Lo sviluppo della città deve prevedere un ripensamento dell'area "mediana" che risulta tagliata letteralmente in due dalla linea ferroviaria. Un ruolo primario in questo senso lo svolge l'area, oggi, finalmente, di proprietà comunale, della "Piccola".

Attualmente la zona è relegata semplicemente ad una distesa di asfalto dove è stato collocato un parcheggio ed un mercato che non piace a nessuno, ma se guardiamo un po' oltre vediamo che è confinante con: l'università, gli istituti superiori del Parini, Badoni e del Fiocchi, con Villa Manzoni e con il polo produttivo del Caleotto. Si vede allora come da "piccola" l'area può diventare "grande" fungendo da raccordo e collegamento fra il modo della scuola, dell'università, del lavoro e della cultura.

Appello per Lecco non si ferma alla valorizzazione di un'area vasta che prevede un diverso utilizzo della "piccola" , trasferendo il mercato in Centro Città come già indicato dal progetto inviato recentemente ai giornali e TV locali, ma interagisce con RFI chiedendo alla stessa nel corso dell'investimento previsto per il 2021 da " ex cento stazioni " di prevedere durante gli orari di entrata e uscita delle scuole una fermata temporanea dei treni alla " piccola" per consentire il decongestionamento della zona di piazza Diaz e della stazione centrale di Lecco. Gli spazi per creare una piattaforma di carico e scarico di passeggeri esiste e parte dell'investimento in programma oltre ad essere utilizzato per la stazione centrale andrebbe a beneficio della sosta temporanea per alcune corse giornaliere nel nuovo alveo della "ex piccola velocità".

Ma il progetto coordinato dall'Ing. Alberto Invernizzi, grande conoscitore della città e del PGT, per conto della Civica "Appello per Lecco" guarda oltre al grande spazio oggi occupato dall'officina storica dell'Arlenico Caleotto proponendo agli attuali proprietari un significativo investimento che guardi in avanti con la costituzione della " cittadella dell'ambiente, della scienza, tecnologia e dell'educazione " che abbraccia una parte rilevante è strategica della nostra città .
Noi crediamo che l'azienda che oggi occupa un numero ridotto di personale rispetto al passato possa essere interessata ad un riordino complessivo dell'area attraverso l'utilizzo di quanto già previsto dal PGT , salvaguardando la propria attività ed occupazione e contemporaneamente mettere a reddito e ampliare le vocazioni imprenditoriali che guardano al futuro in termini di innovazione e politiche Green .

Come vedete dall'elaborato di ipotesi progettuale prevediamo che tutta l'area venga trasformata in un bosco urbano interamente percorribile con mobilità dolce e con aree verdi e specchi d'acqua. All' interno dell'area del Caleotto sorgerebbero nuovi edifici produttivi altamente tecnologici dove la scuola e l'università possano direttamente interagire con le aziende. L'area verrebbe collegata con una passerella alla "piccola" dove si potrebbero ospitare spazi di aggregamento con edifici parzialmente interrati e tetti verdi utilizzati come parchi, aree manifestazione, fitness, percorsi vita e pedonali ed altre zone ove creare dei parcheggi di interscambio interrati.

Mentre nell'area della "piccola" si potrebbero insediare, nella parte sotto quota di via Ghislanzoni laboratori di alta tecnologia e specializzazione.

Questa ipotesi sposa appieno una delle principali mission del PGT ovvero l'investimento sui giovani. Una città che è degna di questo nome non deve pensare al solo beneficio di oggi di qualcuno che realizza qualche investimento sporadico qua e la ma deve avere una visione unitaria e lungimirante investendo sui giovani in modo serio e non strumentale. In modo che possano essere, loro stessi, gli attori che si prenderanno cura di questa vasta area ipotizzata dal progetto di "Appello per Lecco "che ovviamente vuole essere un contributo alla discussione e di coinvolgimento di tutta la comunità .

Ora l'area della "piccola " é del Comune, il PGT su tutta la zona che circonda il Politecnico é chiaro, dobbiamo semplicemente riempire di contenuti con "vision strategiche " gli orientamenti di coloro che si candidano a governare e trasformare la città .

Per quanto ci riguarda auspichiamo che questo contributo possa in qualche modo attivare la discussione non in maniera pregiudiziale ma mettendo sul tappeto, da parte di tutti, delle idee che possano valorizzare un'area importante e definita della nostra città .

Ovviamente ci riserviamo, come sempre, di poter integrare, modificare e arricchire questa base progettuale nel corso della campagna elettorale con i contributi che arriveranno da professori universitari, studenti, liberi professionisti , collegi professionali , associazioni datoriali e sindacali, imprenditori e/o chiunque abbia a cuore le sorti di un pezzo di città che merita di essere studiato da subito e valorizzato in una prospettiva certa e definita.

Appello per Lecco

Ripartire dal mercato di prossimità

Bonfiglio (Terranostra): “Dall’estero tanti clienti chiedono quando si potrà raggiungere il territorio”

Cibo “importante valore aggiunto” – Trezzi: “Bene appello a passare le vacanze in Italia”

COMO-LECCO – “Tre mesi che hanno azzerato il turismo in uno dei luoghi più belli del mondo, come il lago di Como”. Una larga fetta dei 10 milioni di presenze turistiche perse in Lombardia negli ultimi tre mesi a causa dell’emergenza coronavirus. “Una crisi che ha colpito l'intero comparto dell'incoming, compresi gli agriturismi: bene quindi l'invito rilanciato anche a livello governativo a passare le vacanze in Italia per aiutare il Paese a ripartire nella Fase 2” sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi.

Una presenza, quella degli italiani, “ancor più strategica e necessaria nel comprensorio lariano, che si trova a fare a meno anche del tradizionale bacino di mercato internazionale: è infatti preponderante l'arrivo di stranieri da tutto il mondo sulle nostre riviere e nei nostri agriturismi, che possono contare su una reputazione altissima: i punteggi delle recensioni, lo scorso anno, sono state altissime e lusinghiere, con migliaia di turisti che, da tutto il mondo, hanno voluto scrivere il proprio “grazie” sulle bacheche delle principali piattaforme online”.

Molti turisti che “vorrebbero tornare, ma ancora non sanno quando potranno farlo” commenta Emanuele Bonfiglio, presidente dell’associazione agrituristica Terranostra Como Lecco. “Sarà quindi una ripartenza graduale, e il primo invito a scoprire i nostri laghi e le nostre valli va fatto, appunto, ai nostri connazionali: si va verso un'estate “a filiera corta” anche negli spostamenti, ed è l'occasione di prendere coscienza delle impareggiabili bellezze che la nostra Lombardia e il comprensorio lariano sanno e vogliono offrire”.

Una ripresa utile anche a dare ossigeno alla grande rete agroalimentare del territorio, che si trova pagare un conto salato per l’azzeramento della spesa turistica: il cibo è il vero valore aggiunto delle vacanze nel comprensorio lariano, forte di autentici tesori della tavola che hanno saputo valicare i secoli: dai formaggi come la Semuda, come gli stracchini o i caprini, fino ai salumi di qualità, alle polente, al miele, alle confetture e a una miriade di ricette che oggi i nostri agriturismi tramandano al futuro.

PER LA SICUREZZA DI LECCO ALTRO CHE I MILITARI : SERVONO PLOTONI DI GUARDIE DI FINANZA E DI ISPETTORI DEL LAVORO

La Lega non fa altro che accentuare ad arte il problema sicurezza per alimentare ansie e paure e distogliere così l’attenzione dei cittadini da altri crimini, che pur gridano la loro pericolosa asocialità, come i problemi legati alla sicurezza sul lavoro o come quelli legati alla enorme evasione fiscale. Questa volta è l’on. Ferrari, parlamentare della Lega di Lecco a chiedere dopo la nuova e recente scomposta baruffa in centro città la militarizzazione del territorio. Non neghiamo la presenza di sbandati e di micro-criminalità in città, ma ciò fa sì che non li si argina con l’esercito, ma riducendo le cause scatenanti tali comportamenti.

I soldati, secondo noi, li si dovrebbe far uscire dalle caserme senza manganelli, pistole e fucili d’assalto solo a supporto delle attività della Protezione Civile nelle situazioni di crisi ambientali o sanitarie e non per altro, come ogni due per tre va proponendo la Lega.
Si perseguano con molta forza e con molta energia i ladri .
Che non pagano le tasse e non versano i contributi, che sono tanti in Italia e a Lecco. Questa è la vera sicurezza da perseguire.

Qui sì che bisogna chiedere l’intervento di  plotoni della Guardia di Finanza e degli Ispettori del Lavoro.
La prima sicurezza da perseguire è quella della salute, e non ce lo dice solo la pandemia in atto, ce lo dicono
ancor più le lunghe liste d’attesa nei servizi sanitari che sono causate dai ladri che non pagano le tasse e i contributi.

Signor on. Ferrari se ne faccia una ragione.

Lecco. 22 maggio 2020
per coordinamento provinciale
G.Carlo Bandinelli

La nota del sindaco di Lecco, Virginio Brivio:

“La rissa tra due senza fissa dimora avvenuta nella giornata di mercoledì 20 maggio in piazza XX Settembre a Lecco, mi interroga e ci interroga su come il nostro sistema sia realmente in grado di dare risposte alle questioni della sicurezza pubblica, questione delicatissima e complessa, certamente cara alle istituzioni tutte, cosi come a ogni cittadino.

Nelle giornata di ieri Prefettura, Questure e Forze dell’Ordine hanno tempestivamente raccolto la richiesta di un incontro urgente in ordine a quanto accaduto, nonché l’immediata disponibilità dell’Amministrazione comunale nel dare il proprio contributo per la tutela della sicurezza dei cittadini con alcuni possibili strumenti, quali, ad esempio, la misura del cosiddetto Daspo urbano, peraltro già sperimentata in passato dall’Amministrazione stessa. Misure utili, certamente, da non sottovalutare ma, è onesto dire, non risolutive di situazioni come quella che, in modo così cruento si è verificata sotto gli occhi increduli di molti (giovani) cittadini.

Da uomo delle istituzioni so perfettamente quanto possa essere difficile coniugare forma e sostanza dell’azione pubblica; spesso i tempi e i modi con cui la norma consente di muoversi stridono con le reali esigenze, con la concretezza della realtà, ma in casi come quello accaduto in città non ce lo si può permettere.

Da sindaco di questa comunità locale ho il dovere di chiedere che la cittadinanza possa contare su azioni efficaci da parte dell’intero sistema deputato al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, soprattutto laddove l’evidenza dei fatti non lasci dubbi sulla necessità di intervenire (se necessario anche con misure di carattere coercitivo) a tutela della collettività e neutralizzando “senza se” e “senza ma” la possibilità che tali fatti si ripetano.

Lascio a chi di dovere le valutazioni delle cause e delle circostanze in ordine alle persone coinvolte e di chi ha agito una vera e propria aggressione; non è mio compito entrare in questo merito. Mio compito è però chiedere alle preposte Autorità che venga garantito il pieno controllo delle situazioni di pericolosità sociale riconosciute, controllo che, voglio augurarmi, sia stato assicurato nell’immediatezza dei fatti e lo sia tuttora.

Faccio mie le “semplici” ma sostanziali domande che alcuni preoccupati cittadini mi hanno posto in queste ore (attingendo informazioni dalla stampa o attraverso i social web) chiedendomi “se questa persona è in stato di libertà”, “se provvedimenti di allontanamento da zone della città consentano comunque alla persona di muoversi in altre parti della città”, “se c’è stata una presa in carico sanitaria”, eccetera.

Sono certo che ad ognuna di queste e altre domande che mi pervengono le autorità, anche giudiziarie, sapranno dare le risposte attese nella logica di un sistema che sappia rendersi protagonista di un’azione capace di coniugare, con efficacia, forma e sostanza, quella sostanza che ci è chiesto di custodire e che riguarda la tutela dei nostri cittadini e delle nostre comunità locali”.

Assistiamo in questi giorni all’ennesimo episodio di violenza in città, rappresentato da un video che mostra due uomini durante una lite molto violenta, nella serata di mercoledì 20 maggio, in piazza XX settembre, in pieno centro. Un episodio che non ha provocato vittime, ma per pura fortuna, vista la forza dei colpi inferti dall’aggressore con mobilio vario al malcapitato steso a terra.  

Come hanno sottolineato i parlamentari locali della Lega nei loro comunicati e con le loro interrogazioni al Ministro dell’Interno, ci sono gli strumenti per aumentare la sorveglianza delle zone della città dove spadroneggiano sbandati pericolosi. Un tema che non può essere delegato alla sola Polizia Locale, che in questo periodo ha dovuto svolgere una serie di compiti legati all’emergenza sanitaria e che dovrebbe vedere impegnati un maggior numero di agenti delle Forze dell’Ordine.  

Ma la richiesta di sicurezza dei cittadini non è mai stata una priorità per questa amministrazione. Il problema dei senzatetto e di sbandati vari che molestano, vandalizzano e aggrediscono è stato più volte segnalato all’amministrazione comunale dai consiglieri della Lega e dai cittadini stessi, ma le risposte sono state sempre evasive, un elenco di tentativi di dialogo alla fine infruttuosi, dei distinguo inutili. Neanche durante il lockdown questi soggetti sono stati ricondotti all’ordine, sfuggendo alle regole comuni a tutti i lecchesi che diligentemente hanno affrontato l’emergenza sanitaria. 

Il vero problema è il sindaco Brivio con la sua giunta di indecisi che si ostinano a fare i perenni assistenti sociali, a rinviare i provvedimenti che il Prefetto ha suggerito ieri, quale ad esempio il divieto di stazionamento e l’eventuale applicazione del Daspo urbano, ma che andavano presi da mesi.  

La città prova a ripartire, ma se questi sono gli inizi di stagione non ci siamo proprio. 

Lecco, 22 maggio 2020

 
Emanuele Mauri 
Segretario cittadino di Lecco - Lega Salvini sezione “Paolo Marazzi” 

Cinzia Bettega 
Capogruppo Consiglieri Lega Salvini Consiglio comunale di Lecco 

Mercoledì, 20 Maggio 2020 06:49

PROPOSTE DA APPELLO PER IL POST-CORONAVIRUS

Una strada condivisa per Lecco
In questi momenti dei primi e timidi passi verso una vita normale dopo la fase acuta dolorosissima della pandemia da COVID-19 dobbiamo riflettere su quanto è successo e dobbiamo progettare il nostro futuro mettendo a frutto la dura lezione di questo periodo. Dobbiamo essere assolutamente essere ottimisti - il successo è in buona parte nelle nostre mani e nel rispetto delle regole - ed al contempo timorosi.

A ben pensarci il timore di una ricaduta che induce prudenza è l’arma migliore dell’ottimismo.
Se pensiamo per un attimo che la provincia di Lecco ha avuto un incremento della mortalità di oltre il 170% (rispetto alla media dei 5 anni precedenti) in questo periodo e se immaginiamo il danno economico di questo periodo facilmente si è assaliti dallo sconforto. La storia di Lecco è, però una testimonianza continua di carattere, voglia di fare, cultura del lavoro, apertura all’innovazione, rispetto della natura che ci circonda e di solidarietà. Questi sono gli elementi che alimentano l’ottimismo per il nostro futuro.

Futuro di ognuno di che che non può prescindere dal futuro della nostra Regione, del nostro Paese e della nostra Europa. “Nostra” collegata ad Europa può suonare strano ma quanta Europa c’è nei commerci, nella capacità imprenditoriale e nella reale vita di Lecco e dell’intero Paese? Evidentemente la risposta ad una domanda retorica.
Ma quali obiettivi porsi per dare concretezza all’ottimismo?
Propongo per un confronto con la comunità una serie di obiettivi, sui quali all'interno di Appello si discute da tempo , con l’ipotesi di partire subito.

Patto tra le generazioni. Penso prima di tutto che sarà necessario coniugare la soluzione dei problemi di oggi con il benessere e lo sviluppo -non solo economico - delle generazioni future, quanta attività imprenditoriale del nostro territorio è stata mossa negli anni post bellici da questa forte volontà ?

Lotta alla povertà e al rischio delle famiglie di cadere in situazioni di povertà. Questo obiettivo è oggi quanto mai attuale, non a caso lo metto al primo posto, ma purtroppo ci vede agli ultimi posti in Europa da molto tempo.
Povertà e rischio di povertà oltre alla sofferenza delle persone significa anche meno possibilità di accesso allo studio e quindi meno forza per l’intera Comunità e per l’intero Paese.

Scuola più attenta ai bisogni e alle difficoltà, scuola che riveda profondamente i propri modelli didattici, purtroppo nelle valutazione sulle reali conoscenze ed abilità siamo frequentemente agli ultimi posti in Europa. Diamo spazi moderni e sicuri ai nostri ragazzi per poter studiare e stare insieme in sicurezza, pensiamo come trasportarli verso plessi scolastici che li attraggano per i servizi che sono in grado di erogare.

Scuola e lavoro elementi di base per dare speranza ai giovani
Più lavoro, questo obiettivo è alla base ed elemento essenziale per qualsiasi discorso si voglia sostenere. In questo periodo e ne siamo resi conto tutti, molti in modo anche personale. Bisogna ripartire, non c’è dubbio. Sono necessarie, oltre all’impegno di ognuno anche contributi da parte delle Istituzioni, il Comune ha spazi di manovra come le opere pubbliche, alcune già iniziate altre andranno programmate.
Certamente i giochi Olimpici Invernali previsti per il 2026 rappresentano una grossa opportunità visto che Lecco è tra i poli (Milano e Bormio) in cui si svolgeranno.

Come conciliare la necessità della ripartenza delle attività lavorative con la sicurezza?
Obbligatorio il richiamo forte alla coscienza di ognuno di noi e una riconferma che mai come ora l’attenzione alla salute della singola persona ė straordinario investimento per la salute collettiva senza la quale non c’è lavoro. Sicurezza nei posti di lavoro sicurezza nei comportamenti personali.
Scuola e lavoro e ricerca, una combinazione di grande valore da coordinare. Lecco da questo punto di vista è fortunata, area industriale e Politecnico.

Energie che vanno unite e ben indirizzate
Parità di genere. Difficile immaginare che una comunità cresca e si sviluppi, specialmente in momenti difficili, se i suoi membri hanno possibilità di partecipazione diverse. Diversità nell’accesso al lavoro, diversità di crescita nel lavoro, diversità di salario, diversità nelle incombenze domestiche. Su questo obiettivo, su cui non siamo certo ai primi posti in Europa, ognuno può fare molto, dalle dinamiche famigliari ai modelli organizzativi sul posto dì lavoro ai regolamenti comunali.

Meno burocrazia e rapporto diretto delle Istituzioni con i Cittadini, proprio questo momento hanno dimostrato, caso mai c’è ne fosse bisogno, come tra una decisione assunta centralmente e l’azione concreta periferica possa passare molto tempo, il tempo che passa inutilmente è dannoso. Un punto in cui le istituzioni locali possono fare molto è la riduzione della burocrazia che passa attraverso una assunzione di responsabilità di chi deve decidere.
Ambiente ed energia ed rinnovabile. Non esiste patto tra le generazioni e attenzione al potenziale spazio per la crescita di quelle future se l’attenzione all’ambiente non comincia da subito. La verosimile forte relazione tra gravità della pandemia da COVID-19 e inquinamento atmosferico è un elemento che dovrebbe far scattare la molla dell’interesse a questo tema da subito. È proprio scriteriato non prendersi cura di noi stessi ora e qui. Attenzione a questi temi localmente per il contributo ad un problema che ha valenza mondiale e che passa attraverso le singole quotidiane azioni di ogni singola persona. Se vogliamo che gli ingenti investimenti sul nostro futuro di oggi non diventino inutili in breve tempo per danni ambientali irreparabili puntiamo su energie rinnovabili, sono uno straordinario moltiplicatore di valore degli investimenti di oggi.

Lecco luogo salubre, attrattivo che considera la distanza da Milano una risorsa, lavoriamo per migliorare le comunicazioni con il Capoluogo regionale- non solo perché I lecchesi vadano a Milano, ma perché i milanesi vengano a Lecco, per turismo, per abitarci e per lavorare.

Riuscire a sviluppare questi punti nei prossimi anni significa anche partecipare e contribuire ad importanti obiettivi europei previsti per il 2030.
Una occasione per legare insieme la ripartenza, la crescita della nostra città a spazi e visioni più ampie che diventano, a loro volta, altre occasioni di crescita per tutti.
Un mutuo e concreto interesse.
Appello per Lecco proseguirà nelle prossime settimane sullo sviluppo e declinazione locale di questi punti tramite un continuo confronto con i Cittadini, con le Associazioni professionali, con le Organizzazioni datoriali per continuare a sviluppare
e affinare, con elementi specifici, la propria proposta progettuale per il governo della Città con il proprio candidato sindaco Corrado Valsecchi.

Rinaldo Zanini
Presidente di Appello per Lecco

 

Siamo un Paese malato, indebitato e fragile, anche se abbiamo grandi potenzialità di adattamento, creatività e imprenditorialità . Tuttavia non sarà facile, questa volta, risollevarci in fretta da questa crisi che non é assolutamente paragonabile alle altre situazioni di sofferenza che ci hanno colpito nel corso dei decenni. L'intreccio di una crisi a molte facce : sanitaria, economica, imprenditoriale e sociale da una parte ci spaventa dall'altra rappresenta una opportunità straordinaria come, probabilmente, non abbiamo mai avuto nel corso dell'era moderna e contemporanea.

È del tutto evidente che noi dobbiamo frenare l'avanzata impetuosa del debito pubblico se il nostro Paese vorrà avere, in futuro, qualche possibilità di ripresa e di stare sui mercati in maniera competitiva . Ormai abbiamo superato i 2.500 miliardi di Euro di debito pubblico , ogni bambino che nasca domani si trova già, in Italia, indebitato di oltre 40.000 €, credo che questi siano numeri di facile comprensione che rendono bene l'idea della drammaticità gestionale che spetta soprattutto alle nuove generazioni. Se aggiungiamo che l'emergenza Covid 19 ha minato gli entusiasmi sociali ed imprenditoriali non v'è chi non veda uno scenario disarmante.

Ma le opportunità di una crisi stanno dietro l'angolo, dopo questa emergenza e dopo aver passato il tunnel saremo catapultati in un'altra valle, non dovremo più pensare nella stessa maniera di prima perché l'orizzonte nel quale ci muoveremo sarà completamente alterato. Sarà come muoverci in un territorio che non conosciamo, ma che necessariamente dobbiamo esplorare e riuscire a identificarlo in fretta, se possibile, prima che lo facciano gli altri. È qui che nasce la vera sfida per un nuovo sviluppo, un cambio radicale dei nostri stili di vita che inevitabilmente coinvolgono il modo di lavorare, di relazionarsi con l'ambiente e con le altre persone, di fare politica, di alimentarsi, di aver cura del nostro benessere, di vivere in una comunità globale che valorizzi tutte le dinamiche locali.

È finito il tempo del globale e del locale come l'abbiamo conosciuto, oggi dobbiamo riconoscere che le tesi che Piero Bassetti porta avanti da tanto tempo sono di grande attualità ; il Glocalismo è la nuova frontiera per coloro che intendono accettare la sfida di dare al mondo una nuova e diversa opportunità . Occorre pensare in modo globale esaltando le potenzialità del locale, l'uno non deve fagocitare l'altro. Una nuova prospettiva dove verranno messi in seria discussione le nostre abitudini, le certezze di prima sui diversi fronti : dai trasporti, all'educazione; dalle relazioni, al modo di produrre; dalle politiche alimentari a quelle del nostro benessere.

Tutto dovrebbe subire una profonda rivisitazione dai modelli di vita alle condivisioni sociali. Se il virus ci ha fatto capire qualcosa è che nessuno può sentirsi al sicuro, che facciamo parte di una comunità mondiale dove un microscopico agente patogeno ci ha obbligati a stare nei nostri "alveari" terrorizzati e inermi con il timore di incontrare gli altri. Quindi la lezione credo che dobbiamo impararla in fretta, sarebbe sciocco e stupido ignorarla e commettere gli stessi errori; le conseguenze sarebbero devastanti in prospettiva . La prima cosa da fare è prenderci cura del pianeta e di noi stessi, di riposizionare le nostre priorità sia sociali che economiche, di pensare ad un mondo interdipendente che abbatta gli egoismi nazionali, di promuovere una convivenza pacifica tra i popoli e le comunità territoriali capace di imprimere nuova forza alla crescita e allo sviluppo Green .

Ho lavorato per trent'anni, ad altissimi livelli di responsabilità, nel settore dell'igiene ambientale e la cosa che mi ha fatto in assoluto più male è vedere quanto sia diffusa la cultura dello spreco . Occorre partire dalla consapevolezza che non possiamo più permetterci questo stile di vita, bisogna ridimensionare le nostre aspettative e renderle maggiormente aderenti alla nuova realtà sia che si abiti a Lecco o a Miami. Oggi sul pianeta siamo 7,6 miliardi di persone nel 2050 si stima che saremo 10 miliardi e noi possiamo attardarci ancora a parlare del nostro modo di consumare, viaggiare , relazionarci, curarci e produrre ? Assolutamente no! Se facessimo l'errore di ignorare i messaggi che provengono da questa pandemia siamo destinati, nostro malgrado, ad una triste agonia di estinzione del genere umano .

Salviamo il patrimonio di cui disponiamo e salveremo noi stessi. Mettiamo al bando egoismi e pregiudizi e sarà sicuramente un mondo migliore. Tuttavia le cose non avvengono da sole occorre disponibilità al cambiamento, essere all'altezza della nuova epoca che ci attende, ma soprattutto mettersi in gioco e non pensare che l'impegno, la competenza e il sacrificio di amministrare e governare i processi debba sempre essere fatto da qualcun altro . Dobbiamo partire proprio da qui se si intende cambiare sul serio, lasciandoci coinvolgere da un impegno solidale e responsabile, in particolare coloro che hanno talenti e cognizioni di causa, verso le nostre comunità, cercando di rimuovere vocazioni populistiche di stare sempre contro tutto e contro tutti, di pensare che coloro che fanno politica o associazionismo per forza di cose devono avere un doppio fine se non quello di salvaguardare e tutelare il bene comune.

Concludo con una bella frase di Alessandro Manzoni che rende giustizia alle considerazioni che ho cercato di inviare con questa missiva ai nostri concittadini partendo da temi generali e soprattutto fa sintesi delle cose e dell'impegno che dovremo promuovere in futuro : " anziché cercare di star bene dovreste fare del bene e finireste così per stare anche meglio ". Non saprei trovare parole più appropriate per dare un senso al termine "benessere".

Corrado Valsecchi
Candidato Sindaco di Appello per Lecco

 "Abbiamo valutato con molta attenzione qualche mese fa l’ipotesi di
un’alleanza con il Pd, eravamo dubbiosi, molto dubbiosi sulla scelta del
candidato Gattinoni e sulla coalizione che stavano realizzando. Sono bastati
pochi mesi per avere facili conferme di quanto avevamo ipotizzato, una
coalizione formata da forze politiche nate da poco tempo dalle costole del
PD con liste civiche "civetta" che si muovono in modo disordinato.

La nascita del gruppo autonomo Ambientalmente è soltanto l’ultimo episodio,
ed è un evento grave che destabilizza in modo significativo l’attuale Giunta
che si basa storicamente (dal 2010) sulla forte alleanza tra Appello per
Lecco e PD a sostegno del sindaco Brivio. E’ un fatto grave sul piano
politico poiché modifica in modo del tutto inaspettato, pochi mesi prima
delle elezioni e sopra ogni cosa, in un momento - complicato e pericoloso
indotto dalla crisi innescata dalla pandemia da COVID-19 - in cui la
coesione di chi ha responsabilità della conduzione dell'Amministrazione deve
essere elemento di grande forza e coesione fino alla conclusione del
mandato.

Appello per Lecco ha sempre considerato la coesione come elemento
fondamentale, Ambientalmente evidentemente no.

Questo a nostro giudizio è sul piano politico non accettabile perché riduce
la capacità operativa della Giunta. Ambientalmente infatti è stata fondata e
guidata sin dalla sua nascita da Alessio Dossi attuale assessore scelto sul
piano fiduciario dal Sindaco in occasione del rimpasto di ottobre 2018.

Episodio molto più grave sul piano politico di quanto è successo alcuni
mesi fa con l'uscita di Andrea Frigerio dal gruppo PD per Italia Viva che, a
sua volta, é entrata in " Fattore Lecco" (lista di Gattinoni), sul quale non
c'è stato alcun problema perché il consigliere non aveva incarichi
nell'esecutivo e non ha indebolito politicamente la capacità di governo
della Giunta Brivio.

Anche due consigliere comunali Anna Niccolai e Monica Coti Zelati si
dimettono dal gruppo PD la lista nella quale sono state elette per passare
con Ambientalmente e fino a qui nessun problema a giudizio di Appello per
Lecco.

Certamente esprimiamo forte preoccupazione sul valore e sulla capacità di
governo della città di una coalizione di forze politiche nate quasi
esclusivamente da scissioni del PD e con comportamenti non sempre governati
compiutamente dal candidato Gattinoni.

Ci aspettiamo che il Sindaco assuma una posizione molto chiara e consideri
tutte le azioni necessarie al fine di mantenere la stabilità della Giunta in
questi momenti particolarmente delicati e sappia fare scelte adeguate anche
in considerazione del rispetto e della correttezza politica di una forza -
Appello per Lecco - che da oltre dieci anni garantisce lealtà verso la città
e governabilità anche nei momenti più difficili.

Appello per Lecco si assumerà, come sempre, la responsabilità di leale
sostegno e collaborazione sottolineando comunque di non trascurare nessuna
opzione e nessuna decisione politica per difendere quanto fatto in 10 anni
di lavoro in favore della città e mantenere una forte posizione differente
rispetto alla confusione e poca trasparenza indotta dalla decisone di
Ambientalmente.

Appello per Lecco proseguirà nella sua azione finalizzata al bene della
città e nella proposta di ipotesi di lavoro concrete, a breve e lungo
raggio, per cercare di uscire al più presto possibile dalla crisi sanitaria
ed economica in cui ci troviamo sicura di rappresentare, e non solo da ora,
anche sensibilità ambientaliste.

Appello per Lecco si propone, con il proprio candidato sindaco Corrado
Valsecchi, alla guida della Città, per evitare che vada in mano ad una
coalizione di destra storicamente litigiosa, non inclusiva e quindi non
adeguata, a nostro giudizio, per affrontare le terribili sfide che attendono
tutti i Cittadini per uscire da questi drammatici momenti e per non lasciare
la guida ad una coalizione di centro sinistra sicuramente instabile e
costruita artificialmente.

Il problema resta sempre lo stesso: non é solo vincere le elezioni, ma dare un
governo alla città che sappia stare insieme nelle diversità e finalizzi la
sua azione al bene comune.

Questo con le coalizioni messe in campo di destra e di sinistra sicuramente
non sarà possibile e le avvisaglie di questi giorni parlano da sole.

Rinaldo Zanini
Presidente Appello per Lecco

 

 

Giovedì, 14 Maggio 2020 07:04

NELLA FASE DUE CI VUOLE "EQUILIBRIO"

di seguito la nota del sindaco di Lecco Virginio Brivio:

"In piena fase 2, è ovvio che l'attenzione sia ancora rivolta ai numeri, ai grafici, all'attesa attenuazione della pandemia, non solo per l'aspetto sanitario in sé (laddove ci conforta il calo dei decessi), ma anche perché dalla fotografia scaturiranno le modalità di una ripresa più aperta e larga, più libera e più sicura.

L'attesa per le ulteriori novità previste per lunedì 18 è palpabile in ogni famiglia e in ogni comunità di lavoro, ma oggi vorrei fare una riflessione sulle difficoltà crescenti, maggiori a seconda dei problemi che i diversi livelli istituzionali, i Comuni, le Regioni e il Governo nazionale sono stati chiamati ad affrontare.

Premesso che era a mio avviso inevitabile che, fatta salva una condivisione emotiva sull'emergenza, le forze politiche si dividessero, secondo un'abitudine consolidata del nostro paese: uniti nella prima ora, ma pronti a imbracciare fioretto o spada il giorno dopo.

E a complicare lo scenario ci si è messa la scienza, che non è sotto accusa in sé, ma per la confusione dettata dalla natura invisibile del virus e dalla sua sconosciuta tipologia, anche perché, come in ogni campo, sono molteplici le scuole di pensiero, spesso in concorrenza, se non in contrasto tra di loro. Non dimentichiamo la tensione degli esordi della pandemia, quando le terapie si misuravano a spanne e con la prospettiva del vaccino ancora lontano. Abbiamo imparato anche noi i nomi improbabili di farmaci, di metodologie, di esperimenti che non sempre hanno marciato nella stessa direzione.

