Vaccarino: “E’ necessario sostenere le imprese”

Il perdurare della crisi pandemica e le nuove restrizioni varate dal Consiglio dei Ministri rendono indispensabile un ulteriore intervento di tregua fiscale. CNA sollecita il Governo a prorogare la sospensione dei termini di pagamento delle cartelle esattoriali e degli avvisi bonari per scongiurare un’ulteriore tegola su milioni di attività già stremate dalla profonda crisi economica.

La Confederazione, inoltre, chiede che al finire del periodo di sospensione sia prevista la possibilità di versare le somme dovute tramite una congrua rateizzazione.

“Davanti a noi ci sono ancora mesi molto difficili – afferma il presidente della CNA, Daniele Vaccarino – è necessario, tanto più alla luce della crisi di Governo, sostenere il tessuto produttivo con misure efficaci per evitare di cancellare migliaia di imprese che stanno facendo sforzi straordinari”.

 BREXIT: Accordo sugli scambi e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito

Il 24 dicembre scorso è stato raggiunto un "agreement in principle" con il Regno Unito, che definisce la futura cooperazione UE-UK a partire dal 1° gennaio 2021, scongiurando il tanto temuto "no deal".

Esso riguarda non solo gli scambi di merci e servizi ma anche un'ampia gamma di altri settori di interesse dell'Unione, quali gli investimenti, la concorrenza, gli aiuti di Stato, la trasparenza fiscale, i trasporti aerei e stradali, l'energia e la sostenibilità, la pesca, la protezione dei dati e il coordinamento in materia di sicurezza sociale.

Dal 1° gennaio, a prescindere dall'accordo appena siglato, il Regno Unito non sarà più parte del mercato unico e lascerà l'unione doganale dell'UE insieme a tutte le politiche dell'Unione europea e agli accordi internazionali. Avrà fine la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali tra il Regno Unito e l'Unione Europea.

Di seguito si forniscono alcuni primi cenni relativi agli effetti dell'accordo di libero scambio che vanno a mitigare le conseguenze rispetto ad una Brexit senza accordo.
Esso prevede l'assenza di dazi e contingenti per le merci oggetto di scambi commerciali tra Regno Unito e i Paesi dell'Unione europea, ma resta fermo nell'obbligo di assolvere le procedure doganali, benché facilitate.
La qualificazione tecnica dell'operazione di scambio rimane quella di esportazione verso un Paese Terzo e, pertanto, assoggettabile all'art. 8, D.P.R. n. 633/72.

E' stato inoltre previsto dall'Accordo il mutuo riconoscimento della qualifica di AEO e Esportatore Autorizzato, che faciliterà di gran lunga le procedure doganali. L'accordo eviterà gli ostacoli tecnici al commercio, ad es. prevedendo che si possa con autocertificazione dichiarare la conformità regolamentare per i prodotti a basso rischio e agevolazioni per altri prodotti specifici di reciproco interesse, come l'automotive, il vino, i prodotti organici, i prodotti farmaceutici e i prodotti chimici.
Tuttavia, tutte le merci del Regno Unito che entrano nell'UE dovranno comunque soddisfare gli elevati standard normativi dell'UE, anche in materia di sicurezza alimentare (ad esempio standard sanitari e fitosanitari) e sicurezza dei prodotti.

In materia di trasporto stradale è stata assicurata la continuità per gli autotrasportatori dell'UE e del Regno Unito di poter trasportare merci da e verso qualsiasi punto del territorio dell'altra parte, a condizione che soddisfino gli elevati standard concordati in materia di sicurezza e condizioni di lavoro.

Origine delle merci e regole per gli scambi L'origine sarà determinata in base alle regole dell'accordo, contenute da pagina 27 a 41 e negli allegati ANNEX ORIGIN da 1 a 6, rimanendo nella sfera dell'origine preferenziale.

Per facilitare il compito agli operatori, l'accordo consente alle imprese di auto-dichiarare l'origine delle merci e prevede che le imprese possano tenere conto non solo dei materiali originari utilizzati, ma anche se la lavorazione sostanziale è avvenuta nel Regno Unito o nell'Unione Europea.

L'attestazione di origine:

è compilata dall'esportatore del bene sulla base di informazioni che dimostrano che il prodotto è originario. L'esportatore è responsabile della correttezza dell'attestazione di origine e delle informazioni fornite;
può essere resa su una fattura o su qualsiasi altro documento che descriva il prodotto originario in modo sufficientemente dettagliato da consentirne l'identificazione;
è valida per 12 mesi dalla data in cui viene rilasciata;
può applicarsi a un'unica spedizione di uno o più prodotti importati o a spedizioni multiple di prodotti identici importati entro il periodo specificato nell'attestazione di origine, che non deve superare i 12 mesi.

