MERCATO DUE RUOTE, CONFINDUSTRIA ANCMA: IL MAGGIO DELLA FASE 2 CHIUDE A -10,35%

Il presidente dell’associazione Magri: “Rinnovare dialogo costruttivo con Governo per colmare loro gap conoscitivo e chiedere attenzione su settore trainante”

“In contesto di crisi gravissima e di totale assenza di misure incentivanti da parte del Governo per il nostro settore, il primo mese di riapertura delle concessionarie raccoglie qualche timido e marginale segnale di vitalità. Un risultato ottenuto solo grazie alle generose politiche commerciali messe in campo dalle case costruttrici, a chi acquista ancora per passione e alla crescente propensione dei cittadini a scegliere le due ruote come soluzione efficace di mobilità della ripartenza”. Così Paolo Magri, presidente di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori), commentando oggi i dati di immatricolazione delle due ruote a motore del mese di maggio, che chiude con un -10,35% sullo stesso mese del 2019.

 

-37,8% SU PRIMI 5 MESI ANNO - “Tutto questo – ha aggiunto Magri – è comunque insufficiente per rialzare un mercato connotato da una fortissima stagionalità, che nei primi cinque mesi del 2020 ha fatto segnare un pesante – 37,8% rispetto all’anno precedente, riportandoci indietro agli anni più bui per il nostro comparto”.

COLMARE GAP CONOSCITIVO ISTITUZIONI - “La nostra industria non si piange addosso, ma – ha concluso Magri - di fronte al valore che creiamo e agli ingenti investimenti in ricerca e innovazione che le case motociclistiche mettono in campo per migliorare l’impatto ambientale dei veicoli e fare delle due ruote una soluzione sostenibile e fruibile, siamo pronti nuovamente a colmare, con un dialogo costruttivo e responsabile, quel gap conoscitivo e talvolta ideologico che ha portato le istituzioni a dimenticarsi di un settore trainante che, tra le altre cose, offre occupazione a oltre 40mila persone e che nel 2019 ha contribuito con un gettito erariale di oltre 5,5 miliari di euro”.

IL MERCATO DI MAGGIO - Entrando nel vivo dei dati, nel mese di maggio – la valutazione non può trascurare il fatto che i concessionari moto hanno ripreso l'attività lunedì 4 maggio, perdendo due giorni lavorativi - il totale immatricolato (veicoli > 50cc) si attesta sulle 25.660 unità, corrispondenti ad un calo del 10,35%. Migliore l'andamento degli scooter, che fanno registrare 14.510 veicoli e una flessione del 9,57%, più marcato invece il calo delle moto (-11,35%), pari a 11.150 veicoli venduti. I ciclomotori si fermano a 1.335 unità con una flessione del 27%.

IL SUCCESSO DELL’ELETTRICO - Un discorso a parte merita il mercato dell'elettrico, in netta controtendenza rispetto ai veicoli termici: se i ciclomotori a emissioni zero, con 240 veicoli venduti, segnano un calo del 11,1% (risultato comunque lusinghiero rispetto ai termici), scooter e moto elettriche, complici le commesse dello scooter sharing, quadruplicano le vendite con 718 pezzi.

I PRIMI CINQUE MESI DELL’ANNO - Nel totale anno (gennaio – maggio 2020), le immatricolazioni si attestano a 67.802 unità (-38,6% rispetto allo stesso periodo del 2019), con le moto che immatricolano 31.205 veicoli e perdono il 40,2% del loro mercato e gli scooter che fanno registrare 36.597 unità e un calo del 37,1%. Meno negativo l'andamento dei “cinquantini”, che perdono il 25,9% del venduto e registrano 5.374 pezzi. Il mercato complessivo (immatricolazioni + ciclomotori) si attesta sulle 73.176 unità, con un calo del 37,8%.

ANALISI PER CILINDRATA - Negli scooter si evidenzia la tenuta dei 125cc, che si confermano cilindrata più venduta con 13.250 veicoli pari a -36,1%. Seguono le cilindrate 300-500 con 12.572 unità, che mostrano un vistoso calo del 45,1%. Migliori rispetto all'andamento generale del segmento le cilindrate 150-250cc con 6.471 pezzi e un calo del 31,7% e, soprattutto, i maxiscooter oltre 500cc, che immatricolano 4.304 veicoli e segnano una flessione del 16,2%.

