Il Blog di Enrico Baroncelli

Cultura

Cultura (103)

Venerdì, 14 Giugno 2019 07:43

I VINCITORI DI LIBERETA'

Scritto da in Cultura

Continuano i Giochi di Liberetà organizzati dallo Spi Cgil Lecco. Nella giornata di sabato sono stati premiati i partecipanti ai concorsi di pittura, fotografia, poesia e racconti. Al centro Fatebenefratelli di Valmadrera è andata in scena la cerimonia di premiazione, davanti al segretario generale Spi Cgil Lecco Giuseppina Cogliardi e al segretario generale Cgil Lecco Diego Riva.

“Anche quest’anno possiamo vantare una grande partecipazione sia nei concorsi artistici sia nelle gare sportive – afferma Cogliardi -. Ora l’appuntamento è previsto per giovedì 20 giugno, al Lavello di Calolziocorte, per il pomeriggio danzante. E poi speriamo che i vincitori delle nostre competizioni ottengano risultati soddisfacenti anche nelle fasi regionali che si terranno nel corso dell’estate”.

Tra loro ci saranno anche i vincitori del torneo di burraco al Libero Pensiero a Rancio di Lecco, a cui hanno partecipato 38 coppie.

Sono risultati vincitori :

1° ESPOSITO FAUSTA e COLOMBO DONATELLA di Lecco

2° INVERNIZZI ELIDIO e PASSINI LUANA di Abbadia Lariana

3° RIONCHETTI ROSANNA e FRIGERIO CARLA di Olginate


Di seguito, invece, i vincitori dei concorsi artistici:

PITTURA

  1.  COSTANTINA BUX  (Paesaggio lacustre)
  2.  MORENO PALONI   (Giorno di mercato in paese)
  3.  PIETRO GALBUSERA   (Alba sul lago)

FOTOGRAFIA

  1.  GIOVANNI TORRI       (Ieratica solitudine, piccole vanità, shopping in black&white)
  2.  DINA VERGOTTINI     (Uno sguardo sulla donna 1.2.3.)
  3.  ELIS BOLIS     (La magia del bosco)

POESIA

  1.  GRAZIA TASINI  (Sentirsi soli ad aprile )
  2.  MARCO BONFANTI    (Così veloce)
  3.  ELENA GALBUSERA   (Ode alla  poesia)

RACCONTI

  1.  RAFFAELA LAMBERTI   (Notte di luna)
  2.  FRANCA TARSITANIO    (E l’allodola cantò)
  3.  AGNESE BADANI            (Morgana)

Biblioestate: le proposte del Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese
L’iniziativa di promozione della lettura rivolta agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado

Il Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese anche quest’anno, nella convinzione che la biblioteca debba avere un ruolo centrale nell’educazione culturale dei ragazzi, rinnova l’iniziativa di promozione della lettura rivolta agli alunni degli istituti del territorio provinciale.

Il progetto, diventato un appuntamento fisso, prevede la distribuzione a 13.000 bambini delle scuole primarie delle copie del libretto BIBLIOESTATE 2019 - Dodo a chi? Non leggere può causare l’estinzione!, con 70 proposte di lettura. Per la fascia 6-10 anni il titolo "Dodo a chi? Non leggere può causare l’estinzione!" è un invito-provocazione alla lettura che fa leva su un immaginario caro ai bambini, quello degli animali preistorici. Il dodo, la tigre dai denti a sciabola e il mammut corrispondono alle tre fasce d'età in cui sono divisi i libri, classe 1^, classe 2^ e 3^ e classe 4^ e 5^. Il libretto è arricchito da una sezione dedicata alla saggistica per ragazzi "Per i più curiosi" e, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, da una selezione di libri dedicati al genio.

A 8.000 ragazzi delle scuole secondarie di primo grado saranno invece distribuite delle copie del libretto BIBLIOESTATE HIGH - PASSBOOK: libri senza frontiere, con 40 proposte di lettura.
Per la fascia 11-14 anni l'invito è a viaggiare tra i libri e con i libri, da qui il titolo, PASSBOOK. I ragazzi potranno scegliere i temi a loro più vicini lasciandosi guidare dagli hashtag e dalle taglie - S, M, L, XL - che non indicano il numero di pagine, ma la complessità del tema trattato. "E se divento grande", "Stupidera", "Avventure&Gialli" e "Resto del mondo": queste le sezioni di PASSBOOK, suddiviso per genere e non per fascia d'età.

