CNA: “Più che Decreto Rilancio sarebbe opportuno chiamarlo Decreto Ristoro”.

“Più che Decreto Rilancio sarebbe opportuno chiamarlo Decreto Ristoro. La dimensione finanziaria del provvedimento è senza precedenti ed è apprezzabile per la sua natura anticiclica. Tuttavia la composizione è fortemente sbilanciata sulla spesa corrente, 42 miliardi rispetto a 8 miliardi in conto capitale, e per questo gli effetti saranno più di parziale ristoro che di effettivo rilancio dell’economia.

Il provvedimento cerca di dare risposte significative al mondo delle piccole imprese per mitigare i danni devastanti provocati da una crisi senza precedenti. E’ di vitale importanza che le misure producano effetti in tempi rapidissimi perché è a rischio la tenuta economica e sociale del Paese.

Nel merito del decreto CNA presenta alcune proposte di miglioramento. In particolare elevare a 100mila euro la soglia di fatturato con ristoro al 25% per il contributo a fondo perduto. In questo modo si consente alle imprese più piccole di compensare i mancati benefici per l’eliminazione del saldo/acconto Irap.

CNA apprezza il potenziamento dell’Ecobonus e al riguardo chiede di estenderlo anche a seconde case e capannoni. Per gli interventi esclusi dal credito d’imposta del 110% è auspicabile l’aumento del 10% del valore della detrazione così da sterilizzare i costi per lo sconto in fattura e cessione del credito.

CNA inoltre chiede interventi ad hoc per il settore del trasporto persone, l’eliminazione della causale nei contratti a termine, calcolo senza soluzione di continuità per la proroga degli ammortizzatori sociali e azzeramento degli oneri generali di sistema sulla bolletta elettrica per il trimestre maggio-luglio”. Questa, in sintesi, la posizione espressa dalla CNA nel corso dell’audizione alla Camera cui è intervenuto il direttore della divisione economica e sociale della Confederazione, Claudio Giovine.

Cassa integrazione guadagni in deroga: aggiornamento al 7 maggio

Sono 1.682 le imprese lecchesi interessate finora dai decreti regionali che autorizzano la concessione della cassa integrazione guadagni in deroga, l’ammortizzatore sociale previsto dai decreti legge 9/2020 e 18/2020 per affrontare l’emergenza causata dal Covid-19.

Per quanto riguarda la forza lavoro, risultano essere 3.883 i dipendenti coinvolti, per un totale di 1.234.722 ore di sospensione autorizzate.

La rilevazione, frutto di un’elaborazione effettuata dal Centro per l’impiego di Lecco della Provincia di Lecco su dati regionali, riguarda i primi decreti emanati da Regione Lombardia tra il 21 aprile e il 7 maggio 2020.

In allegato: Rilevazione cassa integrazione guadagni in deroga

Si dice, forse a ragione o forse per consolarsi, che dopo una grande crisi c'e' un momento di grande rinascita. E' stato così dopo la Peste del 1348, in seguito alla quale è nato il Rinascimento , così dopo le distruzioni della II Guerra Mondiale, seguite dalla "Ricostruzione" che ha portato l'Italia a diventare la quinta potenza industriale nel mondo.

La crisi causata dalla pandemia del coronavirus è sicuramente una crisi storica, abbattutasi come una frusta su un paese che lentamente e faticosamente stava per risollevarsi dalla crisi economica del 2008, ma ci ha insegnato alcune cose che vorrei qui ricordare.

1) Il fallimento della sanità basata su criteri privatistici, in sostanza il fallimento del tanto celebrato "Modello Lombardo". Di "eccellenza", termine tanto abusato dall'ex Governatore Roberto Formigoni, e ancora oggi sempre più ridicolmente utilizzato dai suo tristi epigoni ("vengono dalle altre Regioni a curarsi in Lombardia", ripete con uno stanco mantra Salvini ), di "eccellenza" c'erano solo le tangenti e i favori che il "Celeste" ( e non solo lui) si prendeva da Maugeri e che gli sono costati in secondo grado una condanna a sette anni e sei mesi di galera (poi naturalmente ridotti).

Il "modello lombardo" è scoppiato come un palloncino gonfiato alla prima prova veramente seria: le "prestigiose" cliniche private, tanto attive quando c'era da incassare soldi, si sono improvvisamente defilate, lasciando il carico da cento sulla Sanità pubblica (questa sì che sarebbe da potenziare, altro che chiudere gli Ospedali periferici come quello di Bellano !) e diventando improvvisamente avare di posti-letto, deviando i degenti infettivi nelle RSA, dove sono diventati una bomba esplosiva contro i poveri vecchietti, mandati al Creatore prima del tempo !

La Sanità deve tornare a essere prevalentemente pubblica, punto e basta : questo ci ha insegnato la crisi del coronavirus.

