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IN TONO MINORE MA CON SENTIMENTO LE MANIFESTAZIONI DEL 25 APRILE

Sabato, 25 Aprile 2020 14:44 Scritto da  Enrico Baroncelli

Composte, essenziale , meno "retoriche" del solito (per citare un argomento di discussione attuale) ma non per questo meno sentite, le due cerimonie a cui abbiamo assistito in Valsassina, la prima a Introbio davanti al Cimitero comunale dove e' posta la lapide a ricordo dei Partigiani, e la seconda sul Ponte della Vittoria a Cremeno, dove si è svolta una iniziativa unica per tutto l'altopiano, al posto della solita cerimonia" a tappe" da Moggio a Barzio, come si faceva negli anni scorsi.
Come da indicazioni del Prefetto, hanno presenziato i Sindaci, una piccola rappresentanza degli Alpini, a Cremeno un trombettista della Banda, un rappresentante dell'Anpi e un portabandiera.

A Introbio il Sindaco Adriano Airoldi ha manifestato il suo rammarico perchè, a differenza degli anni scorsi, alla cerimonia non erano presenti i bambini delle Elementari e Medie: questi ultimi però hanno mandato alcuni messaggi, letti dal consigliere Riccardo Benedetti, nei quali si dispiacevano soprattutto per la lontananza dai loro cari nonni.
Airoldi li ha invitati a leggere bene la Costituzione Italiana, e ha fatto un paragone di attualità tra quei tempi di 75 anni fa e ora:"La libertà all'epoca fu il frutto di una conquista, dopo anni tremendi dovuti alla guerra, oggi la restrizione delle nostre libertà è dovuta alla speranza di contribuire a fare il bene comune, di salvaguardare cioè la salute di tutti".
"La situazione attuale però ci sta insegnando ad apprezzare quello che abbiamo in casa, le nostre più strette relazioni famigliari".

A Cremeno, dopo aver letto i nomi dei caduti nella I e nella II Guerra Mondiale, compresi i Partigiani, i Sindaci hanno ricordato i valori trasmessici dalla Resistenza.
Il Parroco Don Lucio ha ricordato che "siamo tutti sulla stessa barca", richiamando ai valori della solidarietà, che deve coinvolgere tutti.
Il responsabile dell'Anpi Giuseppe Amanti ha ricordato i 150 deportati valsassinesi nei campi di concentramento tedeschi, argomento su cui da ormai diversi anni sta facendo delle ricerche specifiche, tra cui in particolare i 12 che fecero compagnia al martire Teresio Olivelli, di cui uno solo riuscì a tornare a casa.
"Nessuno di loro, con gravi rischi per la propria vita, aderì al richiamo della Repubblica di Salò, che avrebbe permesso loro di uscire dal lager con tutti gli onori".

Tra i partecipanti l'ultimo testimone diretto della guerra partigiana, il barziese Salvi di 95 anni, che fu testimone dell'ultimo scontro tra Partigiani e Fascisti ormai in rotta, avvenuto a Pescarenico in prossimità del ponte della ferrovia, che portò poi alla fucilazione di 12 sottufficiali repubblichini davanti allo Stadio di Lecco, il 27 Aprile del 1945.

Ultima modifica il Sabato, 25 Aprile 2020 14:49
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