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La Comunita` di Via Gaggio si incontra online

Lunedì, 01 Febbraio 2021 06:08 Scritto da  Padre Angelo Cupini

Che tempo è adesso ? È tempo di Ri-Partire da fratelli
appuntamento di lunedì 1° febbraio ore 21/22.15
sulla traccia proposta dal calendario dei Missionari Clarettiani

Su sollecitazione di alcune persone che hanno partecipato alla presentazione online del calendario 2021 apriamo un tempo di narrazione a partire dalla proposta abbandonare i nidi e uscire.
Non è una conferenza da ascoltare ma un prendere parola, brevemente, su come abbiamo vissuto questo tema nel gennaio 2021.

L’indicazione è prendere coscienza sul tempo di adesso; forse tempo della cura: aver cura di noi, di dire noi invece di sottolineare sempre l’io; cosa c’è in questo noi? come organizziamo la cura del noi?

Coordinerà l’ascolto Angelo Cupini
https://meet.google.com/zck-ayqq-ppo
per chi volesse scrivere una propria riflessione la può inviare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Interventi
Abbandonare i nidi e uscire. Passare dall’io al noi. Avere cura di sé, degli altri.
Ho riflettuto sul tema proposto e su come viverlo… in questo tempo di Covid.
Partendo dalle persone e dalla realtà che mi circondano, mi sono venute in mente alcune persone, che ho conosciuto e che nel tempo mi hanno aiutato a percorrere strade di “uscita”, con la loro testimonianza. Accenno a loro, perché mi sono particolarmente care e le segnalo perché possono offrire spunti ad altri.
Don Elvio Damoli, non tanto come direttore di Caritas Italiana per un quinquennio, ma come assistente del Carcere di Poggioreale a Napoli. Da amico, tante volte ci ha parlato del suo cammino con le persone detenute, del loro ascolto, dello sforzo di integrazione sociale dopo il carcere, della pena quando il cammino diventava difficile, della gioia quando il percorso riusciva. Don Elvio è morto giorni fa. E il funerale, in tempo di Covid si è dovuto fare all’aperto, in un campo di pallavolo della parrocchia di Roma dell’Opera don Calabria, nella quale è vissuto gli ultimi tempi. Faceva freddo, ma lo spazio era pieno. Tanta gente di Napoli, Roma, di Caritas Italiana. Don Bruno Forte, vescovo di Chieti e Vasto, suo amico, è venuto a presiedere la celebrazione eucaristica. In tanti hanno ricordato don Elvio, uomo buono, generoso, di grande umiltà, che ha speso la sua vita per gli altri, i più dimenticati!

Alcune donne immigrate, che hanno frequentato i laboratori artigianali de La Lucerna, hanno deciso, in questo tempo di Covid che si prolunga, di dare una mano alla famiglia. Ne scelgo due, tra tante, perché più significative, non si lamentano, stringono i denti e, guardando fuori di sé, si impegnano. I mariti lavorano meno, i bambini devono comunque vivere una atmosfera serena, in famiglia. P.,nigeriana, si rimbocca le maniche e mette a frutto un mestiere imparato due anni fa; sa fare la pasta all’uovo, ma la macchinetta si è rotta.

L’associazione gliene compra una usata e lei fa la pasta e la vende. La fa nella notte, perché il giorno è pieno, ha un marito e due bambini. Con gioia dopo notti insonni viene a portarci ogni settimana il frutto del suo lavoro, il marito, magazziniere, lavora meno e guadagna meno, ma la famiglia è serena. N., del Bangla Desh, che ha imparato il Cucito e ora non può più frequentare il laboratorio, viene a prendere alcuni modelli, va a cercare la stoffa etnica, e con la macchina da cucire fa diversi lavori che cerca di vendere in giro. Il marito, cuoco in un ristorante, e i due figli, che studiano, si rallegrano di questo contributo della donna che ciò che ha imparato, l’ha messo a disposizione e ha sollevato un po’ la famiglia.

Un’altra persona, a me molto cara, Marisa Cinciari Rodano ha compiuto 100 anni lunedì. Donna generosa, che ha lottato per altre donne, è stata partigiana, “cattolica comunista”, ha dato il suo contributo di fede e di impegno per un secolo, alla sua famiglia, alla società, in diversi settori della vita sociale e politica italiana e ha saputo essere amica di tanti. Ancora giovane di spirito l’ho chiamata e le ho detto che Dio la benedica come l’ha benedetta sempre.
Come vivere il passaggio dall’io al noi e quali passi fare: ascoltare e osservare chi attorno a me “fa più fatica”; riflettere su quali risorse mettere in gioco per fare il passaggio e per cogliere le risorse che altri hanno messo in gioco; pregare per avere la forza di andare avanti e la capacità di farsi interrogare dalle persone e dagli eventi; affidarsi al Signore.

Maria Teresa Tavassi, 27 gennaio 2021

Ultima modifica il Sabato, 30 Gennaio 2021 06:11
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