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Fase 2 CNA: “Più tavoli all’aperto nelle città italiane
per far ripartire ristorazione e turismo”

“Più tavoli all’aperto nelle città italiane per far ripartire ristorazione e turismo”. A lanciare
l’appello la CNA. “Si tratta di una misura necessaria per far ripartire ristorazione e turismo
nelle piazze e nelle strade delle città, dei borghi e sui lungomare delle città rivierasche –
sottolinea il comunicato della Confederazione - Dare la possibilità di occupare superfici più
ampie significa dare la possibilità ai ristoratori di recuperare coperti, rispettando le misure
interpersonali e ampliando la sensazione di sicurezza per i clienti, allo scopo di far vivere
più serenamente momenti di svago evitando gli assembramenti. Per far vivere ai turisti un
momento di spensieratezza immersi nel cuore delle città, dei vicoli e delle botteghe
storiche, vicino ad un monumento. Oppure, seduti sui tavolini posizionati sugli incantevoli
lungomare delle città rivierasche, per assaporare un tramonto mozzafiato”.

“L’estate alle porte e la bella stagione – prosegue la nota - rappresentano un’occasione
irripetibile, per milioni di italiani, per vincere la paura, per uscire di casa, per viaggiare
sapendo di avere l’opportunità di esorcizzare il virus in sicurezza gustando un piatto
gourmet, un aperitivo, un caffe in grandi spazi all’aperto, nelle piazze, sui lungomare. Un
modo per rilanciare il commercio, la ristorazione e il turismo che, per quest’estate,
potranno contare quasi esclusivamente sulle presenze di turisti italiani, che a loro volta
difficilmente potranno recarsi all’estero.

E’ necessario un motivo in più per far muovere gli
italiani, per riconquistare la voglia di consumare serenamente una pizza, un gelato, un
buon piatto della tradizione culinaria italiana. Un aperitivo sotto il cielo stellato e seduti
nelle più belle piazze d’Italia rappresenta un elemento forte, un pensiero di attenzione
verso chi per mesi non ha potuto vedere amici e parenti. Verso chi è stato costretto –
conclude il comunicato della CNA - a tener chiusa la propria attività e ha bisogno di un
motivo in più per ripartire”.

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 Miele: il clima condiziona la raccolta dell’acacia, nel Varesotto situazione fluida

Stagione parte sottotono in provincia: -20% sulla media secondo le prime stime, dopo un 2019 peggiore di sempre.

Domani la “Giornata delle Api”, “miele italiano è bene strategico e di qualità, importante riconoscerlo in etichetta”

VARESE – Sembra scongiurato il ripetersi di un altro “anno nero” per il miele della provincia di Varese, “ma non c’è affatto da festeggiare: le prime stime, infatti, indicano una flessione per la raccolta dell’acacia di almeno il 20% rispetto alla media, anche se è ancora presto per tracciare ogni bilancio. Stiamo smielando i primi alveari e, quindi, si tratta ancora di dati tendenziali”. E’ Maria Mineo Soldavini, apicoltrice del Varesotto, a tracciare le prime prospettive sulla stagione 2020 in occasione della Giornata delle Api che si festeggia domani (20 maggio) a livello planetario, dopo essere stata istituita dall’Onu nel 2018.

Ciò che emerge, per la provincia prealpina, è un quadro a macchia di leopardo e condizionata ancora una volta dal clima: le gelate tardive, laddove intervenute, hanno avuto ripercussioni negative, e così pure le piogge e i temporali della scorsa settimana hanno anticipato la fine delle fioriture. Va da sé che nei territori dove lo sviluppo vegetativo tende a essere più progressivo (come ad esempio le zone collinari che digradano verso i laghi) la situazione è sensibilmente migliore.

