Pubblicato in Editoriali

IL TERRITORIO LECCHESE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Venerdì, 13 Marzo 2020 07:32 Scritto da  Enrico Baroncelli

Abbiamo cercato di documentare, nel settore VIDEO,  con una semplice Go Pro montata sulla nostra moto ( per inciso una splendida Tracer 700 Yamaha) lo stato di desolazione in cui versano luoghi turistici in altre occasioni ben frequentati e vitali, in particolare le localita' lariane (Varenna, Bellano, Abbadia ecc.) e a breve arriveremo anche a Lecco e Valsassina .
Il decreto di domenica scorsa che limita ampiamente le liberta' di movimento dei cittadini - qualcuno magari mi dira':"ma perche' tu vai in giro ?" semplice, perche' come giornalista mi sento in dovere di documentare tutte le situazioni eccezionali - ha avuto un impatto decisamente pesante anche per il nostro territorio, e soprattutto per i paesi a vocazione turistica.

Chiuse non solo le scuole (e devo dire che come insegnante sto cominciando davvero ad annoiarmi, mi manca sul serio il contatto diretto con i "miei" ragazzi) ma tutti i bar, i ristoranti, i negozi non alimentari : se i negozi di tessile e abbigliamento ad esempio da sempre sono in crisi, temiamo proprio che questo sia il colpo finale, saranno in grado mai di riaprire ?

Saracinesche chiuse , soprattutto al pomeriggio, quando chiudono anche molti alimentari, e alberghi vuoti: una desolazione da "The Day After" (il coronavirus e' come una bomba atomica, magari quella all'idrogeno che salva le strutture ma uccide le persone ?) e un colpo durissimo per il turismo che con fatica era riuscito a crescere e a rilanciarsi in questi ultimi anni, ma tutti speriamo, come il Sindaco di Bari, che superata la crisi arrivino tempi migliori.

Tra quelli che ancora vanno a lavorare, in particolare gli operai e i commessi/e dei supermercati, senza dimenticare gli operatori della scuola ATA, crescono  giustamente le inquietudini e le proteste per le spesso troppo labili protezioni antivirus: mancano le mascherine, non vengono rispettate le distanze di sicurezza ecc.

Dall'altra parte pero' devo dire, da quello che vedo e che cerco di documentare, che la risposta del popolo italiano agli appelli a stare in casa e' positiva, e questo non era affatto scontato: strade quasi vuote, piazzali deserti, l'altro lato della medaglia e' che finora gli italiani e i nostri concittadini stanno comportandosi in modo veramente egregio e responsabile.

Vedremo se questo durera', con oggi siamo appena al terzo giorno, nel week end di sabato e domenica avremo la prova decisiva: ma sicuramente non si ripeteranno le scene a dir poco vergognose che abbiamo visto ancora sabato scorso di ammassamenti incontrollati per accedere alla Funivia di Bobbio, anche perche' finalmente hanno chiuso anche gli impianti sciistici.

Insomma, la partita e' ancora tutta da giocare: speriamo solo che il sistema sanitario regga a questo colpo d'urto, e che magari la vicenda ci insegni qualcosa, come ad esempio potenziare le strutture sanitarie in Italia invece che depotenziarle come e' stato spesso fatto fino adesso, non sostituendo chi andava in pensione, chiudendo interi ospedali o limitando le spese sanitarie.

Andremo avanti in questo nostro lavoro di documentazione, anche perche' non abbiamo altro da fare, sono state annullate tutte le iniziative, incontri, conferenze stampa, rassegne museali, sono disoccupato sia come insegnante che come giornalista!

Seguiteci, vi mostreremo delle cose interessanti !

Ultima modifica il Venerdì, 13 Marzo 2020 07:43
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1 commento

  • Sergio inviato da Sergio
    Venerdì, 13 Marzo 2020 16:05

    Caro Enrico,

    condivido pienamente i contenuti e le ragioni di questa rappresentazione che hai fatto sul nostro territorio e in particolare il comportamento dei nostri concittadini, nel combattere la divulgazione del "coronavirus"
    Su questo ultimo aspetto vorrei soffermarmi in quanto credo che sia l'elemento più interessante di questa drammatica vicenda che stiamo vivendo tutti insieme.
    Vorrei iniziare da me stesso. Sono abbastanza mortificato.... vedendo il prodigarsi di medici paramedici, volontari che si stanno prodigando nella loro straordinaria opera di cura, aiuto e di sostegno a tutte le persone che, sfortuna loro, sono colpite da questa infermità.
    Da alcuni giorni sono (siamo) giustamente bloccato in casa, pensare a "loro" mi inquieta, in quanto di fatto mi sento impotente, impossibilitato ad aiutarli, sentirmi utile alla comunità, in questo difficile momento.
    Sono sicuro che questo "disagio" sia condiviso da molti cittadini, sono certo che ce la faremo insieme grazie a chi in prima linea si sta battendo per noi rischiando a loro volta di esserne contagiati.
    Per mitigare questo disagio... ho deciso di versare un adeguato contributo al loro impegno...

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