2) La Scuola. Anche qui una contrapposizione tra pubblico e privato su cui ci sarebbe da discutere: mi riferisco al fatto, secondo me abbastanza scandaloso, per cui molte scuole private (quelle aderenti alla FISM, soprattutto le materne) hanno chiesto a genitori già provati da disoccupazione, cassa integrazione (che non arriva), problemi economici di ogni tipo, e che in più si devono gestire i figli a casa, hanno chiesto di pagare lo stesso le rette, o almeno il 35% di queste, per servizi che non erogano, come se i bambini fossero ancora a scuola !

Ma a parte questo , su cui dovrebbero riflettere molti Comuni che non si sono ancora dotati di Scuole Materne pubbliche, come ad esempio quello dove abito io, la domanda è:  come ha reagito il mondo della Scuola a questo ciclone che le è capitato addosso, dopo il 23 Febbraio 2020, giorno della chiusura almeno in Lombardia ?

In modo vario, frastagliato, con Decreti provvisori che rimandavano sempre di più la riapertura, sottovalutando il pericolo: prima si doveva tornare a scuola il 5 Marzo, poi il 27, poi in Aprile dopo Pasqua, poi il 4 Maggio, adesso arriveremo al 1 Settembre. La didattica online ha completamente sostituito quella in presenza, con i problemi relativi, ma non possiamo qui dilungarci, l'obiettivo, tutto politico ma non pedagogico, era quello di non far perdere l'anno agli alunni, nonostante un quadrimestre completamente saltato, e il secondo obiettivo era quello di non avere ricorsi legali : perciò tutti promossi in anticipo, anche con voti gravemente insufficienti, e ci rivediamo a Settembre.

Valutazioni politiche hanno sostituito valutazioni pedagogiche, Azzolina non voleva assolutamente farsi ricordare come "il Ministro che ha bocciato tutti", come sarebbe stato logico aspettarsi, data la scarsa validità di un anno scolastico così particolare, molti insegnanti si sono volenterosamente prestati all'occasione, inventandosi "lezioni online" di ogni genere e con risultati variabili : dopo i primi entusiasmi da neofiti cominciano adesso ad arrivare le critiche, come quelle di alcuni insegnanti fiorentini che hanno fortemente criticato questa didattica che non puo' assolutamente essere sostitutiva, ormai l'abbiamo capito tutti, chi prima o chi dopo, di quella in presenza.

Comunque in generale la Scuola a mio parere ha reagito bene, dimostrandosi un asse portante di questa società, speriamo che qualcuno se lo ricordi in futuro.

3) L'unica cosa certa è che la società che verrà fuori dal coronavirus non potrà essere più uguale a quella di prima: ceti medi andati in forte crisi, soprattutto quelli legati al Turismo, albergatori, ristoratori, baristi ecc., una mancata redistribuzione della ricchezza e una nuova povertà molto preoccupante, in particolare per i giovani e per le donne, i ceti tradizionalmente più deboli, una Economia che in Italia perderà almeno il 9-10% del suo PIL e uno Stato che l'anno prossimo avrà molti meno fondi da gestire, con un disavanzo sempre più da brividi, pensate solo ai mancati introiti in questi mesi da benzina, tasse, biglietti ferroviari e autostradali.
Chi pagherà l'anno prossimo pensioni e stipendi ai funzionari pubblici ? Ci aspetta una "cura" come la Grecia nel 2015, aldilà del MES o non MES, una grande discussione per "solo" 35 miliardi di euro, quando qui ce ne vorranno diverse centinaia per recuperare il tutto ?

La mobilità dovrà essere cambiata, sui bus, treni, metropolitane dovranno salire se va bene il 15% dei trasportati attuali, gli altri dovranno essere molto scaglionati con lunghe attese o con mezzi pubblici molto più numerosi (ma chi paga se non ci sono più soldi ?). Si pensa di favorire la mobilità su due ruote, bici elettriche e motociclette o scooter, sono d'accordissimo, poichè non è pensabile di saturare ancora di più il traffico metropolitano, quando ci sarà la ripresa, con le automobili private, vorrebbe dire bloccare definitivamente le strade urbane e non solo.

Insomma, nulla potrà essere più come prima. Nel frattempo le beghe dei nostri politicanti che ogni giorno minacciano crisi o colpi di mano, diventano misera cosa a paragone di questi problemi: occorrerebbe una visione da statista, da veri statisti, per risolvere problemi sempre più giganteschi, che avranno seri riflessi sulle prossime generazioni.