Anche la rilevazione e la tracciabilità dei contagiati, espliciti o silenziosi, trova solo ora, a 3 mesi passati dall'avvio della pandemia, protocolli nazionali e regionali recentemente approvati in un quadro di riferimento.

Tra l'altro il nostro è un paese curioso, capace di passare in un amen dalla polemica sulla mala sanità all'eroismo di medici e infermieri, quasi che non fossero gli stessi uomini, le stesse donne, gli stessi camici.

C'è allora una parola che oggi desidero esprimere in queste righe, che forse appartiene al mio carattere e al mio stile amministrativo, ed è "equilibrio", una categoria del pensiero e dell'agire utile sempre, ma fondamentale per cercare il sereno dopo la tempesta”.

Elezioni Lecco, Ciresa: “Gattinoni propone la riapertura asili nido l’11 maggio? Mi auguro sia un fraintendimento frutto della confusione da quarantena”

“Leggo con stupore e non poca preoccupazione la nota con cui la lista civica del candidato delle sinistre Mauro Gattinoni, propone la riapertura degli asili nido cittadini per l’11 maggio cioè esattamente tra 4 giorni” dichiara Peppino Ciresa, candidato sindaco della coalizione di centrodestra.

“Mi auguro che questa proposta, se così si può definire, non sia frutto di un momentaneo disorientamento dovuto all’inizio della ‘Fase 2’ "- ha spiegato Peppino Ciresa- “ Gattinoni purtroppo dimostra di non avere il senso della praticità e soprattutto della realtà: si rende conto che un’idea del genere coinvolge più di 500 bimbi di un’età in cui il cosiddetto distanziamento sociale è impossibile?”.

"E alla tutela degli educatori, ci ha pensato? ” - ha rimarcato Ciresa– “il candidato delle sinistre sa che negli asili lecchesi ogni sette bambini c’è un educatore? si rende conto che bisogna aspettare protocolli di valenza nazionale, adeguatamente predisposti, che determinino come affrontare la situazione?”.

“È evidente che si tratta di una boutade elettorale, Gattinoni non ha pensato che per assolvere ai nuovi obblighi dovranno essere fatti degli interventi infrastrutturali importanti, che necessitano di tempo e che sicuramente in pochi giorni non si possono magicamente realizzare? ” chiede il candidato del centrodestra.

“Nella nota, inoltre, si sottolinea come i nidi privati, siano fondamentali per i servizi della nostra città, e che l’attuale situazione sta facendo rischiare la loro chiusura definitiva, un’evidenza che condivido.” - spiega Ciresa “A questo proposito, mi sono messo in contatto con alcune figure apicali degli enti gestori del privato sociale che mi hanno espresso tutta la loro preoccupazione, soprattutto visto che non hanno avuto alcun contatto da parte dell’amministrazione comunale, una circostanza che Gattinoni dovrebbe sottolineare all’attuale Sindaco, visto che si ritiene il suo erede politico”.

“In queste settimane in cui ho deciso di sospendere la campagna elettorale, Gattinoni ha invece continuato la sua con incontri virtuali, sottolineando che stesse portando avanti un dialogo fatto di ascolto e proposta: un modo essenziale per declinare il programma elettorale, peccato che però questo metodo non lo applichi propriio. Lancia le proposte sugli asili nido la domenica quando ha gli incontri su quel tema il giovedì successivo mi sembra un modo davvero efficace per fare sintesi” continua il candidato del centrodestra.

“La coalizione delle sinistre, in una nota del 23 aprile, rimarcava come la campagna elettorale del loro candidato si potesse sintetizzare nella frase “Sì al lavoro progettuale. No alla propaganda elettorale”, con rammarico non posso constatare che in realtà stanno facendo esattamente il contrario, pensavo che con Gattinoni ci potesse essere un confronto sulle reali esigenze della città, evidentemente mi son sbagliato perché mi pare ben lontano dalle reali necessità dei lecchesi” sottolinea Ciresa.

“Sono certo, che il silenzio dell’attuale amministrazione, dimostri e certifichi, se davvero ce ne fosse il bisogno, quanto sia un’ipotesi davvero impercorribile questa visione proposta dalla lista di Gattinoni: un’idea che tra l’altro non fa altro che confondere ulteriormente le famiglie che sono, giustamente, in difficoltà nella gestione dei loro piccoli e alle quali non posso che esprimere la mia solidarietà, in attesa che dagli enti preposti arrivino indicazioni chiare e certe per la gestione dei loro figli” conclude Peppino Ciresa.

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