Condividi gli Articoli di Leucensia

Share This

Condividi questo articolo

SEGUICI SUI SOCIAL NETWORK

Seguici sui Social o mandaci una email
Pubblicato in Editoriali

UN BILANCIO DELL'EICMA, TRA ITALIA E CINA

Domenica, 10 Novembre 2019 15:45 Scritto da  Enrico Baroncelli

L'Eicma di Milano e' una di quelle manifestazioni imperdibili per chi sia appassionato di due ruote: la aspettiamo tutto l'anno, e dopo la sua conclusione il nostro principale problema e' : " ora cosa facciamo fino all'anno prossimo" ?

Non esiste infatti un'altra manifestazione simile in tutto il globo: e' la principale Fiera Internazionale del motociclo, a motore tradizionale o elettrico, e speriamo che l'Italia mantenga questo primato ( con la deindustrializzazione verso cui siamo ormai pienamente avviati avrei qualche dubbio, purtroppo).

Comunque mi interessa parlare non tanto di dettagli e novita' tecniche presentati dai costruttori, elementi su cui esistono parecchi giornali online e cartacei gestiti da tecnici perfettamente preparati e competenti molto piu' del sottoscritto, quanto su alcuni elementi di tipo "economico".

Un'altra domanda che mi pongo infatti da qualche anno, quando vado all'Eicma, è anche infatti:"quanto spazio in piu' avranno i Cinesi rispetto all'anno scorso ?".
Se qualcuno infatti avesse qualche dubbio che , come il secolo Ventesimo è stato quello Americano, il secolo XXI sara' ( è) quello Cinese, venga appunto all'Eicma.

Forse in pochi altri campi tecnologici avanzati l'espansionismo industriale cinese e' cosi' evidente come in quello motociclistico, a volte per fortuna e a volte purtroppo.
Partiamo da quelli positivi, per una volta : capitali cinesi hanno salvato nel 2015 due aziende italiane dai marchi prestigiosi ma dal futuro allora ben poco promettente, come la SWM e la Benelli, che oggi possono invece presentare nuovi modelli davvero interessanti e sembrano perfettamente uscite da una crisi che sembrava mortale ( e di questo dobbiamo ringraziare i Cinesi).

Alla Cina e all'India si rivolgono, per pezzi tecnici di modelli piu' economici, colossi industriali come la BMW (proprietari ancora di un altro prestigioso marchio italiano, la Ducati, che sembrava in procinto di essere messa in vendita l'anno scorso) , mentre dall'India viene una realta' interessante come la Royal Enfield (tra i successi recenti, l'Himalayan, la Bullet Classic e la Continental).

Cinindia, o Cindia, come presagiva giustamente Federico Rampini gia' alcuni anni fa. Una competizione sempre piu' presente sul piano industriale, di cui devono preoccuparsi, piu' di noi italiani che purtroppo siamo ormai quasi fuori gioco oppure sforniamo prodotti di nicchia (Moto Morini) soprattutto gli inarrivabili giapponesi, che in ogni caso sono a un livello di prezzo-qualita' da sempre superiore a chiunque (Honda, Yamaha e Kawasaki, non abbiamo neanche bisogno di parlarne).

Su due piani giocano i Cinesi : uno quello tradizionale del copiare . L'anno scorso la Piaggio ha letteralmente "sfrattato" dall'Eicma una ditta cinese che produceva moto quasi identiche alla Vespa , poi pero' quest'anno la causa l'ha persa, c'era qualche differenza millimetrica nella carenatura meno arrotondata rispetto all'originale !
Quest'anno dei Cinesi hanno presentato uno stand (dico anche la marca, la Voge) incredibilmente somigliante alle moto della Honda: copie quasi perfette delle CB 125, CB500 X e superiori). Certo , la domanda che tutti ci poniamo e': che qualita' avranno queste moto ? Siamo sicuri che magari non ci pianteranno per strada, nel bel mezzo del nostro viaggio ?

Il secondo piano, piu' serio, e' quello della fornitura di pezzi che poi altri assemblano: dalle ormai quasi affermate Brixton alla Mash (quest'ultima ditta indo-francese), i cui motori vengono dalla Shineray, un colosso industriale cinese che produce circa un milione di motori all'anno (anche per la gia' citata SWM), quasi tutti raffreddati ad aria e molto diffusi sul mercato orientale.

Ma nuove ditte hanno attirato la nostra attenzione tra gli stands: La Wottan ad esempio, una casa produttrice molto affermata in Spagna (sta cercando nuovi punti vendita in Italia e nel resto d'Europa) anch'essa pero' assemblatrice di motori cinesi ( i suoi scooter pero' sono molto carini).
Tornando agli scooter, a parte la Vespa, la lotta per primeggiare nelle vendite e' tutta taiwanese (ma guarda !) tra l'ormai storica Kymco, molto diffusa anche in Italia, e la SYM (che fa parte del gruppo Hyundai) : entrambe producono scooter di ottima qualita'.

Da citare anche la new entry Zontes, una ditta questa volta tutta scopertamente cinese che si presenta con nuovi modelli 300 (la 310 X e T che sembrano moto interessanti) e che sta entrando con mezzi propri sul mercato italiano , anche se presenta forcelle piuttosto massicce in alluminio, non molto belle a vedersi:  le moto cinesi si riconoscono anche perche' sono generalmente moto "pesanti" sulla bilancia .

E l'Italia? Oltre la "Classica" Moto Guzzi, gruppo Piaggio, che con la V7 e la V85TT vendono bene,  possiamo consolarci se l'Italia ha ancora uno spazio nel settore Enduro: la Beta, la TM, e la nostra nuovissima Vent di Introbio.

Auguri, anzi augurissimi : ne hanno bisogno !




 

 

Ultima modifica il Sabato, 16 Novembre 2019 10:35
Letto 67 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento