Cassa integrazione guadagni in deroga: aggiornamento al 21 maggio

 

Sono 2.234 le imprese lecchesi interessate finora dai decreti regionali che autorizzano la concessione della cassa integrazione guadagni in deroga, l’ammortizzatore sociale previsto dai decreti legge 9/2020 e 18/2020 per affrontare l’emergenza causata dal Covid-19.

Per quanto riguarda la forza lavoro, risultano essere 6.651 i dipendenti coinvolti, per un totale di 2.162.177 ore di sospensione autorizzate.

La rilevazione, frutto di un’elaborazione effettuata dal Centro per l’impiego di Lecco della Provincia di Lecco su dati regionali, riguarda i primi decreti emanati da Regione Lombardia tra il 21 aprile e il 21 maggio 2020.

IN allegato:
Rilevazione cassa integrazione guadagni in deroga

Cassa integrazione guadagni in deroga: aggiornamento al 14 maggio

Sono 1.952 le imprese lecchesi interessate finora dai decreti regionali che autorizzano la concessione della cassa integrazione guadagni in deroga, l’ammortizzatore sociale previsto dai decreti legge 9/2020 e 18/2020 per affrontare l’emergenza causata dal Covid-19.

 

Per quanto riguarda la forza lavoro, risultano essere 5.079 i dipendenti coinvolti, per un totale di 1.650.078 ore di sospensione autorizzate.

 

La rilevazione, frutto di un’elaborazione effettuata dal Centro per l’impiego di Lecco della Provincia di Lecco su dati regionali, riguarda i primi decreti emanati da Regione Lombardia tra il 21 aprile e il 14 maggio 2020.

In allegato:

Rilevazione cassa integrazione guadagni in deroga

Si conferma anche nel 2019 il trend crescente di nuove iscrizioni al servizio Collocamento disabili della Provincia di Lecco, passate da 728 a 778 come il numero totale di persone iscritte arrivato a 2.614 (2.453 nel 2018).

I dati degli avviamenti nel 2019 registrano un leggero calo rispetto al 2018 passando da 563 a 554, motivato anche dal considerevole incremento di richieste di computi da parte delle aziende di lavoratori divenuti disabili in costanza di rapporto di lavoro o somministrati, che hanno comunque occupato i posti riservati alle persone con disabilità. Il servizio ha registrato infatti un incremento di 59 richieste computo rispetto al 2018, arrivando nel 2019 a 170 provvedimenti.

Gli avviamenti al lavoro effettuati hanno confermato la scelta mirata di incontro domanda-offerta effettuata dal servizio, in quanto il 72% circa dei contratti avviati nel 2018 è stato confermato nel 2019 mediante proroghe o trasformazioni a tempo indeterminato.

In linea con le indicazioni di Regione Lombardia, quasi il 40% degli avviamenti ha coinvolto le fasce d’utenza più lontane dal mercato del lavoro.

Questi risultati sono stati raggiunti grazie alla sempre più ampia diffusione dello strumento della Convenzione articolo 11 legge 68/99: ne sono state stipulate 296 con le aziende per programmare l’assunzione di 508 persone.

Il servizio ha proseguito anche con lo strumento della Convenzione ex articolo 14 del decreto legislativo 276/2003, che prevede la copertura della quota disabili per l’azienda attraverso l’esternalizzazione di una commessa di lavoro presso una cooperativa di tipo B. Sono state stipulate 21 Convenzioni ex articolo 14 che hanno permesso l’assunzione di 38 disabili in Cooperative sociali, per un valore di commesse di 863.500 euro.

Sono stati attivati complessivamente 501 tirocini extracurriculari in svariate realtà pubbliche e private con l’obiettivo di favorire l’orientamento e l’inserimento lavorativo.

I tirocini di adozione lavorativa per lavoratori più difficilmente collocabili sono stati 324.

Nonostante la complessità delle singole situazioni, grazie a una serie di circostanze positive, dal 2005 a oggi, per 125 persone è stato possibile accedere a un’assunzione a seguito di un percorso di adozione lavorativa.

Anche per le fasce deboli sono stati attivati 80 tirocini, 25 dei quali trasformati in assunzione.

Il compenso economico erogato a favore delle persone è stato di oltre 1.400.000 euro.