“Un altro anno con il segno meno è, purtroppo, un ulteriore colpo al cuore per un settore che ha pagato duramente l’esito disastroso della stagione 2019, che vide proprio la produzione d’acacia azzerate o ridotte del 90%: dove quest’anno si fanno 10/12 kg di raccolta, lo scorso anno non si superavano i due, e questo solo nei pochi casi più “fortunati” rispetto a un quadro nerissimo. Certo, siamo di fronte a tutt’altro scenario rispetto al 2019 ma non si tratta della svolta attesa, utile a compensare le gravissime perdite subite”.

Va ancora peggio in altre zone d’Italia, la produzione rischia di crollare fino all’80% rispetto alla media. Si tratta delle aree dove la siccità ha colpito più duramente, riducendo le fioriture e stressato le api.

Le difficoltà delle api – sottolinea la Coldiretti - sono un pericolo grave per la biodiversità considerato che sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. 3 colture alimentari su 4 dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni secondo la Fao.

Ora è allerta per quanto riguarda il pericolo di “invasione” di miele straniero: l’anno scorso ne furono importati quasi 25 milioni di chili, con il 40% di provenienza ungherese e oltre il 10% dalla Cina. In altre parole quasi 2 barattoli di miele su tre sono stranieri: “Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica” consiglia Coldiretti Varese attraverso il presidente Fernando Fiori.

Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

In Italia – spiega la Coldiretti – esistono più di 60 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia (che è tra i più diffusi, e con cui si produce anche il Miele Varesino Dop), al millefiori, da quello di arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino.

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Martedì, 19 Maggio 2020 07:48

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Domenica, 19 Aprile 2020 07:37

FLAVIA PERINA E LE MULTE STRAVAGANTI

Riportiamo qui sotto alcuni interventi pubblicati  su Facebook dalla giornalista Flavia Perina, collaboratrice de Il Fatto Quotidiano, su alcune multe comminate in questo periodo di lockdown ad alcuni cittadini per violazioni del Decreto Ministeriale che ci costringe tutti a casa.
Bisogna dire in verità che, anche per quella che è la nostra esperienza, alcune pattuglie si sono comportate in modo intelligente, utilizzando la persuasione per rimandare a casa chi fosse uscito "senza valido motivo di urgenza", e altre invece non ci hanno pensato molto a sfoderare il blocchetto delle multe e a punire chi magari aveva già grossi problemi di economia, salute, o era preoccupato per i propri cari.
La rigidità dogmatica ( soprattutto in un periodo di forti tensioni come questo) non porta mai a grandi risultati.
Laciamo a parola alla interessante rubrichetta di Flavia Perina.

Rubrica Multe/10. Il record della crudeltà va alla multa di euro 533 comminata alla famiglia X di Grosseto in viaggio verso Pisa per portare la figlia a un controllo oncologico dopo un trapianto di midollo osseo. La compresenza di padre, madre, figlia e fratellino sulla stessa auto è stata giudicata non conforme: bastava un genitore. Obiezione del padre: mia moglie è neopatentata, da sola non poteva andare; mia figlia voleva la mamma con se'; il figlio piccolo non sapevamo a chi lasciarlo. La pattuglia in località Romito, via Aurelia, non si è commossa, la legge è legge. Il multato è un operaio cassintegrato. Questo mese ha percepito 599 euro, l'equivalente della multa. (Fonte: tutti i giornali della Toscana). (Upgrade: la multa è stata sospesa oggi, immagino per vergogna).

Rubrica Multe/9. In data 13/4 l'operaio edile Costantino fu sorpreso a bordo di autobus in via Cassia "con birre al seguito senza giustificato motivo di necessità, urgenza e/o salute". Fu multato per quattrocento euro. Gli fu richiesto se aveva niente da dichiarare, egli rispose: "nulla". (Fonte: segnalazione di amica. In allegato il verbale).

Rubrica Multe/8. "Dottoressa buongiorno, alla rubrica multe può aggiungere la mia. Sono un medico di Giugliano (Campania) che frequenta il corso di formazione specifica in medicina generale. Il 24 marzo mattina smonto da un turno di guardia medica. Abito in aperta campagna dove nel raggio di 2 km non esiste nessuna abitazione se non la mia. Passa una volante, quella mattina sono senza documenti, non credono al fatto che io sia medico, oltre al verbale mi viene dato addirittura l'isolamento obbligatorio per 15 giorni. Risultato: perdo 5 turni di guardia medica e il pomeriggio non posso coprire un collega di medicina generale che si era ammalato. Oltre ai turni di guardia medica quindi devo trovare pure un sostituto per il collega malato, perdendo ovviamente anche i soldi della sostituzione. Ero senza documenti perché stavo sotto casa, non a 1 km, non a 500 metri, la mia casa era lì, bastava aspettare 30 secondi che salissi sopra a prenderli". La notizia viene fatta filtrare sui media col titolo: Runner che si professa medico viene multato". (Fonte: segnalazione del multato, Giuseppe Capuano).
 

Rubrica Multe/7. Il dipendente Ipercoop Roberto Savio di Cesena, 59 anni, alle 18.30 del 4 aprile tornava dal lavoro in bicicletta, ancora in divisa Ipercoop, percorrendo la ciclabile che porta a casa sua in via Bellaria. Fu fermato in quanto la ciclabile attraversa il Parco Novello, e il parco è vietato. Opinò: è la strada più corta, il parco non è transennato, pensavo si potesse. Fu comunque multato per euro 400. (Fonte: Corriere Romagna).

Rubrica Multe/ 6. La signora Roberta deve andare in farmacia, quella dove va sempre. Ella abita proprio al limite di Pescia Fiorentina e la farmacia più vicina, a 5 km da casa, è la Farmacia Mazzoni di Pescia Romana. Va, fa i suoi acquisti, torna, viene sorpresa sulla piazza del paese dai carabinieri che la multano (euro 280) per aver attraversato il confine comunale: ella, dicono, per rispettare l'ordinanza avrebbe dovuto recarsi alla farmacia di Capalbio Scalo situata a 15 km di distanza. (Fonte: Roberta Filippini, in allegato verbale).

Multe/5. La Guardia di Finanza carica sul suo elicottero gli inviati di Barbara D'Urso per filmare l'inseguimento dei multati. (Fonte: Pomeriggio 5. Mettere l'audio, memorabile).

Rubrica Multe/4. "L’8 di aprile abbiamo avuto la necessità di acquistare detergenti, guanti, mascherine e amuchina, presso l’Ipersoap di via Merano (Genova) perché il supermercato più vicino da giorni ne era sprovvisto. Prima di uscire mio marito ha telefonato al comando della Polizia municipale: ha detto il luogo dove abitiamo, dove volevamo andare, se potevamo andarci con lo scooter. La persona che ha risposto, ci ha comunicato che era uno spostamento consentito. Siamo arrivati in via Merano e siamo stati fermati da una pattuglia della Polizia locale. Secondo l’agente che ci ha elevato la sanzione, eravamo fuorilegge. Nel verbale, è scritto che non abbiamo rispettato l'"ordinanza riguardante la limitazione di zona e circoscrizione”. Risultato: 533,33 euro di sanzione per me, altri 533,33 euro di sanzione per mio marito Maurizio. Oltre mille euro. Mille e più euro per essere andati a far la spesa sotto casa". Stradario alla mano, tra l'abitazione della coppia e l’Ipersoap ci sono 800 metri, ma poichè cambia il Municipio lo spostamento è stato considerato illegale. (Fonte: La Voce di Genova)

Rubrica Multe/3. Va bene uscire di casa per fare la spesa, ma a patto di acquistare almeno otto prodotti. Il Comune di Erba ha introdotto il nuovo limite, contenuto in un'ordinanza firmata dal sindaco Veronica Airoldi, per mettere un freno alle passeggiate con la scusa di comprare il dentifricio o il sale che era finito in casa. Adesso i vigili di fronte alla giustificazione che si è usciti per fare la spesa potranno controllare la borsa e nel caso all'interno vi siano meno di otto prodotti scatteranno sanzioni che variano da un minimo di 400 a un massimo di 3mila euro. (Fonte: Il Giorno - Como)

