Amministratore

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Villa Monastero a Varenna si prepara a inaugurare la nuova stagione con due giornate speciali in occasione di San Valentino e del Carnevale.

Domenica 16 febbraio alle 14.00 e alle 15.00 la Provincia di Lecco organizza due visite a tema alla scoperta della Casa Museo, durante le quali verrà illustrata la vita delle coppie che hanno abitato la Villa.

I visitatori che acquisteranno il biglietto per la Casa Museo potranno partecipare alle visite e proseguire poi in autonomia alla scoperta del Giardino botanico. Non è richiesta la prenotazione.

Sabato 22 febbraio la Villa aprirà eccezionalmente in occasione del tradizionale appuntamento del Carnevale a Villa Monastero, organizzato dalla Provincia di Lecco e dal Comune di Varenna con la collaborazione della Pro Varenna.

Alle 14.30 la sfilata delle maschere, accompagnata dalla banda, partirà da piazza San Giorgio verso il Giardino botanico di Villa Monastero, dove i bambini avranno la possibilità di partecipare a un laboratorio per la realizzazione di una simpatica candela “Arlecchino”, che potranno poi portare a casa come ricordo della giornata.


Il pomeriggio si concluderà in allegria con una merenda a base di chiacchiere e cioccolata calda, offerta dalla Pro Varenna.

L’ingresso al Giardino sarà libero, mentre per la visita alla Casa Museo sarà richiesto un biglietto di 3.00 euro.
 

A febbraio il Giardino botanico e la Casa Museo sono aperti tutte le domeniche dalle 10.30 alle 16.30.


Per informazioni: www.villamonastero.eu, www.facebook.com/villamonasterolc, www.instagram.com/villamonastero.

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Giovedì, 06 Febbraio 2020 08:19

ROBOT ASTRO NAO AL PLANETARIO

Un robot, un maialino spaziale e i bambini. Un mix esplosivo di tenerezza e tecnologia. Il Planetario ha ospitato un esperimento innovativo: la proiezione del Sabato dei bambini con un protagonista d’eccezione. Accanto all’ormai famoso Gruby, porcellino spaziale beniamino dei piccoli, è entrato in scena Nao, il robot programmato da un team di ragazzi del liceo Grassi che parteciperà il prossimo 10 febbraio alla semifinale del Nao Challenge, il concorso nazionale di robotica per le scuole superiori che vede protagonista proprio il simpatico automa.
Il debutto è stato un successone, con un doppio tutto esaurito al Planetario, l’entusiasmo incantato dei bambini e il robottino che ha mostrato le sue sorprendenti capacità anche dopo essere stato messo a dura prova dalla lunga permanenza su Marte.

Il team, coordinato dalla docente Patrizia Pronesti, alle semifinali del concorso a Milano presenterà quindi alla giuria AstroNAO e dovrà superare una serie di prove.
Il filmato di presentazione e l’attività del gruppo, composto da Parham, Alessandro, Giorgio, Matteo, Michelangelo e DanieleXXX XXX, possono essere seguiti sulla pagina Facebook (AstroNAO) e su Instagram (astro_nao).

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Giovedì, 30 Gennaio 2020 08:33

Massimo Cacciari a Lecco

in Cultura

Massimo Cacciari a Lecco, nello Spazio Teatro Invito, su organizzazione della libreria Parole nel tempo di Franco Minonzio e Rita Russo.

Il filosofo veneto ha presentato mercoledi 29 il libro "Elogio del diritto" scritto a quattro mani con Natalino Irti (editore La Nave di Teseo). Durante l'evento ha dialogato con lui il professor Franco Minonzio della libreria Parole nel tempo.


Il saggio di Cacciari

Elogio del diritto è un saggio denso e affascinante, che ricostruisce in modo esemplare e nitido la nascita nell’antica Grecia di un'idea di diritto illuminato da Dike e svincolato da norme e leggi della città, ma capace di non ridurle al servizio del potere costituito. All'indomani della seconda guerra mondiale, il filologo e classicista di fama mondiale Werner Jaeger si interroga su come l'Occidente può ritrovare un equilibrio fra giustizia e norma, fra ideale e contingenza.

Fra la "nuova dea" Dike, la Giustizia, e l'artificiale Nomos, la Legge: è questo forse il nodo fondamentale del diritto, sia antico che moderno. A oltre settant'anni dalla prima pubblicazione del celebre saggio di Jaeger, Natalino Irti e Massimo Cacciari riprendono le fila di un discorso ancora di straordinaria attualità, ragionando su una giustizia che deve trovare il modo di tradursi nella concretezza di misure effettive, e su una legge che non può reggersi esclusivamente su un'imperatività priva di passioni.

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Martedì, 10 Dicembre 2019 08:55

LA CGIL SULLA FONDAZIONE SACRA FAMIGLIA

FP CGIL Fondazione Istituto Sacra Famiglia
FONDAZIONE SACRA FAMIGLIA: BASTA CON I SACRIFICI PER IL PERSONALE!

Sta per scadere l’accordo di crisi, siglato tre anni fa con la Fondazione Sacra Famiglia, che ha tolto alle lavoratrici e ai lavoratori 4 festività e ridotto i premi di produzione, per citare alcuni sacrifici sostenuti.
Ora la Fondazione, dietro a giustificazioni di sostenibilità e al mancato raggiungimento dei propri obiettivi, comunica che intende passare anche i restanti 800 dipendenti circa (sui complessivi 1600) al contratto nazionale Uneba, invece che mantenere loro quello della sanità privata Aris. In sintesi: Sacra Famiglia vuole tagliare ancora sul costo del lavoro.

Dai conti forniti nel 2016 dalla stessa Fondazione sui risparmi nel passaggio dal contratto Aris a quello Uneba si evince quanto abbia pesato su lavoratrici e lavoratori l’operazione economica messa in atto: il risparmio, riferito al 2015, di oltre 2 milioni e 100 mila euro, è fatto dalla cancellazione di alcuni istituti contrattuali come indennità di turno, maggiorazioni festive e notturne, orario di lavoro indennità di malattia, ecc. Sicuramente quel valore potrebbe essere in parte sceso anche per via di dimissioni e pensionamenti.

Ma, pure restando molto larghi, potremmo stimare che Sacra Famiglia potrebbe risparmiare dal 2020 1.500.000,00 annui se a tutti i dipendenti venisse applicato il ccnl Uneba.
Fondazione sostiene di garantire il mantenimento dei valori tabellari, scordando che a farlo è invece la legge.
Ma l’ente scorda anche di dirla tutta, e cioè che siccome il tabellare Aris è più alto, vuole riassorbire, fino al 2023, tutti i futuri aumenti contrattuali che dovessero intervenire per il personale ARIS che passa all’Uneba. Aggiungendo così al danno la beffa! Dopo 13 anni di fermo, lavoratrici e lavoratori della sanità privata avranno a breve il rinnovo del contratto mentre agli 800 dipendenti della fondazione se venisse cambiato il contratto si vedrebbero negato anche questo rinnovo! E questa operazione quali altri risparmi produrrebbe?

Abbiamo provato a fare due conti sul periodo del Piano Strategico 2020-2023 presentato dalla Fondazione, fermandoci al 2023. Ipotizzando 90 euro medi di aumento mensile per dipendente Aris, moltiplicandoli per 13 mensilità, per 4 anni, per circa 800 dipendenti, il valore economico è di 3.744.000,00.
Quindi 1.500.000,00 x 4 anni = 6.000.000,00 + 3.744.000,00= 9.744.000,00 di risparmi!

Senza calcolare i risparmi di Fondazione su: maternità obbligatoria all’80% invece che al 100% (questo vale soprattutto per i lavoratori Uneba), il trattamento economico di malattia di maggior favore del contratto integrativo aziendale, il mancato scatto di anzianità se fosse applicato agli Aris l’Uneba (per effetto della riassorbibilità di tutti gli aumenti economici fino al 2023), il mancato pagamento della malattia del bambino, i 5 giorni di permesso di congedo per lutto, ecc.

Ancora, gli importi della produttività (per difetto) proposti da Fondazione sono di circa 880.000,00 euro complessivi in 4 anni (100.000 euro per il 2020, 180.000 nel 2021, 300.000 nel 2022 e nel 2023, sempre che gli andamenti del settore socio sanitario lo consentano), quando nel 2016 proponevano 400.000 euro all’anno!
E invece i lavoratori, quanto ci rimettono? 12.000 euro in 4 anni, ovvero circa 3.000,00 euro all’anno usando la media del pollo.
A fronte di una ridistribuzione della produttività di poco più di 880.000,00 euro in 4 anni per 1600 dipendenti. Tradotto: 137 euro all’anno a testa, ovviamente variabili perché bisogna raggiungere il risultato.
Quindi Sacra Famiglia risparmia in 4 anni 9.744.000,.00 euro e ne distribuisce unicamente 880.000,00. Guadagnandoci 8.864.000,00 euro. Alla Faccia della valorizzazione del capitale umano! Sul personale riducono i costi e vogliono toglier loro anche la pelle. Noi ci opporremo a questo scempio, con il conflitto sindacale e con la tutela legale.

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Una visita guidata con la curatrice Simona Bartolena e attività gratuite per famiglie
Sarà visitabile durante le festività e resterà allestita fino al 19 gennaio a Palazzo delle Paure, la mostra, prodotta e realizzata da ViDi - Visit Different in collaborazione con il Comune di Lecco, Sistema Museale Urbano Lecchese, interamente dedicata ai Macchiaioli.

80 le opere che ripercorrono la "storia di una rivoluzione d'arte", con le vicende del movimento artistico che ha rivoluzionato la pittura italiana dell’Ottocento, attraverso i suoi maggiori esponenti.

Per apprezzare ancora di più i temi e i contenuti della mostra venerdì 27 dicembre alle 15.30 è in programma una visita guidata che sarà condotta dalla curatrice della mostra Simona Bartolena.

Partendo dalle opere di Serafino de Tivoli e di Filippo Palizzi, precursori della rivoluzione macchiaiola, la visita si soffermerà sui lavori giovanili di Silvestro Lega, dallo stile ancora purista, per giungere alle espressioni più mature della Macchia, con Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani, Cristiano Banti. Questi ultimi si allontanano definitivamente dalla tradizionale pittura di paesaggio italiana, ma anche dalla lezione della scuola francese di Barbizon, particolarmente incline a indugiare in tendenze formalmente raffinate e legate al romanticismo. Il loro approccio sarà quindi più asciutto e severo, volto a cogliere impressioni immediate dal vero. Non mancherà un momento di confronto sui dipinti a soggetto risorgimentale, con i soldati di Giovanni Fattori e sull'eredità della pittura dei Macchiaioli.

La partecipazione alla visita è su prenotazione (minimo 15 massimo 30 persone) al costo di 20 euro, le prenotazioni si chiuderanno venerdì 20 dicembre.

La mostra sul grande movimento artistico del XIX secolo coinvolgerà anche i più piccoli e le loro famiglie che, domenica 15 dicembre e domenica 12 gennaio dalle 11 alle 12, potranno partecipare a "Esplosioni di Macchie", le visite guidate ad hoc alla scoperta della pittura con laboratori didattici in cui i piccoli visitatori si divertiranno a rielaborare con la loro creatività alcuni dei paesaggi e delle marine esposti in mostra. Sulle riproduzioni di queste opere i bambini dovranno colorare utilizzando le macchie di colore proprio come facevano i Macchiaioli.

Sul tema dell'evoluzione e dell'eredità della pittura macchiaiola Simona Bartolena incentrerà anche l'ultima conferenza di approfondimento sulla Pittura di Macchia, che si terrà Giovedì 12 dicembre, alle ore 21.00, ad ingresso libero, a Palazzo delle Paure. In questa occasione interverrà anche Barbara Cattaneo, che presenterà l'opera "Soldati in attesa" (1890 circa) di Ruggero Panerai, allievo di Giovanni Fattori, recentemente donata al Sistema Museale Urbano lecchese ed esposta nella Galleria d'Arte Moderna a Villa Manzoni.

La partecipazione alla visita è su prenotazione (massimo 30 partecipanti) con il biglietto della mostra che include le attività didattiche gratuite, l'età consigliata è dai 5 agli 11 anni.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 19, il sabato, la domenica e festivi dalle 10 alle 19, chiusa il lunedì. L'ingresso alla mostra costa 10 euro (intero), 8 euro (ridotto: ragazzi dai 14 anni ai 18 anni, over 65, gruppi precostituiti di adulti oltre le 15 persone) e 5 euro (ridotto speciale scuole e bambini dai 6 ai 13 anni). è gratuito per i visitatori disabili muniti di certificazione attestante una invalidità superiore al 74%, un accompagnatore visitatore disabile solo in caso di non autosufficienza, giornalisti con tessera in corso di validità, bambini fino ai 5 anni, accompagnatore scolaresche 2 per gruppo, accompagnatore gruppi adulti 1 per gruppo, possessori abbonamenti Musei Lombardia Milano. La biglietteria chiude un'ora prima.

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Venerdì, 29 Novembre 2019 08:32

LE DONNE DEL PD ELABORANO DELLE PROPOSTE

I NOSTRI PRIMI SPUNTI

• La Conferenza delle Donne Democratiche deve impegnarsi a:
- incentivare la partecipazione delle donne alla vita politica, in particolare del Partito Democratico, portando il punto di vista femminile nelle modalità di lavoro, che ora vedono metodi e tempi troppo spesso coniugati al maschile;

- rafforzare il percorso di garanzia della rappresentanza di genere negli organismi di partito e nelle istituzioni;
- sensibilizzare circa la complementarietà del punto di vista femminile e di quello maschile, anche al fine dell’elaborazione della proposta politica;
- stimolare momenti di confronto aperti a tutti sui temi che riguardano le pari opportunità, le politiche di genere e il contrasto alla violenza di genere;
- incrementare le politiche relative a lavoro e welfare che garantiscano alle donne autonomia e pari opportunità

• Priorità:
- organizzare incontri dedicati all’ascolto delle realtà e associazioni che sul territorio si occupano di pari opportunità, politiche di genere e contrasto alla violenza di genere;
- promuovere e sostenere le buone pratiche già in atto sui territori, in particolare laddove prevedano progetti di rete e sinergia tra Enti, associazioni e istituzioni, anche al fine di monitorare e raccordare eventuali forme di finanziamento sovra-comunali, regionali, nazionali ed europee;

- lavoro: è la chiave per superare numerose criticità. Una donna che lavora, tra le altre cose, fa girare l’economia e dunque è un valore aggiunto per tutta la società; è maggiormente autonoma e ha maggiore capacità di autodeterminarsi; ha la possibilità di riconoscersi come individuo attivo nella comunità; ha maggiori possibilità di sostenere la propria autostima in condizioni di fragilità; ha possibilità di integrarsi evitando pericolosi isolamenti che la possono portare ad accettare contesti affettivi e relazionali maltrattanti; sviluppa maggior capacità di affrontare i compiti genitoriali in un’ottica paritetica.
Sono da sviluppare in particolare le questioni riguardanti la parità di salario, le politiche di conciliazione, il sostegno alla maternità, l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza.

I tempi di vita delle donne devono conciliare lavoro, studio, famiglia, casa e non di rado cura degli anziani, portandole spesso a rinunciare ad altri impegni (tra cui la politica).
Il dato sulle dimissioni è inquietante. Secondo i dati forniti dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nell’anno 2018 le dimissioni di lavoratrici madri e lavoratori padri sono state pari a n. 47.410 (n. 38.750 nel 2017), di cui n. 45.900 dimissioni volontarie.

La Lombardia è in testa con un numero altissimo di convalide, ben 10.727 (n. 9.781 nel 2017). Troppe, se si considera che la Lombardia dovrebbe garantire una delle reti di welfare e supporto tra le più sviluppate in Italia.
Anche il tema della maggiore flessibilità oraria e/o turistica sul posto di lavoro, che in alcune fasi potrebbe facilitare l’organizzazione della vita delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri, spesso è ancora di complessa attuazione e richiede un’azione di sensibilizzazione sinergica di istituzioni, associazioni sindacali e associazioni datoriali;

- vigilare sullo stato di attuazione della legge 194, e mettere in campo azioni concrete al fine di garantirne la piena attuazione su tutto il territorio nazionale;
- contrastare la violenza di genere a partire dall’introduzione dell’educazione di genere nelle scuole di ogni ordine e grado, intesa non come materia scolastica, ma come capacità di trasmettere alle nuove generazioni il valore delle differenze ed il superamento dei pregiudizi e degli stereotipi, nonché come capacità di educare da subito alla reciprocità e non all’esercizio di una qualunque forma di potere nelle relazioni interpersonali. Stimolare la costituzione, laddove non ancora presente, del servizio pubblico rivolto agli uomini maltrattanti, al fine di prevenire azioni criminose più devastanti.

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Il tema selvatici arriva nella capitale: le imprese agricole del territorio oggi a Roma                                                         

Cinghiali: a Como-Lecco campi devastati ogni giorno, ed è allarme incidenti sulle strade

Si è conclusa la più grande manifestazione mai realizzata in piazza Montecitorio contro l’invasione

degli animali selvatici, a cui hanno partecipato anche gli agricoltori e gli allevatori delle due province lariane

COMO-LECCO – Nelle province di Como e Lecco, le devastazioni di cinghiali e selvatici nei campi sono quotidiane, con un bollettino-danni che di giorno in giorno assume dimensioni sempre più preoccupanti. Un problema che si trasferisce anche sulle nostre strade, dove il rischio di incidenti provocati da questi animali è elevato, con rischi evidenti per gli automobilisti. È quanto evidenzia la Coldiretti lariana in occasione della più grande manifestazione mai realizzata prima in piazza Montecitorio a Roma contro l’invasione degli animali selvatici, a cui hanno partecipato anche gli agricoltori e gli allevatori della Lombardia insieme a rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Binago Alberto Pagani, che è allo stesso tempo imprenditore agricolo.

“Un’emergenza territoriale e nazionale – evidenzia il presidente Fortunato Trezzi - che non coinvolge più solo le aree rurali ma è un problema anche per i centri urbani, dove capita sempre più spesso di incontrare i cinghiali che attraversano le strade mettendo a rischio la sicurezza delle persone. In Lombardia, ad esempio solo nel 2018 si sono verificati 180 schianti a causa di questi animali. Non stupisce quindi che, secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, 3 italiani su 4 considerano la fauna selvatica un pericolo per la circolazione. I danni alle imprese sono ingentissimi, pari a 350 mila euro già lo scorso anno a Como-Lecco. E quest’anno temo saranno ancora maggiori”.
                                                                                                                           

In prima linea contro l’invasione dei cinghiali ci sono gli agricoltori che ogni giorno subiscono danni alle coltivazioni per somme ingentissime. Come Angelo Crispi, che a Piano Porlezza vive il dramma di incursioni quotidiane, con cinghiali e selvatici che ormai entrano nei campi indisturbati, addirittura a pochi metri dalle vacche che tentano di pascolare: “Il risultato? Fieno inservibile e danni che per la nostra impresa superano, ogni anno, i ventimila euro. Quest’anno è un disastro, il bilancio sarà ancora più grave. E, con l’arrivo dell’autunno, siamo entrati in una fase di riacutizzazione del problema ancora più marcata”.

Il problema della fauna selvatica ha assunto dimensioni preoccupanti nel giro di poco tempo anche nel paese retto dal sindaco Pagani, Binago. E il primo cittadino è ragionevolmente preoccupato: “In particolare negli ultimi tre anni le invasioni si sono moltiplicate, così come gli incidenti stradali. E così pure nei territori dei comuni vicini. Si tratta di un problema estremamente grave su più fronti: quello dei danni economici alle imprese, quello della sicurezza pubblica che va assicurata ai cittadini e, non ultimo, quello sanitario, spesso sottovalutato. Ma cosa succederebbe, ad esempio, se la peste suina che già ha colpito il Belgio si diffondesse nelle nostre zone, propagata da questi animali ormai fuori controllo?”

A livello imprenditoriale, invece, i danni diretti dell’ultimo biennio subiti dall’azienda agricola di Pagani ammontano almeno a 30 mila euro per mancati raccolti: “Produco mais, patate e soia. Tutto rovinato. Ho perso già lo scorso anno oltre 150 quintali di patate che i cinghiali hanno rivoltato, rendendole inutilizzabili e non commercializzabili. Le perdite di raccolto per quanto riguarda il mais hanno subito una crescita esponenziale negli ultimi anni e, senza un adeguato intervento, sarà sempre peggio: anche i prati diventano cambi di battaglia, con invasioni non più circoscritte o localizzabili, ma con vere e proprie azioni di rivoltamento massiccio e diffuso. Stiamo parlando di prati stabili e campi di mais: la base per ogni impresa che alleva e deve alimentare i propri animali, in un comprensorio dove la zootecnia è motore economico dell’agricoltura”.

Un bollettino di guerra, insomma, che si rincorre dalla Bassa alle Alpi, dalla Brianza all’Alto Lago passando per le riviere dei due rami del Lario: la gamma delle colture sotto attacco dei selvatici è amplissima, dal mais ai vigneti, ai piccoli frutti, fino alla devastazione dei muretti a secco secolari, come sta purtroppo avvenendo, ad esempio, nella zona di Moltrasio.

Negli ultimi dieci anni i cinghiali hanno raggiunto i due milioni di esemplari in Italia, con una proliferazione incontrollata e senza freni che nel nostro territorio è particolarmente evidente e sta mettendo a rischio anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, distruggendo nidi di uccelli e tane degli altri animali, senza contare i rischi legati alla tenuta dei terreni danneggiati.

“Come ha evidenziato il presidente regionale Paolo Voltini, fronte di questa grave situazione come Coldiretti abbiamo presentato un piano per ridurre i danni provocati dalla fauna selvatica” conclude Trezzi. “Occorre innanzitutto semplificare la normativa attuale responsabilizzando gli enti locali, per realizzare interventi finalizzati al contenimento del numero dei cinghiali che abbiano anche un impatto positivo sull’ambiente. Dalla carne degli animali abbattuti, inoltre, potrebbe nascere una filiera Made in Italy tracciata che costituirebbe anche un’occasione di sviluppo e occupazione”.

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Mercoledì, 06 Novembre 2019 09:40

A VARENNA SI RICORDA GIORGIO LA PIRA

in Cultura

Con il patrocinio di
GIORGIO LA PIRA:
IERI, OGGI, DOMANI.
09 | 10 NOVEMBRE
A VARENNA 2019
David Maria Turoldo
Non perdere tempo a scrivere
tradirai di meno,
vai torna a vedere,
vai ad esempio sulla sera,
d’autunno da solo,
a Varenna,
sul molo, in silenzio
nell’ora della luce obliqua e velata:
alle spalle le case anch’esse in punta
di piedi dai ripidi vichi ferme a guardare.
Meglio se persona amica t’accompagna
- ma in silenzio - qualcuno che ti sia indiviso:
gioia lo esige onde farsi ancora più godibile:
è l’ora della pace.
Vai e vedi e guarda
e lascia che ti prenda la grazia
e tu ami perfino di essere quello che sei.
E meglio è se qualcuno potesse appena
affidare ai colori (ma quali? e come?) il prodigio:
con la passione di Van Gogh,
perché duri, e grazia ancora continui a sperare:
ma tu non dire nulla! …

IL VALORE DELLA CITTÀ
Giorgio La Pira
Amate la vostra città come parte integrante, per così
dire, della vostra personalità. Voi siete piantati in essa,
in essa saranno piantate le generazioni future che
avranno da voi radice: è un patrimonio prezioso che
voi siete tenuti a tramandare intatto, anzi migliorato ed
accresciuto, alle generazioni che verranno…. I bambini
saranno custoditi come la pupilla dei vostri occhi e come
la ricchezza suprema della città intera! E dove gli anziani
trovino conforto sereno e amoroso tramonto!
Design Mariangela Tentori
COMUNE DI
VARENNA
PENSIERI VARENNESI
Romano Guardini
Da ciò che è vero nasce quanto è giusto.
Coordinamento = APS Gianni BALLERIO
Giorgio La Pira, uno degli uomini nuovi auspicati da
Einstein, individuò Hiroshima come il momento di frattura
tra la vecchia cultura della competizione e la nuova
condivisione planetaria.
Originario della Sicilia, emigrato al nord, toscano di adozione,
fu professore di diritto romano, membro dell’Assemblea
Costituente, deputato, sottosegretario, sindaco
di Firenze, che con lui divenne un laboratorio di pacificazione
sociale e uno spazio di libere comparazioni per
ogni religioni e ideologia.
La passione per il dialogo lo portò a varcare le frontiere
erette dal contrasto ideologico fra il sistema comunista
dell’URSS e il neoliberismo delle Potenze Occidentali e
quelle insanguinate dai conflitti armati come il Medioriente
e il Vietnam, dove incontrò Ho Chi Minh.
Fu definito “visionario pragmatico’’ , ‘’folle molto sagace’’,
“indomito precursore’’, ‘’inarrestabile trascinatore di governi
e statisti’’. Con lui Firenze si gemellò con Filadelfia,
Kiev, Kyoto, Fez e Reims. Nominò cittadini onorari
U Thant, Léopold Senghor e Le Corbusier. Promosse il
Comitato internazionale per le ricerche spaziali, tavole
rotonde sul disarmo, iniziative volte a mettere in luce il
terzo mondo e gli stati africani emergenti. Lanciò l’idea
di un’università europea da istituire a Firenze. Nel 1952
organizzò il Primo Convegno internazionale per la pace
e la civiltà. Iniziò un’attività, unica in Occidente, tesa a
promuovere contatti vivi, profondi, sistematici tra i politici
di tutti i Paesi. A Palazzo Vecchio, nel 1955, i sindaci
delle capitali del mondo siglarono un patto di amicizia.
A partire dal 1958 organizzò i Colloqui mediterranei cui
partecipano anche arabi e israeliani. Ricevette la più alta
autorità di Pechino. Nel 1959 parlò al Soviet Supremo
di Mosca a favore della distensione e del disarmo, con
il benestare del Papa ma non del Ministro degli esteri
italiano. Nel 1967 fu eletto presidente della Federazione
Mondiale delle Città Unite. Il suo slogan era “Unire le città
per unire le nazioni’’. Dopo la guerra dei sei giorni visitò
Hebron, Gerusalemme, l’Egitto. Per sei anni, tramite la
Federazione, si adoperò attivando le istituzioni di tutto il
mondo per organizzare incontri al vertice in materia di
disarmo, pace e sicurezza.
La sua azione è stata definita ‘’l’arte della pace’’.
GIORGIO LA PIRA PROGRAMMA

SABATO 09 NOVEMBRE
11.00 Inaugurazione Expo “Romano Guardini
in Varenna e nel mondo”
12.00 BORGO STORICO Aiuola delle “Religioni Unite
per la Pace” (con giovani dei 5 continenti)
15.00 VILLA MONASTERO
• Cantico per l’unità e la fraternità dei popoli
• Lettura recitata del carme “A Varenna”
di David Maria Turoldo.
• Convegno “Libertà e Doveri nella Costituzione
della Repubblica Italiana”
• Conferimento speciali benemerenze
a Giuseppe Lazzati (in memoriam)
e Federigo Giordano (Comandante Gek)
21.00 CHIESA SAN GIORGIO Concerto