“Come ormai si verifica puntualmente ogni anno - commenta il Consigliere provinciale delegato ai Centri per l’impiego Giuseppe Scaccabarozzi - il 2019 ha visto il consolidarsi degli interventi della Provincia di Lecco per gli inserimenti lavorativi delle persone con disabilità. Si sono raggiunte ancora interessanti performance pur in un percorso generale non semplice, caratterizzato da un basso livello di scolarità e dalla robusta presenza di disabilità psichiche/intellettive. I 554 avviamenti e le 317 convenzioni stipulate sono in linea con i risultati del 2019 che hanno visto anche la messa in campo di azioni riguardanti le politiche di Disability Manager e il lavoro del Comitato tecnico provinciale nell'individuazione degli inserimenti ottimali e degli ambiti protetti. Questi primi mesi del 2020 purtroppo sono iniziati con l’emergenza Covid-19, comportando gravi disagi soprattutto all’utenza più fragile. Il Collocamento mirato della Provincia di Lecco ha saputo comunque attivare in brevissimo tempo un servizio di assistenza e di monitoraggio, per poter garantire la continuità di tutti i servizi fondamentali, permettendo ad aziende, enti, servizi, ma soprattutto agli utenti, di mantenere un contatto diretto e costante con gli operatori del servizio”.

In allegato il Report completo

Sono 279 le imprese lecchesi interessate finora dai decreti regionali che autorizzano la concessione della cassa integrazione guadagni in deroga, l’ammortizzatore sociale previsto dai decreti legge 9/2020 e 18/2020 per affrontare l’emergenza causata dal Covid-19.

Per quanto riguarda la forza lavoro, risultano essere 520 i dipendenti coinvolti, per un totale di 152.489 ore di sospensione autorizzate.

La rilevazione, frutto di un’elaborazione effettuata dal Centro per l’impiego di Lecco della Provincia di Lecco su dati regionali, riguarda i primi decreti emanati da Regione Lombardia tra il 21 e il 28 aprile 2020.

In allegato la Tabella Rilevazione cassa integrazione guadagni in deroga

verso il 50esimo dello Statuto Dei Lavoratori
S T O P J O B S A C T
per una carta Dei Diritti Universali Del Lavoro

Dopo le grandi lotte e mobilitazioni del ‘68/’69, il 20 agosto del 1970 il Parlamento italiano approvava lo Statuto dei Lavoratori. I lavoratori diventano cittadini.
Gli interventi dei vari Governi che si sono succeduti hanno chi più e chi meno consegnato alle lavoratrici e ai lavoratori meno diritti e più incertezze.
Il culmine dello svuotamento dei diritti del lavoro avviene in particolare tra gli anni 2014 e 2015 con il Jobs Act voluto e imposto dal Governo Renzi.
Una devastazione legislativa, questa, che ha aumentato il potere delle imprese creando ulteriori diseguaglianze, discriminazioni e divisioni nel mondo del lavoro.
Il Jobs Act va abrogato subito, senza se e senza ma ! Questo governo dica: rispetto alla dignità del lavoro, ai diritti, ai salari a partire dalla paga oraria minima legale da che parte sta!
Il Governo avvii nel più breve tempo possibile i lavori inerenti la discussione e l’approvazione della Carta dei Diritti Universali del Lavoro proposta dalle organizzazioni sindacali, anche perchè tantissime donne e tantissimi uomini non godono di garanzie e diritti elementari uguali ed esigibili

Questo, secondo noi, fa la differenza fra un governo progressista e un governo conservatore e di destra, questo è il miglior passo concreto sul percorso dei cambiamenti del mondo del lavoro, guardando al futuro per estendere i diritti inderogabili, universali a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori.
Una ricorrenza, in questo caso il 50esimo dello Statuto dei Lavoratori, può essere solo una celebrazione o, al contrario può diventare una buona occasione per riempirla di concretezza, che in questo caso va sostanziata con l’approvazione della Carta dei Diritti Universali del Lavoro.

Lecco 4 maggio 2020 per Coordinamento Provinciale
Costantino De Capitani

Venerdì, 17 Aprile 2020 07:45

UN NUOVO PORTALE PER OFFRIRE LAVORO

AAA – Lavoro nei campi cercasi: via allo sportello online

Lavoro, con la banca dati “Jobincountry” si ricercano diverse professioni in agricoltura

“Iniziativa utile per combattere difficoltà occupazionali, garantire le forniture e stabilizzare i prezzi”

 COMO-LECCO – Per combattere le difficoltà occupazionali, garantire le forniture alimentari e stabilizzare i prezzi e l’inflazione con lo svolgimento regolare delle campagne di raccolta in agricoltura la Coldiretti ha varato la banca dati “Jobincountry” autorizzata dal Ministero del Lavoro con le aziende agricole che assumono.

L’iniziativa è estesa a tutta la Penisola dopo il successo della fase sperimentale realizzata in Veneto con l’arrivo nella prima settimana di ben 1500 offerte di lavoro di italiani con le più diverse esperienze – spiega Coldiretti Como-Lecco - dagli studenti universitari ai pensionati fino ai cassaintegrati, ma non mancano neppure operai, blogger, responsabili marketing, laureati in storia dell’arte e tanti addetti del settore turistico in crisi secondo Istat, desiderosi di dare una mano agli agricoltori in difficoltà e salvare i raccolti. Il 60% ha fra i 20 e i 30 anni di età, il 30% ha fra i 40 e i 60 anni e infine 1 su 10 (10%) ha più di 60 anni.

“Un’iniziativa che potrà portare ricadute positive anche sul territorio delle due province lariane” come rimarca il presidente della Coldiretti interprovinciale Fortunato Trezzi.

Il progetto è stato avviato in autonomia in attesa che dal Governo e dal Parlamento arrivi una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di studenti, cassaintegrati e pensionati lo svolgimento dei lavori nelle campagne dove mancano i braccianti stranieri anche per effetto delle misure cautelative adottate a seguito dell’emergenza coronavirus da alcuni Paesi europei, dalla Polonia alla Bulgaria fino alla Romania, con i quali occorre peraltro trovare accordi per realizzare dei corridoi verdi privilegiati per i lavoratori agricoli.

“Con il blocco delle frontiere – rimarca Trezzi - è infatti a rischio più di ¼ del Made in Italy a tavola che viene raccolto nelle campagne da mani straniere con 370mila lavoratori regolari che arrivano ogni anno dall’estero”.

Job in Country è la piattaforma di intermediazione della manodopera autorizzata dal Ministero del Lavoro della Coldiretti che offre a imprese e lavoratori un luogo di incontro, prima virtuale on line e poi sul campo. Si pone infatti l’obiettivo di mettere in contatto nei singoli territori i bisogni delle aziende agricole in cerca di manodopera con quelli dei cittadini che aspirino a nuove opportunità di inserimento lavorativo, in un quadro di assoluta trasparenza e legalità. Vanno infatti specificate – precisa la Coldiretti - mansioni, luogo e periodo di lavoro ma anche disponibilità e competenze specifiche in un settore dove è sempre più rilevante la richiesta di specifiche professionalità. L'attività è svolta direttamente nelle singole provincie attraverso le Società di servizi delle Federazioni provinciali ed interprovinciali della Coldiretti, secondo un modello di capillare distribuzione sul territorio.

Sul portale JobinCountry raggiungibile dal sito www.coldiretti.it è possibile:

• per le aziende, inserire offerte di lavoro, indicando le caratteristiche professionali richieste e le condizioni relative alle offerte (come mansioni e retribuzione);

• per chi è in cerca di occupazione, è possibile inserire il proprio curriculum e la propria disponibilità alla nuova occupazione, e mantenere sempre aggiornati i propri dati professionali.

“Di fronte alle incertezze e ai pesanti ritardi che rischiano di compromettere le campagne di raccolta e le forniture alimentari della popolazione siamo stati costretti ad assumere direttamente l’iniziativa” ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “la necessità di introdurre al più presto i voucher semplificati in agricoltura limitatamente a determinate categorie e al periodo dell’emergenza, senza dimenticare la ricerca di accordi con le Ambasciate per favorire l’arrivo di lavoratori stranieri che nel tempo hanno acquisito spesso esperienze e professionalità alle quali ora è molto difficile rinunciare”.