Inoltre, l'accordo prevede che l'esportatore, per rendere la propria dichiarazione sull'origine preferenziale, debba acquisire la dichiarazione del fornitore, secondo il modello previsto all'ANNEX ORIG-3. Tale dichiarazione può avere anche la forma di dichiarazione a lungo termine nel caso di forniture ricorrenti da parte dello stesso soggetto.
Non è previsto che tali dichiarazioni siano validate da altri soggetti terzi, quali le Camere di commercio.

Non è necessario ricorrere ai certificati di origine non preferenziali rilasciati dalle Camere per l'esportazione verso il Regno Unito, a meno che non si tratti di merce originaria di un Paese terzo.

Per le merci attualmente origine UE (per incorporamento di materiali di origine UK o di lavorazioni sostanziali effettuate in UK) il carattere originario non preferenziale dei prodotti dovrà essere oggetto di rivalutazione, considerando che i materiali UK o le lavorazioni effettuate in UK saranno del tutto equiparabili a quelle di un Paese terzo.

L'attribuzione dell'origine non potrà più essere considerata dell'UE neanche per i prodotti originari del Regno Unito giunti sul nostro territorio prima del 1° gennaio 2021.

Di conseguenza, per i beni acquistati anche in precedenza da fornitori inglesi, per i quali occorresse il rilascio di un certificato di origine per una successiva esportazione, non potrà più essere certificata l'origine UE se si tratta di beni di produzione o ultima lavorazione sostanziale avvenuta in UK. In tali casi nella casella 3) del certificato dovrà essere menzionato il Regno Unito, come qualsiasi altro Paese terzo e, nel caso di origini multiple, andrà evidenziato in casella 6) il Regno Unito con riferimento alle singole merci originarie di quel Paese.

A prova d'origine delle merci (in mancanza di bollette doganali pregresse) occorrerà esibire eventuali etichettature recanti il "Made in UK" o specifiche dichiarazioni dei produttori inglesi.

Carnet ATALa Direzione Generale Fiscalità e Unione doganale dell’Unione Europea (DG TAXUD) ha precisato che i Carnet ATA emessi nel 2020 e ancora validi nel 2021 possono essere utilizzati per la temporanea importazione di beni in Gran Bretagna anche dal 1 gennaio 2021. In questi casi, al momento dell'uscita della merce sarà necessario presentare il Carnet ATA e le merci in dogana per espletare le formalità di riesportazione, è quindi consigliabile che i titolari richiedano un set di fogli souche e fogli volet bianchi aggiuntivi (importazione e riesportazione) alla Camera di Commercio. In via del tutto eccezionale e per la specifica circostanza, il set di fogli aggiuntivi potrà essere inserito anche nel Carnet ATA base a condizione che, esaurite le operazioni doganali di riesportazione e di reimportazione, il documento venga immediatamente restituito alla Camera di Commercio.

Movimento delle persone

Dall'inizio del 2021 sarà anche interrotta la libera circolazione tra l'Ue e il Regno Unito. Il 1 gennaio scatterà, infatti, il nuovo sistema di immigrazione.
Non ci sarà bisogno di visto per i turisti, ma per visitare il Paese sarà necessario il passaporto e non si potrà restare per più di tre mesi. Tuttavia, per i cittadini UE che visiteranno la Gran Bretagna, fino al 1 ottobre 2021 l'accesso sarà ancora possibile anche con la carta d'identità valida per l'espatrio.

I cittadini europei che vivono nel Regno Unito potranno ottenere lo status di residente permanente (settled status) o di residente provvisorio (pre-settled status), se vivono nel Paese da meno di 5 anni.

Sul piano dell'istruzione il Regno Unito ha rinunciato al programma Erasmus.
Anche per i giovani studenti che vogliono andare in vacanza studio sarà più complicato in quanto servirà un visto “breve”, il passaporto e un’assicurazione sanitaria.

 

Giovedì, 31 Dicembre 2020 07:15

FORMAGGI E VINI LOCALI PER IL CENONE

San Silvestro: cenone in “zona rossa” ma a Como e Lecco trionfa in tavola il km zero

Bollicine, cotechini e lenticchie presenti sulla stragrande maggioranza delle tavole lariane

Rigorosamente a casa, rigorosamente “a chilometro zero”: è un veglione “in zona rossa” e tra le mura domestiche quello che attende quest’anno le due province di Como e Lecco. Il cenone sarà dunque tra le mura domestiche, ma senza rinunciare a gusto e territorio. La tendenza 2020 del “cenone” che accompagnerà la notte più lunga dell’anno premierà il “chilometro zero made in Lario”, che sarà protagonista con i suoi prodotti nelle tavole delle nostre province.

Lo spumante – sottolinea la Coldiretti interprovinciale – si conferma come il prodotto prediletto per il brindisi di mezzanotte, ma c’è grande attenzione anche per i vini prodotti sul nostro territorio: quest’anno, scegliere una bottiglia made in Italy e made in Lario è anche un gesto importante di attenzione per un settore in profonda sofferenza, che con la forte limitazione del canale horeca sta subendo perdite ingentissime.