Nelle moto le cilindrate oltre 1000cc guadagnano il vertice con 8.640 veicoli immatricolati e un calo del 36,1%, seguite dalle cilindrate 800-1000 con 7.788 unità, ma un andamento decisamente peggiore, che si attesta al -48,2%. Al terzo posto le 650-750cc, che fanno registrare 5.346 veicoli per una flessione del 35,8%. In linea con l'andamento generale sia le 300-600cc con 5.424 pezzi e un calo del 40,2%, sia le 125 con 3.071 unità e una flessione del 40%. Chiudono le cilindrate comprese tra 150cc e 250cc che, a fronte di sole 936 immatricolazioni, fanno segnare la flessione più contenuta (-16,3%).

I SEGMENTI - Nell'analisi per segmento moto, troviamo al primo posto le enduro che totalizzano 11.706 pezzi pari a una flessione del 36,8%. Seguono da vicino le naked con 11.008 veicoli e un calo del 42,9%. Terzo segmento per rilevanza numerica le moto da turismo, che fanno registrare 4.107 unità corrispondenti a una flessione del 41,7%. Meno negativo l'andamento delle sportive con 1.704 pezzi e un calo del 31%, mentre in profondo rosso le custom con 1.499 moto immatricolate e un calo del 45,5% e le supermotard, che fanno registrare 746 veicoli e perdono il 50,5% del mercato.
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Venerdì, 08 Maggio 2020 07:51

CAMPAGNA #USALEDUERUOTE

FASE 2, CONFINDUSTRIA ANCMA ED EICMA LANCIANO LA CAMPAGNA #USALEDUERUOTE

Dall’intera filiera delle due ruote un unico messaggio istituzionale e in contemporanea su tutte le piattaforme digitali per affrontare la mobilità della ripresa: “METTIAMOCI in Sella”

MILANO, 7 MAG. – Ore 15, l’industria delle due ruote si stringe attorno a un unico messaggio: #usaledueruote. È questo il nome della campagna di comunicazione istituzionale promossa da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionali Ciclo Motociclo Accessori) ed EICMA, il più importante evento espositivo internazionale del settore. L’intera filiera sul territorio italiano fa sistema, guarda avanti e lancia oggi un messaggio per affrontare la mobilità della Fase 2 attraverso la sensibilizzazione all’utilizzo responsabile delle due ruote con le sue prerogative esclusive. “Bici, scooter e moto – ha dichiarato il presidente di ANCMA Paolo Magri, presentando l’iniziativa – assicurano infatti un naturale distanziamento sociale, maggiore sostenibilità ambientale, maggiore velocità di percorrenza sui brevi e lunghi tragitti e facilità di parcheggio, ma anche una valida predisposizione all’intermodalità e minore impatto sul traffico urbano, che è messo a dura prova anche dal ridimensionamento del trasporto pubblico”.

La campagna ha preso avvio oggi pomeriggio sulle piattaforme digitali e social delle realtà promotrici con la presentazione del logo dedicato e la pubblicazione di un video emozionale condivisi sui singoli profili delle numerosissime imprese che hanno aderito. Nelle prossime settimane si svilupperà invece attraverso altri contenuti speciali e la declinazione di immagini coordinate multi-soggetto contraddistinte dallo slogan “METTIAMOCI in Sella”.

L’intero “pacchetto” di strumenti di comunicazione della campagna #usaledueruote è stato inoltre reso disponibile gratuitamente a tutti gli attori della filiera allargata per altri utilizzi ad hoc e per ampliarne la visibilità sui media, sul web e attraverso i social.

“Le due ruote - ha aggiunto Magri - sono state un simbolo collettivo della ripartenza nel dopoguerra e, con le dovute proporzioni, potranno esserlo ancora una volta anche oggi. La nostra non solo un’iniziativa di tutela di un comparto gravemente colpito dal lockdown e per il quale continuiamo a chiedere al Governo forme urgenti di incentivi all’acquisto, ma è una comunicazione rivolta agli utenti possessori e, soprattutto, a quelli potenziali o semplicemente ai cittadini che devono solo togliere la polvere da una bici o una moto inutilizzata in garage”. E da qui la suggestione lanciata dal video emozionale della campagna: “magari cambierai il modo di muoverti e la nostra passione potrebbe diventare anche la tua nuova abitudine”. Allora, #usaledueruote.

