coronavirus, a distribuire i “buoni spesa”
utilizzando i fondi ricevuti dal Governo per questo intervento.

Deplorevole però il fatto che il Sindaco e la maggioranza abbiano stabilito la spendibilità di questi
buoni spesa solo presso alcuni supermercati e non anche presso i piccoli negozi
del paese. Piccoli negozi già di per sé in difficoltà che avrebbero dovuto invece,
secondo noi, essere coinvolti non fosse altro per il servizio di prossimità che
fanno.

Ma tant’è. Ora, può anche essere che in assenza di criteri nazionali, il Sindaco di
Galbiate si sia trovato impreparato a gestire questa situazione, ma resta il fatto
che prima di decidere avrebbe dovuto coinvolgere tutte le associazioni di
volontariato e i commerciati locali.

La fase di difficoltà economica per i cittadini e le famiglie in conseguenza alla
pandemia da coronavirus è destinata ad aumentare e ciò impone a tutti, Comune
di Galbiate in primis, di progettare interventi di continuità.
Per quanto ci riguarda pensiamo, anche a seguito delle disposizioni nazionali
dell’agosto 2016, che il Comune di Galbiate debba farsi carico di attivare una
cabina di regia contro lo spreco alimentare. Chi spreca il cibo non sa il suo
valore.

Combattere lo spreco alimentare e le sue conseguenze è importantissimo non
solo per l’ambiente, ma anche per intervenire sulle fasce del bisogno.
In molti casi sono sufficienti semplici azioni da parte di singoli cittadini,
produttori, rivenditori, ristoratori, gestori di mense, amanti dell’orto, ecc… per
contribuire ad arginare gli sprechi. Piuttosto che buttare donare.

Per questo pensiamo che il Comune dovrebbe attivare una “cabina di regia” a
cui far partecipare: commercianti, ambulanti, ristoratori, gestori di mense,
cittadini che lavorano orti, farmacisti, associazioni di volontariato sociale,
parrocchie e sindacati per organizzare un progetto ed un luogo per la gestione
degli alimenti e dei farmaci da destinare a fini sociali.
Galbiate 3 giugno 2020 per Sinistra Lavoro
Francesco Coniglione

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Mercoledì, 03 Giugno 2020 14:51

Trenitalia sospende i treni senza informare

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E' incredibile come Trenitalia stia rispondendo alle richieste di organizzazione e sicurezza dei Comitati pendolari: si sospendono i treni senza informare nessuno!!!

Un esempio:
sabato 30 maggio - primo giorno di un lungo ponte con la sola possibilità di movimento in Lombardia.
Quindi molti cittadini decidono di visitare e soggiornare sul lago di Como.
La Linea Lecco- Sondrio , pur evidenziando un orario ridotto di treni, non ha messo in circolazione neppure quelli.
La domenica 31 non é transitato nessun treno locale , soltanto alcuni diretti.
Nessuna informazione ufficiale é arrivata, neppure alle biglietterie. I treni previsti semplicemente non sono transitati!
Con quale logica Trenord, fornitore di servizi la cui titolarità è in capo a Regione Lombardia, che,allo stesso tempo, é responsabile delle modalità di attuazione della “fase 2”, sta organizzando il ritorno alla normalità?

Posso pensare che la stessa " scarsa professionalità e competenza " che hanno caratterizzato la gestione regionale del Covid prosegua e supporti anche la fase 2.
Il turismo,ormai azzerato completamente e che potrà riprendere solo con presenze regionali e, speriamo, nazionali si supporta anche con un ottima offerta dei trasporti.
Credo che Trenord possa ricordare l'alto numero di biglietti venduti che hanno caratterizzato questa linea negli weekend anche autunnali e invernali!

 

Mi unisco alle precise richieste fatte in questo periodo dai Comitati pendolari di Lombardia per avere almeno una risposta chiara su quali saranno i tempi e i modi che Trenord prevede per garantire un servizio quantomeno accettabile.
Non possiamo continuare con questa approsimazione e confusione che crea altri problemi ai già molti che ogni giorno dobbiamo affrontare.

 

Liù Lamperti

Lunedì, 01 Giugno 2020 07:13

BRIVIO RICORDA LA FESTA DELLA REPUBBLICA

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“Ormai non c'è più festa o festività la cui celebrazione non debba essere declinata con il tempo presente. Ed è giusto richiamare il contesto attuale, a condizione che non si perda l'originaria ispirazione. Ciò vale quando si parla di Costituzione, del 25 aprile e di altri appuntamenti della storia più o meno recente.