Immancabile anche la presenza in tavola del cotechino brianzolo accompagnato dalle lenticchie che, secondo la tradizione popolare, sono portatrici di fortuna e ricchezza. Con la presenza di cotechini e salami da cuocere sulle tavole del Capodanno, si festeggia quest’anno anche la prossima entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria per tutti i salumi: “Si tratta di un bene per le nostre province, che contano una radicata tradizione norcina” sottolineano il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi e il direttore Giovanni Luigi Cremonesi.

“La festa migliore sarà, quindi, sulle tavole del cenone di giovedi sera, dove trionferanno salumi insieme a formaggi e vini della nostra valle. Un “made in Lario” che potrà essere ancor più valorizzato”.

Mercoledì, 23 Dicembre 2020 07:15

NOVE MILIARDI PER LA SPESA DI NATALE

Regali di Natale Indagine CNA: “Nove miliardi la spesa complessiva, calata pesantemente ma non crollata.

E guadagna quote di mercato il regalo duraturo, di buona qualità, artigiano”
Ammonterà a poco meno di nove miliardi il valore economico dei regali che gli italiani si scambieranno nel lungo arco festivo che va da Natale all’Epifania passando per Capodanno.

Si tratta di una brusca retromarcia rispetto al 2019, oltre il 10% in meno che - aggiunto al lieve calo dello scorso anno nei confronti del 2018 – condurrebbe a un significativo -15% sul 2018. Un dato negativo che potrebbe anche peggiorare se le conseguenze delle restrizioni festive dovessero incidere sui consumi più pesantemente di quanto si possa prevedere al momento. A rilevarlo una indagine della CNA condotta tra i propri associati.

Sarà un Natale più parco degli anni scorsi, insomma. Gli italiani, però, non sembrano intenzionati a rinunciare ai regali in maniera vistosa. Ne faranno di meno. E meno costosi. Ma hanno voglia di normalità e non se la sentirebbero di rinunciare a un momento emotivamente importante quanto la consegna del dono, un gesto in grado di soddisfare chi lo compie e chi ne è gratificato, al di là del valore economico.

La scarsa fiducia nel breve periodo spiegherebbe la riduzione delle risorse destinate ai regali, un comportamento diffuso non solo tra quanti – artigiani, piccoli imprenditori, commercianti, ristoratori, lavoratori autonomi in genere – hanno registrato un significativo calo delle entrate ma anche nelle famiglie meno, o per nulla, colpite dalle conseguenze socio-economiche dell’emergenza sanitaria.

La media familiare dell’importo destinato ai regali tra la fine di quest’anno e la prima settimana del 2021 sarà di circa 345 euro per ognuna dei 26,1 milioni di famiglie italiane. Ma quasi due famiglie su dieci assicurano che, quest’anno, non possono, o non vogliono, fare regali. E fanno salire la media dei nuclei “prodighi” intorno ai 430 euro. Uscendo dallo stretto ambito numerico, però, emerge una nota positiva. Rispetto agli anni scorsi sembra ritagliarsi uno spazio più evidente il regalo duraturo, che non segue mode effimere. Le famiglie italiane, anche per le riflessioni – e per le esigenze - alle quali sono state costrette dall’emergenza sanitaria e socio-economica, hanno in parte scoperto, o riscoperto, la valenza sociale degli acquisti, tanto più dei doni.

E, benché rimanga ancora un regalo di nicchia, vorrebbero premiare i regali artigiani, prodotti originali e di qualità realizzati in Italia da uomini e donne che stanno facendo di tutto e di più per reggere a una crisi epocale, per non licenziare i dipendenti, per resistere e poter tramandare il loro sapere e le loro tradizioni. Dai prodotti agroalimentari ai capi di abbigliamento, dai manufatti artistici e tradizionali agli accessori di moda fino a eccellenze quali le biciclette e gli strumenti musicali fatti a mano “il regalo artigiano – sottolinea la CNA – sembra fare breccia tra gli italiani, nel solco dello slogan <compra artigiano, compra italiano> lanciato dalla nostra Confederazione”.

Domenica, 20 Dicembre 2020 08:42

IL BILANCIO ANNUALE DELLA CONFARTIGIANATO

Confartigianato Imprese Lecco: il bilancio di fine anno

Come tradizione, a fine anno Confartigianato Imprese Lecco tira le somme del lavoro portato avanti nei 12 mesi precedenti grazie a una squadra di 90 professionisti che ogni giorno si interfacciano con le esigenze di circa 5.000 imprese associate e con i loro rappresentanti di categoria.

1. Il 2020 in concetti

“Il 2020 ha lasciato e sta lasciando in tutti noi la sensazione di una vera e propria tempesta. Confartigianato Imprese Lecco chiude tuttavia quest’anno con l’orgoglio, di aver cambiato pelle per il bene delle nostre imprese, di aver alzato le barricate, di aver giocato un ruolo chiave sul destino di tante nostre aziende”. Sono queste le parole del presidente Daniele Riva al termine di un 2020 in salita per il Paese, per il territorio di Lecco e per gli artigiani. Stante l’emergenza sanitaria legata al Covid, il presidente Riva ricorda “i numeri della scorsa primavera: abbiamo ricevuto oltre 17mila telefonate in tre mesi. Mano a mano che venivano annunciati e pubblicati i Dpcm, nuove domande emergevano: noi eravamo qui, pronti a dare risposte chiare e con serietà. Ci siamo stati, abbiamo retto la burrasca, abbiamo mantenuto (e in alcuni casi riportato) a galla le nostre aziende. Non c’è orgoglio più grande di questo”. Un accenno critico è invece riservato alle risposte delle istituzioni in termini di burocrazia e ristori: “Il governo, in questi ultimi mesi non è stato tempestivo. Lo sanno i tanti collaboratori delle aziende artigiane, che hanno visto le loro pratiche di sostegno al reddito bloccate per mesi. Lo sanno i datori di lavoro che hanno anticipato di tasca loro ai dipendenti i soldi della cassa integrazione. Eppure il tempo è un fattore chiave, in qualunque battaglia e in questa più di ogni altra. La parole d’ordine dev’essere velocità e burocrazia zero. Quindi, in conclusione: non vogliamo sussidi, non è il nostro stile. Vogliamo risorse certe, erogate in tempi rapidi e commisurate al danno subito dalle nostre imprese”. Un accenno ulteriore, però, il presidente Riva lo rivolge alla struttura dell’associazione di via Galilei, radicata sull’intero territorio provinciale: “Ci siamo resi conto che questo 2020 drammatico ha portato in dote anche una grande occasione: evolversi, ricalibrare l’offerta di servizi. E’ quello che abbiamo fatto”.

2. Il 2020 in cifre

Vediamo nel dettaglio cosa è successo nel 2020 (per i numeri completi vedi il link a fondo pagina). Come detto, anche quest’anno (anzi, soprattutto quest’anno) Confartigianato Imprese Lecco ha portato avanti il percorso di consolidamento e di rinnovamento dei servizi in modo da far fronte alle crescenti richieste delle imprese, garantendo professionalità e competenza a 360 gradi. Sono 95 i nuovi associati, che si aggiungono alle 26 nuove imprese nate con il supporto dell’Ufficio Avvio d’impresa, mentre sono 44 le imprese accompagnate al conseguimento di diverse certificazioni ISO e attestazioni varie, all’adeguamento alla nuova normativa F-gas -146/2018, e assistite per il mantenimento del sistema qualità.

Sono stati potenziati, come detto, i servizi dedicati all’innovazione e all’export. Attraverso il monitoraggio continuo delle opportunità di accesso a bandi e agevolazioni, vengono promossi e sostenuti dall’Area Competitività diversi progetti rivolti agli imprenditori che intendono innovare sperimentando nuove formule, sia sul piano dei prodotti sia dei processi di gestione. Parliamo di circa 1,3 milioni di euro di contributi richiesti e gestiti per le imprese assistite, di 7 aziende assistite in tema di Manifattura 4.0 e Iperammortamento, e di ben 17 aziende che hanno attivato il servizio Commerciale Italia/Estero. Un grande vanto è anche quello dei 2 contratti di ricerca attivati con Politecnico di Milano nell’ambito del progetto Interreg Pmi Network.
Tra le attività di rilievo sociale prosegue con successo “Job Talent”, la piattaforma web di Confartigianato Lombardia dove far incontrare le esigenze di lavoratori, imprese e mondo della scuola. Nel 2020 abbiamo aperto 51 ricerche di personale su richiesta di 40 aziende. Da menzionare inoltre le performances dello Sportello Energia, che ha visto crescere anche nel 2020 le adesioni al servizio di fornitura di energia elettrica e gas, grazie ai prezzi concorrenziali presenti sul mercato libero, ma soprattutto per la consulenza diretta dei nostri collaboratori. Ad oggi sono oltre 3800 le imprese e le famiglie lecchesi che hanno deciso di affidarsi al nostro Consorzio CENPI. Sul fronte fiscale, sindacale e relativamente all’attività Caf-Patronato è fondamentale non solo sottolineare il mantenimento degli standard numerici dell’associazione (le 812 imprese serviziate per il fiscale, le 485 per il sindacale), ma la presenza forte sulle esigenze eccezionali: le 1.417 domande erogate per il bonus 600, i 483 accordi FSBA e le 610 istanze per contributi a fondo perduto. Il tutto legato all’emergenza Covid.