Venerdì, 08 Maggio 2020 07:41

I PRODUTTORI DI MOTO SCRIVONO AL GOVERNO

Roma e Milano, 5 Maggio 2020

Ill.mo Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
On. Vincenzo Spadafora Ministro per le Politiche Giovanili e Sport
On.Paola De Micheli Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti

Egregio Presidente,siamo i rappresentanti del mondo motociclistico italiano: Giovanni Copioli, Presidente della Federazione Motociclistica Italiana (FMI), e Paolo Magri, Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Motocicli e Accessori (ANCMA).FMI vanta 110.000 Tesserati (motociclisti praticanti), affiliati tramite 1.740 Moto Club diffusi sull’intero territorio nazionale.
ANCMA rappresenta Aziende che operano in Italia attraverso 13.500 dipendenti diretti i cui prodotti sono venduti tramite 6.000 Punti Vendita diffusi sull’intero territorio nazionale, generando occupazione per un indotto di 90.000 persone.Nell’anno 2019 sono stati immatricolati in Italia 250.000 tra motoveicoli e scooter, mentre gli utenti delle due ruote a motore sono attualmente circa 8.000.000 milioni di persone.La Federazione Motociclistica Italiana ha in corso importanti collaborazioni con le più importanti Istituzioni nazionali, dalla Protezione Civile all’Arma dei Carabinieri a diversi Ministeri, cui si aggiunge tra l’altro la firma di un recentissimo accordo con Federfarma per la distribuzione di medicinali alle persone in difficoltà.Ci rendiamo perfettamente conto delle difficoltà operative in cui è costretto a lavorare il Governo Italiano in queste settimane.Desideriamo però attirare con forza la Sua attenzione verso alcuni argomenti di particolare importanza, proprio a fronte dei numeri sopra elencati.

1)Situazione Economica, Mobilità e Circolazione.La prolungata chiusura obbligata delle Aziende e degli Esercizi Commerciali ha provocato un fortissimo calo dei rispettivi fatturati. E' dunque assolutamente importante individuare soluzioni per aiutare il settore a risollevarsi il più velocemente possibile.

Lo strumento degli incentivi economici è indispensabile per favorire l’accesso dei cittadini a un mezzo di spostamento sostenibile e per aiutare aziende e concessionari a smaltire gli stock di veicoli euro 4 formatisi a causa del lockdown. Moto e scooter anche elettrici, hanno un ruolo decisivo nel risolvere i problemi di traffico e certamente rispettano il fondamentale distanziamento sociale. In più sulle medie e lunghe distanze (tangenziali e strade a grande percorrenza) risultano decisamente più idonei.
Nel momento in cui si chiede alla popolazione il massimo rispetto riguardo il distanziamento fisico, favorire nel modo più ampio possibile l’utilizzo del mezzo a due ruote a motore, a basso livello di inquinamento, a ridotto “consumo” di spazio in movimento ed in parcheggio, è un elemento che dovrebbe essere preso in concreta considerazione da parte del Governo, così come anche incentivare gli indispensabili supporti di sicurezza (casco e abbigliamento tecnico), attraverso una defiscalizzazione per incoraggiarne l'acquisto. Anche le 1740 società affiliate alla Federazione Motociclistica Italiana, spina dorsale delle attività turistico\sportive in Italia, avranno poi bisogno di un aiuto economico per garantire la loro stessa sopravvivenza.

2)Discrezionalità Regionali,Attività sportiva individuale e Atleti di Interesse Nazionale.Siamo costretti a lamentare con Lei, che sicuramente ne è perfettamente cosciente, la grande discrezionalità delle disposizioni emanate dalle singole Autorità Regionali, riguardo l’uso delle motociclette sia per la pratica del “Mototurismo” che di quella più propriamente “Sportiva”. Questo genera grande confusione nei nostri utenti, che faticano a districarsi in una enorme mole di norme diverse, spesso in contrasto tra loro, alimentando le loro proteste anche nei confronti dell’Autorità di Governo.

