Mercoledì, 20 Maggio 2020 06:45

I VITICOLTORI LARIANI ATTENDONO LA RIPRESA

Fase 2, riaperture “ossigeno” per i vini di Como-Lecco.

“Ristorazione e turismo settori chiave del mercato”

Il lockdown ha pesato sulle cantine della provincia con perdite che arrivano al 100% per le vendite nel canale horeca. In provincia sono una quarantina le aziende attive, 100 le enoteche ed enotavole

COMO-LECCO – Il vino “made in Lario” brinda alla riapertura, che sarà comunque progressiva, dei locali di ristorazione. Non è una pura metafora, perché dalle attività di ristoranti, agriturismi e vinerie dipende una gran parte di quel mercato messo di fatto in ginocchio dalle lunghe settimane di lockdown.

La situazione delle due province di Como e Lecco ricalca in pieno la situazione lombarda: la situazione è definita “drammatica” dai produttori, con ordini praticamente a zero da parte della ristorazione e mercato dell’export in ginocchio. Cresce la vendita diretta ai consumatori, ma si tratta di una “nicchia” che, pure, sta muovendo i primi passi in queste ultime settimane: si spera in un riscontro a breve, come pure per il segmento della vendita online.

A pesare sul settore – precisa la Coldiretti – è stato l’annullamento del consumo fuori casa con anche l’azzeramento del flusso turistico, che non sono stati compensati dall’aumento delle vendite nella grande distribuzione dove l’offerta è più orientata a prezzi bassi su prodotti di più largo consumo. Ad essere colpita è stata in particolare la vendita di vini di nicchia, come quelli che caratterizzano il territorio che trova un mercato privilegiato di sbocco in alberghi e ristoranti.

Ad aumentare notevolmente sono state le giacenze dei vini più blasonati con il risultato che quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ registrano un deciso calo del fatturato con l’allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano.

“Senza vendite – riferisce il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi – le aziende escono dalla fase di lockdown in difficoltà, con ripercussioni sull’intero ciclo produttivo che, dalla campagna alla cantina, non si può comunque fermare. Le misure messe in campo con il blocco delle rate di mutui, prestiti, tasse, contributi sono certamente utili ma non bastano. Ora è necessario che le istituzioni siano vicine al settore”.

Sono quasi 40 le imprese impegnate nella produzione dei vini nelle due province Partendo dai 23 ettari a vigneto nel comasco e dai 65 nel lecchese sino ad arrivare al consumo al dettaglio, la filiera vitivinicola interprovinciale offre lavoro a oltre 350 persone. Tra le produzioni, la punta di diamante è l’Igt Terre Lariane che, nato nel 2008, oggi rappresenta un patrimonio storico dell’enogastronomia del comprensorio.

Iva agevolata e un credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi Covid -19 sono alcune delle proposte formulate a livello nazionale dalla Coldiretti che è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti. Ma serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non. La Coldiretti ha presentato al Governo il piano salva vigneti con il quale, attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari. La misura avrebbe inoltre l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite che sono praticamente triplicate secondo Iri, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive. Il piano della Coldiretti prevede anche la vendemmia verde su almeno 30.000 ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità in modo da evitare un eccesso di offerta, considerate le conseguenze della pandemia sui consumi internazionali.