3. Gli obiettivi per il 2021 e… un regalo sotto l’albero agli associati

“Ci piacerebbe lasciare un minimo di suspence verso gli obiettivi dell’anno alle porte. Ma la verità è che gran parte dei risultati che andremo a raccogliere nel 2021 sono il frutto di un lavoro già alle spalle – sono le parole del segretario generale Vittorio Tonini, nell’atto di guardare al 2021 – Un lavoro nel quale abbiamo creduto fortemente e che gli uffici hanno saputo interpretare al meglio. Penso allo sportello Welfare Point, che sarebbe dovuto partire in primavera e che è stato ovviamente bloccato dal primo lockdown. Grazie all’aiuto dei nostri partner, ne abbiamo rimodulato il senso, e da qualche giorno la consulenza da parte degli operatori di Confartigianato (che creeranno il contatto con il fornitore di servizio più adatto a rispondere all’esigenza manifestata: Impresa Sociale il Girasole e FamKare) è fruibile via telefono e via mail. Sul piano dell’internazionalizzazione, il lavoro in campo è quello di dare linfa e peso all’Ufficio Estero, che agisce in sinergia con Api Lecco. Una sinergia che nel 2021 sarà ulteriormente consolidata attraverso un contratto di rete”.

“E’ evidente che non c’è solo un futuro prossimo, ma anche un’orizzonte più ampio. In questo senso, prenderà corpo lo sviluppo del servizio Ambiente, nell’ottica di considerarlo come uno dei temi centrali per i prossimi anni. Infine, la formazione. Lo abbiamo compreso a fondo durante il lockdown: la digitalizzazione non è il migliore dei mondi possibili, ma è una straordinaria alternativa (noi stessi, con l’esperimento riuscito della Mostra dell’Artigianato ne sappiamo qualcosa). La crescita delle attività rivolte alle imprese, consentirà all’associazione di accompagnarle nell’era del digitale e tra le pieghe di uno strumento ormai decisivo in epoca Covid. Potevamo fermarci qui, ma c’è un ultimo annuncio. Lo consideriamo un regalo che lasciamo sotto l’albero degli associati, e una promessa rivolta a tutte le imprese del territorio in vista del periodo della campagna tesseramento 2021 ormai alle porte. Il 2019 aveva portato in dote lo strumento del nuovo sito web, denso di contenuti e possibilità di fruizione diretta.

Ora la scelta è quella di consentire agli associati Confartigianato Imprese Lecco l’accesso ad un’area riservata, nutrita di tutte quelle informazioni, quella cura al dettaglio, quelle spiegazioni tecniche che, ci permettiamo di dire, hanno fatto e fanno la differenza per il buon lavoro di tante nostre aziende. Il sito web, insomma, proseguirà la sua vita “pubblica”, le sue comunicazioni dirette al territorio. In parallelo, l’area riservata agli associati metterà a disposizione materiali e contenuti, frutto dell’incessante percorso di studio e di aggiornamento dei singoli uffici. Lo abbiamo compreso a fondo quando le nostre aziende erano immerse nella palude di dubbi del primo lockdown. Quando riaprire? A quali protocolli attenersi? Quali percorsi sindacali intraprendere? A quali elementi di fiscalità prestare energie e attenzione? Abbiamo compreso che, pur in un mondo iperconnesso e sovraccaricato di informazioni, i nostri associati richiedevano le nostre informazioni, la nostra parola, la nostra autorevolezza. Questo è il senso di un’area web che sarà a loro (e solo a loro) completa disposizione dai primi giorni del 2021″.

Sabato, 19 Dicembre 2020 08:05

CHIUDE LA FONTANA COUTURE

La Fontana Couture di Robbiate cessa la propria attività. Il Cda della storica azienda tessile, attiva da decenni nel settore dell'abbigliamento di alta fascia, ha deciso di depositare istanza di fallimento al Tribunale di Lecco a causa dell'insostenibilità della situazione economica conseguente l'emergenza Covid19 che, malgrado gli investimenti sostenuti anche nel 2020, ha ridotto drasticamente i fatturati nel corso di quest'anno rendendo inevitabile tale decisione. Attualmente l'azienda, che aveva già subito nel corso degli anni processi di ristrutturazione importanti, ha nove dipendenti.

“Purtroppo questa è una situazione a rischio in cui si trovano molte aziende del settore tessile abbigliamento – afferma Paolo Guicciardi (Filctem Cgil Lecco) – sulle quali la nostra segreteria nazionale, insieme a quelle di Femca Cisl e Uiltec Uil, sta cercando, con difficoltà, tramite un tavolo aperto con il ministero del Lavoro, di trovare adeguate risposte a sostegno di un settore che è asse portante dell'economia e del made in Italy, con presenza di storiche e importanti aziende anche in provincia di Lecco”.

