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Cultura (75)

Lunedì, 07 Ottobre 2019 08:52

GIORNATE FAI D'AUTUNNO A ESINO LARIO

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Vi comunico che le prossime GIORNATE FAI di AUTUNNO si terranno nei giorni sabato 12 e domenica 13 ottobre nel Comune di Esino Lario.
Come da un po’ di tempo a questa parte abbiamo scelto, anziché un unico sito, un intero territorio delle nostra provincia con le sue testimonianze storico-socio-culturali. A Esino Lario il programma sarà ricco e variegato, grazie alla preziosa collaborazione di enti e associazioni locali.

Visiteremo:
- Villa Clotilde, oggi sede della locale biblioteca, interessante espressione del fenomeno della villeggiatura che interessò Esino Lario nel primo Novecento. In questa villa è conservato l'Archivio Pietro Pensa, dove sono custoditi importanti fondi storici e documentari nonché preziose pergamene trecentesche. La visita all'archivio Pensa (aperto solo domenica pomeriggio) è riservata ai soli aderenti FAI (previa esibizione di tessera) e fino a esaurimento dei posti disponibili
- Museo delle Grigne. Recentemente rinnovato, si trova nel parco di villa Clotilde e illustra in uno spazio moderno e interattivo interessanti raccolte relative anche ai celebri fossili di Esino e alla rinomata scuola di arazzeria fondata nel primo Novecento dal parroco Rocca.
- Via Crucis dello scultore Michele Vedani, che accompagna il viale della chiesa parrocchiale. È costituita da quindici cappelle con grandi formelle bronzee realizzate tra il 1939 e il 1941. Nel complesso costituisce una notevole e riconosciuta opera non solo per l'artista milanese, che fu anche apprezzato e ironico poeta; ma anche per l'arte di quel periodo.

- Chiesa parrocchiale di S. Vittore e sacrestia. La chiesa parrocchiale di Esino conserva al suo interno un eccezionale capolavoro d'arte e cioè la piccola sacrestia, ornata di grandi armadiature e interamente decorata con stucchi e affreschi di artisti non di secondo piano del contesto artistico milanese del XVII secolo: Carlo Pozzo, Giuseppe Antonio Castelli e Giacomo Scotti. Un gioiello normalmente non visitabile e ancora poco conosciuto (NELLA FOTO).
- Chiesa di S. Pietro in località Ortanella. La piccola chiesa di S. Pietro, ricostruita in forme romaniche nel primo Novecento, costituisce elemento di grande valenza paesaggistica e ambientale per il contesto bucolico e agreste in cui sorge.
 
Durante le giornate sono previsti diversi appuntamenti e iniziative:
- Sabato 12 ottobre alle ore 10:00, presso il Museo delle Grigne, presentazione speciale di Paola Tognini, la geologa e speleologa che ha curato la sezione grotte del museo.
- Sabato 12 ottobre alle ore 15:00  Martina Pensa propone il percorso dei Celti con i bambini.
- Domenica 13 ottobre alle ore 11:30, in programma la visita guidata di Tiziana Rota, autrice del libro su Vedani, alla via Crucis.
- Domenica 13 ottobre alle 15:00 e alle 16:00, lo storico Marco Sampietro introduce ai documenti dell’archivio Pietro Pensa (per soli iscritti FAI e fino a esaurimento dei posti disponibili).
 
Orari di apertura dei beni: sabato e domenica dalle ore 10:00 alle ore 17:00 (per le chiese sono esclusi gli orari in cui vengono celebrate le messe). L'Archivio Pensa sarà visitabile solo domenica pomeriggio alle 15:00 e alle 16:00 solo per aderenti FAI, fino a esaurimento dei posti disponibili. Non sono previste corsie preferenziali per gli aderenti FAI.
 
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“Un borgo che si avvia a diventar città…”
Visita ai resti e ai sotterranei del castello di Lecco
 
L’ intero centro di Lecco conserva e, in molti casi, nasconde i resti del castello in riva al lago, costruito nella prima metà del Trecento da Azzone Visconti, potenziato poi, anche con postazioni cannoniere, dagli Sforza, tra la fine del Quattrocento e il secolo successivo. Al tempo de “I promessi sposi” (1628-1630), il castello era sotto il dominio spagnolo: è citato nella prima pagina del romanzo. Il percorso della visita, condotta dal delegato FAI Luigi Rosci, conduce a luoghi sotterranei, come i cunicoli sotto le mura nelle pertinenze della Biblioteca Civica, o a punti soprelevati di osservazione, come la sommità della Torre Viscontea. Quasi tutti questi luoghi non sono normalmente accessibili. La visita, che dura due ore abbondanti, è programmata per sabato 19 ottobre alle ore 10:00. Ritrovo alle ore 10 nel cortile della Biblioteca in Via Bovara.

È necessario prenotarsi alla segreteria dei Musei Civici di Lecco: 0341.481247 oppure allo 0341.481249. Nel caso in cui le prenotazioni superino il numero di venticinque persone, la visita si ripeterà nel pomeriggio dello stesso giorno, sabato 19 ottobre alle ore 15, sempre partendo dal cortile della Biblioteca Civica.
 
Un caro saluto   
                                                                                      
Delegazione FAI di Lecco
SACRESTIA DI ESINO LARIO
VIA CRUCIS DI MICHELE VEDANI






Domenica, 06 Ottobre 2019 06:50

UN INCONTRO PER GLI STUDENTI LECCHESI

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L’Italia all’Expo di Dubai per gli studenti del Liceo Manzoni
nel “fuori programma” di Immagimondo
A sostegno della scuola di Assada in Niger

Considerare la cultura come un organismo vivente e, dunque, pensare ad una esposizione, soprattutto se universale come sarà Expo Dubai 2020, quale ‘ambasciatore’ di sapienze fondamentali per l’umanità contemporanea: questa è stata, in estrema sintesi, la riflessione fondante la conferenza “Lecco/Assada: istruzione, culture e identità” che ha visto coinvolti, sabato 28 ottobre, gli studenti delle classi quinte del Liceo Manzoni della nostra città.

L’occasione di incontro, aperta alla cittadinanza e inserita nel “fuori programma” della 22° edizione di Immagimondo, è nata dall’esigenza di Les Cultures di sostenere il progetto educativo della scuola di Assada fondata dall’associazione parecchi anni fa. Sostenere una scuola ad Assada, uno sperduto villaggio in Niger raggiungibile dopo estenuanti ore di trasferimento, ed insegnare il francese ai bambini Tuareg per offrire loro opportunità di connessione con la realtà mondiale, è certamente una sfida - ha affermato Giorgio Redaelli, presidente di Les Cultures e tra i primi promotori del progetto insieme al fotografo Mario Spreafico. Non si tratta di esportare il nostro modello di struttura educativa o di adattarla alle esigenze di una specificità culturale e ambientale, significa piuttosto costruire un’opportunità di condivisione, mettendo tutti nella condizione di conoscere e di comunicare sé e la propria identità.

Proprio da questa iniziale considerazione ha preso le mosse la riflessione di Davide Rampello, invitato ad intervenire al Liceo Manzoni. L’autore del concept del Padiglione Italia di Expo Dubai 2020 ha spiegato che in ogni padiglione di una esposizione universale il fine è quello di mettere in scena un’idea, di creare una struttura che permetta a migliaia di persone di vivere un’esperienza capace, fuori dai luoghi comuni, di trasformarsi in uno spazio di conoscenza dell’identità di un determinato paese. L’esigenza di comunicare - ha sottolineato Rampello - è un tratto distintivo dell’uomo, segno di intelligenza e di conoscenza strettamente connaturato ad un luogo e capace di creare gesti e oggetti unici, in grado di esprimere un modo singolare e autentico di concepire la vita. All’origine dell’identità di ciascuno di noi vi è, pertanto, uno spazio stanziale: la forma e la posizione mediterranea dell’Italia l’hanno resa luogo di mediazione, terra di connessione. Ecco perché una delle immagini presenti nel Padiglione Italia a Dubai sarà quella del giardino, anzi del giardiniere in grado di coltivare le diversità. La nostra identità di italiani si fonda proprio sulla molteplicità del saper fare, sulla varietà continua di paesaggi, sulla scoperta che trasforma il viaggio in un’avventura dalle prospettive mutevoli.

In un tale contesto, dunque, quale valore culturale esprime l’uomo che nella nostra penisola ha abitato nel corso dei secoli? Se c’è un valore che indistintamente ci viene riconosciuto è quello di essere Patria della bellezza, intesa come armonia di bello, buono, vero, giusto. Il percorso ideato e trasformato in immagini attraverso la parola da Davide Rampello ha permesso, ai presenti all’incontro di sabato, di vivere un viaggio in Italia fatto di memoria ed emozione stando seduti nell’Aula Magna del Liceo Manzoni; un cammino costruito attraverso un’altra nostra peculiarità, il sentimento, non inteso come piacere, ma come verità. La bellezza così raccontata e sperimentata non appartiene al mero presente e non accade casualmente, è piuttosto un lavoro paziente, perseguito con consapevolezza, espresso attraverso un saper fare che salva ogni gesto. La bellezza che, siamo convinti, esprimerà il Padiglione Italia a Dubai 2020 non sarà un’immagine levigata destinata al consumo, ma orienterà i visitatori a cercare nel futuro di ciascuno non effimere percezioni, parvenze di realtà, ma verità tolte al tempo e allo spazio per diventare capaci di eternità.

L’esperienza artistica, ha concluso Nicola Villa - autore della incisione che può essere acquistata per sostenere il progetto di Assada contattando Les Cultures (0341284828 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) - è una ricerca che permette di cogliere l’irrisolta tensione della realtà. Per continuare a costruire bellezza dobbiamo probabilmente ritrovare la capacità di immaginare, ma a partire da quella memoria conscia o inconscia che ci deriva dal passato. Immaginare, cioè, è quell’operazione cui obbliga l’opera d’arte del passato, come affermava Winckelmann nella metà del XVIII secolo guardando il Torso del Belvedere oggi ai Musei Vaticani: “Al primo sguardo forse non scorgerai altro che un sasso informe: ma se hai la forza di penetrare nei segreti dell’arte, osservando quest’opera con occhio tranquillo, vi scorgerai un prodigio […]. Se vi sembra inconcepibile che si possa mostrare la forza del pensiero in un’altra parte del corpo, che non sia la testa, imparate qui come la mano d’un artista creatore abbia il potere di spiritualizzare la materia. Mi pare di veder sorgere dal dorso, curvo in profonda riflessione, una testa che con letizia ricorda le sue prodigiose gesta. E mentre una simile testa, piena di maestà e di sapienza, appare al mio sguardo, anche le altre membra mancanti incominciano a formarsi nel mio pensiero”.

È questa la bellezza di cui noi siamo eredi e che salverà l’uomo: non un sasso inerte, ma una pietra levigata dall’uomo, ancorché frammentaria, che porta in se stessa il mondo che la circonda. Non sarà allora solo lo spettatore che guarda l’opera, ma l’opera richiamerà allo spettatore la sua identità e, senza parlare, gli dirà che deve cambiare la sua vita, rendendola più simile all’armonica bellezza di cui è testimone.
 
Laura Polo D’Ambrosio
Docente di Storia dell’Arte del Liceo Manzoni di Lecco

Sabato, 28 Settembre 2019 07:11

A LECCO UNA MOSTRA SUI MACCHIAIOLI

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"I MACCHIAIOLI. Storia di una rivoluzione d'arte" in mostra a Palazzo delle Paure
Dal 4 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 la mostra dedicata al movimento artistico che ha rivoluzionato la storia della pittura italiana dell'Otto

Da venerdì 4 ottobre a domenica 19 gennaio 2020, Palazzo delle Paure a Lecco ospita una mostra interamente dedicata ai Macchiaioli: l’esposizione di oltre 60 opere, che ripercorrono la "storia di una rivoluzione d'arte", con le vicende del movimento artistico che ha rivoluzionato la pittura italiana dell’Ottocento, attraverso i suoi maggiori esponenti.

La mostra a cura di Simona Bartolena, rappresenta un nuovo capitolo dell’indagine sull’arte del XIX secolo, iniziata lo scorso anno con l’approfondimento dedicato all’arte lombarda, la rassegna curata da Simona Bartolena, prodotta e realizzata ViDi - Visit Different, in collaborazione con il Comune di Lecco e il suo Sistema Museale Urbano Lecchese, presenta autori quali Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Giuseppe Abbati, Silvestro Lega, Vincenzo Cabianca, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani, in grado di analizzare l’evoluzione di questo movimento, fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana.

Ad arricchire la mostra sono in programma una serie di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti.

"Proseguiamo con l'obiettivo dell'amministrazione di proporre grandi mostre atte a promuovere il turismo culturale a Lecco con il filone tematico dedicato all'arte del XIX secolo, inaugurato nel 2018 dalla mostra sull'Ottocento lombardo, grazie all'esposizione dedicata ai Macchiaioli - commenta l'assessore alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza - Palazzo delle Paure farà da cornice alle opere dei maggiori esponenti del movimento artistico nato a Firenze, i visitatori potranno conoscere e apprezzare la storia e l'evoluzione di una corrente che ha saputo rivoluzionare il panorama artistico italiano dell'Ottocento. Non mancheranno - prosegue l'assessore - i momenti di approfondimento sul tema, le visite guidate e le attività didattiche ed esperienziali per studenti e bambini, per coinvolgere sempre di più il visitatore a 360 gradi".

La mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 19, il sabato, la domenica e festivi dalle 10 alle 19, chiusa il lunedì.

L'ingresso alla mostra costa 10 euro (intero), 8 euro (ridotto: ragazzi dai 14 anni ai 18 anni, over 65, gruppi precostituiti di adulti oltre le 15 persone) e 5 euro (ridotto speciale scuole e bambini dai 6 ai 13 anni). è gratuito per i visitatori disabili muniti di certificazione attestante una invalidità superiore al 74%, un accompagnatore visitatore disabile solo in caso di non autosufficienza, giornalisti con tessera in corso di validità, bambini fino ai 5 anni, accompagnatore scolaresche 2 per gruppo, accompagnatore gruppi adulti 1 per gruppo, possessori abbonamenti Musei Lombardia Milano. La biglietteria chiude un'ora prima.

Giovedì, 26 Settembre 2019 08:18

UNA MOSTRA SU MANZONI A FEBBRAIO

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MOSTRA "MANZONI NEL CUORE"
Lecco, Palazzo delle Paure (piazza XX settembre) - 8 febbraio 2020 / 13 aprile 2020

La mostra MANZONI NEL CUORE è voluta e promossa dall’Associazione Bovara di Lecco, d’intesa con Comune di Lecco e Sistema museale lecchese, per celebrare il 40° di fondazione e attività della rivista "Archivi di Lecco e della Provincia", pubblicata dall'editore Cattaneo. Collaborano all’organizzazione diversi enti e istituzioni tra i quali Casa Manzoni di Milano e Leggermente.  La mostra presenta testimonianze artistiche e documentarie sulla figura e sull’opera di Alessandro Manzoni. Si tratta di opere in gran parte inedite e non esposte in pubblico, conservate in collezioni private di Lecco e del territorio.
La mostra sarà ospitata nella sede espositiva del Palazzo delle Paure nel periodo dall’8 febbraio al 13 aprile  2020.

La mostra, oltre a presentare alcuni tesori delle collezioni private lecchesi, tra i quali ritratti di famigliari e amici di Manzoni mai usciti dalle case in cui sono tuttora gelosamente conservati e due lettere autografe di cui una inedita e solo recentemente ritrovata, intende indagare, attraverso una serie di saggi e di approfondimenti, il rapporto complesso tra il grande scrittore e la nostra città. A ciò si aggiungono rari arredi liturgici già nella cappella di Villa Manzoni.
Manzoni, dopo il suo distacco da Lecco nel 1818, conseguente alla vendita della villa e della proprietà del Caleotto, portò sempre nel cuore questi luoghi che rievocò con parole commosse nelle pagine iniziali e nello struggente brano dell’Addio monti. Eppure, rimane sempre qualcosa di non ben chiarito nelle ragioni di questo distacco e nel successivo rifiuto del Manzoni di rivedere quei luoghi ai quali era così intimamente legato e che avevano così profondamente stimolato la sua ispirazione letteraria.

Lecco, dal canto suo, vivrà un sentimento controverso nei confronti dello scrittore, che le assicurò un’ampia fama letteraria in Italia e all’estero, e  del suo stesso romanzo, divenuto parte integrante della propria identità. La suggestione delle pagine manzoniane modificò radicalmente la percezione e la rappresentazione del paesaggio lecchese, in particolare di luoghi come Acquate o Pescarenico, di cui la mostra offre una selezione significativa di immagini attraverso le opere di grandi pittori come Giuseppe Canella, Carlo Pizzi, Filippo Carcano, Giovanni Migliara e molti altri. Artisti non meno rappresentativi documentano con le loro opere pittoriche e grafiche la fortuna dei personaggi e delle vicende del grande romanzo manzoniano.

Momenti importanti di questa progressiva identificazione della città con il capolavoro manzoniano furono l’inaugurazione del monumento a Manzoni e la straordinaria rappresentazione al Teatro della società nel 1869 dell’opera lirica I Promessi Sposi su libretto di Antonio Ghislanzoni e musica di Errico Petrella. In mostra sarà eccezionalmente esposto il pianoforte usato da Petrella per comporre l’opera. La sezione musicale verrà affiancata dall'iniziativa "Letteratura in scena. I Promessi Sposi dal romanzo all'opera", promossa da ResMusica con la collaborazione della Provincia di Lecco, dell'Associazione Bovara-Archivi di Lecco, della Delegazione FAI di Lecco e di Otolab.   

UNA MOSTRA "NEL CUORE" DEI LECCHESI CON LA RACCOLTA FONDI
"UNA BUONA... AZIONE PER MANZONI"
La mostra vuole offrire ai cittadini del territorio l'occasione di intervenire come parte attiva di un evento unico (gran parte dei pezzi esposti non saranno più visibili al pubblico) che sarà tramandato in un corposo catalogo. Nasce così l'iniziativa "Una buona... azione per Manzoni", una raccolta fondi che rende partecipi, simbolicamente come azionisti (riprendendo una pratica che nel corso dell'Ottocento permise la pubblicazione di testi storici locali) i cittadini lecchesi e più in generale gli appassionati della cultura manzoniana.

A tale scopo è stato istituito presso la Fondazione Comunitaria del Lecchese il fondo "Mostra Manzoniana 2020" destinato a raccogliere donazioni destinate al sostegno dell’iniziativa.

- Per ogni 50 euro di donazione sarà rilasciata una simbolica "azione" cartacea che darà diritto a una copia omaggio del catalogo, a una copia della rivista "Archivi di Lecco e della Provincia" (ritirabili durante la mostra) e a visite esclusive con i curatori della mostra in date che verranno comunicate. Il nome del donatore comparirà nell'ALBO DEGLI AZIONISTI che sarà esposto in mostra e pubblicato nel catalogo (per donazioni pervenute entro la fine di dicembre).

- Per le donazioni superiori a 500 euro sarà rilasciato un attestato di "sostenitore speciale" che darà diritto a dieci copie omaggio del catalogo, a una visita esclusiva personale valida per dieci persone con i curatori della mostra in data che verrà concordata. Inoltre il nome del donatore comparirà non solo nell'ALBO D'ORO DEI SOSTENITORI che sarà esposto in mostra e pubblicato nel catalogo (per donazioni pervenute entro la fine di dicembre),  ma anche accanto a una delle opere esposte.

Le donazioni possono essere effettuate tramite bonifico bancario intestato a Fondazione comunitaria del Lecchese Onlus - Banca Intesa SanPaolo  – IBAN: IT28 Z030 6909 6061 0000 0003 286 indicando come causale: “Fondo Mostra manzoniana 2020”. Le donazioni sul fondo sono detraibili secondo le norme fiscali vigenti (per le persone fisiche: attualmente 30% dell’importo donato). Contestualmente alla donazione va inviato un messaggio all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. indicando un recapito al quale spedire le azioni o i certificati.

Domenica, 22 Settembre 2019 20:01

IL CANTO DELLA SIBILLA A INTROBIO

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Domenica 23 settembre si e' tenuta presso l'antica Chiesa di San Michele a Introbio il Concerto organizzato da Vocate sul "Canto della Sibilla", con la partecipazione di Eugenia Armisano e del Musicaround Ensemble.

Il Canto della Sibilla è uno dei più affascinanti documenti della cultura europea medievale, dichiarato nel 2010 Patrimonio immateriale dell'Umanita' dall'Unesco. Ancora oggi, nelle chiese di alcune località delle Isole Baleari e della Sardegna, la notte di Natale un fanciullo con una spada in mano intona un testo che profetizza il giorno dell’Apocalisse.
Le su eorigini remote risalgono all'epoca  che vede il tramoto della civilta' pagana e l'affermarsi del Cristianesimo; la Sibilla e' il solo personaggio pagano a entrare nella liturgia , annunciatrice del della seconda venuta di Cristo sulla Terra il giorno del Giudizio Universale.

Dopo il Concilio di Trento  del 1564 il rito fu abolito dalla liturgia ufficiale, ma continuò a essere praticato per tradizione orale in lingua volgare (presentato a Introbio nella versione catalana medievale).

Oltre al Canto della Sibilla nella versione catalana medievale, il programma prevede grandiosi brani legati al tema del Giudizio Universale, fra cui il Dies Irae, entrato in seguito nella liturgia dei defunti, e il dramma sacro Ordo prophetarum, nel quale la serie dei profeti termina proprio con la Sibilla.

Interprete della Sibilla sarà la cantante Eugenia Amisano. Diplomata in teatro-danza alla scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano, studia canto con la madre Carmen Vilalta, docente e cantante lirica catalana, attraverso la quale si avvicina al mondo musicale della Spagna.

Il gruppo Musicaround Ensemble, fondato a Genova nel 2003, è diretto da Vera Marenco, musicista, cantante e direttore di coro. È soprano del Ring Around Quartet, ensemble vocale con cui svolge intensa attività concertistica in Italia e all’estero nelle più prestigiose stagioni e festival. Laureata in filosofia, diplomata in canto e specializzata in polifonia rinascimentale, è docente ai corsi Musica antica a Palazzo di Genova e co-direttrice artistica della stagione La Voce e il Tempo. Al suo attivo numerosissime produzioni musicali e discografiche dedicate al repertorio medievale, rinascimentale, barocco e contemporaneo.

I concerti in Svizzera, a ingresso libero, sono organizzati da Cantar di Pietre, capofila svizzero del progetto VoCaTe, con la direzione artistica di Giovanni Conti.

L’evento a Introbio, a ingresso libero, è organizzato dalla Fondazione Luigi Clerici con la direzione artistica di Angelo Rusconi e Res Musica, in collaborazione con il Comune e la Parrocchia di Introbio.

  

Lunedì 16 settembre, ore 18.00, il Prof. Massimo Firpo (Scuola Normale Superiore di Pisa) presenterà in libreria il volume di Massimo Firpo-Germano Maifreda, L’eretico che salvò la Chiesa. Il cardinale Giovanni Morone e le origini della Controriforma (Torino, Einaudi, 2019)

Massimo Firpo (Torino, 1946), ha studiato all'Università di Torino con Franco Venturi e poi alla Scuola normale superiore di Pisa. Dal 1986 è professore ordinario di Storia moderna, disciplina che dal 1990 ha insegnato dapprima nella Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Torino e poi alla Scuola Normale Superiore di Pisa.

Socio dell'Accademia delle Scienze di Torino e dell'Accademia dei Lincei di Roma, ha fatto parte dei Comitati scientifici della Fondazione Luigi Einaudi di Torino e della "Rivista di storia e letteratura religiosa", è stato tra i direttori di "Studi storici", ed è attualmente tra i direttori della "Rivista storica italiana" e membro dei Comitati scientifici della Fondazione Luigi Firpo di Torino e dell'Istituto nazionale di studi sul Rinascimento di Firenze. Ha studiato e insegnato anche alla Cornell University, alla Newberry Library di Chicago, alla Oxford University. Le sue ricerche si sono concentrate sul radicalismo religioso cinquecentesco (Pietro Bizzarri esule italiano del Cinquecento, Torino, Giappichelli, 1971; Antitrinitari nell'Europa orientale del '500, Firenze 1977; Il problema della tolleranza religiosa nell'età moderna, Torino, 1978), la Riforma italiana (Tra alumbrados e "spirituali". Studi su Juan de Valdés e il valdesianesimo nella crisi religiosa del '500 italiano, Firenze, 1990; Riforma protestante ed eresie nell'Italia del Cinquecento, Roma-Bari, 1993; Dal sacco di Roma all'Inquisizione.

Studi su Juan de Valdés e la Riforma italiana, Alessandria, 1998; "Disputar di cose pertinente alla fede". Studi sulla vita religiosa nel Cinquecento italiano, Milano, 2003); l'Inquisizione (con le edizioni critiche dei processi contro Giovanni Morone, Pietro Carnesecchi, Vittore Soranzo e Lorenzo Davidico) e le origini della Controriforma (Nel labirinto del mondo. Lorenzo Davidico tra santi, eretici, inquisitori, Firenze, 1992; Inquisizione romana e Controriforma. Studi sul cardinal Giovanni Morone e il suo processo d'eresia, Brescia, 2005; Vittore Soranzo vescovo ed eretico. Riforma della Chiesa e Inquisizione nell'Italia del '500, Roma-Bari, 2006), i rapporti fra arte e dissenso religioso nel '500 (Gli affreschi di Pontormo a San Lorenzo, Eresia, politica e cultura nella Firenze di Cosimo I, Torino, 1997; Artisti, gioiellieri, eretici. Il mondo di Lorenzo Lotto tra Riforma e Controriforma, Roma-Bari, 2001; Battista Franco "pittore viniziano" nella cultura artistica e nella vita religiosa del '500, (Pisa, 2007), problemi di iconografia politica e religiosa ("Navicula Petri". L'arte dei papi nel Cinquecento 1527-1571, Roma-Bari, 2009 (gli ultimi due in collaborazione con F. Biferali), Storie di immagini. Immagini di storia. Studi di iconografia cinquecentesca, Roma 2010). Tra i lavori più recenti: Juan de Valdés e la riforma nell’Italia del Cinquecento (Roma-bari, 2016); (con F. Biferali), Immagini ed eresie nell’Italia del Cinquecento (Roma-Bari, 2016)


Il libro

Giovanni Morone (1509-80) ebbe un’esistenza in apparenza paradossale: due volte legato papale al concilio di Trento – che chiuse nel 1563 salvandolo dal fallimento cui pareva destinato – fu oggetto di gravi accuse di eresia sfociate in due processi inquisitoriali voluti dai papi-inquisitori del suo tempo, Paolo IV (che lo rinchiuse per oltre due anni in Castel Sant’Angelo) e Pio V. Solo la stima e l’appoggio dei sovrani asburgici (il re di Spagna Filippo II e l’imperatore Ferdinando I) gli permisero di sfuggire alla condanna e di tornare a tenere le redini dei principali avvenimenti coevi: dall’alleanza che portò alla battaglia di Lepanto alla crisi della repubblica di Genova. Impareggiabile diplomatico formatosi nella Milano degli Sforza, protagonista dei colloqui di religione nella Germania sconvolta da Lutero, amico di Vittoria Colonna e committente di Michelangelo, vescovo riformatore, Morone fu uomo di grande prestigio europeo, la cui memoria è stata tuttavia riproposta solo in chiave di esemplare prelato cattolico, rimuovendo i drammatici conflitti interni alla gerarchia ecclesiastica che segnarono la sua vita ed ebbero un peso decisivo nel delineare l’identità della Chiesa cattolica nella lunga età della Controriforma.

Quella di Giovanni Morone è una storia paradossale. Legato papale sia nella prima fallita convocazione del concilio di Trento negli anni 1542-43 sia nell’ultima del 1562-63, quando il maggior storico moderno di quel sinodo, Hubert Jedin, gli attribuí il merito di averlo salvato dal fallimento cui sembrava ormai essere destinato. Tra quelle due convocazioni, tuttavia, egli fu oggetto di gravi accuse di eresia, sfociate nel processo inquisitoriale preparato per anni in segreto da Gian Pietro Carafa e formalizzato nel giugno del ’55, all’indomani della sua elezione papale. Un processo reso pubblico due anni dopo con il clamoroso arresto di «cosí gran cardinale, […] in voce certa di esser papa», come ebbe a dire Enrico II di Francia. Solo la morte del pontefice inquisitore consentí al Morone di sfuggire alla condanna. E solo l’appoggio del re di Spagna Filippo II gli permise di uscire da Castel Sant’Angelo dopo 27 mesi di prigionia e di partecipare al conclave di Pio IV, suo amico e concittadino, che poche settimane dopo, ai primi di marzo del 1560, ne pronunciò l’assoluzione. Il paradosso di quel porporato illustre, il cui profilo storico e storiografico trascolora di volta in volta nell’immagine dell’eretico o del «baluardo della fede cattolica», sarebbe durato anche negli anni seguenti, come dimostra la ripresa del processo preparata (anche se mai attuata) da un altro papa inquisitore quale Pio V. Questo libro ricostruisce finalmente un profilo chiaro e coerente di una figura storica di straordinario spessore.


Giovedì 19 settembre 2019, ore 18.00, Micaela Tirinzoni presenterà in libreria il suo ultimo libro, il romanzo breve Il blu oltre il mare (Edizioni DrawUp, 2019)

Il blu oltre il mare

Gaia insegna tedesco in un liceo. Andrea lavora per un’agenzia interinale. Squattrinati, ma con una grande voglia di conoscere il mondo, appena possono partono per luoghi lontani. Dopo un viaggio in Messico e un’aggressione, Gaia scopre di avere un serio problema a un occhio.
Il suo incontro con la malattia non le risparmia nuove e amare sorprese, ma le regala anche momenti inaspettati di dolcezza e fiducia. Lo svolgersi degli eventi e un flusso di pensieri di rabbia e sgomento, frammisti a sogno e stupore, scorrono inesorabili nei suoi incantevoli occhi blu e trasportano il lettore verso un finale che lascia libera la sensibilità interpretativa e l’approccio personale alla speranza.
Attraverso le vicende di una donna e della sua famiglia, le sue paure e le sue alterne situazioni interiori, Micaela Tirinzoni confeziona un romanzo breve, denso di grazia ed emotività, avvalendosi di una scrittura limpida e tuttavia profonda. .
Un percorso contro la malattia che da individuale può rivelarsi universale, tra le anse di quelle fragilità umane, soprattutto interiori, con cui ciascuno di noi è obbligato, almeno una volta, a fare i conti.

Micaela Tirinzoni è nata a Lecco nel 1962.
Dopo la maturità linguistica ha conseguito il titolo di interprete-traduttrice e ha lavorato molti anni come freelance. In seguito a un lungo periodo di pausa per motivi di salute, ora è impiegata presso un travel network.
Appassionata di narrativa e letteratura, nel tempo libero ama scrivere romanzi e poesie, che spesso abbina a immagini di suggestivi paesaggi.
Ha pubblicato il romanzo E adesso... (2011), e tre raccolte di poesia: Rami nascosti (2012), Coriandoli di seta (2013), Le ali e le vele nude (2018).


Venerdì 27 settembre, ore 18.00, il Prof.  Giorgio Motta (Liceo Classico e Linguistico “Alessandro Manzoni” di Lecco) terrà in libreria la conferenza: 1989-90: La rivoluzione pacifica.  Dalla caduta del muro di Berlino alla riunificazione

Giorgio Motta, già professore a contratto presso lo IULM (Istituto Universitario di Lingue Moderne) di Milano nonché presso la SILSIS (Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario) dell’ Università di Bergamo, è attualmente docente di Lingua e Civiltà tedesca presso il Liceo Manzoni di Lecco.
E’ autore di diversi manuali per le Scuola Secondaria di Primo Grado (Wir, Magnet, Wir Zwei, Aktiv), di Secondo Grado ( Direkt, Exakt, DAS), di una grammatica (Grammatik direkt) , di una letteratura ( Meine Autoren) e di materiali integrativi (Exakt plus, Erzählungen).
I suoi testi sono distribuiti a livello internazionale da Ernst Klett Sprachen, Stuttgart.
In ambito storico ha pubblicato, sempre per Loescher, una breve storia dei due Stati tedeschi (Von der Teilung zur Vereinigung / Dalla divisione alla riunificazione) nonché una singolare retrospettiva degli ultimi 50 anni: La mia storia della Germania. Ricordi e riflessioni di un prof di tedesco.

La conferenza in sintesi:

L’incontro ripercorre le tappe fondamentali di quello straordinario processo che 30 anni fa ha portato al tracollo della DDR e alla successiva riunificazione dei due Stati tedeschi: dalla perestroika di Gorbaciov alla apertura della cortina di ferro tra Ungheria e Austria; dalla consapevolezza dei propri diritti (Wir sind das Volk!) alla costituzione di un movimento civico di opposizione (Neues Forum); dall’euforia per la caduta del muro all’entusiasmo per le prime libere elezioni; dal tracollo del sistema economico della DDR all’introduzione del D-Mark; dal sogno di un facile benessere ad una pericolosa Ostalgie.
Il tutto supportato da immagini, materiale storico e brevi filmati.

Lunedì 30 settembre, ore 18.30, primo incontro – per l’anno 2019/2020 - del gruppo di lettura: analisi del romanzo di Israel J. Singer, I fratelli Ashkenazi (Torino, Bollati Boringhieri, 2011)
Trama del romanzo

Ogni giorno che il Signore regala al creato, Reb Abraham Hirsh Ashkenazi, commerciante di stoffe e capo della comunità ebraica di Lodz, lo zucchetto in testa e una barba lunga quanto l'esilio, siede alla scrivania del suo piccolo ufficio scuro e medita sui sacri testi cercando di trarne saggezza da dispensare alle schiere di commercianti ebrei che fanno ressa alla sua porta. Poco più di uno shtetl tra i tanti nella Polonia di fine Ottocento dominata dalla Russia, Lodz pullula in quegli anni di mercanti provenienti da ogni parte dell'impero. In questo piccolo e operoso mondo, nascono i due figli di Reb Hirsh Ashkenazi, opposti nel carattere fin dalla prima infanzia: Jakob Bunin, vitale e generoso, Simcha Meyer, introverso e abile negli affari. Il turbine della vita porterà Jakob ad affermarsi con il suo talento di comunicatore, mentre Simcha, miscuglio di cupidigia e lungimiranza che tutto travolge in nome del profitto, sarà protagonista di una spregiudicata ascesa economica. Attorno a loro si svolgono i grandi eventi della Storia, le passioni e le vicende minime di una folla di personaggi uniti dalla comune spiritualità ebraica. Nelle pagine di questo imponente romanzo-fiume apparso nel 1936, Israel J. Singer seppe dare la rappresentazione di un mondo e di una civiltà che di lì a poco sarebbe stata ferocemente annientata. Introduzione di Claudio Magris.

Sabato, 07 Settembre 2019 08:06

A MANTOVA TORNA LA MOSTRA DI LIBRI E STAMPE ANTICHE

Scritto da in Cultura

Mantova MOSTRA Libri Mappe Stampe

Mantova, 14-15 settembre 2019
 
Il ritorno più atteso da bibliofili e collezionisti. Torna nella città dei Gonzaga la prima fra le mostre dedicate alla carta antica

È una pietra miliare nel settore dell’antiquariato librario italiano, ha contribuito a far nascere e crescere la passione per il libro antico e, finalmente, dopo una pausa lunga quasi 10 anni, torna con un’edizione rinnovata che promette di non tradire origini e aspettative.
Stiamo parlando di Mantova Libri Mappe Stampe, ei fu Frontespizio, la mostra-mercato dedicata a libri e cartografia d’epoca in programma nel cuore della città dei Gonzaga sabato 14 e domenica 15 settembre 2019.

Cambiano gli organizzatori, ma non lo spirito della rassegna che come nelle ultime edizioni, si terrà nella cornice del Chiostro del Museo Diocesano, nel cuore del centro storico della città, a due passi dal Museo Archeologico e da Palazzo Ducale, con ingresso libero. L’ambizione è quella di tornare ad essere un punto di riferimento per i più rigorosi collezionisti, attratti qui dall’unicità di un’offerta così ampia e di qualità, oltre che dal ricordo che un tale nome evoca nella memoria dei più navigati.

Oltre 45 librerie e gallerie antiquarie italiane ed estere si danno appuntamento per dare vita ad un evento imperdibile nel panorama dell'antiquariato librario.

Si potranno ammirare ed acquistare:

    LIBRI ANTICHI dal XV sec. in poi
    STAMPE D’EPOCA (decorative, dei Grandi Maestri del ‘500 e ‘600 ecc.)
    CARTOGRAFIA ANTICA: MAPPE, ATLANTI, PORTOLANI
    INCISIONI D’AUTORE E GRAFICHE MODERNE E CONTEMPORANEE
    LIBRI D’ARTISTA E CATALOGHI D’ARTE / FOTOGRAFIA
    LIBRI MODERNI RARI (fuori catalogo, prime edizioni ecc.)
    COLLEZIONISMO CARTACEO (poster cinematografici e pubblicitari ecc.)

Sede dell'evento

Chiostro Museo Diocesano F. Gonzaga

Piazza Virgiliana  55

46100 Mantova

 

Orari della mostra

Sabato 14 settembre | ore 9.30-18.30
Domenica 15 settembre | ore 9.30-13

 

Ingresso gratuito

Sito dell'evento

www.mantovalibriestampe.it

 

 

Mercoledì, 04 Settembre 2019 07:23

#leparolevalgono Festival della lingua italiana

Scritto da in Cultura

#leparolevalgono  Festival della lingua italiana
Lecco, 4/5/6 ottobre 2019

L’attenzione per la lingua italiana è una prerogativa costante che Treccani ha
coltivato negli anni, sin dalla sua fondazione, e crede fermamente che la parola
sia stata, sia e debba continuare a essere espressione di ragionamento,
condivisione e anche, senz’altro, confronto sincero tra diverse posizioni, ma
sempre rispettoso e costruttivo, finalizzato alla crescita della democrazia.

#Leparolevalgono. Festival della Lingua Italiana è il nuovo appuntamento
annuale ideato da Treccani per presentare i temi periodicamente più rilevanti
della sua costante ricerca sulla lingua italiana.

 

La prima edizione del Festival, che si terrà a Lecco dal 4 al 6 ottobre 2019, proporrà incontri tematici, laboratori
didattici e spettacoli, destinati a estendere e integrare la rete di strumenti
e servizi che, con aggiornamento costante, Treccani, da sempre, mette
a disposizione per incontrare, apprezzare e studiare la lingua italiana.

Il Comitato scientifico del festival è composto da Massimo Bray, Sandro
Cappelletto, Valeria Della Valle, Emma Giammattei, Carlo Maria Ossola, Giuseppe
Patota, Luca Serianni.

BILANCIO POSITIVO DEL FUORI SAGRA. RIPREDONO I LAVORI DELL'ELISUPERFICIE.

Settemila visitatori in nove giorni, con un crescendo di presenze che testimonia l’apprezzamento da parte del pubblico: i numeri confermano indiscutibilmente il successo del museo “La Fornace”.

Si chiude con un bilancio ampiamente positivo l’apertura dello spazio museale de "La Fornace" di Prato Buscante durante il periodo della Sagra delle Sagre, che ha visto una crescita di pubblico rispetto allo scorso anno, con un boom soprattutto nella giornata di ferragosto, quando sono state registrate oltre 960 presenze.

Molti gli interessati e molti i commenti positivi ricevuti, anche grazie al recente ampliamento dell’offerta espositiva.

Premiate nuovamente le attività di educazione ambientale ed i laboratori agricoli e geologici del Parco Grigna Settentrionale, che hanno messo alla prova tutti i visitatori con “IL PARCOMETRO - Quanto conosci il Parco Regionale della Grigna Settentrionale?” e “INDOVINA CHI … - Associa ad ogni animale del Parco il nome corrispondente”, mentre i più piccoli si sono cimentati nella gara di mungitura e nella caccia al minerale.

Certamente un super lavoro per i collaboratori ed i volontari che hanno contribuito alla realizzazione delle attività ed agli allestimenti, premiati d’altro canto dai lusinghieri apprezzamenti ricevuti.

"Il bilancio complessivo degli eventi “Fuori Sagra 2019” è altamente positivo" così commenta il Presidente della Comunità Montana e del Parco della Grigna Settentrionale Carlo Signorelli alla chiusura delle manifestazioni "vi è un interesse crescente verso le tradizioni dei nostri luoghi, della nostra cultura, delle nostre produzioni. Un sentito ringraziamento al personale che ha collaborato per l'ottima riuscita e ai testimoni che hanno visto la fornace in funzione, tra cui la signora Mariella Merlo, figlia dei vecchi proprietari. È con questo entusiasmo che attendiamo le manifestazioni zootecniche valsassinesi in programma per il 27-28-29 settembre, pronti a replicare il grande successo fin qui ottenuto."


"Anche la mostra su Leonardo in Valsassina - sottolinea l'Assessore Antonella Invernizzi - ha riscosso un grande successo con oltre 2000 passaggi nei nove giorni di apertura al pubblico, il che dimostra l'importanza di questa iniziativa, accompagnata anche da altri eventi collaterali, che continua la tradizione delle manifestazioni culturali già organizzate nelle passate edizioni. Si ricorda in proposito che la mostra resterà aperta fino al 25 agosto p.v.".


Prima della conclusione del mandato l'Amministrazione della Comunità Montana in carica intende ultimare i lavori dell'elisuperficie antistante la sede dell’ente comunitario, ripresi lunedì a seguito della sospensione durante la Sagra delle Sagre. "Un'opera utile - conclude il Presidente - per i soccorsi sanitari ma soprattutto per il servizio antincendio che noi coordiniamo, e che contiamo di inaugurare entro il 15 settembre."

“MUSEO DELLA FORNACE"
LE ATTIVITÀ DI EDUCAZIONE AMBIENTALE DELLA COMUNITÀ MONTANA E DEL PARCO DELLE GRIGNE.

 
Durante lo svolgimento della Sagra delle Sagre 2019, dal 10 al 18 agosto, la Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera, Ente gestore del Parco Regionale della Grigna Settentrionale, organizzerà, come di consueto, alcune attività di educazione ambientale per grandi e piccini con laboratori didattici naturalistici, filmati, foto, esposizione di oggetti antichi e molto altro ancora. Il tutto all'interno del nuovo Spazio "Museo La Fornace", ricavato recentemente dalla ristrutturazione della vecchia fornace di Prato Buscante.

L'apertura dello spazio è prevista sabato 10 agosto alle ore 10,45 (dopo l'inaugurazione della Sagra). Gli orari, negli giorni di apertura della Sagra, saranno dalle 10 alle 19. Dalle 14.30 alle 18.30, lo spazio museale della Fornace ospiterà anche i laboratori agricoli e geologici del Parco Grigna Settentrionale. L'ingresso è libero. Le attività e le esposizioni sono state curate da Tecla Bertarini (naturalista), Stefano Belloni (naturalista) e Sabrina Iannaccone (geologa).

"La Comunità Montana prosegue, anche per il mese di agosto, nel presentare attività e visite guidate nel nuovo spazio museale, sempre nuove, al fine di stimolare la curiosità anche di chi ha già visitato nelle precedenti aperture il museo - ha dichiarato il Presidente della Comunità Montana e del Parco della Grigna Settentrionale Carlo Signorelli - Vogliamo che questo spazio sia dinamico sia per attività che per gli oggetti presenti, il tutto reso possibile anche grazie alla disponibilità di provati e altre realtà museali. Sarà anche un'occasione per amministratori e cittadini per visitare o rivisitare il nuovo spazio allestito"

 

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