Martedì 2 giugno è la Festa della Repubblica, cioè il riconoscimento della nostra forma di Stato, delle garanzie di libertà e di democrazia, dell'impianto che è riuscito da un contrastato referendum popolare. La cronaca di questi ultimi trent'anni si è incaricata di appellare numericamente il profilo della Repubblica, la prima, la seconda e persino la terza. Tendo a considerarli risvolti di opinione più che connotazione istituzionali. In altre parole più una rappresentazione, che una presentazione di un modello democratico, che nei suoi principi nelle sue fondamenta si richiama a quel giugno di 74 anni fa.

In questo momento, con l'emergenza sanitaria in atto, non si può parlare in astratto, ma piuttosto cogliere il valore della nostra democrazia repubblicana che ci permette, al di là del confronto e dello scontro, di vivere in un paese di garanzie, laddove lo Stato, con tutti suoi limiti, resta un presidio ineliminabile.

Ma come può una Repubblica che pure ha superato prove laceranti come il terrorismo, come i processi giudiziari, come decine di calamità devastanti, reggere ancora nel terzo millennio? Interventi per modificare alcuni assetti non solo sono necessari, ma urgono e proprio il confronto tra i poteri, più acuto in queste settimane, sta lì a testimoniare, come la più parte dei costituzionalisti sostiene, che siamo una democrazia incompiuta. Ma ponendoci per un attimo dalla parte del cittadino credo proprio che il richiamo drammatico del presente ci rende ciascuno responsabile di una riscrittura della dialettica diritti-doveri. Pensiamo alla compressione dei diritti individuali in questo lockdown per assolvere il dovere costituzionale di solidarietà.

Sono le stagioni, i lustri, i decenni di magra a farci capire che possiamo fidarci dello Stato se ci fidiamo noi stessi l'uno dell'altro. Troverei davvero sprecato questo tempo buio se non cercassimo, insieme a una nuova luce, di salute, di lavoro, di benessere, di cogliere le profonde disuguaglianze che caratterizzano il mondo a ogni latitudine. Non so se il coronavirus ci cambierà, ma di sicuro posso dire che non è l'idea di cambiare tutto che ci porterà lontano, ma l'impegno che ciascuno di noi faccia di tutto per cambiare qualcosa!”

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Da questa settimana inizieranno nuovamente gli incontri che avevo interrotto a causa dell'emergenza sanitaria con Imprenditori e Associazioni Datoriali e Sindacali.
Lo scopo ovviamente delle interlocuzioni è quella di mettersi in ascolto, ma anche di dare alcuni orientamenti che riguardano la ripartenza dell'economia locale.
Come ho sempre sostenuto pubblicamente dopo aver percorso, tutti assieme, questo tunnel di una emergenza sanitaria che ha minato drammaticamente le prospettive occupazionali, produttive e di mercato, ci troveremo in una valle completamente diversa e non possiamo più appellarci ad una narrazione programmatica che apparteneva al mondo del pre-Covid. Coloro che intendono mettersi a capo di una comunità e che vogliono esercitare un potere di direzione e orientamento fatto di delibere e provvedimenti che avranno una ricaduta, sul successo o l'insuccesso, del nuovo processo amministrativo , devono necessariamente avere alcuni indispensabili pre-requisiti : coraggio, esperienza, autorevolezza e competenza. Senza questi ingredienti diventa difficile immaginare l'uscita da qualsiasi crisi per trasformarla in opportunità.

La madre di tutte le battaglie per far riprendere fiato alle nostre imprese, al commercio e al turismo è investire per almeno due anni, a livello comunale, su provvedimenti che mettano al bando le rigidità burocratiche di cui, purtroppo, si nutre il nostro Paese. Questo non vuole dire libertà d'azione che sfiora il concetto di anarchia, ma di consentire, anche a livello locale, di approvare delibere che possano consentire tempestività e immediatezza di esecuzione dei bisogni, esigenze e aspettative dei nostri imprenditori, commercianti e lavoratori. Quindi la proposta che andrò a fare al mondo economico, da candidato sindaco, sarà quella di procedere per tutte le questioni che attengono la ripartenza, considerato che oggi non possiamo prevedere quanto durerà lo stato di crisi, di fare, come A.C., al più presto delibere finalizzate ad esercitare il diritto all'auto certificazione da parte degli imprenditori che non mettono in discussione le loro soglie occupazionali e/o che addirittura intendono investire nel potenziamento del loro organico, così come per le attività e le start up che intendono avviare una nuova impresa con o senza dipendenti.