Rubrica Multe/2. Un giovane studente di percussioni del Conservatorio raggiunge il suo studio, vicino a casa, dove può esercitarsi (esami da sostenere quest'anno) e dove può collegarsi per lezioni on line. Lo studio è al secondo piano di una scuola di musica comunale, tutto è in regola perché lo studente possiede le chiavi ed ha autorizzazione all'accesso e responsabilità di custodia del luogo (ricordo che i percussionisti hanno bisogno di uno studio attrezzato con diversi strumenti, nemmeno i professionisti solitamente ne possiedono uno completo a casa). Arrivano le forze dell'ordine, salgono al secondo piano, lo accompagnano fuori. "Che facevi lì?" "Studiavo" "Ma dove abiti?" "Lì" (indica). Viene misurata la distanza con telemetro, 260 metri. Violato il decreto, multa salata. "E se lo rifai ancora, processo penale!". (Fonte:Massimo Coco, insegnante Conservatorio Cherubini - Firenze).

Rubrica Multe/1. Buonasera, sono la Dottoressa Anna D'Angelillo, medico in formazione specialistica presso il reparto di malattie infettive del Policlinico Gemelli, quotidianamente impegnata nell'assistenza ai pazienti affetti da Covid-19.
Accortami che la macchina non partiva ho pensato di approfittare di un giorno non lavorativo per recuperare dei cavi da un mio collega e far ripartire la macchina.
Sono stata aiutata dalla guardia di finanza per mettere in moto l'auto, per poi essere multata 150 metri dopo dalla polizia nonostante abbia cercato più volte di chiarire la situazione.
Questi 533 euro li scaleró dalla mia busta paga, già ridicola di fronte agli straordinari, ai rischi e e ai sacrifici di questi mesi.
(Fonte: Filippo Calcagni. In allegato il verbale)

 

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Coronavirus, via libera alla manutenzione del bosco

Ok anche a cura verde e vendita al dettaglio di fiori

Ripartono anche in Lombardia le attività di silvicoltura e manutenzione delle aree forestali, insieme alla cura del verde nelle città. È quanto afferma la Coldiretti regionale commentando positivamente gli effetti del Decreto del presidente del Consiglio sulle riaperture di alcune attività a partire dal 14 aprile.

Il lavoro di pulizia nei boschi - sottolinea la Coldiretti regionale - è determinante per l’ambiente e la sicurezza della popolazione in una regione come la Lombardia dove la superficie forestale ricopre il 26% del territorio per un totale di oltre 600 mila ettari. Un patrimonio che va salvaguardato dal pericolo incendi. La corretta manutenzione delle foreste – precisa la Coldiretti - aiuta infatti a tenere pulito il bosco e ad evitare il rapido propagarsi delle fiamme.

Con l’arrivo della bella stagione ed il diffondersi di pollini – continua la Coldiretti regionale - è importante anche il via libera ai lavori di cura del verde in città per cercare di prevenire il dilagare di allergie da polline e più avanti delle “temute” graminacee, ma anche per scongiurare i gravi pericoli determinati dalla caduta di alberi e rami favoriti dall’incuria. Altro aspetto – continua la Coldiretti - è quello della necessaria difesa delle piante dall’aggressività di patogeni introdotti negli anni da diverse parti del mondo, che vanno affrontati adeguatamente per garantire la sicurezza delle piante e la bellezza dei centri urbani. Si tratta dunque - sostiene la Coldiretti – di lavori non derogabili che vanno affidati a professionisti del settore nel rispetto di tutte le precauzioni necessarie a contenere il contagio da Coronavirus.

Positivo infine il chiarimento della Regione – conclude la Coldiretti – che permette, anche sul territorio lombardo a partire dal 14 aprile, la vendita al dettaglio di fiori, piante e altri prodotti florovivaistici per coloro che svolgono attività agricola nel rispetto delle norme di sicurezza. Una misura che si somma alla possibilità di vendita a domicilio e che va in soccorso di un settore che, a causa dell’emergenza coronavirus, ha già dovuto distruggere milioni di fiori e piante rimaste invendute proprio nei mesi in cui la maggioranza delle imprese realizza tra il 50% e il 70% del fatturato annuale.

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Domenica, 29 Marzo 2020 07:48

POLEMICHE SUL VIA ALLA MOBILITA' DOCENTI

Mobilità scuola: docenti, al via la presentazione delle domande

Da sabato 28 marzo è data la possibilità ai docenti di presentare le domande di mobilità territoriale e professionale con queste tempistiche.

Sul sito nazionale abbiamo aperto una sezione speciale dove sono raccolti i riferimenti normativi (OM 182/20 e OM 183/20) e contrattuali (CCNI 2019-2022), i modelli di autocertificazione ed una scheda di sintesi per la presentazione delle domande.

Sul sito del Ministero dell’Istruzione è disponibile una nuova area dedicata alla mobilità 2020/2021 nella quale sono disponibili la modulistica e i bollettini ufficiali.

Prendiamo atto che, come per altre scelte in questo ultimo periodo, si è preferito da parte della Ministra perseguire la via burocratica e amministrativa a quella del dialogo e dell’ascolto.

In ogni caso, pur nelle difficoltà, la FLC CGIL garantirà, attraverso il lavoro incessante delle sedi territoriali, il necessario supporto a docenti, ATA e personale educativo che vorranno presentare la domanda.

FLC SCUOLA

MOlto critico invece l'intervento dello SNALS, che sottolinea che non e' il momento adatto per questa procedura che coinvolge migliaia di insegnanti

LA MINISTRA DELL'ISTRUZIONE AVVIA LA MOBILITÀ DEL PERSONALE DELLA SCUOLA NEL MOMENTO PIÙ GRAVE DELL’EMERGENZA SANITARIA.
CI RIVOLGEREMO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

Oggi la Ministra dell'Istruzione, incurante delle proteste e delle opportune osservazioni dei sindacati, ha avviato la procedura di presentazione delle istanze di mobilità costringendo gli uffici amministrativi e i sindacati ad operare in difficili condizioni, con evidenti rischi di ulteriore diffusione della pandemia da Covid-19.

Lo SNALS-CONFSAL, a questo punto, rivolge un appello ai massimi vertici dello Stato affinché blocchino con urgenza la procedura avviata che, pur essendo normata dal relativo contratto, modifica in maniera disinvolta le regole, introducendo blocchi pluriennali selettivi alla mobilità con il rischio di generare solo un contenzioso infinito tra il personale e l’Amministrazione. L’esito di tale modo di procedere sarà solo un ulteriore ritardo del regolare avvio del prossimo anno scolastico.

Esigiamo che i vertici dell’Amministrazione scolastica adottino provvedimenti coerenti con le decisioni del Governo e condivisi con i rappresentanti dei lavoratori, fuori da logiche unilaterali dannose non solo per la comunità educante, ma anche per tutta la comunità nazionale. Come avevamo richiesto, occorre una moratoria generalizzata per tutte le scadenze ordinarie che riguardano il sistema di istruzione con soluzioni in grado di rispondere anche alle mutate esigenze professionali nel periodo dell’emergenza sanitaria.

Nel frattempo è assolutamente necessario disporre almeno una proroga a fine maggio per la scadenza del termine di presentazione delle istanze di mobilità. In tal modo, con il ritorno ad una sia pur limitata normalità, si potrebbero riavviare le normali relazioni sindacali per la definizione di soluzioni complessive ai vari problemi generati dall’emergenza sanitaria. Ci adopereremo affinché la scuola possa risollevarsi dalla drammatica condizione che sta vivendo con rinnovata vitalità!

Ci rivolgeremo, quindi, al Parlamento, al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri, affinché intervengano con urgenza per scongiurare i rischi che potrebbero derivare da decisioni disinvolte oltre che irrispettose dei diritti dei lavoratori.
Il Segretario Generale SNALS
(Elvira Serafini)

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