 

Domande online da lunedì 4 a lunedì 11 maggio: attenzione ai tempi di registrazione

Il "Pacchetto famiglia", misura approvata dalla Giunta regionale lombarda il 30 marzo scorso, prevede la concessione di contributi alle famiglie che si trovano in difficoltà economiche a seguito dell’emergenza Covid-19. Si tratta di contributo straordinario una tantum di 500 euro per il mutuo sulla prima casa per ogni nucleo familiare con almeno un figlio di età minore o uguale a 16 anni e di un contributo straordinario una tantum pari all’80% delle spese sostenute, fino a un massimo di 500 euro, per ogni nucleo familiare con almeno un figlio di età compresa tra 6 e 16 anni per l’acquisto della strumentazione tecnologica necessaria alla didattica online (computer fisso o portatile o tablet con microfono e fotocamera).

Possono presentare domanda i nuclei familiari di cui almeno il richiedente è residente nel territorio della Regione Lombardia, con un'attestazione ISEE in corso di validità minore o uguale a 30.000 euro, nuclei nei quale si sia verificata la morte di un componente per Covid-19 oppure che abbiano subito una riduzione del reddito da lavoro dispendente o autonomo come conseguenza dell'emergenza sanitaria. Tutti i dettagli sulle misure sono disponibili a questo collegamento, mentre qui si trovano le informazioni che verranno richieste dal sistema all'atto della compilazione della domanda.

Per accedere alla misura sul mutuo prima casa le famiglie devono inoltre avere almeno un figlio a carico di età inferiore o uguale a 16 anni di età all’atto di presentazione della domanda, mentre per richiedere il contributo e-learning devono avere almeno un figlio a carico di età inferiore o uguale a 16 anni di età, sempre all’atto di presentazione della domanda.

"In questo momento di forte criticità anche provvedimenti di questo tenore possono essere di aiuto ai nuclei familiari e a tutti quei cittadini che si trovano in difficoltà rispetto alle rate di mutuo e agli strumenti didattici ai quali i contributi sono rivolti - sottolinea l'assessore alle politiche sociali del Comune di Lecco Riccardo Mariani. La finestra temporale per presentare le domande in Regione ha inizio il 4 maggio (e prosegue sino all’11 maggio) ed è quindi molto breve. Segnaliamo questo aspetto ai destinatari indicati onde possano attivarsi subito per l'eventuale richiesta del pin della tessera sanitaria o dello SPID, che risultano indispensabili per l'accesso alla piattaforma regionale”.

La domanda potrà essere presentata esclusivamente online sul portale regionale www.bandi.servizirl.it dalle ore 12 di lunedì 4 maggio alle 12 di lunedì 11 maggio 2020 e per poter accedere alla piattaforma e presentare la domanda occorre registrarsi con il pin della tessera sanitaria CRS/TS-CNS oppure con lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), codice personale che consente di accedere da qualsiasi dispositivo e di essere riconosciuto da tutti i portali della Pubblica Amministrazione. In alternativa è possibile registrarsi sul portale e in seguito utilizzare nome utente e password.

Per ulteriori informazioni anche sulla documentazione da presentare è possibile consultare il sito di Regione Lombardia a questo collegamento oppure contattare il punto informativo del Comune di Lecco telefonando al numero 0341 481235 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12.

Gli aiuti alle imprese: finanziamenti oltre i 25 mila euro garantiti dal Fondo di Garanzia per le PMI

Sono stati risolti alcuni dei problemi relativi alla concessione dei prestiti fino a 25.000 euro. Permangono ancora, invece, della difficoltà burocratiche - che stiamo già cercando di semplificare - relativamente agli importi superiori. Su questo, abbiamo chiesto la vigilanza di Banca d’Italia e regole più flessibili in merito agli eventuali, passati, ritardi di pagamento di imprese e artigiani.

Facendo seguito poi alle precedenti comunicazioni rilasciate da ABI in data 9 aprile e 14 aprile relative, rispettivamente, alle previsioni del DL Liquidità in tema di garanzie su finanziamenti bancari atti a facilitare l’accesso alla liquidità delle imprese e al modulo di richiesta della copertura del Fondo di garanzia per le PMI sui finanziamenti bancari fino a 25 mila euro, lo scorso 17 aprile il Portale del Fondo di Garanzia PMI, come indicato dal Gestore del Fondo (Mediocredito Centrale-MCC), ha iniziato a consentire l’inserimento, da parte delle banche, delle richieste di garanzia sui finanziamenti bancari fino a 25 mila euro.
L’art. 13 comma 1, lettera m) del decreto, inoltre, prevede che siano ammissibili alla garanzia del Fondo, con copertura al 100 percento sia in garanzia diretta sia in riassicurazione, i nuovi finanziamenti in favore di PMI e di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 come da dichiarazione autocertificata. Tali finanziamenti devono prevedere che:

l’inizio del rimborso del capitale non avvenga prima di 24 mesi dall'erogazione e abbiano una durata fino a 72 mesi;

l’importo non sia superiore al 25 percento dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, come risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia ovvero, per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione, come autocertificazione (comunque l’importo del finanziamento non può essere superiore a 25.000 euro).

 

Maggiori dettagli li trovate nei due documenti qui allegati: