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IL COVID PORTA A UN AUMENTO DEI PREZZI

Mercoledì, 18 Novembre 2020 07:03 Scritto da  Coldiretti Como-Lecco

Covid-19, sale l’inflazione: “Carello della spesa più caro, ma meno soldi pagati agli agricoltori”

I rincari al dettaglio: frutta +9,9%, verdura +5,3%; l’aumento medio della spesa alimentare è +1,2%

“Rincari in ogni caso ingiustificati: le nostre imprese agricole continuano a lavorare e garantire i flussi di cibo”

Oltre al danno, la beffa: con le prime file davanti ai supermercati per l’effetto Covid, in controtendenza alla deflazione generale salgono i prezzi al consumo nel carrello della spesa con un rincaro al dettaglio che va dal 9,9% per la frutta al 5,3% per la verdura. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi all’inflazione a ottobre che registra una spinta al rialzo del carrello della spesa con +1,2%.

“Un’accelerazione che riguarda al dettaglio sia gli alimenti lavorati che quelli non lavorati mentre i prezzi pagati agli agricoltori e agli allevatori spesso diminuiscono con le quotazioni riconosciute ai produttori che in molti settori – sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi – non coprono più neanche i costi e mettono a rischio il sistema agroalimentare nazionale”.

“Qui a Como e Lecco cerchiamo di monitorare la situazione, che resta stabile per quanto riguarda i prodotti legati alle filiere lariane. Le nostre imprese lavorano giorno e notte per garantire gli approvvigionamenti di cibo e non ci fermiamo: ogni aumento di prezzo, quindi, è assolutamente ingiustificato e invitiamo a segnalarlo. Ovviamente, è ancor più importante fare attenzione alle etichette, verificando l’origine nazionale per essere sicuri della stagionalità, preferire le produzioni locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza, privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori, nei mercati e nei punti vendita specializzati anche della grande distribuzione dove è più facile individuare l’origine e la genuinità dei prodotti”

Le ultime Faq del Governo – precisa Trezzi – “hanno chiarito che fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti quindi laddove, anche nelle zone rosse come le province di Como e Lecco, il proprio Comune non disponga di punti vendita. L’appello è, ovviamente, di limitare gli spostamenti e i contatti, specie nelle aree dove i contagi corrono maggiormente: anche per questo, gli agricoltori di Coldiretti e Campagna Amica hanno attivato un servizio di consegna a domicilio dei loro prodotti e mantengono tutti gli appuntamenti con i Mercati di Campagna Amica, svolti in luoghi aperti e con accesso contingentato”.

Le nostre imprese agricole stanno resistendo “con il loro lavoro quotidiano” alla crisi di un anno senza precedenti: anche la seconda ondata sta avendo ripercussioni pesanti, “su filiere già duramente colpite dalla chiusura anticipata della ristorazione che ha un effetto negativo a cascata sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre un miliardo per le mancate vendite di cibo e bevande nel solo mese di applicazione delle misure di contenimento”.

Un drastico crollo dell’attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari identitari del made in Lario, dai formaggi al vino, alla carne, all’ortofrutta: senza contare che a venir meno sono anche i “frontalieri della spesa” che, dal vicino Canton Ticino svizzero, solitamente si recano in Italia per approvvigionarsi dei prodotti tipici di qualità reperibili nel comprensorio lariano.

Ultima modifica il Mercoledì, 18 Novembre 2020 07:05
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