Quindi tutto quello che sarà nelle possibilità dell'amministrazione comunale fino al 31 dicembre del 2021 dovrà essere promosso con attività amministrative fatte di provvedimenti e delibere che promuovano questa semplificazione, augurandoci che nel frattempo lo Stato faccia il riordino della burocrazia, anche in virtù dei tanti miliardi che dovrebbero arrivare dall'Europa e che possono consentire una modernizzazione delle politiche di innovazione tecnologica, informatica e digitale oggi assente nelle pubbliche amministrazioni . Se questo non verrà fatto sarebbe un ulteriore segnale di incapacità della nostra classe dirigente.

 

La semplificazione burocratica è una necessità inderogabile!



E’ la base della libertà di impresa. Le grandi imprese sono talvolta attrezzate ad affrontare incombenze burocratiche e fiscali, anche se faticano anch'esse, mentre per le piccole imprese le stesse incombenze burocratiche spalmate su fatturato e risorse molto inferiori, hanno costi altissimi e sottraggono tempo preziosissimo all’imprenditore per produrre e/o per organizzare la propria attività .

In Italia gli ostacoli burocratici alla produzione stanno aumentando sempre di più, ammesso che fosse giusto o giustificabile nel passato, ora dispiace dirlo diventerebbero una zavorra insopportabile che trascinerebbero inevitabilmente l'intero paese verso il baratro. Dobbiamo dare fiducia ai nostri Imprenditori, come abbiamo fatto nella fase 1 e 2 dell'emergenza con i cittadini; la locomotiva italiana e anche quella lecchese potrà rimettersi velocemente in carreggiata se, almeno in questa fase, togliamo alcuni lacci e lacciuoli che impediscono di immaginare una rinascita dell'economia. Facciamolo pure con delibere premianti verso i più virtuosi e rispettosi del vivere civile, ma facciamolo.

Corrado Valsecchi
Candidato Sindaco
Appello per Lecco

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Domenica, 31 Maggio 2020 07:52

Festeggiamo il 2 giugno nei Beni FAI

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Apriamo le porte dei nostri Beni per celebrare la Festa della Repubblica

Martedì 2 giugno i nostri Beni saranno aperti al pubblico con visite a contributo libero, solo su prenotazione, per celebrare insieme a tutto il Paese la Festa della Repubblica e condividere il tanto sospirato, seppur prudente, ritorno alla normalità.

Una giornata da vivere nei luoghi speciali di cui ci prendiamo cura in tutta Italia, luoghi rappresentativi del nostro inestimabile patrimonio storico, artistico e paesaggistico in cui la Nazione intera si riconosce e si ritrova. Un’occasione per celebrare la forza del nostro Paese che inizia a guardare con speranza al futuro.

Inoltre dal 2 giugno, medici, infermieri e operatori sanitari che visiteranno i Beni FAI o parteciperanno agli eventi nazionali potranno ricevere in regalo una tessera di iscrizione annuale al FAI: un segno della nostra gratitudine per chi si è battuto in prima linea per tutti noi durante l’emergenza sanitaria.

VI ASPETTIAMO!

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Apprendiamo in questo momento dalla stampa locale che il Parco Adda Nord ha stabilito le linee guida per la realizzazione di un chiosco nell’area verde sita tra la ferrovia e il fiume Adda. ERA ORA!

Già nel novembre del 1998 da alcuni nostri aderenti era stato proposto un progetto per la realizzazione di uno spazio di socialità in quest’area. Ripetutamente nel corso di questi quasi vent’anni abbiamo sempre fatto pressing sul Comune per attrezzare questo spazio: non ultime la manifestazione fatta in loco nel giugno 2017 e poi ancora il primo ottobre dello stesso anno.

Anche se il chiosco previsto non è il massimo rispetto alla creazione di luogo attrezzato adibito a pic-nic e barbecue, all’installazione di un piccolo palco coperto ed attrezzato per le feste ecc.cc, come avevamo suggerito, è pur sempre una buona cosa. Bene.

Bene anche perché i costi saranno per lo più a carico della Cartiera Adda per la compensazione ambientale dovuta. Cosa anche questa che avevamo più e più volte appuntato in merito ai 400mila euro che questa azienda aveva dovuto mettere a disposizione del Parco Adda Nord come compensazione ambientale per l’attivazione della centrale a biomasse.

Restiamo convinti che tutta questa area debba essere ulteriormente attrezzata e sottolineiamo altresì che gli oneri dovuti dalla Cartiera Adda non sono un atto di generosa munificenza, ma un parzialissimo atto dovuto e regolamentato dalle disposizioni per la mitigazione e compensazione ambientale.