Dal 4 maggio si possono effettuare attività sportive individuali, ma nei documenti ufficiali non riusciamo a trovare la chiarezza che auspichiamo riguardo l’uso delle motociclette, strumento a guida singola e distanziata per eccellenza. Siamo invece fermamente convinti che l’uso sportivo della motocicletta, in pista o in fuoristrada, abbia caratteristiche decisamente simili a quello della bicicletta o del cavallo. Dal punto di vista sportivo la Federazione Motociclistica si è immediatamente adeguata alle richieste governative, identificando un gruppo di Atleti di Interesse Nazionale e dando precise Linee Guida per l’utilizzo degli Impianti.

Ma proprio per la natura del mezzo tecnico utilizzato, sia in gara sia in allenamento, limitarne l’uso ad un gruppo ristretto di utenti ci appare una discriminazione non giustificata dalla situazione, visto altresì che il motociclismo conta ben 23 diverse discipline; limitare pertanto gli allenamenti agli atleti di interesse nazionale trascura la maggioranza degli appassionati che formano una base consolidata e indispensabile per le nostre attività.Da ultimo evidenziamo che la FMI ha iscritte al proprio Registro Storico oltre 250.000 motociclette. In molte parti delnostro Paese ci sono limitazioni e divieti per la loro circolazione o nei centri cittadini. In questa fase, ma anche all’auspicato ritorno alla normalità, si potrebbero sospendere questi divieti perché anche le moto storiche, se ufficialmente certificate,possono rappresentare una valida alternativa alla mobilità.

Giovedì, 07 Maggio 2020 08:32

DARE INCENTIVI AL MERCATO DELLE MOTO

MERCATO MOTO, MAGRI (CONFINDUSTRIA ANCMA): SENZA INCENTIVI PER EURO 4, 2020 CHIUDERÀ CON UNA PERDITA DEL 35%

L’associazione nazionale dei produttori: “Previsto calo fatturato per oltre 215 milioni di euro

“Senza nessuna forma di incentivazione all’acquisto da parte del Governo per i veicoli EURO 4 rimasti invenduti, il mercato 2020 di ciclomotori, moto e scooter chiuderà con pesante – 35%, che porterà a un’ulteriore perdita di fatturato superiore a 215 milioni di euro”. È quanto ha dichiarato Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA, l’associazione nazionale dei produttori di cicli e motocicli, in merito alle misure di sostegno per gli effetti dell’emergenza Covid-19.

Dopo aver diffuso nei giorni scorsi il dato di mercato delle due ruote a motore di aprile, che ha chiuso con un pesante -97%, l’associazione ha scattato oggi una fotografia economica del 2020 e in una nota torna a “sottolineare la particolare stagionalità del mercato di riferimento, che vede la metà delle vendite realizzate tra il mese di aprile e luglio”.

“Per tutelare un comparto che con l’indotto dà lavoro a oltre 40mila persone e che ha contribuito nel 2019 con un gettito erariale di 5,5 miliari di euro, le caratteristiche uniche del nostro mercato – si chiude il comunicato – ci spingono ad insistere nel richiedere forme urgenti di sostegno all’acquisto, che tengano conto anche del calo della fiducia e del potere d’acquisto delle famiglie e di una rete commerciale in pesante affanno a causa del lockdown”.

Finalmente riaprono, da Lunedi 4 Maggio, anche i concessionari delle motociclette , oltre che delle auto.
Un settore importantissimo, come giustamente ha sottolineato l'ANCMA (l'ente organizzatore dell'EICMA, una Fiera a cui partecipano migliaia di persone, quest'anno probabilmente a rischio porprio per la grandissima affluenza che agli nizi di Novembre ha sempre registrato presso la Fiera Rho di Milano) per ripensare la nuova mobilità del dopo-coronavirus.

Biciclette elettriche ma anche scooter, motorini, e moto di piu' alta cilindrata, saranno decisive per una nuova mobilità individuale in assoluta sicurezza da contagio, e per spostarsi velocemente e senza grandi problemi di parcheggio nelle nostre città e sulle strade interprovinciali, soprattutto quando c'e' bel tempo, un po' meno in condizioni climatiche avverse ( neve o pioggia).

