Condividi gli Articoli di Leucensia

Share This

Condividi questo articolo

SEGUICI SUI SOCIAL NETWORK

Seguici sui Social o mandaci una email
Cultura

Cultura (54)

Domenica, 20 Ottobre 2019 14:01

CARTE INCANTATE A VILLA MONASTERO

Scritto da in Cultura

Comunichiamo l'inaugurazione della mostra "CARTE IN...CANTATE. ANTONIO GHISLANZONI ATTRAVERSO LE LETTERE DELL’ARCHIVIO DI VILLA MONASTERO E ALTRI INEDITI DOCUMENTI E IMMAGINI", che si terrà SABATO 26 OTTOBRE alle 11:00 presso Villa Monastero a Varenna. La mostra è curata dalla dott.ssa Anna Ranzi, conservatore della splendida villa Monastero.
Ricordiamo che questa iniziativa è anche prima tappa del programma "Letteratura in scena" che abbiamo presentato lo scorso giugno: un percorso che raggruppa iniziative organizzate da diversi enti e associazioni e legate a tematiche inerenti la vicenda musicale dell'opera "I Promessi Sposi" di Errico Petrella, di cui ricorrono quest'anno i centocinquanta anni dalla prima rappresentazione. Il percorso proseguirà con la mostra dedicata a Manzoni nelle collezioni private lecchese (febbraio 2020) e con le Giornate FAI di Primavera, culminando in un importante convegno. Vi aggiorneremo ovviamente su queste iniziative.
Vi aspettiamo dunque numerosi all'inaugurazione della mostra "Carte in...cantate"!
Ecco di seguito il comunicato con i dettagli:
 
SABATO 26 OTTOBRE ALLE ORE 11:00 presso Villa Monastero di Varenna verrà inaugurata la mostra (che resterà aperta fino al 2 febbraio 2020) dedicata allo studio della figura del poeta lecchese Antonio Ghislanzoni attraverso le lettere, recentemente ordinate, conservate nell’archivio della Casa Museo.
 
L’iniziativa, curata dal conservatore Anna Ranzi, è frutto delle ricerche condotte da specialisti, come lo studioso Carlo Tremolada, dal 1996 responsabile del Centro Studi Ghislanzoni, e Francesco D’Alessio, che dal 2001 divulga le sue ricerche sulla rivista Archivi di Lecco e della Provincia e ha realizzato numerose pubblicazioni rivolte alla conoscenza del territorio lecchese.
 
Interessanti lettere e altri testi a carattere musicale, in maggioranza inediti e autografi, tutti provenienti da collezioni private, vengono esaminati dagli studiosi, permettendo una migliore conoscenza dei rapporti tra autori locali di fama nazionale, come il poeta lecchese Antonio Ghislanzoni (1824-1893) e altri artisti come il musicista cremonese Amilcare Ponchielli (1834-1886), i pittori Vespasiano Bignami (1841-1929) e Roberto Fontana (1844-1907), i compositori Antonio Carlos Gomes (1836-1896) e Gaetano Braga (1829-1907), che hanno fatto parte della sezione locale della Scapigliatura lombarda, movimento artistico e culturale che in Lombardia ebbe numerosi esponenti.
 
Alcuni di essi frequentavano il vivace clima culturale e artistico di Varenna nella seconda metà dell’Ottocento, illustrato nella mostra da una piccola ma significativa serie di dipinti realizzati nel corso del XIX secolo, mai esposti prima.
 
Tra questi spiccano interessanti vedute delle dimore lariane e dei laghi briantei, studiate da Elena Lissoni; due ritratti dei coniugi bergamaschi Teresa Mallegori e Pietro Sozzi, riferiti a Enrico Scuri (1805-1884) e dipinti tra il 1836 e il 1838. Per il loro figlio Luigi, musicista, Ghislanzoni scrisse ben tre libretti. Compare anche una bella veduta di Brivio, tratta da un dipinto di Giuseppe Canella, eseguita dalla Mallegori, pittrice dilettante e fervente patriota risorgimentale che espose all’Accademia Carrara e a Brera.
 
Completano l’esposizione un’inedita veduta del centro lago del lecchese Carlo Pizzi, maestro di pittura di Ghislanzoni, e una gentildonna raffigurata sul Lario, opera del lecchese Giovanni Battista Todeschini, insieme a due composizioni dello scenografo del Teatro alla Scala Luigi Bartezago, dedicate al Salvator Rosa di Gomes, sempre su libretto di Ghislanzoni.
 
A queste opere pittoriche si affianca una copiosa serie di circa quaranta pubblicazioni realizzate o curate da Ghislanzoni nell’arco di tutta la sua lunga esistenza, tutte provenienti da collezioni private, e un ricco numero di libretti e composizioni musicali, tra cui il bellissimo spartito dell’Aida scritto per Giuseppe Verdi, provenienti dall’interessante Fondo Tubi-Calvi, generosamente prestati per questa particolare occasione.
La mostra resterà aperta fino al 2 febbraio (ingresso compreso nel biglietto di accesso al giardino e alla villa)
 

CARTE IN...CANTATE. ANTONIO GHISLANZONI ATTRAVERSO LE LETTERE DELL’ARCHIVIO DI VILLA MONASTERO E ALTRI INEDITI DOCUMENTI E IMMAGINI

Dal 26 ottobre al 2 febbraio a Villa Monastero di Varenna si terrà una mostra dedicata allo studio della figura del poeta lecchese Antonio Ghislanzoni attraverso le lettere, recentemente ordinate, conservate nell’archivio della Casa Museo.

L’iniziativa, curata dal conservatore Anna Ranzi, è frutto delle ricerche condotte da specialisti, come lo studioso Carlo Tremolada, dal 1996 responsabile del Centro Studi Ghislanzoni, e Francesco D’Alessio, che dal 2001 divulga le sue ricerche sulla rivista Archivi di Lecco e della Provincia e ha realizzato numerose pubblicazioni rivolte alla conoscenza del territorio lecchese.

Interessanti lettere e altri testi a carattere musicale, in maggioranza inediti e autografi, tutti provenienti da collezioni private, vengono esaminati dagli studiosi, permettendo una migliore conoscenza dei rapporti tra autori locali di fama nazionale, come il poeta lecchese Antonio Ghislanzoni (1824-1893) e altri artisti come il musicista cremonese Amilcare Ponchielli (1834-1886), i pittori Vespasiano Bignami (1841-1929) e Roberto Fontana (1844-1907), i compositori Antonio Carlos Gomes (1836-1896) e Gaetano Braga (1829-1907), che hanno fatto parte della sezione locale della Scapigliatura lombarda, movimento artistico e culturale che in Lombardia ebbe numerosi esponenti.

Alcuni di essi frequentavano il vivace clima culturale e artistico di Varenna nella seconda metà dell’Ottocento, illustrato nella mostra da una piccola ma significativa serie di dipinti realizzati nel corso del XIX secolo, mai esposti prima.

Tra questi spiccano interessanti vedute delle dimore lariane e dei laghi briantei, studiate da Elena Lissoni; due ritratti dei coniugi bergamaschi Teresa Mallegori e Pietro Sozzi, riferiti a Enrico Scuri (1805-1884) e dipinti tra il 1836 e il 1838. Per il loro figlio Luigi, musicista, Ghislanzoni scrisse ben tre libretti. Compare anche una bella veduta di Brivio, tratta da un dipinto di Giuseppe Canella, eseguita dalla Mallegori, pittrice dilettante e fervente patriota risorgimentale che espose all’Accademia Carrara e a Brera.

Completano l’esposizione un’inedita veduta del centro lago del lecchese Carlo Pizzi, maestro di pittura di Ghislanzoni, e una gentildonna raffigurata sul Lario, opera del lecchese Giovanni Battista Todeschini, insieme a due composizioni dello scenografo del Teatro alla Scala Luigi Bartezago, dedicate al Salvator Rosa di Gomes, sempre su libretto di Ghislanzoni.

A queste opere pittoriche si affianca una copiosa serie di circa quaranta pubblicazioni realizzate o curate da Ghislanzoni nell’arco di tutta la sua lunga esistenza, tutte provenienti da collezioni private, e un ricco numero di libretti e composizioni musicali, tra cui il bellissimo spartito dell’Aida scritto per Giuseppe Verdi, provenienti dall’interessante Fondo Tubi-Calvi, generosamente prestati per questa particolare occasione.

La mostra, cui è dedicato il nuovo numero dei Quaderni di Villa Monastero, verrà inaugurata sabato 26 ottobre alle 11.00 e sarà visitabile nel consueto orario invernale di apertura della Villa; il costo è compreso nel biglietto di ingresso.

Per informazioni: www.villamonastero.eu, www.facebook.com/villamonasterolc e www.instagram.com/villamonastero.

Come ci ricorda Piefranco Mastalli, autore di una ricerca piuttosto interessante pubblicata alcuni anni fa sul partigiano Francio, nella vita Francesco Magni di Introbio, professore in Lettere che aderi' giovanissimo alla Resistenza, e morto in circostanze misteriose (probabilmente annegato) sul Lago di Mezzola nel 1947 , a Introbio si comincio' abbastanza presto a pensare di commemorare i partigiani uccisi nella rappresaglia nazi-fascista dell'Ottobre 1944.

Come ricordato anche da Gabriele Fontana, autore di "Anni difficili in Valsassina", la rappresaglia era dovuta anche all'attentato compiuto il 4 Settembre 1944 contro l'auto di un gerarca fascista,  Luigi Gatti, che soggiornava a Cremeno ma operava a Monza. Nell'attentato, diretto da Angelo Villa detto "Fiorita" (poi catturato e morto a Mathausen) compiuto a una curva tra Maggio e Balisio, rimasero uccisi l'autista di Gatti (che per sua fortuna era rimasto in albergo) la moglie del gerarca e una povera ragazza a cui era stato dato un passaggio , Teresa Scaccabarozzi.

La fucilazione fu compiuta davanti al cimitero di Introbio, e nel 1946, come dimostra la lettera di Francio (il quale era stato a sua volta catturato e torturato dai fascisti, ma poi venne rilasciato), lettera inviata all'Anpi, ci si adopero' sia per costruire una lapide alla memoria,su progetto dell'ing. Amigoni di Lecco, sia per dare una degna sepoltura alle vittime della rappresaglia.

Foto ricevute da Pierfranco Mastalli, per gentile concessione

Giovedì, 17 Ottobre 2019 07:00

ASTRONOMIA IN INGLESE AL PLANETARIO DI LECCO

Scritto da in Cultura

Astronomia in inglese. E’ la nuova proposta del Planetario di Lecco, già sperimentata con grande successo per le scuole, ma mai con il pubblico.
Si tratta di tre serate aperte a tutti: non è necessaria alcuna base di astronomia, è un percorso per “beginners” degli astri. Anche l’inglese sarà semplice, ma è ovviamente richiesta una conoscenza di base per poter seguire le spiegazioni.
Il corso è organizzato dal gruppo Deep Space, gestore del Planetario, in collaborazione con la scuola di inglese Wall Street English di Lecco. Il primo appuntamento, intitolato “Written in the stars: constellations and myths””, è previsto per lunedì 21 ottobre alle ore 18.45 (durata circa un’ora e un quarto). I relatori saranno Loris Lazzati e Karen Stephen.

Gli altri due appuntamenti sono previsti per lunedì 18 novembre (“Exploring the Solar System”) e lunedì 9 dicembre (“To infinity and beyond”), sempre alle 18.45. Non c’è prenotazione né prevendita, basta presentarsi in biglietteria la sera stessa. Il prezzo, trattandosi di un’iniziativa speciale, è di 6 euro per tutti.
Prima dell’inizio dell’avventura in inglese ci sarà un appuntamento imperdibile venerdì 18, alle ore 21: Gabriele Ghisellini, astronomo dell’osservatorio di Merate, sarà il relatore della serata “La freccia del tempo”, dedicata a uno dei temi più sfuggenti, affascinanti e profondi: perché il tempo è unidirezionale, perché ha quella “velocità”, si può alterare? L’ingresso intero costa 6 euro, il ridotto 4.

Venerdì, 11 Ottobre 2019 08:42

IL MEAB A MATERA PER UNA MOSTRA SUL PANE

Scritto da in Cultura

Convegno "Il senso del pane. Sguardi di antropologia”
Mostra "Esporre il pane. Musei e dialoghi espositivi"
14 ottobre - 17 novembre 2019
Fondazione Sassi di Matera
La Fondazione Sassi, in occasione del Festival "La Terra del Pane", ha organizzato in coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, all’interno della programmazione ufficiale di Matera Capitale della Cultura 2019, due importanti appuntamenti nati in collaborazione con il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo (DICEM) dell'Università degli Studi di Basilicata e con cinque Musei Etnografici italiani.
Il Convegno, dal titolo “Il senso del pane. Sguardi di antropologia”, si terrà presso la Sala Conferenze della Fondazione Sassi. Le riflessioni verteranno sui valori e sui diversi significati intrinsechi del pane, privilegiando un punto di vista antropologico. Seguirà la presentazione e consecutiva inaugurazione della mostra “Il Senso del Pane” a cura di Mario Turci, allestita nei locali ipogei della Fondazione Sassi. L’evento espositivo sul tema in oggetto è stato realizzato da cinque Musei Etnografici provenienti da Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Puglia, Sicilia.
Il Convegno prevede il seguente programma

ore 10.00 Saluto delle autorità e del Presidente della Fondazione
Interventi di
 Ferdinando Mirizzi (Università degli studi della Basilicata)
 Pietro Clemente (Presidente onorario SIMBDEA, Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici)
 Eugenio Imbriani (Università degli studi di Lecce)
 Mario Turci (Università degli studi di Parma)
Coordina Francesco Marano (Università degli studi della Basilicata)
ore 15.00 Presentazione della mostra intitolata “Esporre il pane. Musei e dialoghi espositivi”

interventi di
 Vincenzo Padiglione (Museo Monte Lepini di Roccagorga, Lazio)
 Massimo Pirovano (Museo Etnografico dell’Alta Brianza, Lombardia)
 Rosario Perricone (Museo Pasqualino, Sicilia)
 Antonio Basile (Museo Majorano, Puglia)
 Mario Turci (Museo Ettore Guatelli, Emilia Romagna)
Coordina Ferdinando Mirizzi
ore 17.30 Inaugurazione della mostra intitolata “Il senso del pane”
L'evento si inserisce a pieno titolo nel corollario di appuntamenti organizzati dalla Fondazione Sassi in occasione del Festival "La Terra del Pane" in programma dal 12 al 20 ottobre.
Il Festival mira a valorizzare uno dei temi principali del dossier di Matera Capitale Europea della Cultura 2019: il pane e il grano quali elementi identitari e peculiari della Città dei Sassi.
Il Museo Etnografico dell’Alta Brianza, con sede a Galbiate, all’interno del Parco Monte Barro, proporrà per la mostra un documentario inedito, realizzato con la regia di Massimo Pirovano e le riprese di Giosuè Bolis, intitolato Il cibo di tutti. Etnografie del pane in Lombardia. Il film è articolato in tre capitoli: Pani al museo, sulle rappresentazioni della produzione dei grani e della panificazione nei due musei storico-etnografici di Sant’Angelo Lodigiano e di Valfurva, Pani di famiglia, che parla del lavoro delle famiglie Cattaneo, Ronchetti e Riva, fornai attivi da molti anni nel Lecchese, e Pani migranti, che illustra le storie di diversi pani e delle persone che arrivano in Italia con le rispettive tradizioni alimentari.
Lo spazio della mostra gestito dal MEAB, all’interno dell’ipogeo nei Sassi di Matera, è stato curato da Massimo Pirovano con la collaborazione grafica di Daniela Fioroni. La ricerca e la documentazione fanno parte del progetto Papaveri e pane, cofinanziato dal Parco Monte Barro e da Regione Lombardia, che prevede per i prossimi mesi altri interventi formativi e di divulgazione sul tema del pane. Il documentario Il cibo di tutti. Etnografie del pane in Lombardia ha goduto della collaborazione di diversi enti e associazioni:

A Laorca in un suggestivo anfiteatro naturale si colloca la antica chiesa di San Giovanni ai Morti . Vicino un'altra grotta, in cui i Lecchesi del Medio Evo credevano fosse sepolto San Giovanni Battista e, infatti , per secoli il 24 giugno i fedeli giungevano in pellegrinaggio lassù da tutto il Territorio . San Carlo Borromeo corresse questa impossibile credenza nel 1566 scrivendo del sepolcro di un San Giovanni Eremita . Un'altra visita pastorale ( 1606 ) , invece, parla di " San Giovanni Crisostomo " .

Che san Giovanni fosse quindi, non si sapeva bene ma si credeva fermamente che l'acqua santa della chiesetta avesse poteri miracolosi, soprattutto per le malattie degli occhi. Oggi, suggestione per suggestione, a molti piace collocare in quelle grotte l'ambiente de " La Vergine delle Rocce " di Leonardo. Che, guarda caso, presenta accanto alla Vergine proprio un piccolo e paffuto San Giovanni Battista bambino. Potere di un ambiente magico che ha fatto di queste grotte prima il luogo di antichi culti agrari precristiani, poi in quelli dedicati a San Giovanni e, oggi, l' ambientazione di incanti leonardeschi .

Gian Luigi Dacco'

Mercoledì, 09 Ottobre 2019 13:42

BELLE LETTURE IN BIBLIOTECA

Scritto da in Cultura

Le Belle Letture: la rassegna di letture ad alta voce dedicata alla lingua italiana
Dal 19 ottobre al 30 novembre nelle biblioteche di Casatenovo, Rogeno, Robbiate, Malgrate, Colle Brianza e Bellano

Il Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese, di cui il Comune di Lecco è ente capofila, in collaborazione con le biblioteche di Casatenovo, Rogeno, Robbiate, Malgrate, Colle Brianza e Bellano, organizza e promuove la seconda edizione della rassegna "LE BELLE LETTURE", le letture ad alta voce dedicate alla lingua italiana, che si terranno nelle biblioteche del territorio dal 19 ottobre al 30 novembre a ingresso libero e gratuito.

Il progetto si sviluppa con l’intento di promuovere la pratica della lettura, attività che caratterizza da sempre la mission della rete bibliotecaria del nostro territorio che conta 60 biblioteche associate e che condivide i servizi per rendere i cittadini utenti di un’unica grande biblioteca.

La direzione artistica della rassegna è a cura dell’Associazione Piccoli Idilli di Merate: “LE BELLE LETTURE” è una rassegna di letture interpretate da lettori professionisti che intende, dando seguito alla fortunata esperienza del 2018, rendere omaggio alla lingua e alla letteratura italiana attraverso la realizzazione di 6 incontri in cui si omaggeranno altrettanti autori italiani percorrendo un viaggio tra i tanti generi letterari in cui la nostra lingua è fiorita nei secoli sapendosi trasformare al fianco di tutti coloro che armati di penna, talento, disciplina e passione hanno contribuito alla formazione culturale della nostra civiltà.

Sono stati selezionati testi scritti in lingua italiana, che possano esaltare e promuovere la forza e l’intrepidezza della nostra letteratura e al contempo essere adatti al processo interpretativo della lettura ad alta voce davanti a un pubblico.

I generi letterari selezionati, lontani dall’esaurire le possibilità e le modalità in cui la lingua italiana scritta si è manifestata nei quasi 800 anni della sua storia, rappresentano nelle mani del lettore/interprete le tante possibilità espressive che una serata di letture ad alta voce può offrire al pubblico. Il valore estetico, storico e letterario di un’opera viene accostato, quindi, alla sua potenzialità espressiva nel contesto culturale indicato nel progetto.

Le letture saranno accompagnate da musiche dal vivo o registrate che ne integreranno lo slancio creativo e interpretativo, al fine di condividere con il pubblico un aspetto particolare della nostra letteratura e le possibilità espressive della nostra lingua scritta quando si apre “ad alta voce” ad una dimensione collettiva e comunitaria, uscendo così dall’altrettanto preziosa sfera di fruizione silenziosa, privata fino all’intimità che noi tutti ben conosciamo.

“Anche quest’anno il Sistema Bibliotecario propone in sei biblioteche Le Belle Letture, nell’ambito della programmazione di iniziative volte ad avvicinare nuovo pubblico alle biblioteche - commenta il presidente del Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese Simona Piazza - La promozione della lettura e del libro è uno degli ambiti di impegno e di lavoro del Sistema Bibliotecario, nella convinzione che l’offerta ad ogni tipologia di pubblico di occasioni di incontro sia un elemento qualificante della programmazione culturale del nostro territorio.”

Il calendario delle letture è consultabile sul sito lecco.biblioteche.it dove è anche possibile trovare una bibliografia con spunti di lettura sulla lingua italiana e sugli autori oggetto della rassegna.

Lunedì, 07 Ottobre 2019 08:52

GIORNATE FAI D'AUTUNNO A ESINO LARIO

Scritto da in Cultura

Vi comunico che le prossime GIORNATE FAI di AUTUNNO si terranno nei giorni sabato 12 e domenica 13 ottobre nel Comune di Esino Lario.
Come da un po’ di tempo a questa parte abbiamo scelto, anziché un unico sito, un intero territorio delle nostra provincia con le sue testimonianze storico-socio-culturali. A Esino Lario il programma sarà ricco e variegato, grazie alla preziosa collaborazione di enti e associazioni locali.

Visiteremo:
- Villa Clotilde, oggi sede della locale biblioteca, interessante espressione del fenomeno della villeggiatura che interessò Esino Lario nel primo Novecento. In questa villa è conservato l'Archivio Pietro Pensa, dove sono custoditi importanti fondi storici e documentari nonché preziose pergamene trecentesche. La visita all'archivio Pensa (aperto solo domenica pomeriggio) è riservata ai soli aderenti FAI (previa esibizione di tessera) e fino a esaurimento dei posti disponibili
- Museo delle Grigne. Recentemente rinnovato, si trova nel parco di villa Clotilde e illustra in uno spazio moderno e interattivo interessanti raccolte relative anche ai celebri fossili di Esino e alla rinomata scuola di arazzeria fondata nel primo Novecento dal parroco Rocca.
- Via Crucis dello scultore Michele Vedani, che accompagna il viale della chiesa parrocchiale. È costituita da quindici cappelle con grandi formelle bronzee realizzate tra il 1939 e il 1941. Nel complesso costituisce una notevole e riconosciuta opera non solo per l'artista milanese, che fu anche apprezzato e ironico poeta; ma anche per l'arte di quel periodo.

- Chiesa parrocchiale di S. Vittore e sacrestia. La chiesa parrocchiale di Esino conserva al suo interno un eccezionale capolavoro d'arte e cioè la piccola sacrestia, ornata di grandi armadiature e interamente decorata con stucchi e affreschi di artisti non di secondo piano del contesto artistico milanese del XVII secolo: Carlo Pozzo, Giuseppe Antonio Castelli e Giacomo Scotti. Un gioiello normalmente non visitabile e ancora poco conosciuto (NELLA FOTO).
- Chiesa di S. Pietro in località Ortanella. La piccola chiesa di S. Pietro, ricostruita in forme romaniche nel primo Novecento, costituisce elemento di grande valenza paesaggistica e ambientale per il contesto bucolico e agreste in cui sorge.
 
Durante le giornate sono previsti diversi appuntamenti e iniziative:
- Sabato 12 ottobre alle ore 10:00, presso il Museo delle Grigne, presentazione speciale di Paola Tognini, la geologa e speleologa che ha curato la sezione grotte del museo.
- Sabato 12 ottobre alle ore 15:00  Martina Pensa propone il percorso dei Celti con i bambini.
- Domenica 13 ottobre alle ore 11:30, in programma la visita guidata di Tiziana Rota, autrice del libro su Vedani, alla via Crucis.
- Domenica 13 ottobre alle 15:00 e alle 16:00, lo storico Marco Sampietro introduce ai documenti dell’archivio Pietro Pensa (per soli iscritti FAI e fino a esaurimento dei posti disponibili).
 
Orari di apertura dei beni: sabato e domenica dalle ore 10:00 alle ore 17:00 (per le chiese sono esclusi gli orari in cui vengono celebrate le messe). L'Archivio Pensa sarà visitabile solo domenica pomeriggio alle 15:00 e alle 16:00 solo per aderenti FAI, fino a esaurimento dei posti disponibili. Non sono previste corsie preferenziali per gli aderenti FAI.
 
********************************************************************************
 
“Un borgo che si avvia a diventar città…”
Visita ai resti e ai sotterranei del castello di Lecco
 
L’ intero centro di Lecco conserva e, in molti casi, nasconde i resti del castello in riva al lago, costruito nella prima metà del Trecento da Azzone Visconti, potenziato poi, anche con postazioni cannoniere, dagli Sforza, tra la fine del Quattrocento e il secolo successivo. Al tempo de “I promessi sposi” (1628-1630), il castello era sotto il dominio spagnolo: è citato nella prima pagina del romanzo. Il percorso della visita, condotta dal delegato FAI Luigi Rosci, conduce a luoghi sotterranei, come i cunicoli sotto le mura nelle pertinenze della Biblioteca Civica, o a punti soprelevati di osservazione, come la sommità della Torre Viscontea. Quasi tutti questi luoghi non sono normalmente accessibili. La visita, che dura due ore abbondanti, è programmata per sabato 19 ottobre alle ore 10:00. Ritrovo alle ore 10 nel cortile della Biblioteca in Via Bovara.

È necessario prenotarsi alla segreteria dei Musei Civici di Lecco: 0341.481247 oppure allo 0341.481249. Nel caso in cui le prenotazioni superino il numero di venticinque persone, la visita si ripeterà nel pomeriggio dello stesso giorno, sabato 19 ottobre alle ore 15, sempre partendo dal cortile della Biblioteca Civica.
 
Un caro saluto   
                                                                                      
Delegazione FAI di Lecco
SACRESTIA DI ESINO LARIO
VIA CRUCIS DI MICHELE VEDANI






Domenica, 06 Ottobre 2019 06:50

UN INCONTRO PER GLI STUDENTI LECCHESI

Scritto da in Cultura

L’Italia all’Expo di Dubai per gli studenti del Liceo Manzoni
nel “fuori programma” di Immagimondo
A sostegno della scuola di Assada in Niger

Considerare la cultura come un organismo vivente e, dunque, pensare ad una esposizione, soprattutto se universale come sarà Expo Dubai 2020, quale ‘ambasciatore’ di sapienze fondamentali per l’umanità contemporanea: questa è stata, in estrema sintesi, la riflessione fondante la conferenza “Lecco/Assada: istruzione, culture e identità” che ha visto coinvolti, sabato 28 ottobre, gli studenti delle classi quinte del Liceo Manzoni della nostra città.

L’occasione di incontro, aperta alla cittadinanza e inserita nel “fuori programma” della 22° edizione di Immagimondo, è nata dall’esigenza di Les Cultures di sostenere il progetto educativo della scuola di Assada fondata dall’associazione parecchi anni fa. Sostenere una scuola ad Assada, uno sperduto villaggio in Niger raggiungibile dopo estenuanti ore di trasferimento, ed insegnare il francese ai bambini Tuareg per offrire loro opportunità di connessione con la realtà mondiale, è certamente una sfida - ha affermato Giorgio Redaelli, presidente di Les Cultures e tra i primi promotori del progetto insieme al fotografo Mario Spreafico. Non si tratta di esportare il nostro modello di struttura educativa o di adattarla alle esigenze di una specificità culturale e ambientale, significa piuttosto costruire un’opportunità di condivisione, mettendo tutti nella condizione di conoscere e di comunicare sé e la propria identità.

Proprio da questa iniziale considerazione ha preso le mosse la riflessione di Davide Rampello, invitato ad intervenire al Liceo Manzoni. L’autore del concept del Padiglione Italia di Expo Dubai 2020 ha spiegato che in ogni padiglione di una esposizione universale il fine è quello di mettere in scena un’idea, di creare una struttura che permetta a migliaia di persone di vivere un’esperienza capace, fuori dai luoghi comuni, di trasformarsi in uno spazio di conoscenza dell’identità di un determinato paese. L’esigenza di comunicare - ha sottolineato Rampello - è un tratto distintivo dell’uomo, segno di intelligenza e di conoscenza strettamente connaturato ad un luogo e capace di creare gesti e oggetti unici, in grado di esprimere un modo singolare e autentico di concepire la vita. All’origine dell’identità di ciascuno di noi vi è, pertanto, uno spazio stanziale: la forma e la posizione mediterranea dell’Italia l’hanno resa luogo di mediazione, terra di connessione. Ecco perché una delle immagini presenti nel Padiglione Italia a Dubai sarà quella del giardino, anzi del giardiniere in grado di coltivare le diversità. La nostra identità di italiani si fonda proprio sulla molteplicità del saper fare, sulla varietà continua di paesaggi, sulla scoperta che trasforma il viaggio in un’avventura dalle prospettive mutevoli.

In un tale contesto, dunque, quale valore culturale esprime l’uomo che nella nostra penisola ha abitato nel corso dei secoli? Se c’è un valore che indistintamente ci viene riconosciuto è quello di essere Patria della bellezza, intesa come armonia di bello, buono, vero, giusto. Il percorso ideato e trasformato in immagini attraverso la parola da Davide Rampello ha permesso, ai presenti all’incontro di sabato, di vivere un viaggio in Italia fatto di memoria ed emozione stando seduti nell’Aula Magna del Liceo Manzoni; un cammino costruito attraverso un’altra nostra peculiarità, il sentimento, non inteso come piacere, ma come verità. La bellezza così raccontata e sperimentata non appartiene al mero presente e non accade casualmente, è piuttosto un lavoro paziente, perseguito con consapevolezza, espresso attraverso un saper fare che salva ogni gesto. La bellezza che, siamo convinti, esprimerà il Padiglione Italia a Dubai 2020 non sarà un’immagine levigata destinata al consumo, ma orienterà i visitatori a cercare nel futuro di ciascuno non effimere percezioni, parvenze di realtà, ma verità tolte al tempo e allo spazio per diventare capaci di eternità.

L’esperienza artistica, ha concluso Nicola Villa - autore della incisione che può essere acquistata per sostenere il progetto di Assada contattando Les Cultures (0341284828 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) - è una ricerca che permette di cogliere l’irrisolta tensione della realtà. Per continuare a costruire bellezza dobbiamo probabilmente ritrovare la capacità di immaginare, ma a partire da quella memoria conscia o inconscia che ci deriva dal passato. Immaginare, cioè, è quell’operazione cui obbliga l’opera d’arte del passato, come affermava Winckelmann nella metà del XVIII secolo guardando il Torso del Belvedere oggi ai Musei Vaticani: “Al primo sguardo forse non scorgerai altro che un sasso informe: ma se hai la forza di penetrare nei segreti dell’arte, osservando quest’opera con occhio tranquillo, vi scorgerai un prodigio […]. Se vi sembra inconcepibile che si possa mostrare la forza del pensiero in un’altra parte del corpo, che non sia la testa, imparate qui come la mano d’un artista creatore abbia il potere di spiritualizzare la materia. Mi pare di veder sorgere dal dorso, curvo in profonda riflessione, una testa che con letizia ricorda le sue prodigiose gesta. E mentre una simile testa, piena di maestà e di sapienza, appare al mio sguardo, anche le altre membra mancanti incominciano a formarsi nel mio pensiero”.

È questa la bellezza di cui noi siamo eredi e che salverà l’uomo: non un sasso inerte, ma una pietra levigata dall’uomo, ancorché frammentaria, che porta in se stessa il mondo che la circonda. Non sarà allora solo lo spettatore che guarda l’opera, ma l’opera richiamerà allo spettatore la sua identità e, senza parlare, gli dirà che deve cambiare la sua vita, rendendola più simile all’armonica bellezza di cui è testimone.
 
Laura Polo D’Ambrosio
Docente di Storia dell’Arte del Liceo Manzoni di Lecco

Sabato, 28 Settembre 2019 07:11

A LECCO UNA MOSTRA SUI MACCHIAIOLI

Scritto da in Cultura

"I MACCHIAIOLI. Storia di una rivoluzione d'arte" in mostra a Palazzo delle Paure
Dal 4 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 la mostra dedicata al movimento artistico che ha rivoluzionato la storia della pittura italiana dell'Otto

Da venerdì 4 ottobre a domenica 19 gennaio 2020, Palazzo delle Paure a Lecco ospita una mostra interamente dedicata ai Macchiaioli: l’esposizione di oltre 60 opere, che ripercorrono la "storia di una rivoluzione d'arte", con le vicende del movimento artistico che ha rivoluzionato la pittura italiana dell’Ottocento, attraverso i suoi maggiori esponenti.

La mostra a cura di Simona Bartolena, rappresenta un nuovo capitolo dell’indagine sull’arte del XIX secolo, iniziata lo scorso anno con l’approfondimento dedicato all’arte lombarda, la rassegna curata da Simona Bartolena, prodotta e realizzata ViDi - Visit Different, in collaborazione con il Comune di Lecco e il suo Sistema Museale Urbano Lecchese, presenta autori quali Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Giuseppe Abbati, Silvestro Lega, Vincenzo Cabianca, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani, in grado di analizzare l’evoluzione di questo movimento, fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana.

Ad arricchire la mostra sono in programma una serie di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti.

"Proseguiamo con l'obiettivo dell'amministrazione di proporre grandi mostre atte a promuovere il turismo culturale a Lecco con il filone tematico dedicato all'arte del XIX secolo, inaugurato nel 2018 dalla mostra sull'Ottocento lombardo, grazie all'esposizione dedicata ai Macchiaioli - commenta l'assessore alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza - Palazzo delle Paure farà da cornice alle opere dei maggiori esponenti del movimento artistico nato a Firenze, i visitatori potranno conoscere e apprezzare la storia e l'evoluzione di una corrente che ha saputo rivoluzionare il panorama artistico italiano dell'Ottocento. Non mancheranno - prosegue l'assessore - i momenti di approfondimento sul tema, le visite guidate e le attività didattiche ed esperienziali per studenti e bambini, per coinvolgere sempre di più il visitatore a 360 gradi".

La mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 19, il sabato, la domenica e festivi dalle 10 alle 19, chiusa il lunedì.

L'ingresso alla mostra costa 10 euro (intero), 8 euro (ridotto: ragazzi dai 14 anni ai 18 anni, over 65, gruppi precostituiti di adulti oltre le 15 persone) e 5 euro (ridotto speciale scuole e bambini dai 6 ai 13 anni). è gratuito per i visitatori disabili muniti di certificazione attestante una invalidità superiore al 74%, un accompagnatore visitatore disabile solo in caso di non autosufficienza, giornalisti con tessera in corso di validità, bambini fino ai 5 anni, accompagnatore scolaresche 2 per gruppo, accompagnatore gruppi adulti 1 per gruppo, possessori abbonamenti Musei Lombardia Milano. La biglietteria chiude un'ora prima.

Pagina 2 di 4