Arriva la bella stagione e abbiamo voglia di tener aperte le finestre e stare all’aperto per un po’ di aria pura e non essere costretti a subire i soliti odori molesti provenienti dalla Cartiera Adda.

Anche per questo continuiamo a richiedere al nostro Comune l’installazione di due centraline pubbliche attive 24 ore su 24 per il rilevamento delle nanopolveri, che consente di sapere cosa respiriamo, e l’attivazione di un progetto “odortel” per il controllo degli odori in tutto il territorio dove i cittadini segnalano situazioni di difficile convivenza tra imprese e abitazioni.

Godersi domani un gelato o una granita al chiosco senza dover respirare odori malsani ci è quanto mai dovuto. Il diritto all’aria pulita non è negoziabile.

Diego Colosimo
Gruppo Civico Cambia Calolzio

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E' giunto al termine un altro mese contrassegnato dalla terribile emergenza sanitaria del coronavirus ma che, nello stesso tempo, ha registrato, finalmente, un miglioramento dei dati relativi al contagio e, di conseguenza, una riapertura della maggior parte delle attività.

L’attività della Regione maggiormente colpita da questa pandemia non poteva, ovviamente, non risultarne largamente condizionata. Anzi, il dibattito politico, così come quello dell’opinione pubblica, ha avuto al centro proprio il giudizio circa l’operato della Giunta Regionale in questo drammatico frangente e lo stesso è stato, giustamente, messo in discussione. Già nella scorsa newsletter ho espresso il mio giudizio critico al riguardo. Ora Vi aggiorno circa i passi compiuti in questo ultimo mese.

Il gruppo consiliare regionale del Partito democratico della Lombardia, dopo avere ottenuto, insieme agli altri gruppi di opposizione, l’istituzione di una Commissione consiliare di inchiesta, ha proposto una mozione di sfiducia nei confronti della direzione politica e gestionale dell’Assessorato al Welfare, che è stata discussa nella seduta consiliare di lunedì 4 maggio.

L’atteggiamento della maggioranza di centro-destra, però, è stato di netto arroccamento, confermando quella indisponibilità a mettersi in discussione e ad ammettere errori che si è rivelata una costante di questa fase e che, a ben guardare, ne costituisce un atteggiamento abituale.

Così la mozione di sfiducia verso l’assessore Gallera, come è stata sinteticamente definita, è stata respinta senza “sbavature” da parte della maggioranza, nonostante il voto a scrutinio segreto richiesto. L’intervento del Presidente Fontana a difesa del suo Assessore evidentemente è stato decisivo. E’ chiaro che, dal punto di vista politico, un’eventuale “sconfessione” dell’operato di Gallera avrebbe significato implicitamente un’ammissione di colpa nella gestione di questa emergenza. Nel contempo, però, questa decisione ha comportato chiaramente una scelta di non “cambiare rotta”, come legittimamente avrebbero potuto sperare i cittadini lombardi.

Per di più, la vicenda della mozione di sfiducia è andata ad incidere anche sulla Commissione di inchiesta, in quanto la Lega, come annunciato platealmente in Consiglio dal suo capogruppo Anelli, ha dichiarato la propria indisponibilità a votare alla Presidenza un candidato del PD, responsabile di aver proposto la mozione stessa.

L’articolo 52 del Regolamento del Consiglio regionale prevede che debba essere eletto Presidente della Commissione di inchiesta il candidato “indicato dalle minoranze”; eppure, benché la conferenza dei presidenti dei gruppi di minoranza abbia indicato come candidato alla Presidenza uno dei tre commissari del Partito Democratico, Jacopo Scandella, la maggioranza, dopo aver fatto andare in bianco le prime due votazioni, alla terza, avvenuta martedì 26 maggio, ha fatto riversare i propri voti su Patrizia Baffi (Italia viva), che si è autocandidata in alternativa a Scandella.

E’ chiaro, però, che così si è consumato uno strappo istituzionale senza precedenti! La Baffi infatti non è stata indicata dai gruppi di minoranza, come prescrive il regolamento e come dice la logica di una commissione di inchiesta che deve essere di garanzia: ha avuto solo i voti della maggioranza, oltre al suo, e per questo non può essere la presidente di garanzia per una commissione delicata come questa. Le abbiamo perciò chiesto di dimettersi dall’ incarico in modo da consentire alla commissione di lavorare e far realmente luce su quanto successo in Lombardia negli ultimi mesi, ripristinando le regole per il corretto funzionamento delle istituzioni e per il bene della Lombardia. Diversamente i nostri commissari, cosi come quelli del Movimento 5 Stelle, non parteciperanno ai lavori della Commissione d’inchiesta, ritenendo impossibile “fare luce” stante l’evidente condizionamento da parte della maggioranza, e daranno vita ad una contro-commissione.