La buona notizia e' comunque che il Governo ha ascoltato le richieste dell'Ancma, e quindi da domani riaprono la serranda i concessionari delle moto.
Molti di loro in realtà la serranda non l'avevano mai chiusa del tutto, essendo impegnati in officina in lavori di riparazione o assistenza ai mezzi (era però un problema per i motociclisti recarsi alle officine, con il rischio di incappare in qualche multa) oppure con qualche sporadica vendita online (il noto sito www.moto.it aveva organizzato delle visite virtuali ai concessionari per mettere in contatto clienti con venditori e analizzare qualche modello).

Da Martedi 5 Maggio inoltre riparte anche la Motorizzazione Civile, e si potranno di nuovo eseguire i passaggi di proprietà indispensabili per aggiornare i Libretti di Circolazione e poter utilizzare la moto, e quindi pian piano il settore dovrebbe riprendersi dal tracollo di questi ultimi due mesi ( meno 60% delle vendite a Marzo, ancor piu' drastico, forse l'80% ad Aprile).

Nella foto il concessionario Honda Perego di Dolzago

DPCM FASE 2, CONFINDUSTRIA ANCMA: IRRAZIONALE NON RIAPRIRE NEGOZI BICICLETTE

L’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori: “Difficile pianificare mobilità su due ruote in città se saracinesche ancora abbassate”

“Ci chiediamo come sia possibile immaginare una mobilità della ripartenza contraddistinta da un maggiore ricorso all’utilizzo delle due ruote con i negozi di biciclette ancora chiusi”. Così Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), commentando il Dpcm per la Fase 2 dell’emergenza Covid-19.

RETE DI OLTRE 2500 NEGOZI - “Da giorni – ha rimarcato stamane l’associazione – partecipiamo a tavoli e leggiamo dichiarazioni di rappresentanti delle istituzioni a livello nazionale e locale che annunciano incentivi e sottolineano il protagonismo delle due ruote, ma la pianificazione della mobilità urbana in questa direzione non può non considerare che una rete nazionale di oltre 2500 negozi che può offrire un servizio ai cittadini, anche adottando iniziative commerciali ad hoc per la situazione sanitaria, abbia ancora la saracinesca abbassata: è irrazionale”.

TEMA SICUREZZA UTENTI – “Di fronte a un ragionevole aumento dell’utilizzo delle due ruote – si legge ancora nella nota - la conformazione urbana di molte città suggerisce di non dimenticare il tema dalla sicurezza di ciclisti e motociclisti. Non solo sarà indispensabile fare appello ai cittadini di adottare comportamenti rigorosi e ancora più responsabili, ma anche permettere loro di comperare dotazioni di sicurezza, caschi, caschetti e abbigliamento protettivo con più facilità. Per questo chiediamo nuovamente a nome di tutto il settore di riaprire i negozi di biciclette il prima possibile e auspicabilmente di prevedere forme di defiscalizzazione per l’acquisto di materiale protettivo e altri dispositivi di sicurezza come luci, pettorine e riflettori”.

MAGRI (CONFINDUSTRIA ANCMA): INCENTIVI ACQUISTO DUE RUOTE SIANO ANCHE PER CICLOMOTORI E MOTO

 “È un’ottima idea quella di prevedere agevolazioni per l’e-bike, le bici e i monopattini, ma il ritorno in strada dopo il lockdown sarà ragionevolmente contraddistinto da un nuovo protagonismo delle due ruote a tutto tondo nella mobilità individuale, soprattutto nei grandi centri urbani: per questo chiediamo che forme di incentivo all’acquisto di carattere economico o fiscale siano previste anche per ciclomotori e moto”. Così Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo ed Accessori), commentando le anticipazioni secondo cui il Governo stia definendo per la ‘Fase 2’ misure per favorire l’acquisto di biciclette tradizionali e a pedalata assistita.

MISURE ‘DECRETO CLIMA’ - In una nota diffusa stamane Magri ha ricordato che “ci sono già sul piatto 255 milioni di euro, ancora inutilizzati, per sostenere le misure dal ‘Decreto Clima’, che prevedono contributi fino a 1500 euro per l’acquisto di bici tradizionali ed e-bike a fronte di una rottamazione di veicoli più inquinanti”.

PIANO INCENTIVI PER TUTTE LE DUE RUOTE - “Alla luce di questo stanziamento e delle positive intenzioni dell’esecutivo, confermate anche dal ministro De Micheli, – ha concluso Magri – crediamo sia necessario armonizzare le misure e prevedere un piano strutturale di incentivazione all’acquisto sul breve periodo in grado di valorizzare le caratteristiche di tutta la mobilità su due ruote: distanziamento sociale, maggiore sostenibilità ambientale, maggiore velocità di percorrenza e facilità di parcheggio, predisposizione all’intermodalità e minore impatto sul traffico urbano”.

RIAPRIRE SUBITO FILIERA DUE RUOTE O A RISCHIO TENUTA SETTORE

L’industria delle due ruote, alla quale ANCMA offre rappresentanza istituzionale, impiega circa 20.000 dipendenti diretti e fattura5 miliardi di euro. La produzione italiana di biciclette (2,3 milioni di unità) e motocicli (300 mila unità) occupa saldamente il primo posto a livello europeo. Nel nostro Paese operano nel settore circa 5.000 punti vendita e, complessivamente, il commercio di bici, moto, ciclomotori, scooter, componenti e accessori, tenendo conto anche dell’indotto, dà lavoro a circa 60.000 persone.

Il presidente dell’associazione dei produttori di cicli,motociclie accessori: “I nostri veicoli avranno ruolo importantissimonella mobilità della ripartenza, imprese pronte a riprendere già oggi adottando con responsabilitàprotocolli sanitari condivisi”

“Il nostro sistema industriale e la rete di distribuzione e vendita stanno subendo un danno economico molto rilevante, la tenuta è a rischio”. A lanciare il grido d’allarme dellafiliera nazionale delle due ruoteè Paolo Magri,presidente di Confindustria ANCMA, l’associazione dei produttori di cicli, motocicli e accessori, che in una lettera indirizzata al Governo e a Vittorio Colao, il manager che guida la task force per la ripartenza, ha chiesto“lariapertura immediata delleimprese del settore”.

PROTOCOLLI SANITARI RIGOROSI -“I nostri associati –sottolinea Magri in una nota diffusa stamane–sono pronti a riprendere già oggi e a farlo con responsabilità, adottando in modo rigoroso i protocolli sanitari condivisicon le parti sociali, nell’interesse dei lavoratori e della tutela di un mercatocontraddistinto da una forte stagionalità”.

MERCATO, MARZO MENO 66% -“A differenza di altri settori–continua il presidente di ANCMA –quello delle due ruote concentra infatti la gran parte delle vendite nel periodo tra aprile e luglio. Solo nel mese di marzo, con la chiusura dei concessionari, abbiamo subito una contrazione del 66% rispetto all’anno precedentee le previsioni su maggio sono molto negative: proprio per lecaratteristiche del nostro mercato difficilmente potremmo recuperare una parte di questi volumi se si protrarrannole chiusure”.

SETTORE DI ECCELLENZE PRODUTTIVE -Ma a preoccupare l’associazione sono anche le ripercussioni sull’export e le vendite su mercati esteri attivi, dove le aziende italiane giocano un ruolo indiscusso di leadership. “Basti pensare –spiega Magri –che il 18% della produzione europea di biciclettee quasi la metà dimotoavviene in Italia: parliamo di un eccellenza industriale da circa 320mila veicoli e 2,6 milioni di biciall’anno, a cui si aggiungano importanti realtà industriali e artigianali che producono accessori, componenti e abbigliamento tecnicoche hanno fatto la storia di questo settorea livello internazionale”.

RETE VENDITA IN AFFANNO -Infine, il pensiero del presidente di Confindustria ANCMA va alla rete di vendita,“un tessuto commerciale costituito da circa 5000 negozi, piccole realtà imprenditoriali talvolta a conduzione familiare, che in questo momento con l’adozione, ad esempio, di misure di vendita alternativepotrebbero inqualche misura tornare a respirare e favorire la diffusione di bici e moto”. DUE RUOTE E MOBILITÀ RIPARTENZA -“Le due ruote, siano esse a pedale, a motore o a trazione elettrica –ha concluso Magri –giocheranno infatti un ruolo importantissimo nella mobilità individuale della ripartenza, soprattutto nei contesti urbani, dove possono assicurare in maniera esclusiva il distanziamento sociale, la velocità negli spostamenti e una maggiore sostenibilità ambientale”.