L’esperienza della Coldiretti è già stata sperimentata in Francia con la a campagna “Braccia per riempire il tuo piatto” alla quale hanno risposto 207.000 candidati su sollecitazione del ministro dell'Agricoltura francese, Didier Guillaume che aveva lanciato un appello a chi era licenziato o in cassa integrazione ad unirsi "al grande esercito dell'agricoltura francese”. Se da un lato si è registrato una grande voglia di collaborazione dei cittadini nei confronti dell’agricoltura meno incoraggianti purtroppo sono stati i risultati dal punto di vista della professionalità e capacità di personale proveniente da esperienze completamente diverse secondo gli agricoltori francesi.

CGIL CISL UIL stanno seguendo con particolare attenzione la situazione lavorativa in provincia di Lecco. “Ancora oggi, infatti, ci sono troppe aziende aperte nonostante prosegua l’emergenza sanitaria in tutto il Paese – spiegano i segretari di Cgil Lecco (Diego Riva), Cisl Monza Brianza Lecco (Mirco Scaccabarozzi), Uil del Lario (Salvatore Monteduro) –. Nel nostro territorio i malati di Covid-19 sono ancora tantissimi e, come si può leggere tutti i giorni dalla cronaca locale, i decessi non si arrestano. Cittadine e cittadini sono estremamente preoccupati per il diffondersi del virus e noi con loro. Non c’è famiglia lecchese che non abbia visto nella sfera familiare un proprio caro colpito dalla malattia.

Proprio per questo continuiamo con la prefettura a monitorare le attività aperte, chiedendo anche alle nostre Rsu e a tutte le lavoratrici e i lavoratori, di controllare attentamente la situazione in azienda. I titolari delle attività giudicate necessarie devono mantenere alta la guardia e garantire ai dipendenti i Dpi (dispositivi di protezione individuale), le soluzioni idroalcoliche disinfettanti, ambienti sanificati periodicamente e tutte le procedure previste dal protocollo del 14 marzo 2020 firmato da Governo, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali. Inoltre, in ogni occasione possibile, devono incentivare ed estendere lo smart working.

Ci sono, però, ancora molte attività produttive che non sono assolutamente necessarie ed essenziali (come definito dal Dpcm del 22 marzo 2020), che sono attualmente aperte e normalmente in attività. Riteniamo che sia fondamentale ridurre il più possibile la circolazione delle persone per evitare il diffondersi del contagio. È una fase critica, proprio per questo è importantissimo che tutti facciano la propria parte per evitare ricadute ancora più pesanti a livello sanitario e vanificare i sacrifici fatti fino ad oggi da tutti i cittadini e cittadine. L’incontro avvenuto in videoconferenza in data 3 aprile con la prefettura ci ha permesso di affrontare con Ats e Asst alcuni temi noti, che riguardano l’emergenza sanitaria anche dentro e fuori gli ospedali del lecchese che sono fonte di preoccupazione, questioni che meritano molta attenzione.

Abbiamo segnalato ai soggetti al tavolo la necessità di approvvigionare e dotare gli operatori sanitari e gli addetti alle pulizie (lavori di pulizia e per la sanificazione degli ambienti ecc. ecc) degli idonei e adeguati dispositivi di protezione individuale. Abbiamo, inoltre, ravvisato l’esigenza di individuare strutture per allocare le persone meno gravi e/o in 40ena dimesse dagli Ospedali. Alloggi che potrebbero essere utilizzati anche ai dipendenti preoccupati di infettare i propri cari tornando a casa dopo il lavoro svolto a contatto con gli ammalati di Covid-19.

Per concludere, se si vuole riaccendere il volano dell’economia del paese e se si vuole riaprire le attività produttive il prima possibile, chiediamo che ora ci si fermi, altrimenti tutti i sacrifici fatti finora saranno inutili. La fase due potrà e dovrà essere attuata con gradualità quando le condizioni potranno garantire la giusta sicurezza alle persone. Auspichiamo che il Prefetto e le autorità vigilino ancora di più sulle imprese aperte, verificando che tutte le misure di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro siano rispettate, al primo posto ci deve essere la salute della collettività. Questa è la più grave emergenza dal secondo dopoguerra a oggi".