Una certa discussione anche sulle pagine lecchesi di Facebook ha suscitato la controversa teasmissione di Report di lunedi 14 dicembre introdotta da Sigfrido Ranucci, sulla gestione del Sindacato CISL e su alcuni scandali connessi.
Ranucci ha sottolineato che molte volte i dirigenti della CISL, invitati a dire la loro sui casi esposti, si sono rifiutati di parlare, limitandosi a una serie di querele riguardo a un servizio che, a loro dire, avrebbe "calpestato la loro onorabilita'".

Ora pero` noi non vogliamo entrare nel merito della questione, soprattutto se sara` oggetto di indagini da parte della Magistratura, che chiarira` senz`altro quanto evidenziato dalla trasmissione.
E` pero` sul ruolo del Sindacato in genere, e sulla sua gestione (a parte luoghi comuni sulla sua utilita` per la difesa dei diritti dei lavoratori e per la democrazia ecc. ecc.) , che ci siamo soffermati.

Il via alla discussione lo ha dato, in un intervento seguitissimo e commentato da decine di post, Alberto Anghileri, per molti anni Segretario della FIOM lecchese e poi della CGIL (e attualmente consigliere comunale a Lecco):
"Ho appena visto il servizio di Report sulla Cisl, molta amarezza.
Nella mia vita da sindacalista ho lavorato con tantissimi sindacalisti della Cisl, in particolar modo della FIM, con parecchi di loro ho litigato e polemizzato pesantemente, in privato e in pubblico, la pensavamo diversamente su come condurre e concludere una vertenza ma non ho nessun dubbio sulla loro onestà e serietà.
Spero tanto che reagiscano a queste schifezze."

La discussione pero`, tra tanti post di sostegno ad Anghileri ed alcuni di sdegno (la risposta ufficiale della CISL e` in https://www.cisl.it/in-evidenza/18130-la-nostra-risposta-all-inchiesta-di-report.html?fbclid=IwAR01KtSnJCLGPO9F9RxyucZjN3tkoEbZxevjAQFqFSqo5G-WFZz_62xoJy0) per quanto mi riguarda ho cercato di impostarla sulla gestione del Sindacato, a mio parere troppo "baronale" (e come conseguenza alcuni funzionari si ritengono "intoccabili").

Questa la mia risposta:

Carissimo Alberto
Premetto che io faccio parte della larga schiera che ti apprezza e ha un`ottima considerazione sia di te che di molti funzionari e operatori sia della della CISL che della CGIL.
Devo dirti pero` che il servizio di Report di ieri sera non mi meraviglia minimamente (a parte la ritrosia di chi poco intelligentemente non ha voluto rilasciare interviste ai giornalisti di Report, salvo poi lamentarsi).
Chi ha letto il libro di Stefano Livadiotti, "L`Altra Casta", uscito nel 2008 (12 anni fa !) sa infatti che Report ha scoperto soltanto l`acqua calda (io ho smesso di iscrivermi gia` da anni al Sindacato proprio per questi motivi, pur simpatizzando per la CGIL).
Adesso non posso fare discorsi troppo lunghi in un post, pero` una cosa te la voglio dire, a te e a tutte le persone oneste che ci sono nei Sindacati, tutti i Sindacati.
Il grosso errore storico che avete fatto e` stato quello di permettere di fare a quasi tutti i funzionari i Sindacalisti a vita, grazie soprattutto al "distacco" dal lavoro.

Uno entra dentro il Sindacato a 20 anni (perche` e` amico di qualche capoccia, non certo per concorso !) fa otto anni come Sindacalista della Scuola, poi passa alla Funzione pubblica per altri otto anni, poi a qualcos`altro (Sanita` o Agricoltura ? e` indifferente) poi da Lecco passa a un`altra sede (Como ? Monza ? Milano ?) , quindi di otto anni in otto anni arriva alla pensione senza aver mai lavorato veramente in un`azienda o nel settore pubblico.
Mi dici che conoscenza ha degli ambienti di lavoro uno che ne manca da venti, trenta, quarant`anni ?
Come puo` essere veramente rappresentativo dei lavoratori uno che ha smesso di lavorare a vent`anni o poco piu` ?
Questo e` il terribile errore dei Sindacati: si creano inevitabilmente delle "caste" baronali (peggio che i baroni dell`Universita`, li` almeno qualche concorso serio lo devono fare !) chiuse in se stesse e avulse dalla realta`.
L`unica soluzione, per me, sarebbe imitare i 5 Stelle: tu hai il distacco per quattro, cinque, sei anni al massimo, poi te ne devi tornare a lavorare, e lasci il posto a qualche altro giovane.
Solo cosi` il Sindacato potrebbe tornare a essere rappresentativo veramente dei lavoratori: non a caso il 50% degli iscritti ( sia della CGIL che della CISL) sono pensionati ormai fuori dal mondo del lavoro, e questo dovrebbe fare riflettere e molto."

La risposta alla risposta era molto scontata, e me l`ha fornita Serena Piva, una brava ragazza che lavora al Patronato INCA (Ufficio Stranieri) della CGIL di Lecco.

"Enrico Baroncelli perchè in un'organizzazione sindacale bisognerebbe essere assunti tramite concorso? i sindacati non sono un ente pubblico! e non capisco nemmeno il senso di pretendere una rotazione di questo tipo. Credete che il lavoro del funzionario sindacale o dell'operatore dei servizi si apprenda in una settimana? ci vogliono anni di esperienza, di studio. che senso avrebbe formare continuamente delle persone per avere una schiera di funzionari con poca esperienza o poco preparati? la CGIL, parlo per quel che conosco, investe ogni anno risorse economiche nella formazione dei propri dipendenti, gli stessi dipendenti investono tempo ed energie nello studio della materia. non ha proprio senso! ".

Per completezza, e in conclusione, non posso quindi che ribadire le mie idee:

"Questa e` la risposta classica ma, cara Serena, non funziona , e` la stessa motivazione dei "baroni": perche` non teniamo un Sindaco a vita ? Sai che esperienza si farebbe ! Cosi` gli assessori, tutti i funzionari, gli alti dirigenti dello Stato e del para Stato, i parlamentari, persino i Ministri. Sai che esperienza avrebbero dopo 40 anni di gestione del potere e delle loro funzioni ? Questo pero` non e` concepibile in una democrazia, ma neanche in una meritocrazia ! La rotazione (e su questo, solo su questo concordo con i 5 Stelle), e` l`essenza della democrazia.
Per quanto riguarda i concorsi non chiederei un concorso pubblico, ma una selezione aperta e trasparente delle qualita` dei candidati a un ruolo dirigente, non solo "sono amico di" ..o "sponsorizzato da''" . Credimi, ne guadagnerebbe molto in primis proprio il Sindacato, sarebbe molto piu` credibile (soprattutto agli occhi dei giovani) ed efficiente ( e io magari tornerei ad iscrivermi !).

Penso che la discussione continuera`, ma sono convinto che il Sindacato (non solo la CISL ma anche la CGIL e gli altri) piuttosto che rivolgersi al Giudice farebbero molto meglio ad utilizzare questa vicenda per fare una profonda riflessione.

 

 

"

 

 

 

 

La mobilitazione è sospesa. Lo sciopero a Enel-Distribuzione, previsto per giovedì 17 dicembre, non si farà. Venerdì scorso, infatti, a seguito della altissima adesione di lavoratori e lavoratrici allo sciopero dello scorso 19 novembre, i massimi vertici mondiali e nazionali di Enel hanno chiesto un incontro per discutere della vertenza in E- Distribuzione, a cui hanno partecipato le segreterie nazionali di Filctem, Flaei e Uiltec, oltre ai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil. L’azienda ha proposto in quella sede un documento in cui ritiene determinante un più proficuo sistema delle relazioni industriali e un maggior coinvolgimento del sindacato nelle scelte strategiche da mettere in campo nei prossimi anni impegnandosi a sottoscrivere un apposito protocollo in tal senso, ha ritirato il progetto di esternalizzazione delle manovre e ha dato disponibilità a ridiscutere di reperibilità e orari.

Enel ha comunicato inoltre che metterà in campo ingenti investimenti in tutta Italia (circa 14 miliardi di euro in tre anni) impegnandosi inoltre ad assumere 900 persone sul territorio nazionale nel triennio 2021-2023 per adeguare l'organico, come richiesto dalle organizzazioni sindacali, alla preminente esigenza di dover garantire un servizio essenziale per cittadini, servizi pubblici e imprese, anche a seguito delle sempre più frequenti interruzioni causate da eventi meteorologici avversi ed emergenze dovute a calamità naturali. “La mobilitazione dei lavoratori di E-Distribuzione è attualmente sospesa in attesa di verificare in concreto l'attuazione di tale protocollo d'intesa– affermano Paolo Guicciardi (Filctem Cgil) e Igor Manzo (Flaei Cisl) –. Se però queste promesse saranno disattese ripartiremo senza indugi con la vertenza. Ovviamente noi auspichiamo che anche nel nostro territorio si abbiano concreti effetti positivi di tale accordo, ricordando che in provincia di Lecco vi era stata un’adesione allo sciopero di novembre senza precedenti, che aveva sfiorato il 100%”.

Le ragioni che avevano spinto ad arrivare allo sciopero erano causate dalla riduzione progressiva degli organici, dall’esternalizzazione delle attività, dalla svalorizzazione delle competenze e delle professionalità presenti in azienda, dal più elevato livello di rischio per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro, dall’impossibilità di garantire pronto intervento in caso di guasti, con evidenti ripercussioni sui cittadini, attività e imprese.