DOMENICA 10 NOVEMBRE
10.00 VILLA CIPRESSI
• Saluto delle Autorità e Prolusioni Ufficiali
• Adunanza dei Sindaci Fondatori della Rete Comuni
Lapiriani e Istituzione Ufficiale del relativo Comitato
• Testimonianze su Giorgio La Pira
A cura di Mario Primicerio, presidente Fondazione
La Pira e Paolo Grossi, Presidente emerito
della Corte Costituzionale
• Presentazione in anteprima della VI Conferenza 2020
“Spes contra Spem”, nella primavera 2020
13.00 Brunch
15.00 • Tavola rotonda “Il dialogo interreligioso oggi:
una sfida ineludibile”
Con la presenza di Religions for Peace Europe
e dei rappresentanti di varie confessioni
• Interludio “Seminatori di Fraternità e Pace”
con Mario Boni, Vittorio Zanetto e Italo Duranti
• Momenti artistici a sorpresa
19.00 Crepuscolo alpino-lacustre e saluti finali

IN ALLEGATO LA LOCANDINA DEL PROGRAMMA

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Coldiretti Como-Lecco: “Bonus verde? La conferma in manovra è necessaria e strategica per il Lario”.
Trezzi:  “Un sostegno importante al comparto florovivaistico del territorio, allo stesso tempo, un provvedimento indispensabile per un territorio vocato all’accoglienza e al turismo”

COMO-LECCO – “E’ importante che la manovra economica confermi il cosiddetto bonus verde per favorire con le detrazioni fiscali la diffusione di parchi e giardini in città capaci di catturare le polveri e di ridurre il livello di inquinamento”. Lo sottolinea Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco, nel sottolineare la “strategicità della misura in relazione alla prossima manovra di bilancio. Si tratta di una misura strategica vitale per un Paese come l’Italia che fa parte del gruppo dei Paesi Ue che sforano sistematicamente i limiti di legge per i principali inquinanti atmosferici secondo il rapporto annuale sulla qualità dell’aria dall’Agenzia europea per l’ambiente (Aea). Ma è, allo stesso tempo, una misura utile ai nostri territori, improntati all’accoglienza: territori che, grazie a questo provvedimento possono essere più belli e fioriti”.

Il bonus prevede attualmente una detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private e condominiali di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni (giardini, terrazze) per la realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili. Una misura utile ad implementare l’attività delle nostre imprese, a qualificare le aree urbane ma anche a ridurre l’impatto degli inquinanti nelle città che è quindi strategica per sostenere il Green New Deal del Governo.

“Un sostegno alle imprese del comparto florovivaistico made in Lario importantissimo anche per lo sviluppo delle nostre imprese. La provincia di Como – dettaglia Trezzi - è terza in Lombardia per numero delle imprese che operano nei settori della floricoltura, cura del paesaggio e manutenzione del verde: ben 974 su un totale regionale di 7 mila, con un incremento del 16,8%, in linea con il 17% che si è registrato in regione negli ultimi 5 anni. Molto positivi anche i dati di Lecco: qui è il dato di crescita a marcare un record assoluto, +26,7%, il più alto della Lombardia nel quinquennio, che porta le imprese a quota 460 in provincia”.

Ancor più interessanti i numeri degli impiegati in questo settore: la crescita è quasi raddoppiate, con percentuali che vanno dall’89% per il Comasco, che oggi conta 2.053 unità al 91,5% per il Lecchese, che oggi annovera 852 persone addette.

“Il bonus rappresenterebbe, quindi, un beneficio per l'intera collettività, utile a ridurre il livello di smog sempre più pericoloso per la salute dei cittadini visto che una pianta adulta è capace di catturare dall'aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. Non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato”.

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