Tutti i libri proposti sono stati selezionati da un gruppo di bibliotecari e sono disponibili al prestito presso tutte le biblioteche della provincia. Valutando le pubblicazioni più recenti del mercato editoriale, i 110 libri proposti hanno l'obiettivo di essere quanto più rispondenti agli interessi e ai bisogni di bambini e ragazzi.

"La lettura è uno strumento fondamentale di crescita - commenta la Presidente del Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese Simona Piazza -, da questa convinzione si rinnova ogni anno l'iniziativa Biblioestate con le proposte di lettura per i bambini e i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado del nostro territorio. Il Sistema Bibliotecario ha realizzato due libretti ad hoc per ciascuna fascia di età, un invito alla lettura, alla condivisione e al gioco, con una selezione di libri da portare con sé anche in vacanza".

Venerdì l’inaugurazione della mostra “Leonardo patrimonio culturale del Lario”
L'esposizione resterà allestita nel cortile del palazzo comunale dall'8 al 29 giugno

Venerdì 7 giugno alle 17.30 nella sala consiliare del palazzo comunale, in piazza Diaz 1 a Lecco, sarà presentata la mostra allestita nel cortile del municipio dall'associazione Amici dei Musei del territorio lecchese in collaborazione con il Sistema Museale Urbano Lecchese del Comune di Lecco e curata da Raouf Gharbia "Leonardo patrimonio culturale del Lario".

L'esposizione che celebra il genio fiorentino a cinquecento anni dalla sua morte è dedicata alle pagine dei codici Atlantico e Windsor, con una quarantina di pannelli divisi in due sezioni: la prima riguardante lo studio della grafia di Leonardo e dei testi che parlano del territorio del Lario, la seconda dedicata agli schizzi, ai disegni e agli studi che il Maestro toscano ha dedicato alle montagne, alla fauna, alla flora e all'acqua.

Fra gli altri, saranno esposti lavori raffiguranti le montagne delle Prealpi lecchesi, come il Resegone e le Grigne, opere magnifiche della “serie rossa”, eseguite con grande cura con la sanguigna su carta preparata rossa, nonchè uno schizzo topografico dei laghi briantei che dimostra la passione di Leonardo e il suo interesse e impegno sul fronte dei lavori idraulici per la navigazione dell'Adda. Le opere esposte sono state selezionate esclusivamente tra i disegni e gli studi inerenti al territorio fatti negli anni di residenza del Maestro toscano nel milanese. Fanno parte del comitato scientifico della mostra il divulgatore scientifico Giancarlo Colombo, lo storico del Rinascimento Franco Minonzio, il vice prefetto della Biblioteca Ambrosiana monsignor Marco Navoni, la storica dell'arte Tiziana Rota e lo storico Guido Scaramellini.

La mostra coniuga il rigore scientifico alla presentazione leggera e accessibile a tutti e intende presentare Leonardo in maniera gioiosa e attraente. Questa esposizione, itinerante, debutterà a Lecco e sarà poi allestita in vari punti del territorio lariano. Avrà principalmente scopi didattico-divulgativi e si rivolgerà a studenti o studiosi, turisti, appassionati e curiosi.

L’esposizione resterà visitabile da sabato 8 a sabato 29 giugno dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19 e il sabato dalle 8.30 alle 11.30; visite guidate saranno organizzate il giovedì alle 18 e il sabato alle 10. Giovedì 6 alle 21 a Palazzo delle Paure è inoltre in programma una conferenza di approfondimento sul tema "Leggere Leonardo", a cui parteciperanno il divulgatore scientifico Giancarlo Colombo, lo storico del Rinascimento Franco Minonzio e l'architetto, artista grafico e curatore della mostra Raouf Gharbia.

"In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci proponiamo in città un'esposizione e degli approfondimenti pensati per conoscere la poliedrica figura e le variegata produzione del genio di Leonardo, che ha lasciato tracce importanti anche nel nostro territorio - spiega l'assessore alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza.

Grazie alla sensibilità dell'associazione Amici dei Musei e alla competenza storica e artistica di Raouf Gharbia, anche a Lecco avremo modo di omaggiare la figura del grande genio, attraverso un'indagine conoscitiva di un parte della sua vasta opera collegata con il territorio lariano".


Esposizione e  Mostra su Leonardo da Vinci  promossa dall'artista Raouf Gharbia. La mostra  verrà inaugurata venerdi 7 giugno e  durerà  fino al 29 di giugno, con pannelli esposti nel cortile del comune, e la conferenza di Garbia, Franco Minonzio e di Giancarlo Colombo che avrà luogo giovedi 6 giugno alle 21 presso Palazzo delle Paure.

La Libreria Parole nel tempo è tra i promotori e farà la sua parte. Nel comitato scientifico sono presenti anche Tiziana Rota, Giancarlo Colombo, Guido Scaramellini e Mons. Navoni, vice-prefetto dell'Ambrosiana di Milano, ove si conserva il Codice Atlantico.

Domenica, 19 Maggio 2019 14:05

CONFERENZA MAGISTRALE BREGAGLIA A LECCO

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A Lecco, su quel ramo del Lago di Como
Sabato 18 maggio la Conferenza Magistrale Bregaglia organizzava una giornata di
aggiornamento professionale a Lecco, zona che nel Seicento si trovava a cavallo tra il
Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Quattordici insegnanti hanno seguito i racconti
e le spiegazioni di Pierfranco Mastalli, già assessore al territorio della Provincia di Lecco e
ricercatore della storia della Resistenza. I temi della giornata: il periodo spagnolo del Ducato
di Milano nel Lecchese e il romanzo storico “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni.

La prima tappa a Villa Manzoni, dimora che vide crescere il giovane Alessandro, è stata
un’opportunità per conoscere la famiglia Manzoni quale importante protagonista dell’industria
siderurgica lecchese.
In riva al lago di Garlate, a 4 chilometri da Lecco verso sud, si trovano i resti delle antiche
mura di confine fra il Ducato di Milano e la Repubblica veneta, la Muraglia della Chiusa. La
parte milanese del territorio era soggetta all’inquisizione spagnola, motivo di fuga per
innumerevoli profughi per fede giunti anche nel territorio delle Tre Leghe. La targa
commemorativa, tolta in occasione di lavori al metanodotto, non è mai stata rimessa.

Poco distante, in cima a una ripida collina, sorge il Castello di Somasca, che era a cavallo
del confine dei due stati. Il castello è detto dell’Innominato dato qui viveva il potente bandito
cui si rivolse don Rodrigo perché faccia rapire Lucia dal convento di Monza in cui si era
rifugiata. Oggi un percorso di dedizione religiosa ben curato si snoda lungo il pendio della
collina. È dedicato a San Girolamo, di origini venete, patrono universale degli orfani e della
gioventù abbandonata.
Il borgo di Pescarenico, con le sue viuzze e le case addossate le une alle altre, mantiene
molte caratteristiche del Seicento, quando il rione era popolato da pescatori. Il Manzoni, che
ben conosceva queste zone perché confinanti con la proprietà di famiglia, citò
espressamente il nucleo di Pescarenico nel suo romanzo. La chiesa dei Santi Materno e
Lucia si affaccia sulla piazza intitolata a Padre Cristoforo, noto personaggio manzoniano. A
Pescarenico, le peripezie di Renzo e Lucia sembrano prendere vita.
Per la CMB: Marco Giacometti
Foto: La Conferenza Magistrale Bregaglia a Pescarenico in riva all’Adda, là dove il lago
diventa fiume

Giovedì, 16 Maggio 2019 14:15

LA VETTA E L'ABISSO. UN LIBRO SULLA MONTAGNA

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La vetta e l'abisso. Metafore della montagna

“Andar per montagne” significa anche rammentare
che l’abisso si oppone allo svettare della montagna:
ne è il pieno e il vuoto allo stesso tempo.
La materia che lo riempie è l’ombra della verticalità.
Ciò che lo svuota è la sua negazione.
Erte rocce e diafani ghiacciai “millantano”
un’altezza assoluta che sopravvive nel basso ed è minacciata dal basso.

La luce che investe le alture proietta la scura testimonianza dell’innalzamento al cielo,
ma nella sua estensione sul terreno ritorna al fondo, alla valle incastonata, ai baratri nascosti,
come la voce attutita del sosia costituisce lo scarto e la resistenza all'individuo che lo subisce.
Questo volume è una “guida” - da portare sempre in tasca durante l’escursioni in montagna
- per gustare al meglio la completezza di un’esperienza.

LIBEREDIZIONI
PRENOTABILE QUI:

https://www.ledliberedizioni.it/collane/narrativa/la-vetta-e-labisso-metafore-della-montagna-detail.html?jjj=1557650495371&utm_source=Facebook&utm_medium=post&utm_campaign=La_vetta_e_l'abisso&fbclid=IwAR0uZ05GmmoD3hXirFWwmfTIBDbaI33pkmVo78cjRp4ObMAh15re8xgiwT4

Venerdì, 10 Maggio 2019 08:51

DAL MEDIO ALL'ORIENTE, MOSTRA FOTOGRAFICA

Scritto da in Cultura

“Dal Medio all’Oriente”
Dal 18 maggio al 9 giugno 2019 in mostra le fotografie di Pietro Sala e Federico Wilhelm


DAL MEDIO ALL’ORIENTE
Mostra fotografica
PIETRO SALA e FEDERICO WILHELM
18 maggio - 9 giugno 2019
Inaugurazione Venerdì 17 maggio | h. 18:00
Giovedì - Venerdì - Sabato h. 17:00 - 19:00
Domenica h. 11:00 - 13:00 | 17:00 - 19:00
INGRESSO LIBERO

Un viaggio per immagini, in Siria e Birmania, attraverso gli scatti di Pietro Sala e Federico Wilhelm, protagonisti della mostra “Dal Medio all’Oriente” che sarà inaugurata venerdì 17 maggio, alle 18:00, negli spazi di Oto Lab, in via Mazzucconi a Rancio.

La mostra, composta da un centinaio di foto, realizzata in collaborazione con Earth Viaggi e patrocinata da Les Cultures e Immagimondo, propone gli inediti lavori “Siria 2010” di Pietro Sala e “Giorni in Birmania” di Federico Wilhelm.

«Le foto che espongo - racconta Pietro Sala - sono riferite ad un viaggio in Siria organizzato con l’Associazione ex alunni Liceo Classico A-Manzoni di Lecco nel maggio 2010. La data è significativa ed importante; infatti il 2010 è l’anno precedente lo scoppio della guerra in Siria, iniziata il 15 marzo 2011, sull’onda della Primavera araba, l’insieme di proteste e rivolte di piazza che tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 hanno mosso il Medio e Vicino Oriente e il Nord Africa, alla ricerca di una democratizzazione contro gli autoritarismi. Una guerra che tuttora continua ed ha distrutto la Siria. Parlano le cifre: quasi mezzo milione di morti, sei milioni di rifugiati all’estero, sei milioni e mezzo di sfollati interni, otto persone su dieci sotto il livello di povertà; un patrimonio storico ed artistico danneggiato o distrutto, in particolare Aleppo e Palmyra. Le foto esposte vogliono documentare, per quanto possibile, luoghi e persone prima di questa grande tragedia; persone, soprattutto bambini, dignitosi e fieri pur nella loro povertà; luoghi, testimoni di un grande passato, ricchi di storia e di fascino. A testimonianza e memoria delle distruzioni portate dalla guerra, ho voluto esporre, a fianco delle mie foto, pochi ma significativi documenti delle distruzioni fisiche e morali del conflitto».