Coldiretti, addio al quinto anno più caldo di sempre: la “tropicalizzazione” provoca danni

Anche le grandinate e gli smottamenti che hanno interessato le province di Como e Lecco sono indice

di cambiamenti climatici con cui agricoltura e territorio dovranno fare i conti anche nei prossimi anni

Le temperature di questi giorni sono invernali, ma il 2020 si classifica fino ad ora come il quinto anno più caldo mai registrato in Italia dal 1800, con una temperatura di oltre un grado (+0,96 gradi) più elevata della media storica, a conferma di un decisa tendenza al surriscaldamento della Penisola con effetti climatici e produttivi.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi nove mesi dell’anno in riferimento alle cause degli scioglimento della superficie di ghiaccio dell'arco alpino che si è ridotta del 60% negli ultimi 150 anni secondo l’analisi di Legambiente. Si accentua infatti quest’anno la tendenza all’innalzamento della colonnina di mercurio ormai strutturale in Italia dove la classifica degli anni interi più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine anche il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003.

Gli effetti– sottolinea la Coldiretti – si sono già fatti sentire a livello globale e nazionale con il divampare degli incendi e una drastica riduzione dei ghiacciai.

“Si è registrata infatti una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi – si è manifesta anche nl nostro comprensorio con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. Lo dimostrano anche le numerose grandinate che hanno colpito le due province in estate, ma soprattutto gli smottamenti conseguenti alle piogge che, a più riprese, hanno avuto effetti devastanti nelle due province di Como e Lecco anche nei mesi scorsi”.

Il ripetersi di eventi estremi sono costati all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

L’agricoltura – continua la Coldiretti interprovinciale – è infatti l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Un processo che ha cambiato nel tempo la distribuzione delle coltivazioni e le loro caratteristiche con l’ulivo, tipicamente mediterraneo, che in Italia si è ormai spostato a ridosso delle Alpi.

E il vino italiano con il caldo – continua la Coldiretti – è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni, con un anticipo della vendemmia che in alcune aree d’Italia è stato anche di un mese rispetto alla tradizionale partenza di settembre, smentendo quindi il proverbio “ad agosto riempi la cucina e a settembre la cantina”, ma anche quanto scritto in molti testi scolastici che andrebbero ora rivisti.

Il riscaldamento provoca poi il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto – conclude Coldiretti Como Lecco – mette a rischio il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy che devono le proprie specifiche caratteristiche essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla combinazione di fattori naturali e umani.

 

CONCORDATO VISMARA DI CASATENOVO: LA SODDISFAZIONE DELLA PROVINCIA PER LA FIDUCIA DEI CREDITORI AL PIANO DI RILANCIO

La Provincia di Lecco esprime soddisfazione per l’esito della votazione dell’assemblea dei creditori del Concordato Vismara di Casatenovo, che a maggioranza ha accordato fiducia alla proposta e al piano concordatari presentati dalla famiglia Ferrarini in alleanza con la società valtellinese Bresaole Pini.
Si tratta di un passo in avanti fondamentale per proseguire sulla strada del rilancio della rinomata azienda alimentare, che da generazioni rappresenta un marchio di qualità nel settore della produzione e commercializzazione di salumi.
Il futuro dell’azienda e dei suoi 164 dipendenti resta comunque strettamente legato anche all’esito della procedura concorsuale che riguarda la società Ferrarini, a cui Vismara fa capo.

Da tempo la Provincia di Lecco, anche attraverso l’Unità di gestione crisi aziendali, in sinergia con Regione Lombardia, Comune di Casatenovo e parti sociali sta seguendo da vicino l’azienda e la procedura concorsuale, facendo fronte comune per sostenere la continuità produttiva e occupazionale nel sito di Casatenovo.

Oltre all’impegno per l’erogazione delle politiche attive del lavoro connesse alla cassa integrazione straordinaria fino all’inizio del febbraio scorso, la Provincia di Lecco ha partecipato agli incontri istituzionali per l’azienda, mantenendo sempre alta l’attenzione sulla vicenda e aggiornando il Consiglio provinciale lo scorso 11 novembre con una dettagliata informativa.

Il Presidente Claudio Usuelli commenta: “Esprimo soddisfazione per l’esito di questo primo importante snodo della procedura concorsuale. La fiducia accordata dalla maggioranza dei creditori al piano di rilancio dell’azienda è fondamentale per le prospettive di continuità industriale e occupazionale. Per le lavoratrici e i lavoratori, a cui rinnovo la mia vicinanza e solidarietà, è un importante segnale di speranza proprio a ridosso delle festività natalizie, anche se la strada per mettere in sicurezza il futuro di Vismara resta lunga”.

Il Consigliere provinciale delegato al Lavoro Giuseppe Scaccabarozzi aggiunge: “Nelle prossime settimane si aprirà la fase di esecuzione della proposta concordataria, che mi auguro possa procedere nel miglior modo possibile. La Provincia di Lecco continuerà a monitorare la situazione e a operare insieme agli altri livelli istituzionali e alle parti sociali per favorire la prosecuzione dell’attività industriale e la conservazione dei posti di lavoro”.

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