 

Venerdì, 29 Maggio 2020 06:57

CNA: ANCORA NON SUFFICIENTE IL DECRETO DEL GOVERNO

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CNA: “Più che Decreto Rilancio sarebbe opportuno chiamarlo Decreto Ristoro”.

“Più che Decreto Rilancio sarebbe opportuno chiamarlo Decreto Ristoro. La dimensione finanziaria del provvedimento è senza precedenti ed è apprezzabile per la sua natura anticiclica. Tuttavia la composizione è fortemente sbilanciata sulla spesa corrente, 42 miliardi rispetto a 8 miliardi in conto capitale, e per questo gli effetti saranno più di parziale ristoro che di effettivo rilancio dell’economia.

Il provvedimento cerca di dare risposte significative al mondo delle piccole imprese per mitigare i danni devastanti provocati da una crisi senza precedenti. E’ di vitale importanza che le misure producano effetti in tempi rapidissimi perché è a rischio la tenuta economica e sociale del Paese.

Nel merito del decreto CNA presenta alcune proposte di miglioramento. In particolare elevare a 100mila euro la soglia di fatturato con ristoro al 25% per il contributo a fondo perduto. In questo modo si consente alle imprese più piccole di compensare i mancati benefici per l’eliminazione del saldo/acconto Irap.

CNA apprezza il potenziamento dell’Ecobonus e al riguardo chiede di estenderlo anche a seconde case e capannoni. Per gli interventi esclusi dal credito d’imposta del 110% è auspicabile l’aumento del 10% del valore della detrazione così da sterilizzare i costi per lo sconto in fattura e cessione del credito.

CNA inoltre chiede interventi ad hoc per il settore del trasporto persone, l’eliminazione della causale nei contratti a termine, calcolo senza soluzione di continuità per la proroga degli ammortizzatori sociali e azzeramento degli oneri generali di sistema sulla bolletta elettrica per il trimestre maggio-luglio”. Questa, in sintesi, la posizione espressa dalla CNA nel corso dell’audizione alla Camera cui è intervenuto il direttore della divisione economica e sociale della Confederazione, Claudio Giovine.

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"Davvero vengono i brividi a ripensare al destino di Chiara, alla crudeltà che l'ha vista strappare alla vita nel fiore della sua voglia di realizzare sogni e obiettivi. Quando una ragazza muore in circostanze così tragiche e inaccettabili sul piano umano, ciascuno di noi è colpito nella sua essenza e anche nel ruolo che l'esistenza gli ha affidato in quel momento.

Per questo ho vissuto il dramma dei tuoi familiari come un padre e mi è parso di conoscerti da sempre. A maggior ragione quando allo stadio ho toccato con mano cosa possa fare l'amicizia tra i giovani e ho capito che nei tuoi brevi anni hai lasciato, nei rapporti e nelle azioni, una traccia di te.

Uno scenario insolito, composto, con le mascherine, a ricordarci che stiamo vivendo una pagina lacerante, proprio nel senso dell’interruzione delle relazioni, anche con quella distanza fisica che non a caso abbiamo chiamato "sociale".

Non ho altri pensieri in questo momento, perché l'atmosfera di lunedì riverbera effetti che fanno sentire il valore della solidarietà, della quale sei stata protagonista e testimone, ma è ancora il momento delle lacrime. Verrà l'ora del ricordo, ma mai quello dell'oblio, e le tue ceneri, destinate ai luoghi che tanto amavi, resteranno una ferita aperta nel cuore della città, dove insieme vorremmo che il tempo ci regalasse una dimensione consolatoria.

Ho avuto qualche timore, più che altro logistico, nel permettere questo addio all'aperto a ridosso dei giorni nei quali eravamo chiusi in casa. Volesse il cielo che una proroga del lockdown ti avesse salvato la vita ed evitato la disperazione di un altro giovane e di un’altra famiglia, ma è il destino, dicono alcuni, o la volontà di Dio, altri.

Cercheremo di stare vicino a tuo fratello, ai tuoi genitori, ai tuoi cari, perché ho toccato con mano, pur non conoscendovi, anche quali meravigliosi rapporti avevate e che un po' misteriosamente si prolungano nelle persone che hanno beneficiato dei tuoi organi. E per lenire il dolore non valgono certo una o cento parole, ma solo, per chi crede, una preghiera per te, Chiara, che nel momento più tragico hai insegnato cosa significhino l'amore, l'amicizia e la capacità di spendere al meglio il tempo che ci è assegnato".

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