Un omaggio a Orwell il titolo scelto da Wilhelm, che con gli scatti realizzati durante un viaggio in Birmania del 2015 mette in luce i forti contrasti di questo Paese. «Giorni in Birmania - spiega il fotografo Federico Wilhelm - è il primo romanzo scritto da George Orwell, aspramente critico verso il colonialismo inglese, pubblicato nel 1934 e frutto della sua esperienza degli anni Venti, quando era arruolato nella Polizia Imperiale Indiana. Lo Stato ha cambiato nome, diventato Myanmar nel 1989 per imposizione della giunta militare. Più recentemente, dopo mezzo secolo di regime dispotico e imperscrutabile, il paese sta faticosamente ricercando nuovi equilibri politici ed economici: la stessa leader Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991 e adorata dalla maggioranza dei connazionali, dal 2017 è duramente biasimata da molte autorità internazionali per l’indifferenza mostrata verso la minoranza etnica mussulmana Rohingya, perseguitata da fazioni buddhiste e dagli stessi militari governativi. Pur nell’evidente e consumistica attuale diffusione della tecnologia, la visita alle aree birmane accessibili ai turisti è assimilabile a un viaggio che arretra nel tempo: terra disseminata di pagode dorate, cittadine diroccate e villaggi rustici popolati in apparente dignitosa povertà, dove l’agricoltura e ogni lavoro vengono praticati con strumenti primordiali, sorretti da una sorprendente abilità manuale. Le fotografie, scattate nel 2015, interpretano il territorio e le attività commerciali e lavorative che in alcune zone si sviluppano integralmente su palafitte e sull’acqua, elemento primario per spostamenti e sopravvivenza. Il tema della spiritualità buddhista permea ogni ambito della quotidianità, richiamato dalle infinite architetture di pagode e stupa e testimoniato dalla moltitudine onnipresente delle tonache rosse dei monaci questuanti».

Fotografie ma non solo: durante le settimane di permanenza della mostra “Dal Medio all’Oriente” a spazio Oto Lab, saranno proposte nell’ex opificio di via Mazzucconi anche due serate di approfondimento. La prima, in programma per giovedì 23 maggio alle 21:00, si intitola “Siria: guerra senza rifugio” e avrà come relatore Duccio Facchini, giornalista e autore. Il secondo appuntamento, in programma per giovedì 6 giugno alle 21:00, è una conferenza per immagini a cura di Federico Wilhelm intitolata “Seconda visione”.

La mostra sarà visitabile fino al 9 giugno con i seguenti orari di visita: la domenica dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 19:00, e il giovedì il venerdì e il sabato dalle 17:00 alle 19:00.

Lunedì, 06 Maggio 2019 11:02

PAOLO GULISANO E GIULIO VERNE

Scritto da in Cultura

E se Verne non si fosse inventato proprio nulla?

Il poligrafo ed eclettico Paolo Gulisano, già medico ed esperto di letteratura anglosassone con particolare predilezione per Chesterton e Tolkien, trovatosi in crisi di astinenza un giorno in cui per ben due ore non aveva scritto niente, ha escogitato I Crononauti (Elledici, pagg. 168, euro 9,90), inaugurando il suo ingresso anche nella fiction. Si tratta di un romanzo d'avventure per ragazzi, ma pure per gli attempati che hanno letto i classici per la gioventù. Infatti, la miriade di riferimenti còlti & eruditi di cui sono disseminate le pagine potrà, temo, essere lucrata solo dai nati nel secolo scorso, e almeno nella seconda metà del medesimo. Sanno i ragazzi d'oggi chi era Jules Verne? Hanno letto qualcosa di Sherlock Holmes e di James Bond? Ma non ha importanza, perché le strizzatine d'occhio dell'autore, novello Umberto Eco, troveranno sicuramente chi saprà lucrarle.

Paul McGulisan ha immaginato un tempo ottocentesco in cui a un giovane Verne (ma chi sia lo si capisce man mano) appaiono dei «crononauti» venuti con una macchina del tempo da un futuro remoto (20mila anni, notare il numero che si rivelerà ricorrente) per cercare di impedire la catastrofe che in un'epoca imprecisata si abbatterà sul mondo riportandolo all'età della pietra. Con costoro, sparsi per il pianeta a causa di un incidente di percorso, il bretone Jules vivrà esattamente tutte le avventure che, poi, finita l'avventura coi crononauti, metterà per iscritto diventando un romanziere famosissimo. Insomma, il Nautilus, il capitano Nemo, le settimane in pallone, il viaggio al centro della terra e quello dalla terra alla luna sono state vere esperienze che Jules ha effettivamente vissuto. Anche il giro del mondo in ottanta giorni che, partendo dalla Londra vittoriana, fornisce l'occasione di far comparire il padre di Mycroft (al lettore indovinare il riferimento), che sarebbe l'«M» dei servizi segreti di allora (idem).

C'è il fondato sospetto che Gulisano si sia divertito soprattutto lui, a scrivere questa storia zeppa di rimandi. In ogni caso, io mi sono senz'altro divertito a leggerla. I lettori mi scuseranno se, dato l'oggetto, non posso dire di più. Comunque, è un'opera che appassionerà i padri. E che potrà essere utilmente girata ai figli. Chissà che non ci prendano gusto e non nasca in loro la voglia di approfondire...

Rino Camilleri
http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/e-se-verne-non-si-fosse-inventato-proprio-nulla-1688104.html

Domenica, 28 Aprile 2019 07:31

APPELLO: LA STORIA E' UN BENE COMUNE

Scritto da in Cultura

Appello: la storia è un bene comune, salviamola

Molti intellettuali e  professori di Storia approvano il manifesto lanciato dallo storico Andrea Giardina, dalla senatrice a vita Liliana Segre e dallo scrittore Andrea Camilleri per ridare dignità nelle scuole alla materia

Dopo quelle, per citarne alcune, di Alberto Asor Rosa, Corrado Augias, Roberto Saviano, Michela Murgia, Guido Crainz, Gad Lerner, Benedetta Tobagi, Michele Mari, Giovanni De Luna, Stefano Massini, Eva Cantarella, Gustavo Zagrebelsky e Antonio Scurati, si aggiungono, tra le altre, le adesioni di Ezio Bosso, Enzo Bianchi, Giordano Bruno Guerri, Carlo Petrini e Maurizio Landini, Carlo Feltrinelli, Carla Nespolo, Sandra Ferri e Stefano Mauri.  Storici, scrittori, cattedratici, editori, archeologi, artisti, fumettisti: la lista con cui il mondo della cultura si mobilita è lunga. E aumenta di ora in ora.

La storia è un bene comune. La sua conoscenza è un principio di democrazia e di uguaglianza tra i cittadini. È un sapere critico non uniforme, non omogeneo, che rifiuta il conformismo e vive nel dialogo. Lo storico ha le proprie idee politiche ma deve sottoporle alle prove dei documenti e del dibattito, confrontandole con le idee altrui e impegnandosi nella loro diffusione.

Ci appelliamo a tutti i cittadini e alle loro rappresentanze politiche e istituzionali per la difesa e il progresso della ricerca storica in un momento di grave pericolo per la sopravvivenza stessa della conoscenza critica del passato e delle esperienze che la storia fornisce al presente e al futuro del nostro Paese.

Sono diffusi, in molte società contemporanee, sentimenti di rifiuto e diffidenza nei confronti degli “esperti”, a qualunque settore appartengano, la medicina come l’astronomia, l’economia come la storia. La comunicazione semplificata tipica dei social media fa nascere la figura del contro-esperto che rappresenta una presunta opinione del popolo, una sorta di sapienza mistica che attinge a giacimenti di verità che i professori, i maestri e i competenti occulterebbero per proteggere interessi e privilegi.

I pericoli sono sotto gli occhi di tutti: si negano fatti ampiamente documentati; si costruiscono fantasiose contro-storie; si resuscitano ideologie funeste in nome della deideologizzazione. Ciò nonostante, queste stesse distorsioni celano un bisogno di storia e nascono anche da sensibilità autentiche, curiosità, desideri di esplorazione che non trovano appagamento altrove. È necessario quindi rafforzare l’impegno, rinnovare le parole, trovare vie di contatto, moltiplicare i luoghi di incontro per la trasmissione della conoscen

Ma nulla di questo può farsi se la storia, come sta avvenendo precipitosamente, viene soffocata già nelle scuole e nelle università, esautorata dal suo ruolo essenziale, rappresentata come una conoscenza residuale, dove reperire al massimo qualche passatempo. I ragazzi europei che giocano sui binari di Auschwitz offendono certo le vittime, ma sono al tempo stesso vittime dell’incuria e dei fallimenti educativi.

Il ridimensionamento della prova di storia nell’esame di maturità, l’avvenuta riduzione delle ore di insegnamento nelle scuole, il vertiginoso decremento delle cattedre universitarie, il blocco del reclutamento degli studiosi più giovani, la situazione precaria degli archivi e delle biblioteche, rappresentano un attentato alla vita culturale e civile del nostro Paese.

Ignorare la nostra storia vuol dire smarrire noi stessi, la nostra nazione, l’Europa e il mondo. Vuol dire vivere ignari in uno spazio fittizio, proprio nel momento in cui i fenomeni di globalizzazione impongono panorami sconfinati alla coscienza e all’azione dei singoli e delle comunità.

Per questo cittadini di vario orientamento politico ma uniti da un condiviso sentimento di allarme si rivolgono al governo e ai partiti, alle istituzioni pubbliche e alle associazioni private perché si protegga e si faccia progredire quel bene comune che si chiama storia
e chiedono

che la prova di storia venga ripristinata negli scritti dell’esame di Stato delle scuole superiori.

che le ore dedicate alla disciplina nelle scuole vengano incrementate e non ulteriormente ridotte.

che dentro l’università sia favorita la ricerca storica, ampliando l’accesso agli studiosi più giovani.

Andrea Giardina
Liliana Segre
Andrea Camilleri

Sabato, 27 Aprile 2019 09:03

A OGGIONO PREMIAZIONE GIOVANI LETTORI

Scritto da in Cultura

Serata di premiazione dei vincitori del gioco “Una pagina tira l’altra” – Anno scolastico 2018-2019 – 6° edizione
Venerdi 3 maggio 2019 – ore 20:30
Presso l’Aula Magna della Scuola secondaria di primo grado “Marco di Oggiono”
 
Dopo tre mesi di letture, da mercoledì 2 gennaio a sabato 30 marzo, i vincitori della sesta edizione di “Una pagina tira l’altra” verranno premiati nella serata di venerdì 3 maggio, presso l’Aula Magna della Scuola secondaria di primo grado “Marco d’Oggiono”.
 
Per garantire la sorpresa ai  giovani lettori, si anticipano solamente alcune informazioni generali:

    Nr. dei lettori: 178 (edizione precedente: 192)
    Nr. dei libri letti: 1156 (edizione precedente: 1173)
    Totale delle pagine lette: 155.832 (edizione precedente 151.988).

L’iniziativa consiste in un gioco-concorso sulla lettura indirizzato alle classi terze, quarte e quinte delle scuole primarie del territorio  (“Armando Diaz”, “Madonnina del Duomo” e “Salvo D’Acquisto”); lo scopo è accumulare il maggior numero di pagine lette, sia come classe che individualmente.
Infatti i premi in palio, che consistono in buoni-libro per un valore complessivo di euro 450,00, sono sei: 3 premi  per i lettori individuali e 3 per le classi più forti.
Nel regolamento in allegato è possibile reperire ulteriori informazioni sul funzionamento della competizione, così come ai due seguenti link:
http://www.comune.oggiono.lc.it/hh/www.halleyweb.com/c097057/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/655
http://lecco.biblioteche.it/library/oggiono/una-pagina-tira-l-altra-2018-2019
 

PASQUETTA AL MUSEO LA FORNACE CON 270 PRESENZE.

SI e' replicato IL 25 APRILE

Una partecipazione inaspettata e lusinghiera con oltre 270 visitatori durante il giorno di Pasquetta, segno evidente di una proposta didattica di assoluto interesse per il Museo La Fornace, per la prima volta non accoppiato ai tradizionali appuntamenti della Sagra delle Sagre e delle Manifestazioni Zootecniche Valsassinesi.

La caccia alle uova organizzata tra le diverse sezioni del museo ha destato notevole interesse e divertimento.

Sono state le famiglie, ma soprattutto i bambini, gli indiscussi protagonisti di questa riuscita iniziativa che aprirà le sue porte anche giovedì 25 aprile, con attività di educazione ambientale per grandi e piccini, laboratori didattici naturalistici, filmati, fotografie, esposizione di oggetti antichi e molto altro ancora.

Il Museo sarà visitabile dalle 10:00 alle 18:00, mentre le attività verranno svolte nelle seguenti fasce orarie: la mattina dalle 10:30 alle 12:00, il pomeriggio dalle 15:00 alle 17:00, con merenda a base di pane, burro e zucchero per tutti alle ore 16:00. L'ingresso e la partecipazione alle attività sono gratuite.

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